I MUD non sono chat erotiche

I gestori di Mud.it scrivono a L'Espresso per chiarire che quanto letto in un articolo del settimanale non ha nulla a che vedere con la realtà ludica dei MUD. Punto Informatico pubblica integralmente la lettera


Roma – Oggetto: articolo “un amore al silicio” – L’Espresso n. 8, 20 febbraio 2003

Buon giorno
Stamattina abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di alcuni utenti del ns. portale www.Mud.it relativa ad un articolo apparso sul numero in edicola de L’Espresso in cui si parlava dei Mud, un fenomeno italiano in continua crescita ed espansione.

La ns. gioia per la Vs. scelta editoriale di trattare un argomento che ci sta così tanto a cuore tanto da aver dato vita ad un portale dedicato (e senza alcun fine di lucro), è svanita non appena abbiamo letto le righe del Vs. articolo che ci riguardano:

“..Se la teledildonica puo’ sembrare un’esperienza estrema dell’uso del corpo come accessorio della macchina, ci sono altre tecniche che si stanno diffondendo, in cui l’esperienza sessuale diventa virtuale. E’ il caso dei Mud, i Multiple user domain, ambienti on line dove gli utenti si incontrano e interagiscono in giochi erotici nei quali i giocatori assumono le loro identità preferite”.

Innanzitutto MUD è un acronimo per Multi User Dungeon o Multi User Dimension (ma fosse solo questa la svista non saremmo qui a scrivere per così poco) e fondamentalmente associarlo con i giochi erotici è come mangiare i cavoli a merenda.

I Mud, nati come evoluzione digitale dei classici giochi di ruolo da tavolo (ad es. Dungeons & Dragons, Il Signore degli Anelli giusto per citarne alcuni) e delle vecchie avventure grafiche testuali del Commodore 64, rappresentano una delle prime possibilità di interazione tra più utenti legate al fenomeno Internet.

L’aspetto puramente ludico è stato ben presto superato da quello psicologico e sociale: basti pensare al progetto Little Italy nato grazie all’impegno e al sostegno del Professor Gianni degli Antoni dell’Università Statale di Milano.

Le potenzialità dei Mud in ambito psicologico e sociale sono e sono state in questi anni oggetto di studio e tesi di molti laureandi in Psicologia delle più illustri università italiane con cui abbiamo collaborato per la realizzazione di sondaggi, questionari e analisi.

Pensare anche solo per un istante che tutto questo possa essere associato all’affermazione (testuali parole dell’autore dell’articolo) “i Mud sono popolati da maschi che esibiscono il loro lato femminile, ermafroditi, transessuali, chimere sessuali, esseri nei quali sono rappresentate le caratteristiche di specie animali. Persino robot che fingono d’essere persone e che alla fine rivelano la loro natura” non solo ci fa accapponare la pelle ma è un insulto vero e proprio a tutti coloro che dedicano il proprio tempo libero, la loro passione e i loro studi ad uno strumento dalle potenzialità così vaste.

Usare come sinonimi chat-room e mud con tale leggerezza rivela una conoscenza del tutto superficiale dell’argomento che trova riscontro solo in una realtà di chat e talker (ma non MUD!) prevalentemente americani che nulla hanno a che vedere con la situazione italiana.

I MUD italiani non rappresentano un circolo di ritrovo per depravati, scambisti o pornofili convinti, non sono popolati da individui dalla personalità multipla o malati di mente psicopatici e soprattutto non sono luoghi di anarchia privi di norme.

Ogni Mud ha le sue leggi, la sua net-etiquette e i suoi vigili e giudici proprio come nella società in cui viviamo, ma con una sola grande differenza: sui Mud vengono rispettate e se qualcuno commette “reato”, questo non cade in prescrizione.

Pertanto visti gli errori così ampiamente documentati in questa ns. comunicazione e per le figure professionali ed enti coinvolti direttamente e indirettamente nel Vs. articolo siamo sicuri che ci darete ampio spazio di replica e rettifica.

Ci teniamo a puntualizzare inoltre che spesso i genitori consentono ai propri figli di poter interagire su questi mondi virtuali avendo la sicurezza che i ragazzi non incappino (grazie all’attività di supervisione e controllo presente sui MUD) in siti pornografici, pedofili etc. ma dopo che avranno letto questo articolo cosa penseranno?

Purtroppo il Vs. articolo è già stato pubblicato ed è liberamente consultabile da chiunque acquisti l’Espresso (e tra qualche settimana forse anche on line sul Vs. sito web), ma siamo sicuri che troveremo una soluzione di comune accordo per risolvere questo episodio.

