I portali accettano la censura cinese

La versione cinese di Yahoo! ed altri si adattano alla richiesta del regime: fuori dalla rete cinese i pensieri sovversivi, democratici e anticomunisti


Pechino – I grandi portali rivolti al pubblico cinese, e tra questi anche la versione cinese di Yahoo!, stanno rapidamente adeguandosi alle nuove direttive del regime di Pechino, che intende sbarazzarsi di qualsiasi contenuto internet pericoloso per la propria stabilità che sia facilmente accessibile agli utenti internet in Cina.

Dato che nel paese da anni la censura sull’uso delle nuove tecnologie ha seguito passo passo la veloce espansione dell’accesso, quanto deciso ora dal governo va letto probabilmente nel quadro della crescente pressione sulle strutture di controllo data da questo continuo aumento degli utenti internet.

A quanto pare Yahoo! e gli altri hanno dovuto firmare di propria sponte un documento in cui annunciano l’intenzione di rimuovere dalla rete, per quanto in loro potere, qualsiasi documento o contenuto che possa, nell’ordine: minacciare l’unità nazionale, spingere all’odio etnico o alla discriminazione, turbare l’unità, divulgare segreti di stato, rappresentare oscenità o superstizione e via dicendo.

Si tratta di una nuova stretta regolamentatrice, nella scia delle censure già applicate, che viene rivolta a tutti gli editori che pubblicano su web. Questi si impegnano anche ad impedire, nei limiti del possibile, l’accesso dei propri utenti a siti esteri i cui contenuti possano essere considerati dannosi dal regime.

Il documento firmato dai portali è un documento pubblico chiamato “Giuramento pubblico sull’autodisciplina dell’industria cinese di Internet” che dal 16 marzo ad oggi ha raccolto circa 300 nomi, e ora anche quello del celebre portale americano, pronto a chinare la testa pur di non rinunciare al mercato cinese.

Dal primo agosto questa “autoregolamentazione” diverrà operativa. “Promuove lo sviluppo salutare dell’editoria Internet” ha commentato un funzionario governativo sul Bejing Morning Post.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Stuzzichiamo l'appetito ...
    andate a chattare un po' qui:http://www.myanmar.com/fashion/chat.html
  • Anonimo scrive:
    e allora??
    è soltanto uno staterello
  • Anonimo scrive:
    terribile...
    ...e pensare ke siamo nel 2002, ma mi sembra ke lì siamo rimasti al 2002/2...Sono dispiaciuto x ki c abita, e cmq m'immagino ke siano poki quelli ke si possono permettere un accessoin rete... altro ke 18 milioni...
  • Anonimo scrive:
    Pure l'uso del calendario ...
    ... si sono vietati a Myanmar, se no come fanno a non accorgersi che siamo nel 2002.Quali aziende possono essere concorrenziali nel Myanmar se vengono private degli strumenti attuali per ricercare, comunicare, avere visibilità. Unica eccezione: se anche il volume delle loro importazioni fosse tendente, in quel caso starebbero bene dove stanno: fuori dal mondo.
Chiudi i commenti