HP: i brevetti non sono il diavolo

Uno dei massimi dirigenti del gigante americano racconta la sua visione dei brevetti sul software, qualcosa che - dice - protegge le innovazioni apportate da ciascuno


Boston (USA) – “Rifiutarsi di brevettare un’idea significa esporsi senza assolutamente alcuna buona ragione. Per alcuni il brevetto sembra un modo di vendersi. Ma garantisco che il punto è quello che fai con il brevetto e non il fatto di averne uno”. Così ha introdotto la sua visione dei brevetti alla platea del LinuxWorld di Boston il vicepresidente delle operazioni Linux di HP Martin Fink.

Secondo Fink i brevetti non se ne andranno tanto presto e “in fin dei conti i brevetti sul software sono un modo di vivere. Ignorarli è un po’ naif”.

Fink, che non è voluto entrare nella guerra dei brevetti che infiamma l’Europa da mesi, viene da un’azienda che come tutte le grandi società dell’alta tecnologia americane ha registrato enormi quantità di brevetti, più di 1.700 nel solo 2004.

Il manager HP ha anche preso del tempo per criticare la Open Source Initiative , l’organizzazione che da tempo si occupa di approvare licenze open source. Secondo Fink, infatti, 52 diverse licenze open source sono troppe e in questo senso OSI non starebbe facendo un bel lavoro.

“E’ chiaro – ha dichiarato Fink – che OSI non ha preso al suo interno il delicato lavoro che svolge. Approvare licenze basate sulla rispondenza ad una specifica piuttosto che sulla loro capacità di aprire a nuovi modelli di business open source rappresenta un chiaro e attualissimo pericolo”.

Le parole di Fink pesano particolarmente visto il ruolo giocato dal manager anche in OSDL (Open Source Development Labs) , ormai ente accreditato che spinge per implementare Linux per finalità industriali. “OSDL – ha assicurato Fink – ha un progetto per spingere OSI in una nuova direzione”.

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  • Anonimo scrive:
    Linux sostituisce UNIX non windows
    Attenzione si parla di sostituire vecchi e costosi sistemi basati su standard UNIX con LINUX non macchine con WINDOWS.La strada da percorrere e' ancora lunga prima che linux possa intaccare i prodotti Microsoft.
    • Anonimo scrive:
      Re: Linux sostituisce UNIX non windows
      - Scritto da: Anonimo
      Attenzione si parla di sostituire vecchi e
      costosi sistemi basati su standard UNIX con
      LINUX non macchine con WINDOWS.

