I cinesi craccano Skype

Una crew cinese apre il protocollo del celebre sistema VoIP e vuole lanciare un clone alternativo e dalle prestazioni simili. Skype minimizza ma c'è chi teme per il suo futuro
Una crew cinese apre il protocollo del celebre sistema VoIP e vuole lanciare un clone alternativo e dalle prestazioni simili. Skype minimizza ma c'è chi teme per il suo futuro

Roma – Mal tollerata da molti utenti, la tecnologia proprietaria usata da Skype ha fin qui distinto il celebre sistema VoIP dalla concorrenza basata su tecnologie e piattaforme standard. Ma la svolta sarebbe vicina: il blog VoipWiki ha infatti annunciato che un’azienda cinese è riuscita ad aprirne il protocollo .

La crew di smanettoni cinesi, che farebbero capo ad una società il cui nome rimane per il momento ignoto, sarebbe riuscita nell’intento di eseguire il reverse engineering del protocollo Skype. La release di questo clone, o almeno una versione trial, dovrebbe essere pubblicata entro la fine del mese di agosto.

A parlarne è Charlie Paglee, responsabile del provider Vozin Communications e creatore del soft-VoIP Talqer (plug-in di Google Talk), che su VoipWiki spiega di essere stato contattato via Skype, negli States, da un amico che si trovava in Cina e che lo chiamava da un client VoIP Skype-compatibile “in fase di sviluppo”. La conversazione tra Paglee e l’amico cinese, stando a quanto riferito dallo stesso blogger, è durata ininterrottamente per oltre nove minuti, seguita da un altro contatto, durato tre minuti. Uno screenshot della schermata del clone (qui a lato) sarebbe stata inviata a Paglee per mostrare la realizzazione.

Clicca per ingrandire “Skype è a conoscenza delle dichiarazioni di un piccolo gruppo di ingegneri cinesi – riferisce un portavoce di Skype su Skype Journal – che affermano di essere riusciti ad eseguire il reverse engineering del software Skype. Al momento non abbiamo prove che sia vero. Ma anche se fosse possibile, il codice software realizzato non avrà le funzionalità e l’affidabilità di Skype, utilizzato oggi da oltre cento milioni di utenti. E nessun lavoro di reverse engineering può minacciare la sicurezza crittografica e l’integrità di Skype”.

Vera o no, la notizia sta facendo il giro del mondo. Secondo quanto riportato da Paglee, il CEO dell’azienda cinese avrebbe dichiarato che il “clone” non supporta la tecnologia Skype “Super Node”, che sfrutta un client attivo come ponte di trasporto dei dati tra altri due utenti. Quindi i computer degli utenti che utilizzeranno questo nuovo client non si renderanno parte attiva della rete che costituisce la forza di Skype. Un danno, per quest’ultima, perché se molti utenti non la utilizzassero più (abbandonando il loro ruolo di Super-nodi) la qualità del servizio fornito potrebbe rimanerne seriamente compromessa. Inutile dire che qualsiasi danno a Skype si ripercuoterebbe su eBay , la casa d’aste online che controlla il celebre ambiente VoIP.

Tutto questo mentre la concorrenza incalza Skype, grazie soprattutto alle nuove funzionalità VoIP dei più diffusi sistemi di instant messaging. Infine c’è da evidenziare che Skype in Cina non è ben visto e, come per altre soluzioni VoIP, le autorità cinesi non hanno mai smesso di cercare di mettergli i bastoni tra le ruote, per favorire gli operatori locali. Per questo motivo potrebbero invece vedere di buon occhio un’applicazione simil-Skype made in China e magari stringere accordi di collaborazione con l’azienda che l’ha sviluppata.

Dario Bonacina

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16 07 2006
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