IBM eLiza, potere alle macchine

Big Blue rilascia sul mercato i primi frutti di quel progettone che mira a rendere server e complesse reti aziendali in grado di badare a sé stessi


Armonk (USA) – Quando sei mesi fa IBM svelò al mondo il suo progettone multi miliardario per automatizzare i server, conosciuto con il nome eLiza, furono in molti a domandarsi quanto di concreto ci fosse, per il breve periodo, dietro a concetti e parole che iniziavano quasi tutte per “self” (auto): autodiagnosi, autoguarigione, autoamministrazione…

Ieri Big Blue ha dato una prima risposta a questi dubbi rilasciando un nuovo insieme di servizi e di tecnologie che si basano sull’infrastruttura creata con il progetto eLiza e che puntano, come ha dichiarato Irving Wladawsky-Berger, vice presidente di IBM, a “minimizzare il grado di intervento umano nell’amministrazione di infrastrutture per l’e-business incrementando nel contempo le prestazioni e l’efficienza”.

Quando ad aprile IBM svelò il progetto eLiza, dichiarò che l’obiettivo finale era quello di “eliminare molte, se non tutte le interazioni umane con i computer aziendali e far sì che le reti globali di calcolo possano divenire facili da gestire quanto gli attuali elettrodomestici per la cucina”.

Il primo passo verso questa visione IBM l’ha compiuta ora rilasciando i primi servizi che, secondo il big, “automatizzano i processi di e-business prevedendo, identificando e intercettando i problemi in tempo reale”.

Secondo IBM, sarebbero già qualche decina le tecnologie hardware e software sviluppate in seno ad eLiza e pronte ad essere commercializzate nei prossimi mesi o nei prossimi anni. Fra queste qualcuna ha già raggiunto ormai da tempo il mercato, come Rejuvenation, un software distribuito con alcuni server IBM e capace, attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, di prevenire e porre rimedio ad una grande varietà di errori a livello di software.

IBM di recente ha lanciato una sfida all’industria, al governo e alla ricerca universitaria affinché si possano focalizzare gli sforzi verso lo sviluppo di tecnologie che consentano ai sistemi di calcolo di operare “autonomamente”. Ma, nella strada intrapresa, il colosso di Armonk non è certo sola: anche HP, Sun, EMC, e la stessa agenzia governativa americana DARPA hanno investito molto nel settore dei sistemi “self-managing”, in grado di provvedere a sé stessi.