      La strada da percorrere e' ancora lunga
      prima che linux possa intaccare i prodotti
      Microsoft.linux vincerà e dominerà il mondo libero dell'informatica!!!linux rulez (linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: Linux sostituisce UNIX non windows
      vero, ma a Confartigianato (in tutta Emilia romagna) Linux ha invece sostituito windows su tutti i desktop almeno da un paio d'anni; non solo: addirittura da Office a Openoffice :)Pensate che ho scelto Confartigianato invece di CNA solo per questo :)))Morloi
    • Anonimo scrive:
      Re: Linux sostituisce UNIX non windows
      - Scritto da: Anonimo
      Attenzione si parla di sostituire vecchi e
      costosi sistemi basati su standard UNIX con
      LINUX non macchine con WINDOWS.
      e' vero, pero se una banca si fida di Linux non puo'che essere una ottima notizia.
  • Anonimo scrive:
    Addio SUN, benvenuto linux
    ne resterà soltanto uno: LINUX !!!oggi è la volta di SUN, domani verranno uccisi tutti gli unix e infine quelle ciofeche di windows, e linux dominerà un mondo libero e open source(linux)(linux)(linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: Addio SUN, benvenuto linux
      - Scritto da: Anonimo
      ne resterà soltanto uno: LINUX !!!Non è un bene. Il fatto che ci siano alternative fa si che chi sviluppa linux (o software per linux) cerchi di farlo sempre meglio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Addio SUN, benvenuto linux
      pronti?Uno!Due!T....ROLL
    • Anonimo scrive:
      Re: Addio SUN, benvenuto linux
      non sarei così drasticolinux non soppianterà completamente gli unix proprietari sui grossi server , e sun prepara la sua versione di linux basata su java e looking glass.il pinguino fa grossi passi avanti , ma ancora molto cè da fare.
    • Solvalou scrive:
      Re: Addio SUN, benvenuto linux
      Solaris 10 e' gia' freeware e si avvia ad essere open source http://it.slashdot.org/article.pl?sid=04/11/15/125214Direi quindi che la cosa piu' probabile e' che sopravviva piu' a lungo del previsto, con scambi di codice verso linux e viceversa. La apertura del software libero puo' anche favorire la diversificazione di soluzioni e piattaforme, al contrario delle tattiche "borg" di microsoft o affini. Stiamo a vedere quello che capita.
  • Anonimo scrive:
    PER_LA_REDAZIONE
    Non vorrei sembrare ridicolo ma se funziona come al solito le workstation SUN finiranno o in una cantina della banca o peggio in un bidone..non differenziato. Se qualcuno fosse interessato a quelle macchine ( per diletto, per tesi universitarie o quant'altro ) sarebbe possibile mettersi in contatto con la banca che dismetterà tutta la "ferraglia" ?
    • Anonimo scrive:
      Re: PER_LA_REDAZIONE
      uh? perche' dovrebbero cambiare hardware? basta che installino GNU/Linux sulle WS sun (io ad esempio a casa ho una sparcstation5 con Debian)
      • Anonimo scrive:
        Re: PER_LA_REDAZIONE
        beh,dall'articolo sembrava volessero orientarsi sulla piattaforma I386, anche per questioni di costi di manutenzione . .Dove lavoro abbiamo diverse sparc ( netra , 220R,etc.) e quando si deve espandere la ram sono dolori , per esempio ( puoi montare solo la loro RAM )..etc.etc.
    • pikappa scrive:
      Re: PER_LA_REDAZIONE
      mi trovi perfettamente daccordo, anche perchè sto facendo la caccia a delle sun da un po, PI se possibile, magari anche tramite voi, giusto per non inondare di richieste la banca, si puo sapere se si possono aquistare, o semplicemente portarsi a casa queste macchine?
    • la redazione scrive:
      Re: PER_LA_REDAZIONE
