I corsi per i professionisti ICT nel sud

Il progetto si chiama Multimedia Skill, è finanziato dal Ministero del Lavoro e pensato per i residenti nelle regioni meridionali. Per creare nuove professionalità


Milano – Poliedra, il Consorzio del Politecnico di Milano per la Formazione Continua, ha presentato formalmente Multimedia Skill, il progetto formativo gratuito finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro di 150 giovani disoccupati, residenti nel Sud Italia e laureati in discipline umanistiche, con l’obiettivo di creare figure professionali in grado di operare in azienda in ambito multimediale, con specializzazione nelle aree Comunicazione, Marketing, Formazione e Organizzazione aziendale.

Il progetto rientra nell’ambito del programma contro la disoccupazione giovanile nel meridione promosso nei mesi scorsi dal Ministero del Lavoro con lo scopo di riqualificare i numerosi laureati in possesso di lauree cosiddette “deboli”.

Poliedra può in questo caso contare sulla collaborazione delle Università Federico II di Napoli e quella di Palermo, su alcune associazioni di imprese (Assolombarda e l’Associazione industriale di Palermo), su Academy 365 per l’e-learning e altre aziende specializzate.

Il progetto sperimenterà un modello integrato di formazione in aula e di formazione a distanza e si rivolge ai residenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per tutti i partecipanti è prevista la copertura totale del costo del corso e un’indennità di frequenza di circa 3 euro all’ora, oltre al rimborso spese per trasferte e per trasferimenti previsti dal calendario del corso. Il corso avrà inizio a metà ottobre (iscrizioni entro il 13 settembre) e avrà una durata complessiva di 500 ore.

“Partendo da una formazione di base (comune a tutti i corsi) di 340 ore finalizzata all’acquisizione di capacità informatiche operative e alla comprensione approfondita del sistema azienda – si legge in una nota – i partecipanti proseguiranno il percorso scegliendo una specializzazione (della durata di 160 ore) in uno dei 5 indirizzi proposti: Web management, Customer services, E-commerce, Knowledge management, Comunicazione/marketing. Ogni specializzazione si concluderà con la realizzazione di un project work di concreto interesse per le aziende (che aderiscono all’iniziativa) durante le 500 ore di stage previste”.

I corsi Web management e Knowledge management saranno attivati presso l’Università di Palermo, mentre presso l’Università Federico II di Napoli si svolgeranno i corsi: Customer services, E-commerce, Comunicazione/Marketing. Sono inoltre previsti incontri in plenaria presso il Politecnico di Milano per favorire la conoscenza con le aziende e lo scambio di esperienze tra partecipanti di indirizzi diversi.

Altre informazioni e moduli di iscrizioni sono disponibili qui .

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  • Anonimo scrive:
    Fatica sprecata
    Siamo daccordo sul fatto che chi abbia scritto quelle cose sia un ignorante cronico in fatto di videogiochi, ma questo non è sufficiente a sottovalutare del tutto la situazione.Personalmente non riesco a capire per quale ragione, oggi, per divertirsi si senta la necessità di spaccare teste e vedere grondare sangue (lo stesso in tv). Se andiamo a cercare una cosa simile, anziché giocare a pallone con gli amici, un motivo ci deve essere per forza: si chiama rabbia repressa.Con ogni probabilità non andremo a sparare al primo che capita per strada per il semplice motivo di aver usato un videogioco violento, ma questo non significa proprio niente, le conseguenze possono riperquotersi in altri modi, per esempio nel modo di rapportarsi con gli altri, al lavoro, a scuola, nell'agire. I giochi di oggi eccetto la violenza mancano di trama e quel sano divertimento che sapevano dare una volta.Provo dispiacere nei confronti di chi ha avuto in questi ultimi anni il proprio primo approccio con i videogiochi, magari con una puzzolente psx.
    • Anonimo scrive:
      Re: Fatica sprecata

      Personalmente non riesco a capire per quale
      ragione, oggi, per divertirsi si senta la
      necessità di spaccare teste e vedere
      grondare sangue (lo stesso in tv). Se
      andiamo a cercare una cosa simile, anziché
      giocare a pallone con gli amici, un motivo
      ci deve essere per forza: si chiama rabbia
      repressa.No, si chiama divertimento, dato dall'azione frenetice del gioco. Io non schiaccio neppure le mosche ma ho preso Resident Evil, Parasite Eve ecc... tutto perché è qualcosa che non farei mai. Mi piacciono perché mi permettono di essere la protagonista, di interpretare il bene che sconfigge il male. Altro che rabbia repressa. Ma poi perché il pallone deve sostituire li VG? Non è possibile dedicarsi ad entrambi?Mi sa che anche tu ti rifai a luoghi comuni. E' ovvio che l'azione vinca su giochi meno attivi. La verità è che c'è bisogno di protagonismo e i giochi danno questa possibilità: tu contro i mostri e null'altro che la tua tattica, la tua destrezza e un po' di fortuna.

