Ian Clarke lancia l'applicativo commerciale

Il padre di Freenet con la sua Uprizer lancia il primo sistema per lo streaming dedicato alle aziende e basato sul concetto di peer-to-peer. Ma riuscirà a convincere?


Roma – Incubo delle multinazionali e paladino delle libertà digitali, Ian Clarke è il padre del Progetto Freenet e nelle scorse ore ha lanciato dalla sede californiana della sua Uprizer il primo applicativo commerciale basato sul computing distribuito in un ambiente peer-to-peer. Che ha qualcosa, ma davvero non molto, a che vedere con Freenet.

Clarke, che ha presentato il prodotto insieme al CEO di Uprizer, Dave Scantling, ha spiegato che il suo “Edge Distribution Network” (EDN) è un applicativo pensato per quelle imprese che intendano sfruttare la piattaforma peer-to-peer per distribuire ai dipendenti delle corporation qualsiasi genere di contenuto, in particolare quelli di audio e videostreaming e di e-learning.

La maggiore differenza tra EDN e i sistemi oggi in voga è l’assenza di un sistema centralizzato di distribuzione, in quanto le postazioni connesse sfruttano una delle chiavi di Freenet e di fatto re-distribuiscono i materiali quando richiesto da chi ne deve fruire.

“Uprizer – ha affermato Scantling – offre una alternativa efficiente ai server centrali per quelle aziende che intendano massimizzare l’infrastruttura esistente e costruire un sistema di flussi informativi senza ostacoli all’interno della propria organizzazione, riducendo al contempo gli investimenti”.

Difficile dire se il progettone EDN riuscirà a farsi largo, vista anche la crescente concorrenza nel mondo del P2P a scopo commerciale: di certo attira un notevole interesse perché basata su Freenet e realizzata, appunto, con la collaborazione “chiave” di Clarke. Una intervista a Clarke su Freenet è disponibile su queste pagine di Punto Informatico.

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  • Anonimo scrive:
    Che forza!
    Telecomandati... un po' come i linuxari.
  • Anonimo scrive:
    Matrix sta arrivando?..
    Speriamo proprio di no..:-P
  • Anonimo scrive:
    Nirvana 3 - Eros o eroina?
    Già, il nirvana... Mi sembra che disse così un mio amico eroinomane un settimana prima di morire per overdose.Quesi ricercatori sono dei mentecatti, al di là della validità delle loro ricerche.Statemi bene.
  • Anonimo scrive:
    nirvana 2
    che bello, sicuramente la mente umana è un pochino più complessa, ma la strada è apertaMi sembra una scena da cyberpunk alla Gibson, vedremo cyber-truppe andare al massacro (o meglio massacrare civili e dimostranti) con un espressione di beatitudine sul viso?Mi sembra di aver letto un racconto appunto su una situazione del genere: quando uno inizoa a lavorare lo accende e per 8 ore la mente non gli appartiene più, quando torna a casa non sa cosa ha fatto...
  • Anonimo scrive:
    Nirvana?
    «Talwar ha spiegato che "i roboratti lavorano per il piacere" perché viene stimolato il centro del piacere per condurli a fare quel che si desidera. "Per loro - ha affermato - è come il nirvana"»Certo, sarà per una nobile ragione, però mi sembra pur sempre un sopruso...Come se si costringesse un uomo a fare qualcosa trasmettendogli semplicemente del piacere sessuale... mmmh... No, mi sa che ho preso l'esempio sbagliato :-)Saluti
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