I carbon credit (non) si comprano online

di Fabio Annovazzi - I carbon credit non danno più l'indulgenza: sembrano una idea straordinaria per ridurre le emissioni di CO2 con poco sacrificio. Peccato che non funzionino. Un clic non basta a scaricare la responsabilità

Capire cosa bisogna fare per contrastare l’accumulo di CO2 nell’atmosfera – prima causa del global warming – è sempre più difficile. Il summit della FAO ha confermato il dubbio che utilizzare prodotti agricoli per produrre etanolo non è forse una grande idea. Adesso sia BBC che Wired mettono in dubbio l’efficacia dei così detti “carbon credit” come strumento per compensare le emissioni di CO2. I carbon credit, strumenti finanziari “figli” degli accordi di Kyoto, rappresentano l’equivalente verde dell’indulgenza. Vengono trattati su diverse borse, con un transato annuo di oltre 10 miliardi di dollari. E si possono comprare anche su internet.

i macchinoni Non potete rinunciare al vostro grosso fuoristrada, ma avete un senso di colpa per il CO2 che scaricate nell’atmosfera? Cliccate qui e con solo 80 dollari potete “compensare” le emissioni del vostro mostro meccanico. Terrapass vi invierà a casa un simpatico autoadesivo, che potrete fieramente incollare al paraurti per mostrare al conducente di quella Smart che voi siete “puliti” e chi inquina veramente è lui.

Ritenete (non a torto) che il trasporto aereo sia responsabile di una percentuale importante (3-5%) delle emissioni di CO2, ma (altrettanto giustamente) non potete rinunciarvi? Cliccate qui e per pochi dollari (una trentina per un viaggio Roma – New York e ritorno) il vostro volo diventerà “carbon neutral”. Ciò sia se viaggiate Easyjet, sia (con qualche dollaro in più) se fate parte dei “lucky few” che si spostano con i jet privati di NetJets.

Potete anche rendere carbon neutral tutta la vostra vita, dal momento in cui siete venuti al mondo – qui potete calcolare la vostra “impronta di carbonio” e comprare i carbon credit necessari a compensarla.

A proposito, se volete che il vostro pupo non venga al mondo appesantito dal “peccato originale” rappresentato dal CO2 generato da produzione, trasporto e smaltimento dei suoi pannolini, qui potrete compensare due anni e mezzo di consumo con meno di 5 sterline.

Il principio dei carbon credit è il seguente: viviamo tutti sulla stessa terra, quindi se qualcuno (in un paese sviluppato) emette un po’ più CO2, per ristabilire l’equilibrio basta che qualcun altro (in un paese in via di sviluppo) trovi il modo per emetterne un po’ di meno. In pratica, quello che pagate per i carbon credit (al netto dei – significativi – costi necessari per fare funzionare il sistema) serve per finanziare un progetto in un paese in via di sviluppo che dovrà assorbire tanto CO2 quanto voi ne emettete in più.

piantagione Ad esempio, verrà piantato un albero in Ecuador. Ovviamente è difficile garantire che l’albero rimarrà in vita abbastanza tempo per “compensare” tutto il vostro CO2, né che l’albero sia realmente un albero “in più” – un albero “addizionale” per usare la terminologia di Kyoto. Questo è il problema denunciato dalla BBC, che in una indagine in India ha trovato che diversi progetti per ridurre le emissioni di CO2 sarebbero stati realizzati lo stesso, quindi non erano “addizionali” e quindi non sarebbero dovuti essere utilizzati per “compensare” emissioni di CO2 nei paesi sviluppati.

Wired, più semplicemente, fa presente che l’idea dei carbon credit, sia pure affascinante, non funziona: di qui al 2012 le 175 milioni di tonnellate di CO2 che non verranno immesse nell’atmosfera grazie ai carbon credit rallenteranno la crescita delle emissioni di carbonio di soli sei giorni e mezzo .