      Con ogni probabilità non andremo a sparare
      al primo che capita per strada per il
      semplice motivo di aver usato un videogioco
      violento, ma questo non significa proprio
      niente, le conseguenze possono riperquotersi
      in altri modi, per esempio nel modo di
      rapportarsi con gli altri, al lavoro, a
      scuola, nell'agire.A causa di un gioco? Io mi sono incazzata quando non mi anno pagato il lavoro e non certo a caisa dei VG ma di gente approfittatrice. Secondo me la tua tesi è stiracchiata. Effetti da te descritti si potrebbero avere dopo 12 ore fileate ogni giorno davanti ai VG... ma se lavori o studi sti' lussi non te li puoi permettere.

      I giochi di oggi eccetto la violenza mancano
      di trama e quel sano divertimento che
      sapevano dare una volta.E' un altro tipo di divertimento. I ragazzi che nascono oggi non conoscono altro e quindi non hanno nulla di cui rammaricarsi. Non capisco come puoi dire che i VG non siano divertenti solo perché a te, evidentemente, non piacciono. Io non disdegno una partita a PS2 come non disdegno un gelato in piazza con gli amici. Tutto è bello se lo si vive con gioia, voglia di giocare (inteso: di dedicare tempo al fanciullo che è in noi) e di emozionarsi. Quello è un dono indipendente dal mezzo con cui si palesa.