Cordiali saluti
Davide Giansoldati & Daniela Campanozzi
Gestori del portale Mud.it

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  • x-man scrive:
    E' anche colpa nostra
    io lavoro nel settore e quindi sono il primo ad avere paranoie di ogni tipo - infatti non pago MAI con carta di credito (solo in contrassegno) e compro SOLO SE CONOSCO LA PERSONA O ENTE che ci sta dietro, non mi fido di entita' astratte, cosi' come non comprerei mai un cellulare da un venditore ambulante x fare un esempio io compro spesso merce dal sito del figlio di un noto personaggio che ha una cooperativa agricola e una volta mi e' arrivato un cartono con dei vasetti di miele spaccati - ho mandato un'email segnalando la cosa - il giorno dopo mi hanno risposto e in 3 giorni mi hanno mandato i vasetti in sostituzione (x inciso l'azienda e' in umbria e io sono di Milano)
    • Anonimo scrive:
      Re: E' anche colpa nostra
      Non vorrei sembrare banale, ma è ovvio che è colpa nostra: un consumatore è anche "produttore o venditore".Il problema è che quando siamo chiamati a fare il nostro dovere in prima persona, ci permettiamo il lusso di fare le cose al 90%; quando chiamiamo gli altri a lavorare per noi, siamo portati a pretendere il 100% ed a volte anche il 150% con accompagno di arroganza in abbondanza.Le dimensioni della coperta sono sempre quelle: si tira "da capo" e si scoprono i piedi, si tira "sui piedi" e si scoprono le orecchie. L'unico posto al mondo dove non hanno necessità di ragionare su questo problema sono gli Stati Uniti perchè la loro politica è di "non toccare il tenore di vita degli americani": se la benzina costa 600 lire è perchè viene mantenuto il prezzo basso a qualsiasi costo, compreso quello di tradire la democrazia per fare una guerra economica.Se si favorisce il business, la gente non ha più i soldi ed il business ci rimette. Se si favorisce la gente, il business avvizzisce e la gente ci rimette.La soluzione sta sempre in mezzo.ciaoRenton78 - Scritto da: x-man
      io lavoro nel settore e quindi sono il primo
      ad avere paranoie di ogni tipo - infatti non
      pago MAI con carta di credito (solo in
      contrassegno) e compro SOLO SE CONOSCO LA
      PERSONA O ENTE che ci sta dietro, non mi
      fido di entita' astratte, cosi' come non
      comprerei mai un cellulare da un venditore
      ambulante
      x fare un esempio io compro spesso merce dal
      sito del figlio di un noto personaggio che
      ha una cooperativa agricola e una volta mi
      e' arrivato un cartono con dei vasetti di
      miele spaccati - ho mandato un'email
      segnalando la cosa - il giorno dopo mi hanno
      risposto e in 3 giorni mi hanno mandato i
      vasetti in sostituzione (x inciso l'azienda
      e' in umbria e io sono di Milano)
  • Anonimo scrive:
    Re: Mancanza di etica professionale