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  • Antonio Lepore scrive:
    ma xchè?
    Scusate, ma xchè cercate di simulare reti neurali, quando potete semplicemente collegarle come state facendo con questo blog?Il futuro è ricercare un modo per collegare le reti neurali (cioè il cervello degli interlocutori) senza barriere fisiche senza bisogno di voce, senza bisogno di parole?
  • Moreno scrive:
    back propagation
    Ho realizzato una rete neurale in visual basic, in realta' un programma per creare reti neurali con un qualsiasi numero di layer e neuroni.Ho utilizzato l'algoritmo di back prpagation. Alla fine credo che una rete con questo algoritmo non sia altro che una equazione iterata molte volte affinche il peso di ogni variabile (neurone) sia quello che assicuri i risultati piu' giusti. In pratica e' una specie di analisi di regressione.
  • Anonimo scrive:
    Reti neurali e back propagation
    La mia tesi di laurea si basa sugli algoritmi adattivi dibackpropagation.Sapreste indicarmi qualche link dove recuperare risultati di esperimenti già riportati in letteratura relativi agli algoritmi adattivi (conjugate gradient methods, superSAB, rescaling of variables, ecc.).I dati (training set e risultati: errore e/o riconoscimenti) mi servono per effettuare delle comparazioni con l'algoritmo da me implementato.Ringrazio anticipatamente
    • Anonimo scrive:
      Re: Reti neurali e back propagation
      anch'io sto sviluppando una tesi su sistemi adattivi!mi contatti? magafrCANCELLA@libero.it
  • Anonimo scrive:
    COME AGGIORNARMI ?
    Mi chiamo Ivano Sono appassionato di Reti Neurali ma il materiale che trovo e' molto scarso e ripetitivo. a parte un programma in C sulle reti con tecnica error-back-propagation non ho trovato granche' ! potete aiutarmi ?O sapete quando vengono svolti alcuni convegni/seminari ai quali partecipare. Sono uno studente di Ingegneria Informatica a Lecce aspirante tesista (sulle R.N.)! my-email : idlgdl@libero.it
  • Anonimo scrive:
    reti neurali in php
    mi chiedevo ma in php non si possono fare lereti neurali ?grazie a chi mi risponde
    • Anonimo scrive:
      Re: reti neurali in php
      Le reti neurali non sono che un modello matematico e possono pertanto essere implementate in qualunque linguaggio. Per quanto riguarda i linguaggi web-oriented, come asp / jsp / php, è preferibile utilizzare delle classi / routines esterne per eseguire i calcoli, e mostrare nella pagina web solo i risultati. Per esempio, nella pagina di Sibilla c'è un form html il quale viene processato da una pagina jsp che chiama una classe java che esegue il calcolo, e un'altra pagina jsp mostra il risultato formattato.
  • Anonimo scrive:
    L'ho fatto io...
    Ognuno nel suo piccolo fa quello che può.Qui c'è quello che ho fatto io...http://www.scarpaz.com/speechnet/speech.html
  • Anonimo scrive:
    lavoro
    Buon giorno a tutti, volevo chiedere se qualcuno è in grado di dirmi in che modo potrei trovare lavoro sfruttando le conoscenze nell'ambito delle reti neurali acquisite durante gli studi.GrazieMichele
    • Anonimo scrive:
      Re: lavoro
      Ho svolto una tesi sulle reti neurali con un professore che è titolare di una ditta di trento specializzata nella progettazione di applicazioni basate sulla tecnologia neurale. Dai un'occhiata al sito: www.neuricam.com
  • Anonimo scrive:
    Re: si, con java ... mha!
    salve a tutti sono Oreste Venier e sono appena tornato: sono contento che l'articolo del mio amico Andrea Aguzzi abbia scatenato tanto caos.L'abbiamo scritto un po' di tempo fa.Per accontentare brevemente (casomai scriverò meglio i prossimi giorni) gli amici che criticano il Java, dirò semplicemente che ognuno usa ciò che vuole. Io uso Java. Ci sono mille motivi per questa scelta, comprensibili da chi ha programmato in C++ da anni e poi ha conosciuto il Java. Per quanto riguarda poi le RNA, non basta riempirsi la casa di libri o leggerli per sapere cosa sono le RNA. Esse dopotutto sono uno strumento e basta. Bisogna trattare prima i dati. Ecco perché spesso le RNA non hanno funzionato nel passato. Non che chi le ha utilizzate non sapeva quello che faceva, anzi. Proprio chi ha sbagliato si è accorto che il 90% dei problemi era nei dati, non nelle RNA. Non sono la panacea per tutti i mali, non basta buttarci dentro dati per avere risultati. Garbage in, Garbage out, diceva un mio amico.Buonanotte a tutti. Soprattutto agli esperti di reti neurali. Con la speranza che un giorno anche un loro amico li "intervisti" e possa leggere dei loro lavori :-)Cordialità, Oreste
