Hong Kong discarica dell'hi-tech?

Criminali cinesi lucrano sull'importazione di rifiuti tecnologici e ora Greenpeace denuncia: stoccano tutto senza alcuna tutela in cinque siti a forte rischio ambientale
Criminali cinesi lucrano sull'importazione di rifiuti tecnologici e ora Greenpeace denuncia: stoccano tutto senza alcuna tutela in cinque siti a forte rischio ambientale


New York (USA) – Uno sporco traffico che si sperava defunto è invece più attivo che mai e vede i rifiuti tecnologici occidentali, in particolare quelli americani, venire stoccati ad Hong Kong in siti non attrezzati, con notevoli e gravi conseguenze ambientali.

La denuncia arriva dall’organizzazione internazionale Greenpeace secondo cui sono almeno cinque le discariche illegali che vengono sfruttate da organizzazioni criminali che bypassano i controlli delle autorità cinesi ed esportano ad Hong Kong notevoli quantità di rifiuti hi-tech tossici. Si tratta di computer, telefonini, monitor e via dicendo: tutti dispositivi che nel tempo possono rilasciare nell’ambiente sostanze inquinanti come piombo, mercurio, zinco e via dicendo.

Secondo Greenpeace in quelle aree i suoi tecnici hanno registrato concentrazioni di piombo superiori alla norma di almeno cinque o dieci volte. “Questo materiale – si legge in una nota diffusa dall’associazione ambientalista – è estremamente tossico per le piante, gli animali e gli uomini”.

La Cina da qualche anno ormai ha fermato l’importazione di rifiuti hi-tech occidentali che per anni hanno garantito un alto reddito. Una decisione sofferta, resa necessaria dal gravissimo impatto ambientale che in varie zone del paese tutto questo stava provocando, senza contare i danni alle persone, spesso anche minori, coinvolte nel processo di “smaltimento”, a contatto con sostanze dannose senza protezioni e tutele.

In questo caso le organizzazioni criminali che muovono l’importazione illegale sfruttano la mancanza di una severa politica di frontiera sia per far arrivare la merce in Cina sia per trasportarla da lì ad Hong Kong. “Il grande volume di commerci tra Hong Kong e la Cina – spiega l’associazione – attira chi commercia in e-waste dai paesi in via di sviluppo, per utilizzare HK come discarica. L’importazione dalla Cina viene effettuata sulle strade, rendendo più difficili le ispezioni”.

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31 03 2005
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