    La verità è che ovunque è difficilissimo
    trovare qualcuno a cui interessi svolgere
    bene il proprio lavoro. Interessa solo
    portare i soldi a casa, e questo vale su
    internet o nel negozio sotto casa. Anzi, se
    possono fregarti, tanto di guadagnato!Parole sante.Professionalita', questa sconosciuta....
  • PetronioTriste scrive:
    acquirente disorganizzato
    A me sembra la solita storia: ma dico io , ci vuole tanto a documentarsi prima di comprare? Poi si frigna e si inveisce contro il negoziante.Per carità , spesso il negoziante (in special modo quelli italiani , non parliamo di quelli romani che sono dei veri esempi di inciviltà) disattende anche le più banali regole di rapporto e trasparenza con il cliente , tuttavia non ci vuole molto a scoprire che un certo ipaq ha tot difetti documentati... inutile dire "eh ma il negoziante me lo doveva dire". Ti puoi lamentare se il negoziante segnala che nella confezione il cavo usb c'e' , e poi tu non lo trovi.Io penso che l'e.commerce trovi nell'acquirente evoluto (quello che pondera le sue scelte , confronta schede tecniche , valuta col metro delle sue necessità) il suo ideale corrispettivo.E non si creda che da un negoziante in carne e ossa si possa ottenere informazioni in più , capire i difetti reconditi e non dell'oggetto in predicato di essere comprato, baccagliare quando le cose non ci vanno bene: hai mai provato a comprare qualcosa da Eldo , o MediaWorld , o Unieuro? A parte i prezzi esorbitanti , la situazione è questa: assistenti di sala incompetenti , a cui hanno insegnato solo quattro fesserie per abbindolare il nonno che vuole comprare il pc al nipote e non ci capisce una fava , referenti sempre diversi , impossibilità di valutare attentamente il prodotto, schede tecniche spesso ridicole ecc. ecc.Sto pappardellone mica vuole essere l'apologia dell'e.commerce eh. Io stesso di fregature ne ho prese , e ho ricevuto trattamenti non adeguati. Ma davvero avrei ottenuto di più col negoziante , o avrei anche perso il tempo di recarmi fisicamente al negozio? Il cervello è la migliore arma di chi acquista....Cia'Petronio Triste
    • Anonimo scrive:
      Re: acquirente disorganizzato
      Io sono d'accordo con te. Non credere che prima di comprare quel palmare non mi sia documentato; stessa cosa con la fotocamera.Prima di comprare qualcosa, di solito vado a cercare le prove comparative (e sempre più di una); restringo le possibilità a due tre prodotti, poi vado sui gruppi di google e mi sfoglio un po' di commenti delle persone che hanno già usato quei prodotti. Poi vado sul sito dei produttori e sfoglio la documentazione (in genere solo le FAQ, perchè danno un'idea delle difficoltà che potrei trovare), dopodichè cerco il negozio che ha il prodotto in catalogo, con il prezzo migliore. A quel punto mi guardo le condizioni contrattuali e l'informativa sulla privacy... se queste condizioni non mi soddisfano scrivo una mail al negozio chiedendo cose precise che in genere sono:1) Il prodotto ha la caratteristica X ?2) Se mi iscrivo riceverò pubblicità? Come faccio a far valere i miei diritti sanciti dall'art.13 della 675/96 se per comprare mi obbligate a sottoscrivere una clausola in cui mi si avverte che potrò ricevere newsletter, messaggi di marketing, informative sui prodotti nuovi, etc?Il problema non è tanto fare queste cose, ma che si è obbligati a farle, e poco poco si sbaglia qualcosa sono sempre guai: ti invadono di pubblicità; ti ritrovi un prodotto per il quale alla FAQ numero 1254 ti avvertivano essere non funzionante con il software X, software che già hai a casa; l'accessorio X non è fornito in dotazione; etc, etc, etcE ti dirò che mi sono quasi rotto le scatole di comprare online, ci vuole troppo tempo visto e considerato che in caso di problemi (come spesso è), non hai neanche un referente con cui parlare ma ti arrivano delle email impersonali ed altisonanti che esordiscono con "Gentile cliente" e finiscono con "...quindi non possiamo aiutarla" oppure con "ci invii il prodotto a sue spese, dopodichè noi lo manderemo al nostro centro di assistenza, poi attenderà la riparazione che in genere è sui 5 giorni lavorativi a meno di pezzi che devono arrivare dal giappone, dopodichè le verrà riconsegnato il prodotto". Finchè si tratta di procedure saltuarie e necessarie quando il prodotto è stato usato, bene. Ma quando ti rispondono cosi' per un prodotto del quale ti è appena arrivato il pacco... ti fa rabbia.Nel caso della fotocamera, ho proceduto all'acquisto perchè sul sito c'era scritto esplicitamente 1.3MPixel sulla scheda tecnica del prodotto esposto sul web. Ero bene a conoscenza dell'esistenza di due versioni di fotocamere Pretec. In ogni caso il negozio è stato onesto e, dopo aver pagato altri 25 euro, mi ha spedito la versione corretta della fotocamera (ma solo dopo che io ho contattato il suo fornitore, che il caso ha voluto essere a 5 km da casa mia mentre il negozio online ha sede in un'altra regione, ed ho chiesto se avevano disponibili le fotocamere da 1.3MPixel).Ma il mio quesito è: perchè generare queste verità parziali? Tutti sanno bene (e se non lo sanno, lo imparano dopo la prima fregatura) che i pixel interpolati non sono la stessa cosa dei pixel reali... l'interpolazione è un'operazione che permette di avere dati numerici approssimati partendo da dati concreti rilevati... i dati ottenuti non sono reali, sono approssimazioni. Un'immagine risultante da migliaia di approssimazioni potrebbe essere tutt'altro dalla realtà catturata con lo scatto...Già solo citare i pixel risultanti dall'interpolazione è un abuso.Questo per quando si parla di tecnologia che non corrisponde ad una soluzione per l'utente e la mancanza di un contatto diretto con il prodotto, ha danneggiato il consumatore. Sul fronte della confezione della fotocamera c'e' un adesivo appariscente con scritto "300K Pixel OCCAV"... se avessi avuto la confezione in mano, non avrei acquistato.Per il palmare il discorso è diverso. Quando l'ho comprato esistevano solo anteprime e voci di corridoio, ancora non veniva distribuito. E da utente esperto so cosa significa, di solito evito di comprare una cosa appena uscita. Ma in questo caso la differenza con le alternative già on-the-road e testate, era sostanziale: si trattava di avere un prodotto nettamente superiore ad una cifra nettamente inferiore; un prodotto che non cambio come i calzini, ma che dovrò usare per anni (anche per esigenze di economia). Con il decreto legislativo n.24 del 2 febbraio 2002 si è ricreato legalmente quello che avveniva prima della globalizzazione: la responsabilità di cui il venditore si vedeva investito quando aveva un contatto umano con il cliente oltre che il contratto... e mi sembra giusto che sia così: la vendita c'e' stata tra venditore ed acquirente.Non vedere la cosa come il consumatore che frigna dal negoziante; qui si parla di prodotti malfunzionanti che non vengono cambiati seduta stante. I prodotto funzionanti è giusto che non vengano sostituiti a meno che il negoziante ti voglia fare un favore... ed il favore te lo fa solo se ha un rapporto umano con il cliente o la legge lo obbliga a farlo (come nel caso delle vendite "fuori dai locali di vendita", corrispondenza ed internet).I prodotti che escono dalle fabbriche vanno al distributore di zona, dal distributore di zona ai fornitori dei dettaglianti, i dettaglianti ai consumatori. Ognuno di questi passaggi fa rincarare il prezzo del prodotto per pagare il lavoro, in caso di problemi è giusto rispettare lo stesso percorso a ritroso... il consumatore ha pagato tutti e tutti si devono prendere la loro responsabilità per quello che li concerne a partire dal venditore, unica figura con cui il consumatore ha un rapporto.Oggi questo avviene (e non è cosa certa) solo se si interpella un giudice, ti sembra normale? A me no.Prova a dare un'occhiata cosa succede in germania, quella germania dove i ritardi superiori a 15 minuti vengono multati (se il dentista ti fa aspettare più di 15 minuti o tu arrivi tardi più di 15 minuti, paga o paghi); prova a vedere se compri qualcosa in svezia od in francia od in inghilterra: ho visto con i miei occhi cambiare ogni genere di prodotto, dal vestiario all'automobile. Seduta stante, senza pensarci due volte e senza fare smorfie: una volta appurato il difetto, l'articolo non è vendibile, lo sostituiscono e chiedono scusa al consumatore per l'inconveniente.Se un commerciante si dota di questa professionalità, è un professionista; se un commerciante pensa solo a come convincere la persona ad acquistare, è un ladro legalizzato con un ufficio dove praticare.ciaoMik- Scritto da: PetronioTriste