    • Anonimo scrive:
      Re: si, con java ... mha!
      - Scritto da: Oreste Venier
      semplicemente che ognuno usa ciò che
      vuole. Io uso Java. Ci sono mille motivi per
      questa scelta, comprensibili da chi ha
      programmato in C++ da anni e poi ha
      conosciuto il Java. Motivi del genere, specialmente se accompagnati da uno sconsolante "ognuno usa ciò che vuole" (quindi anche RPG o COBOL per scrivere un CAD EDA ?), rimangono assolutamente misteriosi per chi ha programmato per un paio di decenni in assembly, C, FORTRAN e magari Eiffel, Ada, Prolog... dovunque guardi, vedo linguaggi migliori e più adatti, più OO-compliant o più performanti per fare qualsiasi cosa venga in mente. De gustibus...Per il resto, le RNA sono solo uno dei tanti armamentari Russell-Norvig style, decaduti da rosea speranza di lastricare di successi la strada della IA "forte", a banali attrezzi di ingegneria "avanzata". Niente di miracolistico o sacrale, niente di più rivoluzionario rispetto ad una ennesima euristica per TSP o knapsack: solo una ulteriore conferma della nostra pervicace ignoranza nella conoscenza fondamentale dei meccanismi di apprendimento e del funzionamento in generale di cervello e mente (nonostante gli svarioni e le illusioni superficiali e datate di Minsky, confutati in dettaglio ad esempio da Piattelli Palmarini con una intera enciclopedia di lavori che mostrano l'infondatezza assoluta di certe pretese e la triste superficialità di fuochi d'artificio alla Hofstadter). Scommessa per scommessa sul futuro della ricerca, meglio sforzarsi attorno a computer che facciano i computer, a la Deutsch per intenderci.
  • Anonimo scrive:
    Reti neurali
    Come diceva la Montalcini, il cervello umano non può funzionare bene, ognuno ha la sua pazzia.Nessuno è perfetto e esente da errori neanche i cosidetti esperti.Pretendere di realizzare qualcosa di simile al cervello umano è una pazzia, ogni computer è tale e quindi è completamente diverso da un uomo.Ne consegue che si deve cercare di fare una rete neurale adatta ai computer e non simile al cervello umano!
    • Anonimo scrive:
      Re: Reti neurali
      E' per questo che l'indirizzo "moderno" più di moda in questo momento considera le reti neurali artificiali come particolari tecniche statistiche anziché come imitazioni di sistemi biologici.Paco
  • Anonimo scrive:
    E-NEURAL.IT INACCESSIBILE
    "Sito web in costruzione"
    • Anonimo scrive:
      Re: E-NEURAL.IT INACCESSIBILE
      si vede che i neuroni si stanno riposando...
      "Sito web in costruzione"
      • Anonimo scrive:
        Re: E-NEURAL.IT INACCESSIBILE
        ... esatto ... è che l'articolo è stato scritto molti mesi fa, il dominio era nostro e da poco è stato ceduto ad una società che lo utilizzerà per un portale sulle RNA. Per ora pertanto è disattivato e in parcheggio. Saluti Oreste
  • Anonimo scrive:
    Touchpad
    Il touchpad e' la piu' redditizia forma di rete neurale finora, ed e' stato inventato guarda caso da un Italiano.Mai sentito parlare di Federico Faggin? (ovvero anche l'inventore del microprocessore - www.intel4004.com - )Saluti.Raffaello
  • Anonimo scrive:
    Tanto per chiarire !
    Sono Vassura Massimiliano, sono un medico e sono uno dei medici che ha collaborato al progetto Sibilla basato su reti neurali per la diagnosi ortodontica.Ho letto alcune considerazioni espresse e francamente vorrei fare alcune precisazioni :* JavaJava e' un linguaggio che puo' essere installato su qualsiasi sistema operativo. Il Dott. Venier utilizza quasi solo macchine Linux e quindi, per comodita' utilizza java per programmare, avendo cosi' la certezza di poter far girare la stessa applicazione su qualsiasi macchina/sistema operativo. Java non e' il linguaggio perfetto ed ha le sue pecche, ma non quelle che gli vengono imputate dai messaggi. A noi, ed a chi programma reti neurali, non interessa un accidente che java sia un linguaggio piu' lento di altri linguaggi. Questo perche' chi