I telefonini diventano bi-processore

I cellulari evolveranno allo stadio di mostri a due processori, una specie vicina ai desktop. Lo promettono due produttori giapponesi


Tokyo (Giappone) – Due grossi produttori di telefoni cellulari, NEC e Matsushita, hanno deciso che, anche nei telefonini, due è meglio di uno. E così, a partire dalla fine del prossimo anno, le due firme introdurranno sul mercato alcuni modelli di cellulari per reti di terza generazione in grado di avvalersi della potenza di calcolo di due processori.

I due produttori ritengono che una piattaforma mobile bi-processore possa soddisfare le nuove esigenze degli smart phone in termini di potenza di calcolo e, nell’ugual tempo, tagliare il costo di produzione.

Con i telefoni cellulari di terza generazione – sempre che abbia senso chiamare ancora con questo nome dispositivi di potenza pari ad un PC di pochi anni fa – sarà possibile, secondo NEC e Matsushita, fare videoconferenze, riprodurre video full-motion e far girare giochi di qualità simile a quella di una console della precedente generazione.

Le due case giapponesi hanno mostrato una prima versione della loro architettura bi-processore in cui una CPU è dedicata a gestire le comunicazioni ed una seconda a far girare le applicazioni utente. In futuro NEC e Matsushita contano di rilasciare una seconda versione di questa architettura in cui le due CPU sono in grado di svolgere entrambi i compiti in contemporanea attraverso una sorta di bilanciamento del carico di lavoro fra i due chip.

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  • Anonimo scrive:
    Strategia vincente
    Intel, ha capito molto bene che il segmento di mercato rappresentato dai chip a consumo ultra basso comp. x86 non è poi così grande ... tanto da lasciarlo in mano ai futuri (?) chip di Transmeta.Infatti, non è importante solo il consumo ma anche le performance ed il P4 mobile è un'ottimo esempio di questo compromesso.Voglio anche far notare 4 ore di autonomia sono più che sufficienti per soddisfare abbondantemente almeno il 90% (ed il 99% con una batteria di riserva) degli acquirenti di notebooks (del resto, bisogna ammettere che difficilmente si lavora lontano da fonti di alimentazione per un tempo superiore).Il peso invece è ancora un fattore piuttosto critico, soprattutto se si pretende l'all-in-1, ma, in questo caso, il consumo del processore passa in secondo piano (rispetto al consumo di tutti gli altri componenti ed alla tecnologia impiegata per la realizzazione delle batterie).Lo SpeedStep è una grande invenzione.Se poi si vuole qualcosa di più pronto e leggero, ci sono sempre i palmari (che non hanno necessità di compatibilità x86).SalutiGano
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