      A me sembra la solita storia: ma dico io ,
      ci vuole tanto a documentarsi prima di
      comprare? Poi si frigna e si inveisce contro
      il negoziante.
  • Anonimo scrive:
    Ma è proprio questa la forza dell'e-comm
    Ok, lei ha avuto dei problemi, e riconosco che non sia facile interagire con un'entità astratta come il venditore on-line. Ma gli stessi problemi li avrebbe potuti avere anche se avesse comprato in un grande magazzino o se avesse avuto a che fare con un venditore poco onesto. I difetti probabilmente non sarebbe riuscito ad idenificarli subito nemmeno da un negoziante reale, almeno non tutti. Se però il sito di e-commerce è fatto bene, penso a CHL in questo momento, alle sue spalle c'è una comunità di acquirenti e utilizzatori che esprime le proprie opinioni, le proprie esperienze, ed è in grado di orientare le decisioni di un futuro acquirente. Se il negoziante sotto casa non avesse voluto cambiargli il prodotto lei cosa avrebbe potuto fare? Chiamare i carabinieri? Beh, denunci il sito che le ha venduto il prodotto, in fondo bene o male i risultati sono gli stessi.Credo che entrambi i canali di vendita abbiano pregi e difetti, la cosa migliore è scegliere bene da chi comprare.
    • samu scrive:
      Re: Ma è proprio questa la forza dell'e-
      - Scritto da: Anonimo
      Ok, lei ha avuto dei problemi, e riconosco
      Se però il sito di
      e-commerce è fatto bene, penso a CHL in
      questo momento, alle sue spalle attenzione pubblicita' occulta !!!!vuoi che ti racconti le mie vicissitudini con CHL ??
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma è proprio questa la forza dell'e-
        si, queste cose mi incuriosiscono. comunque non ho detto che sia perfetto e tengo a precisare che non lavoro per CHL.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma è proprio questa la forza dell'e-comm
      - Scritto da: Anonimo
      Ok, lei ha avuto dei problemi, e riconosco
      che non sia facile interagire con un'entità
      astratta come il venditore on-line. Ma gli
      stessi problemi li avrebbe potuti avere
      anche se avesse comprato in un grande
      magazzino o se avesse avuto a che fare con
      un venditore poco onesto.Infatti il grande magazzino ha comunque un attendente umano: una persona da guardare negli occhi. Ma ti sei mai reso conto di quanto fanno sentire soli un uso intensivo dei mezzi di comunicazione a distanza? Al grande magazzino però rimane il problema che il commesso non ha responsabilità.Il negoziante disonesto dura poco, non fa danno (frequenza ed entità del danno, basse) e si sputtana a vita (in quel paese).
      I difetti
      probabilmente non sarebbe riuscito ad
      idenificarli subito nemmeno da un negoziante
      reale, almeno non tutti.Per carità, non tutti; ma io devo ancora incontrarne uno.
      Se però il sito di
      e-commerce è fatto bene, penso a CHL in
      questo momento, alle sue spalle c'è una
      comunità di acquirenti e utilizzatori che
      esprime le proprie opinioni, le proprie
      esperienze, ed è in grado di orientare le
      decisioni di un futuro acquirente. Pensi che io quando ho parlato del computer inviato a Torino invece che a Roma,computer che io non ho potuto prendere perchè da Torino veniva rimandato a Firenze al centro nazionale; ed io ho dovuto ordinare dei componenti diversi perchè quelli ordinati precedentemente erano finiti; parlavo proprio di CHL. Se vuole posso provare a dimostrarglielo. E posso anche parlare della loro assistenza post-vendita.
      Se il negoziante sotto casa non avesse
      voluto cambiargli il prodotto lei cosa
      avrebbe potuto fare? Chiamare i carabinieri?
      Beh, denunci il sito che le ha venduto il
      prodotto, in fondo bene o male i risultati
      sono gli stessi.Naaaaa... i carabinieri qui conoscono uno per uno tutti i cittadini del paese: quando succede qualcosa vanno li' e fanno da paceri. Se denunci un negoziante grasso che cola ti viene sostituita la cosa consegnata rotta, dopo 4-5 mesi. Oppure magari si alza la voce ma alla fine per non fare brutta figura una delle due parti cede senza rancore.
      Credo che entrambi i canali di vendita
      abbiano pregi e difetti, la cosa migliore è
      scegliere bene da chi comprare.Indubbiamente. La penso anche io così; ma come lo scegli se non vedi come e' il negozio (perchè fai tutto dal computer) e non parli con nessuno? A chi dai fiducia? Sulla base di che cosa dai fiducia ad un negozio? Sulla base delle certificazioni ISO sulla qualità? Sulla base dei filmati flash mirabolanti sulla home?Leggi un'informativa sulla privacy da ridere ed allora per non piangere decidi di fare finta di non averla letta oppure di non conoscere la 675/96?Dai... certo che uno sceglie da chi comprare... ma in un centro commerciale od online non hai elementi per sapere chi ti ispira fiducia. Puoi solo scegliere solo in base a prezzo ed al tempo di consegna.Renton78
  • Anonimo scrive:
    Informazione imprecisa
    Concordo con quasi tutto quello che hai scritto ma non su questa frase:
    Ma perché se vado nel negozietto sotto casa, posso
    sostituire anche un prodotto perfettamente funzionante di
    cui mi sono reso conto non adattarsi alle mie necessità
    come pensavo? La legge non lo dice affatto questo, se l'oggetto lo vuoi riportare indietro perché hai un ripensamento o hai fatto un acquisto affrettato il negoziante NON è affatto obbligato a cambiarlo/rimborsarlo se lo fa è solo perché vuole farti un favore.enrico
    • Anonimo scrive:
      Re: Informazione imprecisa
      - Scritto da: Anonimo
      Concordo con quasi tutto quello che hai
      scritto ma non su questa frase:


      Ma perché se vado nel negozietto sotto casa, posso

      sostituire anche un prodotto perfettamente funzionante di

      cui mi sono reso conto non adattarsi alle mie necessità

      come pensavo?

      La legge non lo dice affatto questo, se
      l'oggetto lo vuoi riportare indietro perché
      hai un ripensamento o hai fatto un acquisto
      affrettato il negoziante NON è affatto
      obbligato a cambiarlo/rimborsarlo se lo fa è
      solo perché vuole farti un favore.

      enricoAnzi è il contrario, per le vendite effettuate fuori dai locali commerciali (e quindi anche le vendite on-line) la legge consente il diritto di recesso mentre per gli acquisti in negozio questo diritto non esiste.
      • Anonimo scrive:
        Re: Informazione imprecisa
        Ma infatti io non ho detto che la legge dice che un negoziante deve cambiare un oggetto funzionante: sarebbe un sopruso, il negoziante mica lavora per niente. Ho detto che io, nel mio piccolo ed arretrato paesetto, posso addirittura cambiare un oggetto perfettamente funzionato dopo che sono tornato a casa ed ho visto che non corrispondeva a quello che mi immaginavo... solo ed esclusivamente grazie al rapporto umano che ho con il negoziante.La legge è la codifica del rispetto del prossimo, ma non può sostituirsi a dei rapporti umani. Il diritto di recesso stabilito dal Decreto Legislativo 15 gennaio 1992, n. 50, è a mio parere sensato per le vendite online ma non è applicabile con le vendite in negozio.Servirebbe una legge che creasse qualcosa del genere anche nei negozi reali... ma è impossibile farla: come fai a formulare in una legge quel rapporto umano che crei solo grazie alla presenza fisica?Si rischierebbe di esporre il negoziante a dei continui rimborsi o cambi di merce, immotivati... perchè ci sarebbe chi abusa della legge e se ne frega delle ragioni altrui.Quindi la legge non c'e' e le persone devono fare attenzione a cosa comprano...Però è giusto che un negoziante cambi un oggetto difettoso senza pensarci sopra due volte. E non solo; i venditori italiani devono rendersi conto che un oggetto difettoso può aver creato problemi a chi l'ha comprato! Ci sono macchine che per dei difetti di fabbrica immettevano nell'abitacolo i gas di scarico; 2 persone sono morte. Quello è un eccesso, ma anche il più piccolo dei prodotti difettosi, già comporta il problema di dover trovare il tempo di riportarlo al negozio...Non voglio fare uno dei tanti bei discorsi irrealisti: ma non sarebbe bello poter vivere in un mondo basato sulla buona fede?Non è così, non può essere così, ma almeno prendiamolo come modello e lavoriamo in quel senso... chissà che un giorno arriveremo a quella splendida immagine del mondo cantata da John Lennon.ciaoMik- Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        Concordo con quasi tutto quello che hai

        scritto ma non su questa frase:




        Ma perché se vado nel negozietto sotto
        casa, posso


        sostituire anche un prodotto
        perfettamente funzionante di


        cui mi sono reso conto non adattarsi
        alle mie necessità


        come pensavo?



        La legge non lo dice affatto questo, se

        l'oggetto lo vuoi riportare indietro
        perché

        hai un ripensamento o hai fatto un
        acquisto

        affrettato il negoziante NON è affatto

        obbligato a cambiarlo/rimborsarlo se lo
        fa è

        solo perché vuole farti un favore.



        enrico

        Anzi è il contrario, per le vendite
        effettuate fuori dai locali commerciali (e
        quindi anche le vendite on-line) la legge
        consente il diritto di recesso mentre per
        gli acquisti in negozio questo diritto non
        esiste.
    • Anonimo scrive:
      Re: Informazione imprecisa
      Vero la legge non dice questo. Questo lo dice lui :)"farti un favore" = comportarsi da essere umanociaoRenton78- Scritto da: Anonimo

      Concordo con quasi tutto quello che hai
      scritto ma non su questa frase:


      Ma perché se vado nel negozietto sotto
      casa, posso

      sostituire anche un prodotto perfettamente
      funzionante di

      cui mi sono reso conto non adattarsi alle
      mie necessità

      come pensavo?