      Possiamo solo suggerirti di contattare direttamente la banca :-)Ciao.- Scritto da: Anonimo
      Non vorrei sembrare ridicolo ma se funziona
      come al solito le workstation SUN finiranno
      o in una cantina della banca o peggio in un
      bidone..non differenziato.
      Se qualcuno fosse interessato a quelle
      macchine ( per diletto, per tesi
      universitarie o quant'altro ) sarebbe
      possibile mettersi in contatto con la banca
      che dismetterà tutta la "ferraglia" ?
    • The_Stinger scrive:
      Solaris 10 - Freeware
      La versione 10 di Solaris per x86 è scaricabile gratuitamente dal sito Sun.Io me la sono scaricata e va da Dio.
    • Anonimo scrive:
      Re: PER_LA_REDAZIONE
      Le aziende generalmente devono "scaricare" i materiali che escono dai magazzini. Per scaricare si rende percio' necessario emettere fattura a qualcuno.Queste sun le troverai quindi alle prossime fiere dell'elettronica quando qualche commerciante comprerà lo stock a 2 lire e lo rivenderà a mooolto di più.E.
  • Anonimo scrive:
    Lineattiva Home Banking
    E' il servizio home banking di BPU.... ora funziona solo con IE disabilitando la JVM. :(Il problema è di Actalis, la società che certifica la firma digitale per BPU, che non riesce a fare mezza applet senza basarsi sulla VM di Zio Bill.La cosa buffa è che i dipendenti di BPU ora non potranno utilizzare Lineattiva dalle loro postazioni di lavoro.... non ho parole! :'(
    • Anonimo scrive:
      Re: Lineattiva Home Banking
      Mi spiace contraddirti ma non sei assolutamente informato. Da molti mesi Actalis distribuisce applets che si appoggiano alla virtual machine di SUN in alternativa a quella di Microsoft. E questo te lo posso garantire in quanto lavoro all'ufficio prodotti di Actalis.Forse la scelta di non migrare ai nuovi applets basati su SUN è da imputare alla BPU?Ciao, Marco
      • Anonimo scrive:
        Re: Lineattiva Home Banking
        io non so di chi sia la colpa, ma da quando BPU ha acquisito la commercio e industria, l'internet banking sul mac me lo posso scordare. grazie bpu
  • Madder scrive:
    Chi ci guadagna ?
    Sarebbe bello sapere quanto incasserà RedHat da questo "appalto". Così da chiudere il discorso che chi lavora con l'opensource sono solo i "cantinari", "comunisti", "cannaioli", ... Penso si tratti di un buon esempio di dove si fanno i guadagni usando l'open source: immagino che il costo per la banca non stia tanto nel software stesso, ma nella consulenza per l'installazione e nella formazione all'utenza. Immagino anche che nelle prossime assunzioni che la banca farà, l'avere nel curriculum "esperienza OpenOffice, Linux" potrebbe essere una caratteristica distintiva...Madder
    • matcion scrive:
      Re: Chi ci guadagna ?
      - Scritto da: Madder
      Sarebbe bello sapere quanto incasserà
      RedHat da questo "appalto". Così da
      chiudere il discorso che chi lavora con
      l'opensource sono solo i "cantinari",
      "comunisti", "cannaioli", ...
      Chiaramente red hat avrà il suo bel tornaconto. Quello che mi chiedo io è: esistono persone che riescono a vivere lavorando (nel senso progettando e programmando, non vendento )in progetti open source, senza considerare i dipendenti che IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato su progetti open source?
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ci guadagna ?
        Secondo me, no.E varie volte su PI, a domande di questo tipo, le risposte di chi diceva di si alla fine non hanno mai convinto più di tanto...Ma adesso sentiamo le risposte dei comunisti linuxari.- Scritto da: matcion
        - Scritto da: Madder

