I PC master e slave offendono

La contea di Los Angeles chiede ai produttori e distributori di computer di valutare la possibilità di cancellare i termini Master e Slave dall'hardware in vendita. Possono offendere certe sensibilità
La contea di Los Angeles chiede ai produttori e distributori di computer di valutare la possibilità di cancellare i termini Master e Slave dall'hardware in vendita. Possono offendere certe sensibilità

Los Angeles (USA) – “Master e Slave”, “Padrone e Schiavo”: da moltissimo tempo questi due termini sono usati nel mondo dell’informatica per identificare rapidamente la relazione gerarchica esistente tra due computer connessi in un qualsiasi genere di rete, nulla più di una identificazione che rende più semplici e comode operazioni e configurazioni. Ma i tempi cambiano e questi due termini offendono qualcuno.

Questo almeno è quanto si legge in una email ufficiale che i funzionari della contea di Los Angeles hanno inviato a produttori e distributori di computer nelle ultime ore. Chiedendo loro di rimuovere etichette e identificazioni Master e Slave dall’hardware distribuito nei negozi.

“Tenendo presenti le diverse sensibilità culturali esistenti nella Contea di Los Angeles – recita l’email – queste non sono etichette di identificazione accettabili”. Viene dunque chiesto che sia rimosso qualsiasi simbolo o segnale “che possa essere interpretato come discriminatorio o offensivo per la sua natura”.

I termini Master e Slave, oltre che capisaldi del mondo informatico e dell’immaginario sadomaso, negli Stati Uniti sono naturalmente associabili anche alla memoria dei tempi che furono, quelli bui della schiavitù , ed è da lì, come si vedrà, che proviene questo colpo di coda del political correct .

Schiavitù, dipinto L’email è stata inviata anche ai dipartimenti locali della contea: gli uffici pubblici dovranno infatti “rinominare” i computer in rete in un modo che suoni meno antipatico. L’autore dell’email ha già affermato che IBM ha risposto all’email “ringraziando” e assicurando che “valuterà la cosa”. Ma l’autore è un dirigente del servizio acquisti della Contea, che decide cosa comprare e cosa no per la pubblica amministrazione locale, ed è quindi impensabile che un’azienda che produce computer non si adegui ad una disposizione di questo tipo viste le commesse che possono esserci in ballo. Nonostante questo, proprio l’autore dell’email sottolinea di non voler dettare le regole e che “essendo quello uno standard industriale” non potrà certo trattenersi per questo motivo dal comprare computer aggiornati.

Va detto che quella che potrebbe apparire come una insensata levata di scudi si deve al fatto che nei mesi scorsi un dipendente di colore di un’agenzia locale della pubblica amministrazione ha fatto ricorso all’Ufficio dei pari diritti della Contea dopo aver notato i termini Master e Slave su un videoregistratore. Nella sua denuncia l’uomo faceva esplicito riferimento alla schiavitù ritenendo per questo inappropriato e offensivo l’uso di quella terminologia.

Come risolvere? In Contea stanno provvedendo sostituendo Master e Slave con “Primario” e “Secondario”. Troppo difficile?

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27 11 2003
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