      La legge non lo dice affatto questo, se
      l'oggetto lo vuoi riportare indietro perché
      hai un ripensamento o hai fatto un acquisto
      affrettato il negoziante NON è affatto
      obbligato a cambiarlo/rimborsarlo se lo fa è
      solo perché vuole farti un favore.

      enrico
  • Anonimo scrive:
    Acquisto di palmare in un negozio reale!
    Beh, avete mai provato ad acquistare un palmare in qualche noto SuperStore?Io si.Nessun modello esposto funzionante (anzi, tutti sfasciati), chiedi informazioni ad un commesso e a malapena sa come si chiama.....Chiedi se ci siano gli accessori e quali siano inclusi. Lui si limita a leggere sull'esterno della confezione.Alla fine sapete come l'ho comprato. ON-LINE, pagandolo di meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Acquisto di palmare in un negozio reale!
      Confermo. Fanno cosi' tutti i centri commerciali della mia citta'.Non sanno cosa vendono, i prezzi non sono esposti e loro non li conoscono, per ogni prodotto devono guardare nel catalogo per darti informazioni sul prezzo.Si trovano in difficolta' soprattutto quando arriva un cliente che fa domande e richieste precise. Li vedo invece in ottima forma quando arriva un cliente non esperto sull'argomento e magari sprovveduto (quelli che chiedono genericamente "un televisore", "una videocamera", "una macchina fotografica", "un computer"). A questi fanno dei discorsi assurdi e mirabolanti e vendono l'impossibile....A domande tipo:"Voi siete rivenditori della marca X vero?""Certo""Avete il modello di frullatore_spaziale XYZ ?""No, abbiamo questo, il ZYX""Lo potete ordinare ?""Beh, abbiamo il ZYX, che e' un ottimo frullatore_spaziale, funziona perfettamente, perche' vuole l'altro?""Non mi interessa, potete ordinare il modello XYZ ?""Beh, non so, dovrei controllare nel catalogo, sentire il fornitore, sentire il corriere, sentire il mio capo, vedere le previsioni del tempo, andare al bagno, cucinare, poi ora vanno tutti in ferie e per un mese non se ne parla.... ma il modello ZYX e' ottimo, guardi, glielo consiglio!"
    • Anonimo scrive:
      Re: Acquisto di palmare in un negozio reale!
      - Scritto da: Anonimo
      Alla fine sapete come l'ho comprato.
      ON-LINE, pagandolo di meno.Online non lo vedi neppure esposto, ti fidi solo del venditore (che ti spedisca proprio e tutto quel che hai chiesto, e non un prodotto difettoso rifiutato dal negozio e da rifilare) e incroci le dita che non finisca furtato durante il trasporto.Io compro online, ma in genere libri o accessori di poco prezzo (pagamento in contrassegno, col fischio che pago in anticipo), ma se dovessi comprare un oggetto di valore preferirei il negozio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Acquisto di palmare in un negozio reale!
      - Scritto da: Anonimo
      Beh, avete mai provato ad acquistare un
      palmare in qualche noto SuperStore?
      Io si.
      Nessun modello esposto funzionante (anzi,
      tutti sfasciati), chiedi informazioni ad un
      commesso e a malapena sa come si chiama.....
      Chiedi se ci siano gli accessori e quali
      siano inclusi. Lui si limita a leggere
      sull'esterno della confezione.

      Alla fine sapete come l'ho comprato.
      ON-LINE, pagandolo di meno.Bhe on-line possono capitare altri inprevisti, ed entrare in contatto con il negozio virtuale per risolvere eventuali problematiche può diventare ostico (sopratutto via e-mail).Per quanto riguarda le caratteristiche di un prodotto mi sà che chiedi troppo, come fai a ricordarti a memoria il contenuto delle scatole di tutti i prodotti, che si presume non siano pochi?Internet ti permette proprio di informarti in modo veloce, trovando magari recensioni e prove comparative, che considero di un utilità enorme.Sulla professionalità dei commessi bhee dipende dalla fortuna, gli inesperti o superficiali che siano, sono presenti in tutti i campi, quindi...
      • Anonimo scrive:
        Re: Acquisto di palmare in un negozio reale!

        Per quanto riguarda le caratteristiche di un
        prodotto mi sà che chiedi troppo, come fai a
        ricordarti a memoria il contenuto delle
        scatole di tutti i prodotti, che si presume
        non siano pochi?Io, in genere, quando mi informo su di un preciso prodotto prima di comprarlo ci metto due o tre giorni (a tempi persi) per conoscere le caratteristiche di tutti i prodotti simili presenti nel mercato.Un commesso che lavora in un certo reparto ed ha a che fare con quei prodotti (e solo con quelli) per tutto il giorno e tutti i giorni, come fa a non imparare a memoria prezzi e caratteristiche di tutti i prodotti che deve vendere ? Cos'e' lobotomizzato ? E' il suo lavoro ed e' pagato per farlo, se non e' informato lui di quello che vende, deve esserlo il fruttivendolo di fronte ?
        • Anonimo scrive:
          Re: Acquisto di palmare in un negozio reale!
          Poveri commessi. Il problema non è solamente loro: non hai mai fatto caso che non ci sono mai gli stessi? Secondo te perchè?Cambiano sempre perchè o sono posti di lavoro pessimi con condizioni scandalose o stanno a tempo determinato per evidenti condizioni economiche favorevoli all'azienda.E pretendi anche che conoscano a memoria le caratteristiche degli articoli che ci sono nel negozio?Io non dico che debbano essere ritribuiti come ultra manager o che debbano avere il posto fisso e caldo che svoglia e fa diventare nullafacenti... ma che almeno si creino le condizioni necessarie a far si che quello sia un posto di lavoro sano e duraturo. E che si prendano le loro responsabilità... senza citare in continuazione "le regole" od "il capo".ciao- Scritto da: Anonimo

