I display 3D corteggiano il mercato desktop

I monitor 3D entrano sul mercato desktop grazie alla tecnologia di Deep Video Imaging, azienda piccola ma dalle grandi ambizioni


Hamilton (Nuova Zelanda) – Fin dagli albori dell’informatica gli scienziati hanno sempre cercato di simulare le tre dimensioni spaziali del mondo reale sui monitor bidimensionali di un computer. Un’impresa che ha portato alla nascita della grafica poligonale oggi utilizzata in simulatori, videogiochi, applicazioni di realtà virtuale e, nel prossimo futuro, anche nelle interfacce utente dei sistemi operativi.

Per quanto sofisticata, la grafica 3D deve però scontrarsi con la natura bidimensionale della superficie dei monitor. Un limite che la società neozelandese Deep Video Imaging sostiene di aver superato grazie alla tecnologia denominata “Multi-Layer Display” (MLD). Questa è in grado di “dare profondità” all’immagine visualizzata sulla superficie piatta di un monitor grazie ad un’idea già applicata in altri settori: sovrapporre due immagini fra loro sfalsate e con differenti livelli di opacità. Deep Video Imaging ha così applicato ai suoi monitor due schermi LCD sovrapposti di cui uno, quello frontale, ha la caratteristica di essere semi-trasparente. In questo modo l’utente ha un’effettiva profondità di campo e la sensazione che l’immagine si estenda oltre la superficie del monitor.

Deep Video Imaging sostiene che la sua tecnologia rende effettivamente possibile lavorare in un ambiente a tre dimensioni, contribuendo così a ridurre i tempi di ricerca nell’analisi di dati complessi, migliorare la produttività e diminuire l’affaticamento degli occhi.

Deep Video Imaging ha sviluppato la propria tecnologia con l’obiettivo di penetrare non solo sul mercato delle workstation ma, progressivamente, anche su quello desktop. Questo traguardo lo ha raggiunto grazie ad un nuovo accordo siglato con il produttore coreano GTT, il primo ad introdurre la tecnologia MLD in una linea di monitor dedicati al mercato desktop.

Un display ActualDepth ha uno spessore di circa 13 cm, utilizza schermi a matrice attiva TFT e attualmente consente di raggiungere una risoluzione pari a 1280 x 1024 pixel. Per funzionare questi monitor richiedono un PC con due schede video o una scheda dual-head che supportino le API Direct 3D di Microsoft: è possibile comunque utilizzarli anche su altre piattaforme, come Macintosh o Unix, che utilizzino un’uscita video analogica standard (SVGA) ed il supporto alla grafica 3D.

Deep Blue Imaging afferma che l’adozione di due differenti layer introduce un nuovo concetto di sfruttamento dello spazio a video: è infatti possibile posizionare banner pubblicitari o altri messaggi che possano essere letti in trasparenza attraverso le immagini in primo piano. Hamish MacLeod, direttore business di Deep Video Imaging, afferma anche che “con uno schermo in primo piano ed uno in secondo piano è possibile supportare il doppio delle informazioni rispetto ad un monitor tradizionale e visualizzare, ad esempio, due applicazioni contemporaneamente”.

Quello che rende l’invenzione di Deep Video Imaging piuttosto interessante è la possibilità di utilizzare le tecnologie LCD già esistenti per inviare segnali video multipli o stereo verso un nuovo formato a differenti profondità di visualizzazione.

Gabriel Engel, uno dei due ideatori del progetto e general manager di DVI, ha affermato: “Tutti stanno lavorando sulla televisione 3D. Ma noi ci siamo arrivati seguendo un approccio al problema totalmente unico. I dispositivi che le altre aziende propongono, e che richiedono l’utilizzo di un casco o di un paio di occhiali speciali, sono sicuramente magnifici. Ma quello che noi offriamo è un modo non intrusivo per fare qualcosa di molto simile.”

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  • Anonimo scrive:
    domanda
    "Come i suoi predecessori - il 1400+, il 1500+, il 1600+ e il 1700+ - anche il nuovo 1800+ mantiene la compatibilità con il Socket A "Quindi è possibile montarli anche sui desktop?
    • Anonimo scrive:
      Re: domanda
      Si e no. La sequenza di reset dovrebbe esserediversa rispetto alle CPU desktop, e con unBIOS desktop la CPU mobile non parte.Dovresti flashare il bios con una versione taroccata, ma non contare sul produttore della sk madre perchè, ovviamente, sta dalla parte di AMD, che NON vuole che tu monti un chip mobile su un desktop.Io ho montato un K6-III+ 500Mhz (mobile) su una sk FIC che non voleva saperne di fare il boot (neanche un bip) finchè non ho trovato un bios tarocco su un sito universitario tedesco. Inutile dire che prima lo avevo aggiornato con l'ultimo disponibile sul sito FIC. Dopo invece, tutto ok.
      • Anonimo scrive:
        Re: domanda
        Grazie

        Io ho montato un K6-III+ 500Mhz (mobile) suFra l'altro ricordo male o il k6-III+ 500 non si trovava nemmeno in versione desktop?
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