        Sarebbe bello sapere quanto
        incasserà

        RedHat da questo "appalto". Così
        da

        chiudere il discorso che chi lavora con

        l'opensource sono solo i "cantinari",

        "comunisti", "cannaioli", ...



        Chiaramente red hat avrà il suo bel
        tornaconto. Quello che mi chiedo io
        è: esistono persone che riescono a
        vivere lavorando (nel senso progettando e
        programmando, non vendento )in progetti open
        source, senza considerare i dipendenti che
        IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato
        su progetti open source?
        • matcion scrive:
          Re: Chi ci guadagna ?

          Ma adesso sentiamo le risposte dei comunisti
          linuxari.Sia chiaro che io non voglio metterla in politica: uso win con sopra prodotti opensource e sono contento che esistano.Volevo una risposta per sapere se è un fenomeno sostenibile nel lungo periodo o se inevitabilmente i grandi progetti dovranno essere supportati da grandi sponsor.
          • Anonimo scrive:
            Re: Chi ci guadagna ?
            Ma comunque la si prenda, il fatto è che gli sponsor sponsorizzano per 3 principali motivi:1) utilità personale2) tornaconto di immagine3) etica(non necessariamente in quest'ordine)1) se faccio water non mi interessa sponsorizzare Red Hat. Se sono Novell invece ho qualche interesse pratico a che questo o quel pacchetto esca e mi faccia trarre un beneficio diretto.2) Inutile negare che in questo periodo molti soggetti di mercato pompino il fatto di finanziare l'open perché "fa figo", e non credo faccia bene negarlo.3) Etica: non c'è bisogno di spiegazioni, ma direi che vale soprattutto per i piccoli e i privati (ogni tanto qualcuno fa donazioni)Io sono direttamente coinvolto in alcuni (piccoli) affari relativi al mondo open, e mi fa un po' scuotere la testa sia quando incontro gente che nega l'esistenza di un principio etico di fondo, o gente che viceversa nega l'esistenza di interessi pubblicitari.Insomma... un po' di moderazione! Nessuno, immagino neanche Richard Stallman, mangia pane e gloria a pranzo!
        • Anonimo scrive:
          Re: Chi ci guadagna ?
          - Scritto da: Anonimo
          Secondo me, no.
          E varie volte su PI, a domande di questo
          tipo, le risposte di chi diceva di si alla
          fine non hanno mai convinto più di
          tanto...
          Ma adesso sentiamo le risposte dei comunisti
          linuxari.