          Per quanto riguarda le caratteristiche di
          un

          prodotto mi sà che chiedi troppo, come
          fai a

          ricordarti a memoria il contenuto delle

          scatole di tutti i prodotti, che si
          presume

          non siano pochi?

          Io, in genere, quando mi informo su di un
          preciso prodotto prima di comprarlo ci metto
          due o tre giorni (a tempi persi) per
          conoscere le caratteristiche di tutti i
          prodotti simili presenti nel mercato.

          Un commesso che lavora in un certo reparto
          ed ha a che fare con quei prodotti (e solo
          con quelli) per tutto il giorno e tutti i
          giorni, come fa a non imparare a memoria
          prezzi e caratteristiche di tutti i prodotti
          che deve vendere ? Cos'e' lobotomizzato ? E'
          il suo lavoro ed e' pagato per farlo, se non
          e' informato lui di quello che vende, deve
          esserlo il fruttivendolo di fronte ?

          • Anonimo scrive:
            Re: Acquisto di palmare in un negozio reale!

            Poveri commessi. Il problema non è solamente
            loro: non hai mai fatto caso che non ci sono
            mai gli stessi? Secondo te perchè?Beh, non so da te, ma nei grandi negozi di elettronica ed elettrodomestici qui da me piu' o meno ci sono sempre le stesse persone a lavorare, magari passano da un negozio all'altro....
            E pretendi anche che conoscano a memoria le
            caratteristiche degli articoli che ci sono
            nel negozio?Dopo sei mesi che ci lavorano lo pretenderei...Vedono sempre la stessa roba tutti i giorni tutto il giorno, non ho mai visto uno scaffale cambiare completamente prodotti dall'oggi al domani, come fanno a non conoscerli a memoria? hanno forse la memoria di un moscerino ? o e' piu' probabile che non gli importi niente di quello che fanno ?
  • Anonimo scrive:
    Cercare informazioni del prodotto Online
    Cazzarola... ma se devi acquistare una macchina fotografica o qualsiasi altro articolo su internet, non ti viene in mente che ci sono decine di prove e recensioni online?Quante volte acquisti in un negozio un articolo che sembra essere di qualita' e dopo averlo usato qualche volta si rivela essere una porcheria confermata poi da recensioni fatte online.Un buon sito per le prove delle fotocarecamera digitali e':www.dpreview.com
    • Anonimo scrive:
      Re: Cercare informazioni del prodotto Online
      Io dpreview lo seguo da un anno, pur non avendo ancora i soldi per farmi una macchinetta degna di tale nome :)Avrò comparato, confrontato, ammirato, spulciato ed analizzato 10ine di macchinette...Ma l'esempio che ho portato mi è venuto in mente per altri motivi. Ne cito due, il mio caso della macchinetta CompactFlash della Pretec, ed il caso portato da PCProfessionale di questo mese di un utente che ha acquistato una macchinetta Trust... Quelle non le trovi sulle recensioni; oltretutto io avevo ordinato la macchinetta da 1.3MPixel perchè consultando il sito Pretec ero venuto a conoscenza delle due versioni, e loro mi hanno spedito quella da 300KPixel (1.3MPixel interpolati).Serve onestà; molti di noi sono dei venditori e, per forza di cose, sono acquirenti: però si comportano differentemente quando comprano da quando vendono (a cominciare dalle assicurazioni e dalle banche :P ), ma a te sembra normale? A me no.Uno che sa usare il mezzo informatico va e cerca informazioni, ma questo, come detto nella lettera, non è sufficiente: del mio palmare, al momento dell'acquisto, erano presenti solo recensioni approssimative... sono stato 1 mese a ragionare su questa cosa: compro un palmare di cui non si sa nulla, con dotazione migliore, prezzo sensibilmente più basso del 3970, estetica dimensioni e peso migliori oppure compro il blasonato iPAQ, grosso, grasso e meno dotato (lcd a parte) ma vado tranquillo?Per questo ti dico che se i negozi virtuali non aiutano a superare la diffidenza mettendo in pratica le procedure che, tra le altre cose, sono già previste dalla legge, l'e-commerce si traduce in una enorme serie di bufale e più in generale in una profonda diffidenza degli utenti: vorresti dargli torto?Guarda che te lo dice uno che compra quasi ed esclusivamente su internet... non ho voglia e tempo di andare in giro per negozi: nel mio paesetto si sta bene, entrare dentro Roma significa automaticamente subire stress al quale io sono particolarmene sensibile. Insomma, io ho fiducia nell'e-commerce, ma la situazione italiana lascia molto a desiderare. Spesso mi ritrovo a comprare in germania od in francia solo per avere garanzie maggiori, ed il tutto da persone che non ho mai visto ne conosciuto (ed in molti casi non saprei neanche posizionare su una cartina geografica). Io, per quanti negozi ho contattato, ancora non ne trovo uno che è a livello di un qualsiasi altro paese dell'UE.ciaoMik- Scritto da: Anonimo
      Cazzarola... ma se devi acquistare una
      macchina fotografica o qualsiasi altro
      articolo su internet, non ti viene in mente
      che ci sono decine di prove e recensioni
      online?

