I videogiochi alleggeriscono il carcere

Accade negli Stati Uniti, dove un penitenziario dell'Oregon mette a disposizione dei galeotti una console d'annata. Il direttore del penitenziario: detenuti più felici e più motivati
Accade negli Stati Uniti, dove un penitenziario dell'Oregon mette a disposizione dei galeotti una console d'annata. Il direttore del penitenziario: detenuti più felici e più motivati


Umatilla (USA) – Una console di vecchia generazione, dal costo di appena 35 dollari , è diventata l’oggetto del desiderio per le centinaia di carcerati d’un importante istituto penitenziario dell’Oregon. L’accoppiata tra schermi TV e videogiochi d’annata, stando a quanto affermano alcuni detenuti, è il miglior modo per evadere da una cella senza doversela vedere coi secondini: il balocco è diventato il più ambito “premio motivazionale”, riservato solo a chi dimostra una condotta ineccepibile.

Niente grafica tridimensionale, niente effetti sonori strepitosi e ricchi filmati digitalizzati: i giochi offerti all’interno del penitenziario sono quelli delle console 50-titoli-in-uno , spesso basate su vecchie ma rispettabilissime console ad 8bit.

Randy Geer, responsabile tecnologico dell’istituto Two Rivers, ha dichiarato alla stampa locale che “il videogioco è un ottimo intrattenimento per i prigionieri”. “Ne vanno matti”, aggiunge, “perché porta un po’ di varietà al di là delle sbarre”. L’intrattenimento digitale, per queste persone, è una vera e propria fuga dalla realtà .

La situazione può apparire paradossale, ma il direttore del penitenziario “Two Rivers” di Umadilla ha capito che la tecnologia può fare moltissimo per rendere più umana la vita dei carcerati – a patto che si comportino in maniera corretta. Two Rivers, già da molti anni, offre ai detenuti la possibilità di acquistare schermi LCD da 7 pollici da innestare nei letti a castello per vedere la televisione, così come videogiochi ed altri passatempo.

“Sono esseri umani”, ha detto Deer in un’intervista condotta da AP . Da quando la realtà digitale è entrata dentro le celle, il numero di crimini violenti all’interno della prigione è diminuito in maniera significativa. La libertà d’usare i giochi, infatti, viene centellinata con parsimonia ed oculatezza da parte delle guardie.

L’Oregon è forse il primo stato del mondo ad offrire un tale programma motivazionale per il contenimento della violenza all’interno del carcere. Negli anni scorsi, sempre negli USA, lo stato del Missouri ebbe un’idea diametralmente opposta e mise al bando l’uso di videogiochi nei penitenziari. Nel Regno Unito, a due passi dall’Italia, i criminali vengono invece dotati di laptop pagati dallo Stato , equipaggiati di strumenti avanzati ed elaboratori di testo.

Tommaso Lombardi

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15 03 2006
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