      Provo dispiacere nei confronti di chi ha
      avuto in questi ultimi anni il proprio primo
      approccio con i videogiochi, magari con una
      puzzolente psx.sai una cosa? Io non mi sono mai permessa di dispiacermi per nessuno (a parte chi sta male o le cui condizioni sono dovute a fattori estranei alla propria volontà) dato che non ne ho il diritto.Io sono nata tra i videogames e non valgo certo meno di te. I VG sono un diritto di chi lavora e studia con cosienza ad un momento di relax che tu valuti, evidentemente, non comprendi.Se vuoi saperla tutta, io provo dispiacere nel vedere che la felicità di una persona dipende dai mezzi che ella possiede per manifestarla e non per una condizione naturale... ovvero: se c'è il pallone son contento, se ci sono i VG mi sparo. Insomma, io mi sono divertita sempre, anche quando non facevo nulla... perché usavo il tempo per pensare.C'è molta gente come me che dopo 10 ore di lavoro invece di andare ogni settimana al ristorante si compera un gioco e si diverte, magari con amici.Cosa c'è di male? A me dispiace che ci sia poca comprensione per i giovani d'oggi che hanno tutto il diritto di divertirsi con i mezzi e nella misura che la tecnologia gli propone come i loro genitori hanno fatto a loro tempo e i nonni prima ancora. Ogni persona che viva il suo tempo... e cerchi di andare avanti. Sarà meglio per essa e per i giocani che ci sono e, probabilmente, sono stufi di essere giudicati su basi così superficiali. Una mia cuginetta aveva scatole di VG... diventerà una Biotecnologa e ad ogni esame non se ne esce con meno di 25... ha molti amici, si diverte, è intelligente, simpatica, ha il moroso e vive la sua vita come dev'essere. E così sono gli altri.Oltretutto tu te la prendi con la PSX... scusa, ma allora con chi ce l'hai? Perché non con GameCube, o XBox... che quelli non sono videogiochi? Allora la tua opinione è puramente interessata e tendenziosa.Quando io ero piccola... i ricchi avevano le macchinine radiocomandate... a me le permettevano solo di guardarle... poi arrivarono i piccoli VG tascabili... e costavano cifrone. Ne presi 5 in diversi anni... ricordo che erano desiderati da tutti... cambiano gli oggetti ma gli entusiasmi non mancano... e l'importante è che i ragazzi conoscano anche il divertimento (qualunque) oltre che lo studio e le responsabilità... piccole vecchi e grandi irresponsabili sono il prodotto di giudizi, pretese e invasioni da parte di mentalità... non in linea!La tua ultima frase oltre che ingiusta è veramente brutta... ed un'offesa per i giovani di oggi... che malgrado tutto, non sono poi dissimili da quelli di ieri per entusiasmo. Solo che hanno più cose a disposizione!
  • Anonimo scrive:
    Mi fate anche un po' pena!
    Come lessi su una rivista di computer un po' di mesi fa , nel quale un lettore rispondeva ad un altro che aveva accusato i videogiochi di essere troppo violenti che era una cavolata perchè anche se uno gioca a Carmageddon per dieci anni di fila ed è sano di mente non ammazzerà mai nessuno. Ci sono invece delle persone che gli basta giocare ad un gioco di Topolino nel quale bisogna saltare sopra la testa dei nemici per fare punti , che subito escono di strada con un paio di trampoli e pestano gli altri. Il paragone può sembrare azzardato ma se ci riflettete bene non è poi così stupido . Io ho giocato con Hitman , ma non ho mai girato per una città con un fucile di precisione , ho giocato con tutti GTA , ma non mi ha neanche sfiorato la testa di andare in giro con una mazza da baseball, ho giocato a Pacman (mi viene da ridere pensando alle accuse ) ma non mi drogo. E credetemi , non è perchè sono grande e allora potete pensare che mi sia già sviluppato e quindi capisca certe cose.... io ho 12 anni .........
  • Anonimo scrive:
    importante leggete per favore...
    io posso parlare della mia esperienza diretta...da quando ho 8 anni che gioco a VG "violenti" e non sono diventato un assasino ne sono malato psicologicamentee tra quei videogiochi c'è Resident Evil, carmaggedon,etc...
  • Anonimo scrive:
    IDIOTI
    rompete le palle per i videogiochi che sono solo finzione quando alle 8 di sera nel telegiornale ci sbattete in faccia morti/mutilazioni e chi + ne ha + ne metta fate solo SCHIFO se la vostra mente malata pensa che un videogioco possa condizionare la mente di un ragazzino state sbagliando di grosso.
    • Anonimo scrive:
      Re: IDIOTI
      - Scritto da: bah
      rompete le palle per i videogiochi che sono
      solo finzione quando alle 8 di sera nel
      telegiornale ci sbattete in faccia
      morti/mutilazioni e chi + ne ha + ne metta
      fate solo SCHIFO se la vostra mente malata
      pensa che un videogioco possa condizionare
      la mente di un ragazzino state sbagliando di
      grosso.E' ovvio che quei porci (non e' una novita') di giornalai parlino male di tutto il resto.Soldi, soldi e ancora soldi.Oppure sono solo stupidi.Secondo me la verita' sta nel mezzo...A proposito, avete visto che non vomitano piu' su internet come una volta, dato che internet e' diventato praticamente "di tutti" negli ultimi anni ?!
  • Anonimo scrive:
    Precisazione