          - Scritto da: matcion

          - Scritto da: Madder...Quello che pensi tu non frega nulla a nessuno. E impara a quotare prima di spargere insulti in giro.
        • Anonimo scrive:
          Re: Chi ci guadagna ?
          - Scritto da: Anonimo
          Secondo me, no.
          E varie volte su PI, a domande di questo
          tipo, le risposte di chi diceva di si alla
          fine non hanno mai convinto più di
          tanto...
          Ma adesso sentiamo le risposte dei comunisti
          linuxari.Ma chissenefrega se non ti convinci. Continua a usare windows e non rompere. Ma lascia che gli altri siano liberi di pensarla diveramente da te.
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ci guadagna ?
        - Scritto da: matcion
        esistono persone che riescono a
        vivere lavorando (nel senso progettando e
        programmando, non vendento )in progetti open
        source, senza considerare i dipendenti che
        IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato
        su progetti open source?Chi programma software OpenS in genere guadagna dai servizi, poi c'è chi lo fa per pura soddisfazione personale o per hobbie. Poi esistono molte aziende che guadagnano anche vendendo opens. Quì trovi tutto l'elenco: www.google.it
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ci guadagna ?
        - Scritto da: matcion
        Quello che mi chiedo io
        è: esistono persone che riescono a
        vivere lavorando (nel senso progettando e
        programmando, non vendento )in progetti open
        source, senza considerare i dipendenti che
        IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato
        su progetti open source?Beh secondo me non devi considerare solo la programmazione ma anche la vendita dei servizi (e di per se' non mi pare sbagliato, se io XYZ faccio gratuitamente il prodotto ABC, chi meglio di me lo conosce e te lo puo' configurare bene?). Se pero' vuoi restare nell'ambito dello sviluppo, secondo me la configurazione/personalizzazione e' la chiave del guadagno in quel contesto: ho visto recentemente il sito di un prodotto OSS (era un CMS in php/mysql se non erro) che era rilasciato open-source e nell'elenco delle aggiunte c'erano diversi "plugin" sviluppati (direi a pagamento) per aziende commerciali che poi a loro volta avevano accettato di rilasciare il codice sorgente. Del tipo: ok io ho fatto questo sw webcalendar/email, tu vuoi un modulo LDAP x la gestione degli indirizzi che non esiste. Facciamo cosi' tu mi paghi il lavoro di sviluppo di questo modulo (e cque alla fine paghi meno di una licenza di un prod. commerciale) pero' mi permetti di rilasciarlo alla comunita' in modo che anche altri possano beneficiarne. In tal modo l'azienda ha un risparmio tangibile e contribuisce contemporaneamente a migliorare il prodotto OSS.Ecio
        • Anonimo scrive:
          Re: Chi ci guadagna ?
          Dimenticavo: c'e' anche qualche piccolo programmatore che sbanca il lunario con i bounty (ad esempio http://www.gnome.org/bounties/ )Ecio
        • matcion scrive:
          Re: Chi ci guadagna ?


