I cellulari 3G sono spie della polizia

Li vuole utilizzare la Polizia di Osaka, che chiede ai cittadini di registrare immagini o video di eventuali delitti di cui sono testimoni e inviare il tutto in centrale
Li vuole utilizzare la Polizia di Osaka, che chiede ai cittadini di registrare immagini o video di eventuali delitti di cui sono testimoni e inviare il tutto in centrale

Roma – Uno dei reparti di polizia più noti ed efficienti del Giappone, il Dipartimento di Osaka , ha appena lanciato ai cittadini dell’importante metropoli giapponese un’idea che potrebbe essere ripresa in tutto il mondo mano a mano che si espandono i network di terza generazione di telefonia mobile.

Da qualche tempo, infatti, ad Osaka come in altre città nipponiche sono disponibili i sistemi di connettività wireless ultraveloce garantiti dall’infrastruttura FOMA. L’idea della Polizia di Osaka è di spingere i cittadini che siano testimoni di eventi delittuosi, come furti o rapine, di video-registrare quanto possono con il proprio cellulare e di far pervenire via telefono le immagini alla polizia.

Nei telefonini di nuova generazione, infatti, tutti improntati alla multimedialità e all’uso estensivo del video, sono compresi sistemi di ripresa che permettono di scattare fotografie ma anche di riprendere video di alcuni secondi. Sfruttando il FOMA, poi, per un utente risulta particolarmente semplice inviare le immagini registrate alla polizia sfruttando un numero dedicato.

Polizia di Osaka Stando alle fonti di agenzia, l’annuncio sarebbe nato dalla necessità per il Dipartimento di Polizia di porre un argine all’aumento dei furti e di altri eventi legati alla microcriminalità.

Se il servizio messo a punto ad Osaka – che partirà ad aprile ed è limitato a questi scopi – troverà riscontro nei cittadini, è del tutto probabile che la stessa iniziativa sarà estesa ad altre città del Giappone. E non si può naturalmente escludere che la “telesorveglianza pubblico-privata” possa superare i confini nipponici e andare persino ben al di là degli scopi per le quali è stata pensata. La possibilità di aggiungere alle denunce dei privati anche brani audio-video, infatti, potrebbe portare alla luce numerose questioni in materia di privacy fino a questo momento rese marginali dalla relativa scarsa diffusione dei dispositivi di ripresa video.

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25 03 2002
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