ritiene di poter criticare le nostre scelte (e il diritto di critica e' sacrosanto) dovrebbe anche sapere che finita la fase di allenamento, la conoscenza della rete viene condensata in una equazione matematica. Ed anche per un linguaggio *lento* come java, risolvere una equazione matematica e' uno scherzo da ragazzi. A noi non e' interessato molto che per allenare la rete e produrre l'equazione ci siano volute circa 12 ore. Ci potevano anche volere tre giorni. Ma una volta prodotta l'equazione questa poteva essere implementata in qualsiasi linguaggio. Anzi : andava bene anche una calcolatrice da tasca.I Motivi che ci hanno portato a fare tutto il progetto in java erano che all'inizio, ma anche ora...., non avevamo alcun intento seriamente commerciale, avevamo la necessita' di far girare l'applicazione su Linux (perche' il piu' grosso gestionale per ortodontisti e' scritto per questo sistema operativo e quindi molti ortodontisti hanno gia' installato questo SO), in Francia, unico paese europeo nel quale abbiamo trovato appoggio e sostegno scientifico alla ricerca, moltissimi ortodontisti usano MacOS, mentre in Italia senza windows, in campo ortodontico, non si va da nessuna parte. Linux+WEB+MacOS+Windows ci ha portato a continuare con java.Vi assicuro che le performance sono decisamente piu' che accettabili anche su un PII 200 con 64 mega di ram.* BusinessIo sono un medico che esercita in un piccolissimo paese della campagna lombarda, con mio fratello Gabriele. Non ho agganci politici di nessun tipo, non sono introdotto nelle universita', non ho ottenuto nessun finanziamento pubblico e nessun finanziamento universitario. Abbiamo MENDICATO che qualcuno in italia ci aiutasse, ma i soloni ci han riso in faccia o non cihanno neanche ascoltato. Ci abbiamo creduto contro tutto e contro tutti in Italia, tranne alcuni pochissimi professionisti che hanno guardato con simpatia alle nostre ricerche *scientifiche* e che ci hanno indirizzato ...... in Francia e negli Stati Uniti. Abbiamo speso decine di milioni in viaggi transoceanici e viaggi a Parigi Lilla Tolosa. Abbiamo trovato comprensione ed anche un po' di stupore : nessuno credeva che stessimo facendo tutto cio' *coi nostri soldi* e senza avere alle spalle universita' italiane. Chiunque provi a fare ricerca in Italia a legga queste mie righe sa perfettamente a cosa mi riferisco. Alcuni ortodontisti americani han provato a fare quello che abbiamo fatto noi dieci anni fa e non ci sono riusciti ! Domenica prossima abbiamo un incontro con loro per stabilire strategie comuni di ricerca. Io sono appena tornato da un viaggio di piu' di 1000 km dalla Francia ed anche il Dott. Venier e' all'estero per raccogliere adesioni al nostro progetto di *ricerca* !Abbiamo dedicato a questo progetto due anni della nostra vita sacrificando molte ore dei nostri affetti, come i nostri figli, e investendo veramente molto denaro per dei semplici "medici di campagna" :-). Il progetto sta incontrando interesse, specialmente in Francia. Oggi siamo andati a proporre alla piu' esclusiva societa' scientifica ortodontica francese un Test di Turing per Sibilla. La cosa li ha affascinati e resi entusiasti. Prima dei francesi, il abbiamo fatto la stessa richiesta ad una prestigiosa associazione italiana e siamo stati trattati letteralmente a pesci in faccia, nonostante Sibilla avesse superato brillantemente le domande sottoposte dai soloni italiani ! Abbiamo una affidabilita' altissima, un indice di concordanza tra le risposte di Sibilla e le risposte dei piu' grandi esperti di ortodonzia in Italia ed in Francia che si attesta intorno al 97%. Siamo alla continua ricerca di "falsificare il sistema" come popperianamente ci siamo proposti fin dall'inizio. Io credo quindi che anche se chiediamo agli ortodontisti di pagare due milioni per venire in possesso di una copia del nostro software e considerando che quasi la meta' va al distributore del prodotto...., in realta' Sibilla lo stiamo regalando ! (soprattutto se pensate che *un* trattamento ortodontico, quando costa poco, costa sei milioni !)Ma a noi non interessava tanto il business, ovvio che i soldi non fanno schifo a nessuno, ma interessava l'avventura scientifica.Se Riviste come Scientific American ci chiedono di pubblicare un articolo sulla