    Vorrei precisare che nel pezzo non c'era una polemica nei confronti del Sig. Riccardo Rossiello, e in particolare nei confronti della Sua presunta scarsa familiarità con il mondo dei videogame.Come Egli stesso ha cortesemente tenuto a precisare la Sua esperienza è comprovata da molti anni di collaborazione con prestigiose riviste.Nel formulare i miei sospetti sono stato fuorviato da alcuni refusi nel suo pezzo e nel box della stessa pagina.In troppe occasioni ci è capitato di incontrare giornalisti non altrettanto professionali, e pezzi molto meno equilibrati.Chiedo scusa per l'equivoco.
  • Anonimo scrive:
    Pro violenza nei giochi
    A me la violenza (se di violenza si puo' parlare) "virtuale" e fasulla piace... e piace un sacco.L'idea del videogioco credo sia proprio permettere di simulare una situazione in cui nella vita non ti ritroverai mai e farla "vivere" al giocatore che si impersonifica nel protagonista del gioco.E' come dire che i giochi di guida stimolano a correre in macchina o i giochi di calcio invoglino ad andare in un prato a giocare a pallone... ma via!!!Ciao
  • Anonimo scrive:
    Diseducazione?
    L'unica cosa che ho imparato da half-life e' che in certe situazioni e' facile rimanerci secco :-))Se avessi avuto una vita sola non sarei durato nemmeno 10 min :-)Per il resto... tutto divertimento
  • Anonimo scrive:
    Applausi.
    totalmente d'accordo.
  • Anonimo scrive:
    concordo..
    con i due miei predecessoricome padre di una bambina di 8 anni vedo chemolti film che passano in prima serata non vannoancora bene perchè da bambini si è più impressionabili, ma sta a me non fagli vedere Xfiles (che io seguo appassionatamente)ma è altrettanto importante che non si metta la testa sotto la sabbia altrimenti finiamo come in Svezia qualche anno fa dove censuravano Topolino perchè a volte impugna la pistolacome al solito noi occidentali tendiamo a deminizzare e allontanare il più possibile ciò che riteniamo errato, invece di cercare di conoscerlo e così "addomesticarlo"
  • Anonimo scrive:
    Ma li avete visti bene i giochi violenti?
    La cosa peggiore e' che sono violenti... all'americana, cioe' RIDICOLI in alcuni aspetti ed esagerati in altri.Polically correct (gli eroi sono neri, bianchi, gialli, donne e bambini) come se non sapessimo che purtroppo nella maggior parte dei casi bambini e donne sono VITTIME e non eroi, puoi sbudellare a coltellate ma se in Metal Gear (per chi non lo conosce una serie di missioni per salvare il mondo) spari ad un topo ti becchi un sacco di prediche (i veri uomini non sono cattivi con gli animali ecc. ecc.)Insomma i messaggi che passano non sono tanto quelli violenti (avete mai pensato alla matrigna che si mangia il cuore di Biancaneve, od alla strega pedofila di Hansel e Gretel.... :-)) Ma quelli RIDICOLI non immediatamente evidenti. Commentate questi con i vostri figli!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma li avete visti bene i giochi violenti?
      - Scritto da: Sergio
      La cosa peggiore e' che sono violenti...
      all'americana, cioe' RIDICOLI in alcuni
      aspetti ed esagerati in altri.
      Polically correct (gli eroi sono neri,
      bianchi, gialli, donne e bambini) come se
      non sapessimo che purtroppo nella maggior
      parte dei casi bambini e donne sono VITTIME
      e non eroi, puoi sbudellare a coltellate ma
      se in Metal Gear (per chi non lo conosce una
      serie di missioni per salvare il mondo)
      spari ad un topo ti becchi un sacco di
      prediche (i veri uomini non sono cattivi con
      gli animali ecc. ecc.)
      Insomma i messaggi che passano non sono
      tanto quelli violenti (avete mai pensato
      alla matrigna che si mangia il cuore di
      Biancaneve, od alla strega pedofila di
      Hansel e Gretel.... :-)) Ma quelli RIDICOLI
      non immediatamente evidenti. Commentate
      questi con i vostri figli!per me c'è molto di peggio in tivvù:ultimamente i telegiornali non fanno altre che cronaca nera e ci sono dei programmi che pur non essendo violenti, non esprimono nulla di costruttivo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma li avete visti bene i giochi violenti?
        bah, il silenzio degli innocenti visto da un bambino alle dieci di sera certo non è il massimo, e forse nemmeno veder cadere accoppato qualuno in un videogioco e subito dopo rivederlo in piedi, caduto e in piedi, caduto e in piedi. Ma canale 5 tutti i giorni per me è molto molto peggio, dai 3 ai 93 anni
  • Anonimo scrive:
    Educare i figli
    Basta quello. Preferisco vedere mio figlio che spacca qualche testa a Quake III che non crederlo "anima candida" per poi non sapere che in realta' si spara canne a raffica e trangugia pilloloni in discoteca (aboliamo discoteche e parchi?).Paragone forzato probabilmente, comunque il succo e' questo: seguite i vostri figli e non avrete problemi. La colpa nel 99% dei casi e' dei genitori.
    • Anonimo scrive:
      Re: Educare i figli
      - Scritto da: Family
      Basta quello. Preferisco vedere mio figlio
      che spacca qualche testa a Quake III che non
      crederlo "anima candida" per poi non sapere
      che in realta' si spara canne a raffica e
      trangugia pilloloni in discoteca (aboliamo
      discoteche e parchi?).