          Beh secondo me non devi considerare solo la
          programmazione ma anche la vendita dei
          servizi (e di per se' non mi pare sbagliato,
          se io XYZ faccio gratuitamente il prodotto
          ABC, chi meglio di me lo conosce e te lo
          puo' configurare bene?).
          Se io ho scritto il progamma XY sono sicuramente la migliore persona che può installartelo, ma ad esempio, quanti di quelli che installano apache, probabilmente facendosi giustamente pagare per farlo, sono tra gli sviluppatori? Quindi uno sviluppa e non prende niente, l'altro installa e ci guadagna.Qualcosa non quadra.
          • Anonimo scrive:
            Re: Chi ci guadagna ?
            - Scritto da: matcion

            Beh secondo me non devi considerare

            solo la programmazione ma anche la vendita dei

            servizi
            quanti di quelli che installano apache,
            probabilmente facendosi giustamente pagare
            per farlo, sono tra gli sviluppatori? Quindi
            uno sviluppa e non prende niente, l'altro
            installa e ci guadagna.Chi installa e non sviluppa potrebbe contribuire a migliorare il prodotto, coi bug report, aumentando la base di utilizzatori, magari trovando qualche soluzione a dei problemi, ecc... (che è quello che faccio io da sistemista). Poi magari non è detto che quest'installatore non dia una mano allo sviluppo di un altro progetto, che poi magari viene utilizzato da quelli di apache per il loro lavoro, che potrebbe anche essere diverso da quello di "installatore" di apache :)Insomma, non so se quelli di apache si guadagnano il pane lavorando su apache (molti probabilmente sì, magari finanziati da grosse aziende che usano apache come loro webserver preferenziale), potrebbero anche guadagnarlo in altro modo usando prodotti liberi sviluppati da altri che invece usano apache...Immagino che sembri un ragionamento contorto, ma credo dipenda soprattutto dal modo in cui si sia abituati a ragionare: guardandolo "da dentro" non sembra più contorto, anzi pare un sistema veramente efficiente e funzionale per far migliorare il software e lavorare meglio tutti.(In ogni caso, conosco gente che sviluppa apache E lo installa)
          • Anonimo scrive:
            Re: Chi ci guadagna ?
            - Scritto da: matcion
            Se io ho scritto il progamma XY sono
            sicuramente la migliore persona che
            può installartelo, ma ad esempio,
            quanti di quelli che installano apache,
            probabilmente facendosi giustamente pagare
            per farlo, sono tra gli sviluppatori? Quindi
            uno sviluppa e non prende niente, l'altro
            installa e ci guadagna.
            Qualcosa non quadra.Aldila' del fatto che non hai dato peso al resto che ho scritto, cque secondo me (senza offesa e' una mia idea) la tua e' una visione un po' limitata/riduttiva:se mi consideri un prodotto piccolo, dove io programmatore ho scritto il programma, allora forse potrei faticare a tirare a campar (visto che il progetto e' gratuito) ma potrei anche essere uno dei pochi che lo conosce e quindi riuscire a farmi pagare x configurarlo/ottimizzarlo. Se viceversa consideri realta' grosse (tipo Apache) li' certamente avrai altra gente che configura installa vende servizi etc.. ma a maggior ragione li' sicuramente avrai dietro qualcuno che finanzia (magari le stesse societa' che ci sviluppano servizi a valore aggiunto sopra), xche' di certo il programmatore Pinco Pallino di Apache non vive sotto i ponti :)Considera poi che ci sono anche alcune societa' che sposano la filosofia dell'opensource (o cque che tengono alla salute mentale dei propri lavoratori :)) che concedono al dipendente un tot percento (che so il 10%) del tempo per sviluppare progetti "per i c@zzi suoi" (presumo che ce ne siano pochissime/nessuna in Italia, ma esistono anche queste realta'). In quel caso magari il programmatore lo fa solo come hobby e non ci guadagna nulla, ma questo non rientra nel discorso "chi guadagna" quindi lasciamo stare :)Ecio
          • matcion scrive:
            Re: Chi ci guadagna ?


