GSM in Afghanistan ed Iraq

Nei due paesi arrivano capitali dall'estero per catturare una fetta del promettente mercato della telefonia mobile. Ecco cosa sta accadendo
Nei due paesi arrivano capitali dall'estero per catturare una fetta del promettente mercato della telefonia mobile. Ecco cosa sta accadendo


Roma – Non si tratta di ordigni o di missili intelligenti ma l’esplosione c’è e si sente, sia in Afghanistan che in Iraq. In questi stati la richiesta di servizi per la telefonia mobile è in pieno boom . Un dato che indica una incoraggiante crescita per le economie di questi due paesi, indeboliti e debilitati da guerre e tensioni interne.

Visto che democrazia è anche libertà di comunicazione , il governo dell’Afghanistan, sperando di creare nuovi posti di lavoro e di favorire il passaggio democratico, ha deciso di liberalizzare le proprie frequenze vendendole ai migliori offerenti. Il mercato GSM è attualmente un duopolio formato da Roshan, una joint venture nata con fondi internazionali, e la più piccola Afghan Wireless Communication Company, americana.

Secondo i portavoce del ministro delle telecomunicazioni, la liberalizzazione frutterà oltre 200 milioni di dollari già nei primi due mesi del 2006, quando l’asta sarà definitivamente conclusa. Il numero di operatori mobili salirà così a quattro.

Infatti saranno due le nuove licenze basate su standard GSM. L’asta è aperta ed in prima linea c’è Orascom , azienda guidata dal magnate egiziano Naguib Sawiris. Il gruppo egiziano mira alla creazione di una alternativa panaraba al colosso Vodafone e punta sopratutto nelle zone colpite dalla guerra: Iraq ed Afghanistan . Già presente in Iraq con il nome di Iraqna, Orascom vuole approdare in Afghanistan per agguantare le redini della corsa.

Secondo previsioni ufficiali rilasciate dal governo, il mercato afghano conterà su circa un milione di utenti entro la fine del 2005 – 200mila in più rispetto al dato attuale.

Differente la situazione in Iraq, tuttora sconquassato da uno stato di conflitto permanente. Vodafone ha deciso esplicitamente di rimanerne fuori – intimidita da eventuali ritorsioni antioccidentali da parte degli abitanti locali. Pertanto i kuwaitiani di Wataniya prendono la palla al balzo ed annunciano un prossimo sbarco in Iraq e massicci investimenti.

A Baghdad il telefono GSM è arrivato soltanto da un anno ed ha già sostituito il telefono tradizionale. Le linee telefoniche terrestri sono andate completamente distrutte portando ad una forte crescita nelle vendite di telefonini: in pochi mesi il 7% della popolazione si è dotato di abbonamento GSM. Entro la fine dell’anno in corso gli utenti saranno circa tre milioni secondo le stime degli operatori.

Tommaso Lombardi

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08 05 2005
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