Hotmail, cinque mesi di antispam

Il servizio di webemail di Microsoft, che già utilizza le liste nere del MAPS per tenere lontani gli spammatori, ha confermato che negli ultimi cinque mesi ha adottato una politica severissima, senza però dirlo ai suoi utenti
Il servizio di webemail di Microsoft, che già utilizza le liste nere del MAPS per tenere lontani gli spammatori, ha confermato che negli ultimi cinque mesi ha adottato una politica severissima, senza però dirlo ai suoi utenti


Web – Per combattere a fondo lo spam, Hotmail , il sistema di webemail di Microsoft, avrebbe adottato negli ultimi mesi una policy severissima senza però comunicarla agli utenti. Hotmail, che già utilizza le liste nere del MAPS per impedire che i suoi utenti ricevano posta indesiderata da riconosciuti spammatori, avrebbe impedito ai propri utenti di inviare messaggi a indirizzi email compresi tra quelli “bannati” perché legati ad attività spammatorie.

Se per molti spammer questo ha significato non poter abusare di Hotmail per inviare o far ricevere messaggi non richiesti, per molti utenti la nuova policy si è tradotta nell’impossibilità di mandare messaggi a certi indirizzi; anche a conoscenti il cui “torto” è solo quello di avere un account email presso un provider inserito nelle liste nere perché veicolo di spam.

Le black list del MAPS (Mail Abuse Prevention System) e di molti operatori Internet sono utilizzate per mettere “alla porta” classi di IP dai quali arrivano troppo spesso email di spam. Ma la policy adottata da Hotmail sembra sia andata oltre, “bocciando” messaggi scritti in buona fede ma mai “partiti”: Hotmail comunicava agli utenti solo la presenza di errori nel contattare certi destinatari senza spiegare che questo accadeva perché erano inseriti, a torto o a ragione, nelle liste nere.

Microsoft si difende sostenendo che “Hotmail si muove con molta aggressività per proteggere gli utenti di MSN Hotmail dallo spam”. E ha sottolineato come qualsiasi sito-dominio che fosse inserito nelle liste nere può chiedere all’azienda di essere cancellato da quelle liste: “I casi vengono esaminati uno ad uno”.

Il caso sta naturalmente sollevando una nuova polemica sugli equilibrismi a cui i grandi sistemi di servizio email sono costretti per garantire la funzionalità agli utenti ed evitare di diventare target di invii selvaggi di spam.

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18 01 2001
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