Hollywood e il Pianeta che ruba

Al Congresso show del potente Jack Valenti (MPAA): i prodotti del genio creativo americano vengono rubati senza soluzione di continuità negli angoli più remoti della Terra. Russia e Cina nel mirino. RIAA sulle stesse posizioni
Al Congresso show del potente Jack Valenti (MPAA): i prodotti del genio creativo americano vengono rubati senza soluzione di continuità negli angoli più remoti della Terra. Russia e Cina nel mirino. RIAA sulle stesse posizioni


Washington – “La diffusione del furto delle opere creative dell’America scorre leggera come un fiume che s’insinua in ogni anfratto e sopra ogni sasso di questo pianeta”. Così il potente boss della Motion Picture Association of America (MPAA) Jack Valenti ha inquadrato il problema della pirateria al Congresso americano nelle scorse ore.

L’audizione di grande importanza per la politica americana sulla pirateria internazionale e la proprietà intellettuale non si è tenuta dinanzi ad un consiglio economico ma dinanzi alla Commissione per le Relazioni internazionali del Senato, perché in ballo non ci sono solo questioni di mercato ma anche i rapporti tra gli Stati Uniti e il resto del Mondo.

Valenti, uomo dalla lunga storia che da lungo tempo guida i destini industriali del mondo di Hollywood, ha intitolato il suo intervento ( qui in formato.pdf) in modo molto esplicito: “Pirateria internazionale della proprietà intellettuale: il furto dei segreti dell’America”. E se l’è presa in particolare con Cina e Russia , due paesi nei quali la criminalità organizzata riuscirebbe ad espandere costantemente il proprio raggio di azione, in particolare duplicando e arricchendosi con DVD contraffatti ricolmi di film americani.

Il capo della MPAA , che in passato si è scagliato con energia contro il peer-to-peer , non ha nascosto il proprio timore che la situazione sfugga da ogni possibilità di controllo anche in paesi come Pakistan, Thailandia, Malaysia, Taiwan o Brasile. Secondo Valenti, nonostante i progressi in alcune aree, la diffusione di Internet e del peer-to-peer offre un veicolo di diffusione anche a prodotti piratati in mano alla criminalità, per esempio ai file che contengono copie registrate con telecamera di film nei cinema.

Il tutto è poi condito dal fatto che secondo Valenti persino nei paesi in cui più veloce è lo sviluppo di Internet, anche in banda larga, l’infrastruttura legale non viene adeguata, lasciando dunque le porte più aperte ai pirati e rendendo più difficile anche all’industria americana tutelare i mercati sui quali ha fin qui potuto esercitare un certo controllo.

Citando fonti dell’Interpol, Valenti ha anche sottolineato i crescenti legami tra pirati e terrorismo in diverse aree. “Difficile dire – ha affermato – quanto del flusso economico arrivi ai terroristi ma di certo arriva”.

Russia e Cina sono secondo Valenti dei nodi fondamentali perché “i problemi di pirateria vanno ben al di là dei loro confini e sono capaci di infettare i mercati di tutto il mondo”.

La Cina, in particolare, paese che pure sta formalmente adottando politiche anti-pirateria in linea con i dettami del WTO , rappresenta un motivo di preoccupazione tra le altre cose perché scendono i ricavi per l’industria americana del cinema. Nel 1998, infatti, le entrate hanno sfiorato i 2 milioni di dollari mediamente per ogni film americano venduto su quel mercato, una cifra ora scesa a 500mila dollari. “Nel 2003 – ha dichiarato Valenti – i pirati hanno catturato almeno il 95 per cento del mercato cinese. Il livello attuale di pirateria è peggiore di quanto sia stato dal 1995, quando la percentuale era del 100 per cento”.

Sulla stessa linea anche il chairman della RIAA , l’associazione dei discografici americani. Secondo Mitch Bainwol, infatti, tra tutti i paesi in cui la pirateria è un fenomeno florido ce ne sono quattro che spiccano: Russia, Cina, Brasile e Pakistan. “La Russia – ha dichiarato Bainwol – è il maggiore esportate di CD pirata e questo causa problemi seri al mercato legale mondiale della musica”.

Sebbene le audizioni di queste ore non siano finalizzate ad un provvedimento, gli intervenuti hanno auspicato una più stretta relazione tra iniziativa diplomatica e commerciale e lotta contro la pirateria mondiale.

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10 06 2004
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