Harry Potter accessibile, lunedì il processo

Anche l'autrice della celebre saga si costituisce nel procedimento avviato contro Paolo Pietrosanti, che aveva annunciato la diffusione su web di un file con l'ultimo libro della Rowling


Roma – Jeanne Kathleen Rowling, l’autrice dei volumi della saga di Harry Potter, ha deciso di costituirsi in giudizio nel procedimento a carico dell’esponente radicale Paolo Pietrosanti, accusato di aver minacciato la diffusione su web di un file digitale contenente il testo dell’ultimo titolo della serie.

Ad annunciare che alla prossima udienza del Tribunale di Milano, prevista per lunedì 24 novembre alle 12, saranno presenti anche i legali della celebre scrittrice è stato lo stesso Pietrosanti, che già dovrà fronteggiare l’editore Salani che ha chiesto l’avvio del procedimento.

“Dovrò vedermela in Tribunale non solo con l’editore della versione italiana – ha dichiarato Pietrosanti – ma anche con l’autrice della saga del maghetto. Abbiamo reso pubblica la memoria difensiva del mio avvocato, Iuri Maria Prado, che può essere letta su www.pietrosanti.net e su www.radioradicale.it “.

Secondo Pietrosanti “ora la parola spetta non più soltanto a me e all’editore italiano, ma anche alla scrittrice più famosa del mondo. Che dovrà pure dire perché non vuole che io legga, anche se materialmente potrei”.

“La Signora più ricca del Reame, dopo la Regina – insiste Pietrosanti – dovrà pure dirmi perché vuole impormi la cecità, contro tutto e tutti. Contro ciò che è possibile, facile, concretamente possibile: un cieco può leggere, ma la Signora vuole chiudermi gli occhi. Appuntamento a lunedì. Perché su questo una risposta la esigo”.

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  • Anonimo scrive:
    Sindacato informatici
    Servirebbe anche quello. Immaginate con tutti gli informatici esistenti, sarebbe una vera potenza.Renderebbe probabilmente ridicoli gli altri settori professionali.Immaginate uno sciopero degli informatici. A prima vista sembrerebbe ridicolo, lo sciopero dei cammionisti è sicuramente più mediatico. Ma gli informatici sono dovunque e lavorano spesso nell'ombra, se loro scioperassero i sistemi informatici avrebbero seri problemi.Non solo il trasporto merci, ma pure il funzionamento delle banche, dei grandi magazzini, dei network televisivi, dei giornali, ...In ogni caso questo sindacato degli hackers mi pare una buona idea, magari potrebbe anche servire a far capire al mondo che hacker!=cracker.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacato informatici
      Tra l'altro mi sembra più perlicoloso che poche persone conoscano certi bug. Le aziende produttrici non saprebberoche devono patchare i loro sw mentre c'è in giro qualcuno chepuò bucare server... mah
    • Anonimo scrive:
      Re: collaudatore non scassinatore
      - Scritto da: Anonimo
      In ogni caso questo sindacato degli hackers
      mi pare una buona idea, magari potrebbe
      anche servire a far capire al mondo che
      hacker!=cracker. un sindacato per ...contribuire a creare un ponte tra ricerca e aziende in vista anche di una legislazione che superi le severe limitazioni e le ambiguità del DMCA. trasformerebbe l'hacker in un onesto collaudatore, adesso troppo facilmente si assimila al cracker - scassinatore p.s. ho riportato il tuo post sul thread delle professioni Web, dove ti invito ad intervenirehttp://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=485748ciao:)==================================Modificato dall'autore il 21/11/2003 12.32.08
      • argaar scrive:
        Re: collaudatore non scassinatore
        Servirebbe sì, così almeno qualcuno riesce a difendersi/ci dalle accuse e dalle denunce, solo per aver fatto notare loro che c'è un piccolo buchino nel loro software, che io non uso, ma che qualche malintenzionato (cracker, web defacers, ecc) potrebbe usare, anche perchè così si regolarizzerebbe la posizione lavorativa
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