            Aldila' del fatto che non hai dato peso al
            resto che ho scritto,
            L'altra parte mi pareva funzionasse, ma visto che mi pare più specifica ho provato a rimanere più in generale.

            cque secondo me (senza
            offesa e' una mia idea) la tua e' una
            visione un po' limitata/riduttiva:
            Può essere: io lavoro nella meccanica, dove concetti di questi tipo non esistono, almeno in vasta scala, quindi sono abituato a ragionare in un altro modo.Questa cosa del successo del software open source, al di la del fatto che sia meglio o peggio di del closed (esisteranno sicuramente ottimi software ma anche delle schifezze in entrambi gli schieramenti) mi affascina, anche percè il discorso etico, applicabile ai singoli, non credo si possa applicare alle grandi società che ultimamente supportano l'open source. E non credo che sia solo perchè fa figo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Chi ci guadagna ?


            cque secondo me (senza

            offesa e' una mia idea) la tua e' una

            visione un po' limitata/riduttiva:


            Può essere: io lavoro nella
            meccanica, dove concetti di questi tipo non
            esistono, almeno in vasta scala, quindi sono
            abituato a ragionare in un altro modo.Non vorrei che tu abbia preso quanto ho scritto come offesa, volevo semplicemente dirti che forse stavi guardando la cosa da un solo punto di vista ;)
            Questa cosa del successo del software open
            source, al di la del fatto che sia meglio o
            peggio di del closed (esisteranno
            sicuramente ottimi software ma anche delle
            schifezze in entrambi gli schieramenti) mi
            affascina, anche percè il discorso
            etico, applicabile ai singoli, non credo si
            possa applicare alle grandi società
            che ultimamente supportano l'open source. E
            non credo che sia solo perchè fa
            figo.Se non vuoi chiamarla etica chiamala allora in maniera piu' pragmatica "immagine": nell'era della globalizzazione e di Internet e' facile farsi odiare (vedi SCO) cosi' come raccogliere proseliti (si veda Novell con Hula o Evolution etc..) in base alle scelte che si fanno: essere sulla bocca di tutti, nel bene o nel male, ha comunque un peso. Inoltre, penso a Novell, probabilmente han capito che facendo acquisizioni mirate nel campo del sw open (tipo Ximian) e sfruttando quel know-how integrandolo con i propri prodotti aziendali ma continuando a rilasciare comunque quei sw come opensource hanno un buon ritorno di immagine con la comunita' opensource e cque riescono a far buoni affari con i loro clienti.Ecio
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ci guadagna ?
        - Scritto da: matcion
        Chiaramente red hat avrà il suo bel
        tornaconto. Quello che mi chiedo io
        è: esistono persone che riescono a
        vivere lavorando (nel senso progettando e
        programmando, non vendento )in progetti open
        source, senza considerare i dipendenti che
        IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato
        su progetti open source?No secondo me no, nel momento in cui tu rilasci il tuo codice pubblicamente questo viene cannibalizzato e usato da tutti, non gli puoi più correre dietro, d'altronde nessuno ti ha obbligato.Chi ci guadagna, oltre alle multinazionali "open" d'oltreoceano, è chi ha i contatti o l' "entratura" in qualche azienda ( enti statali, università, assicurazioni, terziario dove non sanno cosa sia l'informatica, aziende parastatali e così via ).Tramite questa "entratura" può vendere qualsiasi software perché non conta cosa vende ma conta la conoscenza, se poi rivende software open source allora il lucro è massimo.L'altro ieri su un'altro thread qui su PI c'era uno che diceva che un programmatore open source può fare il lavoratore in affitto ( Body Rental ) per qualche azienda che prende commesse dalla Pubblica Amministrazione, sembrava che si vantasse pure a dire una cosa del genere.Conoscendo come funziona il meccanismo del Body Rental, sapendo come funzionano quei contratti e le percentuali che si prendono molti di questi intermediari (almeno il doppio o il triplo della "tariffa" pagata al consulente, ma il consulente non lo saprà MAI ), mi pare che sia una situazione di totale vessazione e svantaggio.Già chi è lavoratore in affitto nell'informatica non è ben messo, figuriamoci se è open source, dalla padella alla brace quindi.Immagino però che un body rentallaro nell'open source abbia guadagni di gran lunga superiori a quelli dei body rentallari closed source: non ci sono licenze da comprare e neanche documentazione, è tutto, seppur frammentariamente, presente gratuitamente in Internet, basta usare google.Tra l'altro, secondo me, gli idividui che decidono di fare questo bel mestiere dell'intermediario o body-rentallaro, sono individui che non essendo riusciti a sfondare altrimenti ( in qualche centro di ricerca o qualche ufficietto sbattendosi di quà e di là ), sono ormai disposti a fare questo ed altro per alzare il loro tenore di vita e per soddisfare il sopito bisogno di lussi e grandi macchine.Non mi è neppure parso, per quelli che ho conosciuto, che abbiano una tale passione per l'informatica e il codice scritto bene, hanno più una passione 'hardware' ( è come se contasse l'hardware e il software fosse superfluo, gratis, open ), un "meccanico" dei computer che si diverte a montare/smontare e giocherellare con un PC come fosse un motorino, tanto lavorano gli altri.Per quanto riguarda il codice siamo di nuovo lì, il codice deve essere scritto subito e deve fare tutto, in poche parole deve crescere da solo sugli alberi e il software prodotto deve essere mutaforma cioè fare tutto e niente senza una particolare analisi ( non ci dovrebbe essere bisogno del programmatore o dovrebbe lavorare gratis ); poi il codice deve essere scritto male, sai, nel caso in cui fossi costretto a rilasciarlo open source non vorrai mica regalare qualcosa a qualcuno? "Il software scritto bene te lo copiano". Il codice deve anche essere necessariamente semplicissimo a prescindere dal problema che devi risolvere, e non devi stare attento a tutte le possibilità di errore, il cliente ha sempre torto e così è costretto a fare un contratto di manutenzione ( tanto vale il discorso dell'entratura che ho fatto prima, quindi... )Quindi, nonostante alcuni dicano di rivendere passione ( degli altri ) e codice ( degli altri ), la mia impressione è che non sia affatto vero.Fanno solamente una cosa: monetizzano le loro conoscenze, trasformano una conoscenza in denaro il più a lungo possibile, null'altro.D'altronde il nostro paese è un terreno molto fertile per questo genere di attività.
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi ci guadagna ?
      - Scritto da: Madder
      Sarebbe bello sapere quanto incasserà
      RedHat da questo "appalto". Così da
      chiudere il discorso che chi lavora con
      l'opensource sono solo i "cantinari",
      "comunisti", "cannaioli", ... peccato che red hat attinge sottobanco da fedora, per la quale lavorano gratis i cosiddetti cantinari

      Penso si tratti di un buon esempio di dove
      si fanno i guadagni usando l'open source:
      immagino che il costo per la banca non stia
      tanto nel software stesso, ma nella
      consulenza per l'installazione e nella
      formazione all'utenza. ma questo non è stato mai messo in dubbiose l'open source è arrivato dov'è, evidentemente qualcuno ci guadagnail problema è che questo qualcuno è chiunque, eccetto l'autore del softwareche depressione :(

      Immagino anche che nelle prossime assunzioni
      che la banca farà, l'avere nel
      curriculum "esperienza OpenOffice, Linux"
      potrebbe essere una caratteristica
      distintiva...beh... sai che per installare una rete con redhat e la suite open office bastano 4 click?ma non è questo il problema
      Madderciao(win)
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ci guadagna ?