      Quante volte acquisti in un negozio un
      articolo che sembra essere di qualita' e
      dopo averlo usato qualche volta si rivela
      essere una porcheria confermata poi da
      recensioni fatte online.

      Un buon sito per le prove delle
      fotocarecamera digitali e':
      www.dpreview.com
  • Anonimo scrive:
    Curiosità...
    Che modello di iPAQ è che ne dovri comprare uno in questi giorni?Sai comè ora sono un pò dubbioso sulla bontà dell'acuisto ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Curiosità...
      ehmm volevo dire acquìsto...ebbi dimenticato la "q"
    • Anonimo scrive:
      Re: Curiosità...
      Non è un iPAQ, ma onestamente credo che gli iPAQ siano anche peggio: hai letto il sito che ho citato nella lettera? I difetti dell'Innominato si contano sulla punta delle dita (mani e piedi). Per l'iPAQ non basterebbero 90 milioni di persone in piazza a porre fine ai suoi problemi... e mi sa che neanche all'Iraq bastano :PIn ogni caso l'Innominato è uno dei primi palmari ad essere usciti a settembre con un processore XScale...ciaoMichele
      • Anonimo scrive:
        Re: Curiosità...

        Non è un iPAQ, ma onestamente credo che gli
        iPAQ siano anche peggio: hai letto il sito
        che ho citato nella lettera? I difetti
        dell'Innominato si contano sulla punta delle
        dita (mani e piedi). Per l'iPAQ non
        basterebbero 90 milioni di persone in piazza
        a porre fine ai suoi problemi... e mi sa che
        neanche all'Iraq bastano :P
        te lo ha detto tuo cuggino? Io ho un Ipaq3970 e funziona che è una meraviglia: non ho nemmeno dovuto aggiornare le ROM...Oltretutto, proprio il sito che citi comunica che lo scorso agosto sono stati contattati da HP per ottenere una lista esaustiva dei bug riscontrati in modo da poterli fixare...
        In ogni caso l'Innominato è uno dei primi
        palmari ad essere usciti a settembre con un
        processore XScale...
        ed infatti viaggia che è una meraviglia... :-)
  • Anonimo scrive:
    non capita solo a te !
    La prima parte della tua lettera mi fa pensare al mio fantasmagorico lettore mp3 Waitec Funky, il quale rispetta tutte le belle promesse fatte da pubblicità e manuale. Solo che se lo utilizzo camminando, la traccia mi salta anche dieci volte in due minuti. Cazzarola! Ma non è stato pensato per essere utilizzato in movimento?L'ho inviato in assistenza per risolvere quello e problemini minori (display impazzito, alcuni cd non riconosciuti, continuo girare del piatto anche senza cd dentro, ecc...); sono stati rapidi, non c'è che dire, i difetti minori li hanno corretti tutti. Ma la traccia ora salta più frequentemente di prima !W la Waitec ! Continuate così !Saluti,Piwi
    • Anonimo scrive:
      Re: non capita solo a te !
      Lo so che non capita solo a me. Le rubriche della posta di molte riviste informatiche (ma credo anche di altri settori) sono piene di lettori che denunciano questo o quel sopruso; ma sono piene anche di tante aziende che quasi tutte, quando non hanno di meglio da dire e soprattutto le più grandi, si giustificano semplicemente dicendo che il 99% delle assistenze post-vendita sono positive. Mai nessuno però ha detto che una grossa catena commerciale tratta migliaia di vendite al giorno: 1% di 100.000 è 1000, la matematica è forse una delle poche cose che ancora non è un opinione (a parte alcune teorie appannaggio dei matematici puri). Io credo che anche 1000 utenti l'anno insoddisfatti sia un problema: 1000 persone che si rovinano il fegato per un errore di un singolo venditore, e 1000 persone l'anno che nella stragrande maggioranza dei casi ci rimettono in prima persona perchè bloccate dall'inerzia (la chiamo inerzia per non dilungarmi in accuse al sistema giuridico italiano).E le aziende continuano a fare una politica dei grandi numeri... 100.000 vendite, 99% degli utenti soddisfatti, 10000 oggetti in catalogo... io non sono più impressionato dai numeri e piano piano mi sto costruendo la mia rete di negozietti "sotto casa", in barba ai grandi numeri.ciaoMik
  • Anonimo scrive:
    Quando i pacchi si perdono...
    E' colpa del commerciante e del corriere.Del commerciante perchè si è affidato ad un corriere disonesto, e del corriere perchè è disonesto.
  • Anonimo scrive:
    via l'iva e le tasse doganali...
    da Honk Kong, Inghilterra ed USA è arrivato tutto, dall'Italia ordini effettuati lo stesso giorno di quelli internazionali, ancora non sono arrivati.
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