I videogiocatori esclusi rientrano se donano sangue

Accade in Cina dove i gestori di alcuni game massivi propongono ai gamers messi al bando un modo del tutto originale per poter rientrare e tornare a giocare

Pechino – Si sta parlando molto in rete di un singolare annuncio, ripreso da più parti, secondo cui il gestore cinese di un celebre videogame massivo online ha intenzione di aprire le porte nuovamente anche ai giocatori messi al bando per scorrettezze. Per rientrare dovranno però donare mezzo litro di sangue .

Non c’è nulla di vampiresco, però, nell’idea del Gruppo Moli , che gestisce diversi giochi online, tra cui Cabal (vedi immagine qui a lato): vuole stimolare la sensibilità dei giovani verso la donazione del sangue, vitale per la sanità cinese che, come accade in molti paesi, non ha sufficienti risorse ematiche per soddisfare la domanda.

La locandina del game L’iniziativa nasce dopoché l’azienda ha cacciato dai propri server qualcosa come 120mila giocatori , colpevoli di aver violato la policy ricorrendo a software esterni per aumentare le qualità dei propri personaggi in gioco, un tipo di “hack” del massive multiplayer online estremamente diffuso.

Non è chiaro quanti di coloro che sono stati messi al bando abbiano partecipato al primo “appuntamento” per la donazione, né quanto a lungo sarà disponibile questa particolare “offerta”. Parrebbe, comunque, che l’azienda sia disponibile ad accettare anche nuovi gamers gratuitamente, sempre che si facciano prelevare mezzo litro di sangue a testa.

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  • stamsofer scrive:
    Carletto marxino
    Il tema di cui si sta parlando e' molto importante. Siamo storicamente agli inizi di una rivoluzione, ma ci manca il Carlo Marx che ci sappia spiegare di che cosa si tratta.Sostanzialmente ci sono alcuni assunti di base:1. Web 1.0 ha rivoluzionato i costi di trasmissione. Ognuno è diventato giornalista. I blog fanno parte di Web 1.02. Web 2.0 sta rivoluzionando la velocita' e la qualita' delle relazioni tra le comunita' umane. Il social networking è lo strumento usato dalla rivoluzione. 3. Web 3.0, che non esiste ancora, probabilmente sarà la trasmigrazione di tutti i processi organizzativi e politici delle organizzazioni fisiche e locali all'interno dei social networks.Non solo i giornalisti hanno paura dei blog, anche i politici e comunque gli uomini di potere.Per una strana storia personale, ho vissuto per alcuni anni in un kibbutz (un collettivo agricolo comunista) e poi altri anni in un altro kibbutz. Oggi frequento abbastanza spesso una comunità fisica, ho creato una comunita' virtuale e ne sto creando un'altra su neurona.com.Era per dire che so che cosa è una comunità.Gli studiosi dei social networks hanno scoperto un numero che si chiama il Numero di Dunbar, chiamata anche la Regola del 150.Questa regola dice che la dimensione di un network sociale e' limitata a circa 150 membri.Il numero di Dunbar deriva da molti studi eseguiti da sociologi antropologi sulla dimensione dei villaggi. La psicologia evoluzionale sostiene che questo numero è il limite approssimativo della capacita' media umana di riconoscere i membri della comunita' a lui vicini, ed a riconoscere fatti emotivi degli stessi membri.Noi ci rendiamo conto facendo parte di una comunita', di che cosa sta sucecdendo in quella comunita', cosi' come ci rendiamo conto di chi e' piu' attivo ed autorevole, di chi lo e' di meno, e di chi fa lo zombie.Ci possiamo anche rendere conto di che cosa avviene in alcune comunita' vicine per argomento o interesse, sempre che ci sia visibilita' su di esse.Non ci rendiamo conto invece di che cosa avviene a livello macro, cioe' non sappiamo capire ne riconoscere quali sono i venti che spirano nella blogosfera. Non sappiamo capire perche' una determinata notizia si diffonde e perche' un'altra no.In questi mesi sto cercando di costruire un modello matematico di ricerca operativa per una banca, mio cliente, che vuole sapere in che modo le notizie si diffondono attraverso i blog, forum e social networks, in modo da poter prevedere la nascita di una notizia con quei 5 minuti di anticipo che servono per comprare o vendere una azione.Questo studio mi permette di capire per ora che il modello di gestione "aziendale" della politica/informazione sta scomparendo, e che sta nascendo un altro modello nuovo, che non riesco ancora a mettere a fuoco.Mi e' chiaro che bisogna semplificare il problema, e cosi' ho teorizzato ogni comunita' come se fosse un individuo, e l'insieme di tutte le comunita' tematiche come un cluster su cui sto cercando di capire se ha a sua volta un suo numero di Dunbar.Se qualcuno e' interessato a proseguire insieme questo studio, mi contatti:http://gabriele-levy.neurona.com
    • Anonimo scrive:
      STOOOOOP Re: Carletto marxino
      - Scritto da: stamsofer
      Il tema di cui si sta parlando e' molto
      importante.

      Siamo storicamente agli inizi di una rivoluzione,
      ma ci manca il Carlo Marx che ci sappia spiegare
      di che cosa si
      tratta.Questa volta invece di darci al calvinismo con un Marx, vediamo di fare le cose fatte bene e affidarci ad un Lafargue piuttosto... tanto se cominciamo a spendere meno soldi per i calciatori, le veline, le pop star e ci produciamo energia e cibo genuino da soli (il cibo: per chi ha un quadrato di terra; con gli altri si può scambiare energia e cibo valutandoli con dei "green backs")... avremo più tempo per noi stessi...;)
  • mik.fp scrive:
    Distribuzione...
    Sono mesi che lo vado dicendo.Sono curioso di sapere quanto tempo impiegherete a capire che la stessa cosa va portata a livello strutturale.State facendo tutti tam-tam con i blog, ma i tamburi non sono i vostri e sono pochi ma grossi che lì fuori cercano di toglierveli... vedi il discorso neutralità... o quello drm...ciaoMichele
  • Anonimo scrive:
    micro Marketing ?
    dal mass marketing al micro marketing distribuito ?
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