Fabio Annovazzi
Optinvoice

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  • Creative Industry scrive:
    Use of photograph
    Hi The copyrighted photo you have used to illustrate this story belongs to me. You have used it without asking, credit or linking back. Please contact me to discuss this or remove the photo immediately.http://www.flickr.com/photos/chapelbeckmill/2422117266/
  • guast scrive:
    E giá la seconda iniziativa
    Gli australiani sembrano gli unici ad eesersi resi conto che c'é un problema.Un pó di tempo fa avevano lanciato una campagna pubblicitaria che invitava a fare attenzione mentre si gira per strada con le cuffie nelle orecchie.Troppe persone investite perché non avevano sentito il clacson mentre attraversavano la strada.
    • Batman scrive:
      Re: E giá la seconda iniziativa
      - Scritto da: guast
      Gli australiani sembrano gli unici ad eesersi
      resi conto che c'é un
      problema.
      Un pó di tempo fa avevano lanciato una campagna
      pubblicitaria che invitava a fare attenzione
      mentre si gira per strada con le cuffie nelle
      orecchie.
      Troppe persone investite perché non avevano
      sentito il clacson mentre attraversavano la
      strada.Epperò bisognerebbe anche guardare a destra e sinistra :)
    • battagliacom scrive:
      Re: E giá la seconda iniziativa
      io cammino benissimo con le cuffie e non ho mai avuto problemi,mi sono sempre accorto se arrivavano macchine o motorini.forse molte persone credono che camminare sentendo musica voglia dire sentire musica normalmente, io di solito quando cammino sentendo musica penso ad altro, ai fatti miei, magari avendo della musica come sottofondo. cosi riesco facilmente a vedere se arrivano macchine, ecc.Epoi devi anche farti l'abitudine e tenere il volume basso che ti permette di sentire almeno i rumori più forti provenienti dall'esterno.
    • battagliacom scrive:
      Re: E giá la seconda iniziativa
      io cammino benissimo con le cuffie e non ho mai avuto problemi,mi sono sempre accorto se arrivavano macchine o motorini.forse molte persone credono che camminare sentendo musica voglia dire sentire musica normalmente, io di solito quando cammino sentendo musica penso ad altro, ai fatti miei, magari avendo della musica come sottofondo. cosi riesco facilmente a vedere se arrivano macchine, ecc.Epoi devi anche farti l'abitudine e tenere il volume basso che ti permette di sentire almeno i rumori più forti provenienti dall'esterno.
  • battagliacom scrive:
    Avete mai sentito parlare del 60-60?
    Su una rivista tipo focus e cose del genere ho letto un articolo proprio su questo argomento. Parlava di una legge per non distruggersi l'udito con le cuffie, parlava di ascoltare musica (con le cuffie) per soli circa 60 minuti al giorno e non alzando il volume oltre il 60% permesso dal riproduttore musicale.Quest'ultima cosa mi ha lasciato unpo perplesso, magari la legge pone un limite al volume emesso dalle cuffie? E quindi si è potuta fare qeusta "legge"?
    • L4m3R scrive:
      Re: Avete mai sentito parlare del 60-60?
      QUando non sanno cosa fare propongono queste leggi :D(sempre se siano vere, nn ne ho mai sentito parlare)
  • spleen2060 scrive:
    usare cuffie decenti
    secondo me si dovrebbero usare degli auricolare intraocurali tipo il SE210 della shure o gli er4p della etymotic cosi' non c'e' bisogno di alzare il volumeovviamente da prendere un US con il cambio $ ovviamente IMHO
    • guast scrive:
      Re: usare cuffie decenti
      La qualitá delle cuffie non c'entra niente, non si spara il volume a palla per sentire meglio. E qualunque sia l'auricolare, se spari il volume a palla l'effetto sui timpani é lo stesso.
      • spleen2060 scrive:
        Re: usare cuffie decenti
        si e' vero dipende dal motivo x cui lo si fa' ...pero' e' anche vero che molte volte si aumenta il volume per "coprire" i rumori esterni ...
      • Guglielmo scrive:
        Re: usare cuffie decenti
        - Scritto da: guast
        La qualitá delle cuffie non c'entra niente, non
        si spara il volume a palla per sentire meglio. E
        qualunque sia l'auricolare, se spari il volume a
        palla l'effetto sui timpani é lo
        stesso.Sì vero, ma forse il discorso che si faceva era che conauricolari con 'effetto tappo' si riesce ad escludere meglioi rumori esterni e per sentire qualcosa hai meno bisogno di pompare decibel nell'orecchio per sovrastarli.
  • VE LO DICO IO scrive:
    Vietato vietare!
    Sono maggiorenni grandi e vaccinati!! Il proibizionismo fa male, quindi vietato vietare!! Le orecchie sono le loro....Se poi un minorenne ha problemi di udito la colpa è dei genitori che gli permettono di comprare con la paghetta auricolari non limitati!!Basta vietare, non se ne può più!!
  • attonito scrive:
    i soldi sono soldi....
    ... echissenefrega se quelli a cui vendo le cuffie si spaccano i timpani.... meglio! tra 30 gli vendero' pure gli impianti auricolari! Fico, no?
    • Creative Industry scrive:
      Re: i soldi sono soldi....
      Hi The photograph that you have used to illustrate this story (the one with the people wearing the headphones) belongs to me and you have lifted it from my flickr site without asking, crediting or linking back to me. Please contact me via flickr to discuss or immediately remove the photo.http://www.flickr.com/photos/chapelbeckmill/2422117266/
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