        peccato che red hat attinge sottobanco da
        fedora, per la quale lavorano gratis i
        cosiddetti cantinarigià, ma programmatori di redhat fanno parte del team di sviluppo di fedora.stabilire chi tra le due distro trae beneficio dall'altra è un discorso sterile, dato che poi fedora beneficia di redhat.considerando che tra le due la enterprise credo goda di un maggior numero assoluto di sviluppatori , non credo che redhat campi sul lavoro fatto dal team di fedora.consideriamo poi che fedora non è assolutamente la migliore tra le distro desktop.
        se l'open source è arrivato
        dov'è, evidentemente qualcuno ci
        guadagna
        il problema è che questo qualcuno
        è chiunque, eccetto l'autore del
        software

        che depressione :(nessuno impedisce ai programmatori che sviluppano fedora di vendere a loro volta una distro derivata da fedora con applicazioni aggiuntive.nè è loro impedito di sviluppare applicativi open da sssociare a fedora e venderli. così come nessuno li ha obbligati con la forza a sviluppare fedora
        beh... sai che per installare una rete con
        redhat e la suite open office bastano 4
        click?già, ma saperla usare se la si trova sul desktop è un vantaggio non ti pare?
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi ci guadagna ? be bill sicurament
      quando la lino macchina comincera a perdere colpi, o bere o affogare e giu di win2003(win)
      • Anonimo scrive:
        Comunista anche Linux? BASTAAAA!
        Con sta storia dei comunisti ne ho fino ai capelli!Adesso pure a rompere con Linux !?Cioe', fatemi capire, tutto cio' che non porta profitti alle multinazionali e alle grandi industrie sarebbe "comunista" ?
        • Anonimo scrive:
          Re: Comunista anche Linux? BASTAAAA!
          - Scritto da: Anonimo
          Con sta storia dei comunisti ne ho fino ai
          capelli!

          Adesso pure a rompere con Linux !?

          Cioe', fatemi capire, tutto cio' che non
          porta profitti alle multinazionali e alle
          grandi industrie sarebbe "comunista" ?http://images.google.ca/images?hl=en&safe=off&q=communism&spell=1
          • Anonimo scrive:
            Re: Comunista anche Linux? BASTAAAA!
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Con sta storia dei comunisti ne ho fino
            ai

            capelli!



            Adesso pure a rompere con Linux !?



            Cioe', fatemi capire, tutto cio' che non

            porta profitti alle multinazionali e
            alle

            grandi industrie sarebbe "comunista" ?

            images.google.ca/images?hl=en&safe=off&q=commBenisssimo... e pensare che io sarei di destra... anzi, a questo punto, lo ero
          • Anonimo scrive:
            Re: Comunista anche Linux? BASTAAAA!
            - Scritto da: Anonimo
            images.google.ca/images?hl=en&safe=off&q=commDel resto, zio Bill dicono abbia affinità con un certo dittatore tedesco della prima metà del secolo scorso...http://images.google.ca/images?hl=en&lr=&safe=off&q=bill+gates&btnG=SearchQuindi, per parafrasare il concetto:Linux = Comunismoio dico:Windows = NazismoUsi Windows? Sei nazista!
        • Anonimo scrive:
          Re: Comunista anche Linux? BASTAAAA!

          Cioe', fatemi capire, tutto cio' che non
          porta profitti alle multinazionali e alle
          grandi industrie sarebbe "comunista" ?ma infatti questo non e' comunismo, qui il profitto c'e':ci risparmia BPU, ci guadagna RedHat, ci perde Sunquesto e' capitalismo! :DEcio
  • Anonimo scrive:
    Bè che posso dire.....
    Spero facciate una buona esperienza ! ;)(win)(linux)(apple)
    • YangChenping scrive:
      Re: Bè che posso dire.....
      - Scritto da: Anonimo
      Spero facciate una buona esperienza ! ;)Quando hai la riserva frazionaria dalla tua parte, quasi sempre fai una buona esperienza...
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