I videogiocatori sono più veloci?

Una ricerca sembra affermare che il cervello dei videogiocatori incalliti sia più veloce rispetto al normale. Il merito? Tutto dei frenetici sparatutto in soggettiva
Una ricerca sembra affermare che il cervello dei videogiocatori incalliti sia più veloce rispetto al normale. Il merito? Tutto dei frenetici sparatutto in soggettiva


Roma – Un durissimo allenamento a base di mouse e monitor sembra essere la via più breve per sviluppare le capacità del cervello. Due ricercatori nordamericani hanno pubblicato un articolo sulla rivista Acta Psychologyca dove rendono noti i risultati di un recente esperimento condotto sui videogiocatori incalliti.

Sembra che la passione smodata per l’intrattenimento digitale contribuisca alla velocizzazione dei tempi medi per l’ elaborazione dei dati visivi : il principale autore di questo studio, Dott. Alan Castel, sostiene che il cervello delle persone abituate a giocare “è semplicemente più rapido”. Secondo Castel tutto questo è possibile grazie a maggiori capacità d’ adattamento nei confronti dell’ambiente, unite ad una visione periferica più sviluppata.

I test sono stati condotti su due gruppi di studenti universitari ben distinti in quanto ad abitudini informatiche: i primi passano una media quotidiana di due ore di fronte ai videogiochi, mentre i secondi si limitano ad un uso meno intensivo del computer. Le due squadre , come in un gioco, si sono “affrontate” in una sorta di competizione: localizzare oggetti casuali sullo schermo nel minore tempo possibile. Il risultato apre una interessantissima serie di ipotesi: i videgiocatori abituali sembrano avere un anticipo di 100 millisecondi rispetto agli avversari.

Adesso gli scienziati suggeriscono che l’uso delle simulazioni trimensionali nell’addestramento dei piloti potrebbe avere ottimi risultati in termini di sicurezza ed affidabilità. “Persino quei 100 millisecondi possono fare la differenza”, dichiara il Dott. Castel nel suo articolo.

L’interesse degli psicologi in questo campo di studi non è certo nuovo ed è nato dall’esigenza di capire le potenzialità didattiche delle simulazioni informatiche : la speranza è di poter usare i videogiochi nella riabilitazione post-traumatica dei soggetti che hanno sofferto gravi disturbi neurologici.

Tommaso Lombardi

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03 07 2005
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