i2c, l'Informatica al Consumatore

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota con cui nasce ufficialmente l'i2c Working Group, il cui obiettivo è qualificare l'informatica a beneficio dei consumatori

Genova – Cari colleghi Informatici, cari lettori di Punto Informatico, il 12 giugno 2002 Punto Informatico ha pubblicato una mia lettera nella quale proponevo a tutti gli informatici (laureati di Scienze, laureati di Ingegneria, esperti non laureati in Informatica) di unirsi con lo scopo di lavorare insieme per qualificare la figura professionale dell’informatico.

A pochissima distanza da quella data sono felice di poter annunciare ufficialmente la nascita del progetto i2c.

Il progetto i2c (l’Informatica al Consumatore) ha come obiettivo di contribuire alla qualificazione dell’Informatica a beneficio del Consumatore, attraverso la costituzione di una “piattaforma di confronto” tra le parti interessate.

In questo contesto si definiscono Informatici e Consumatori come segue:
– Informatici: offrono competenze, prodotti e servizi informatici
– Consumatori: fruiscono di competenze, prodotti e servizi informatici

Un importante passo verso la qualificazione dell’informatica sarà la definizione di cosa si intende per qualità. Un tentativo di definizione scaturirà da questo progetto dopo un’approfondita analisi del contesto normativo e degli standard internazionali.

Il progetto i2c si propone di procedere nella direzione del proprio obiettivo attraverso l’instaurazione dell’i2c Consortium, una “piattaforma di confronto” su cui si dovrebbe attivare un “circolo virtuoso” a beneficio di informatica e informatici. Per piattaforma di confronto si intende tutta una serie di strumenti mediatici (carta stampata, radio, tv, web, chat, forum, ecc.) e metodologici (gruppi di lavoro, gruppi di discussione, redazione di documenti esplicativi, ecc.) per la comunicazione sul tema del progetto.

Il progetto i2c si articola in tre fasi, di breve, medio e lungo termine

– prima fase: i2c Working Group, redazione documento di progetto (avviata, siamo alla “release candidate”)

– seconda fase: i2c Working Group, redazione documento sintetico per una divulgazione semplice dell’informatica con lo scopo di presentare ai consumatori obiettivi e strumenti di i2c. Il documento sarà proposto per la sottoscrizione da parte dei futuri membri dell’i2c Consortium

– terza fase: i2c Consortium: piattaforma per il confronto tra informatici, consumatori e altri attori interessati agli scopi di i2c. Da questa piattaforma dovrebbero scaturire “suggerimenti i2c”, documenti formali per i quali si proporrà l’adozione da parte delle Istituzioni.

Sul sito www.i2c.it è disponibile la prima versione pubblica del documento di progetto. Si trova in stato “release candidate” e contiamo di arrivare entro settembre alla versione finale.

Da questo momento il progetto i2c è pubblico e si può promuovere liberamente. E’ anche possibile entrare nel working group tramite la compilazione di una form disponibile all’indirizzo: http://www.i2c.it:8080/etc/IscrizioneWG.html .

Contiamo di raccogliere utili commenti per consolidare il documento di progetto e pubblicare la versione finale.

Grazie per l’attenzione

Antonio Capani

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  • Anonimo scrive:
    69 percento
    "la tendenza del personale ad esplorare la pornografia in rete, alla quale vengono ricondotti il 69 per cento dei casi"... non so se le vostre fonti siano attendibili, ma almeno sono spiritose...
  • Anonimo scrive:
    Meno male che nell'azienda dove lavoro...
    ...sono l'unico dipendente! ;)Sottopagato e tutto quello che volete, ma almeno posso permettermi certe liberta' che in una grossa azienda sarebbero un sogno, e non devo temere infami delazioni ne' preoccuparmi di doverne fare :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Meno male che nell'azienda dove lavoro...

      Sottopagato e tutto quello che volete, ma
      almeno posso permettermi certe liberta' [cut]Tipica mentalita' italiana: sto malissimo, ma posso permettermi di fottere i superiori.Quasi quasi me ne vado in inghilterra
      • Anonimo scrive:
        Re: Meno male che nell'azienda dove lavoro...
        - Scritto da: David Beckham

        Tipica mentalita' italiana: sto malissimo,
        ma posso permettermi di fottere i superiori.

        Quasi quasi me ne vado in inghilterra
        Ancora qui in italia?
        • Anonimo scrive:
          Re: Meno male che nell'azienda dove lavoro...
          Beh, io in Inghilterra ci vivo e vi posso dire che l'atteggiamento negli uffici e' assai amichevole e di situazioni "fantozziane" non se ne vedono.Gli stipendi sono alti, la gente e' positiva pur lavorando molto.Io lavoro in una multinazionale e in Internet ci navighiamo tutti, pur non trascurando il lavoro, ovviamente.Si puo' benissimo unire il dovere con lo svago.Al piano di sopra abbiamo persino il biliardo, TV, stereo, sala ginnastica, drink gratuiti per tutti.:-)
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