HarperCollins, ebook a scadenza

Limitazioni per i prestiti delle biblioteche: nuova idea per castrare i supporti digitali e trasformarli in una caricatura di quelli fisici
Limitazioni per i prestiti delle biblioteche: nuova idea per castrare i supporti digitali e trasformarli in una caricatura di quelli fisici

HarperCollins ha annunciato una riforma delle clausole che impone agli ebook messi a disposizione delle biblioteche . E con esse ne restringe l’utilizzo ad un numero ben preciso di letture.

Le biblioteche che pagano per il diritto di rendere disponibile un ebook per il prestito possono, proprio come con i libri cartacei, affittarlo quante volte vogliono, con l’unica limitazione di una sola persona alla volta e di un tempo determinato, di solito circa due settimane. L’utente, poi, può ottenere il testo anche senza andare fisicamente in biblioteca. Per impedirne una diffusione fuori controllo, comunque, i volumi digitali sono protetti da DRM.

Un libro fisico, tuttavia, prima o poi si rovina o si sfalda, senza contare le volte che un utente non lo restituisce o che si perde perché non riposto nello scaffale giusto: per questo HarperCollins ha pensato bene di rendere anche il supporto digitale soggetto a deterioramento imponendo alle librerie la possibilità di darlo in prestito solo per 26 volte prima che la licenza si esaurisca.

“Crediamo – ha spiegato l’editore – che questo cambiamento bilanci l’arricchimento che ottengono le librerie per mezzo dei nostri volumi con il bisogno di proteggere i nostri autori, assicurandogli una presenza in biblioteca e nella comunità per anni”.

Anche se ricalcare (spesso esasperando) i limiti connaturati al supporto cartaceo è una strada ormai consolidata per editori e distributori di ebook, soprattutto quando si parla di prestito (a tempo, ad una sola persona ecc.), la scelta di HarperCollins sembra poter costituire una minaccia alla diffusione della cultura soprattutto perché si parla del circuito delle biblioteche.
Con gli ebook così come pensati da HarperCollins, infatti, queste, luogo per eccellenza di condivisione di conoscenza, diventano una sorta di strumento promozionale delle offerte editoriali che si trovano (a pagamento) in libreria.
E la prima conseguenza, spiegano alcuni bibliotecari e osservatori, è che si penserà due volte prima di scegliere gli editori da cui acquistare volumi.

Le nuovi condizioni sono state imposte dall’editore a OverDrive, distributore di ebook orientato maggiormente al circuito bibliotecario. Altri editori, come Macmillan e Simon & Schuster, c’è poi da notare, hanno deciso di non aderire alla diffusione degli ebook nelle biblioteche.

Claudio Tamburrino

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