      Paragone forzato probabilmente, comunque il
      succo e' questo: seguite i vostri figli e
      non avrete problemi. La colpa nel 99% dei
      casi e' dei genitori.concordo, quasi in pieno.l' educazione è alla base di tutto.però non tutti i genitori lo sanno o lo sanno fare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Educare i figli
      - Scritto da: Family
      (aboliamo
      discoteche e parchi?).Questa delle discoteche potrebbe essere un idea. Altroche' i videogiochi!
    • Anonimo scrive:
      Re: Educare i figli
      - Scritto da: Family
      Basta quello. Preferisco vedere mio figlio
      che spacca qualche testa a Quake III che non
      crederlo "anima candida" per poi non sapere
      che in realta' si spara canne a raffica e
      trangugia pilloloni in discoteca (aboliamo
      discoteche e parchi?).

      Paragone forzato probabilmente, comunque il
      succo e' questo: seguite i vostri figli e
      non avrete problemi. La colpa nel 99% dei
      casi e' dei genitori.Dire che la colpa è al 99% dei genitori e una considerazione esageratamente superficiale, tipico di chi non ha figli e neppure si sbatte a immaginarsi cosa voglia dire avere un ragazzino di 15 anni, in piena tempesta ormonale che gira per la città mentre sei al lavoro, che usa apperacchiature che tu a malapena concepisci (il computer).Soluzione 1, il genitore sta a casa dal lavoro e si appiccica al figlio per vedere quello che fa. La famiglia muore di fame.Soluzione 2, il genitore si fa un mazzo così per imparare ad usare il parental lock.Nel frattempo il figlio scarica la patch.Come avrete modo di vedere, se maturate un altro pochino, non è così semplice
      • Anonimo scrive:
        Re: Educare i figli
        Come ti dicevo prima, anche nella tua tesi mi dimostri che la colpa e' del genitore. Cosa significa "lui scarica la patch mentre sei altrove"? Significa che hai un figlio che ti prende per il culo. Anzi, magari ti sfila pure il deca dal portafogli per andare in disco con la fidanzatina (essendo in piena tempesta ormonale) e tu non te ne accorgi. La colpa e' tua, non sei capace di stargli dietro, non lo hai educato nel modo corretto perche' un figlio che inganna il padre (o la madre) lo fa per errori nel metodo di educazione, non per tempeste ormonali che tutti hanno -da sempre- in un certo periodo della vita.
      • Anonimo scrive:
        Re: Educare i figli
        - Scritto da: giorgio
        Dire che la colpa è al 99% dei genitori e
        una considerazione esageratamente
        superficiale, tipico di chi non ha figli e
        neppure si sbatte a immaginarsi cosa voglia
        dire avere un ragazzino di 15 anni, in piena
        tempesta ormonale che gira per la città
        mentre sei al lavoro, che usa
        apperacchiature che tu a malapena concepisci
        (il computer).Lo vedi che sei un coglione? Tuo figlio a 15 anni! Avra` o no il diritto di vedere qualche cranio spappolato in un videogioco? Tanto a questo punto se non sei stato capace di educarlo la frittata e` fatta.Fra tre anni potra` fare quello che vuole. Io se fossi in te cercherei di non esagerare con il controllo se no fra tre anni vuoi sapere che si mette a fare...
      • Anonimo scrive:
        Re: Educare i figli
        - Scritto da: giorgio


        - Scritto da: Family

        Basta quello. Preferisco vedere mio figlio

        che spacca qualche testa a Quake III che
        non

        crederlo "anima candida" per poi non
        sapere

        che in realta' si spara canne a raffica e

        trangugia pilloloni in discoteca (aboliamo

        discoteche e parchi?).



        Paragone forzato probabilmente, comunque
        il

        succo e' questo: seguite i vostri figli e

        non avrete problemi. La colpa nel 99% dei

        casi e' dei genitori.

        Dire che la colpa è al 99% dei genitori e
        una considerazione esageratamente
        superficiale, tipico di chi non ha figli e
        neppure si sbatte a immaginarsi cosa voglia
        dire avere un ragazzino di 15 anni, in piena
        tempesta ormonale che gira per la città
        mentre sei al lavoro, che usa
        apperacchiature che tu a malapena concepisci
        (il computer).
        Soluzione 1, il genitore sta a casa dal
        lavoro e si appiccica al figlio per vedere
        quello che fa. La famiglia muore di fame.
        Soluzione 2, il genitore si fa un mazzo così
        per imparare ad usare il parental lock.
        Nel frattempo il figlio scarica la patch.

        Come avrete modo di vedere, se maturate un
        altro pochino, non è così sempliceSoluzione 3: non gli dai i soldi (100.000 lirozze che sono decisamente tante per un bambino) da spendere come vuole. E se sei così pazzo da dargli tutti quei soldi almeno ti informai di come gli ha spesi.
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