loro rivista, noi riteniamo di aver prodotto scienza, prima che business.Mi spiace che qualcuno ancora e sempre in Italia non riesca a felicitarsi di quello che e' un progetto comunque del nostro paese, per quanto piccolo progetto. Spiace anche che ad aiutarci siano stati soprattutto Francesi ed Americani. Non che noi ci si aspetti fanfare e squilli di tromba, anzi. Pensiamo di aver fatto solo il nostro dovere, e siamo grati, immensamente grati, a quei pochi che in Italia ci hanno aiutato, incoraggiato, sostenuto e consigliato. La loro amicizia e la loro stima vale per noi piu' delle decine di milioni che abbiamo speso in questa ricerca.Buona Notte :-)Max Vassura
    • Anonimo scrive:
      Re: Tanto per chiarire !
      Ciao Maxsono un ex biologo molecolare ora programmatore php. Volevo solo incoraggiare te ed il vostro staff spero che oltre a riconoscimenti scientifici,belli ma poco utili, riusciate ad avere anche fondi e strutture.Ricordatevi che Mendel il padre della genetica è morto credendo di aver fallito non fate lo stesso errore.Continuate così, peccato che siate dovuti andare da quegli spocchiosi di cuginetti francesi ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Tanto per chiarire !
        - Scritto da: bigcoder
        Ciao Max
        sono un ex biologo molecolare ora
        programmatore php. Volevo solo incoraggiare
        te ed il vostro staff spero che oltre a
        riconoscimenti scientifici,belli ma poco
        utili, riusciate ad avere anche fondi e
        strutture.Grazie :-)Ma i riconoscimenti per noi valgono parecchio :-)
        Continuate così, peccato che siate dovuti
        andare da quegli spocchiosi di cuginetti
        francesi ;-) Ehehe tu non sai cosa sia la spocchia di *certa gente* qui in Italia. Comunque, ad onor del vero, adesso qualcosa comincia a muoversi anche qui. Pensa pero' che i francesi ci hanno aiutato quando la cosa era solo una idea appena abbozzata (la rete era stata allenata su 70 casi e dava risposte quasi sempre sballate....)Ciao :-)Max Vassura
    • Anonimo scrive:
      Re: Tanto per chiarire !
      Complimenti per il lavoro.Sono un ingegnere laureato da pochi anni che lavora alle dipendenze di una azienda privata e anche se conosco il mondo della ricerca quasi solo per quello che leggo sulle riviste scientifiche credo di capire le difficoltà che avete incontrato. E' veramente un grosso peso dover unire capacità scientifiche, manageriali, promozione del prodotto e ricerca finanziamenti ma in Italia ...Continuate così, magari ne viene fuori anche una spinta all'immobilismo italiano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Tanto per chiarire !
        - Scritto da: kumbira
        Complimenti per il lavoro.
        Sono un ingegnere laureato da pochi anni che
        lavora alle dipendenze di una azienda
        privata e anche se conosco il mondo della
        ricerca quasi solo per quello che leggo
        sulle riviste scientifiche credo di capire
        le difficoltà che avete incontrato. E'
        veramente un grosso peso dover unire
        capacità scientifiche, manageriali,
        promozione del prodotto e ricerca
        finanziamenti ma in Italia ...
        Continuate così, magari ne viene fuori anche
        una spinta all'immobilismo italiano.Non siamo *politicamente* cosi' importanti e svolgiamo una ricerca estremamente di nicchia : l'ortodonzia e' una specialita' della specialita'.....Comunque grazie :-)Max Vassura
    • Anonimo scrive:
      Re: Tanto per chiarire !
      Ciao!Sono un ingegnere in informatica e lavoro nel campo della ricerca (IA) in Svizzera. Mi devo davvero complimentare con la vostra caparbietà! Spesso molti si demoralizzano appena le cose vanno storte o se non trovano supporto. Inoltre ammiro l'approccio popperiano: questo comportamento è ancora più raro, soprattutto nel campo del business!Passando ad argomenti un pochino + tecnici, ho letto diversi paper riguardo i sistemi esperti di nuova generazione per il supporto medico, e a quanto pare le reti bayesiane stanno facendo un sacco di furore. Avete preso in considerazione questo approccio?Saluti e buona fortuna!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Tanto per chiarire !

        Ciao!
        Sono un ingegnere in informatica e lavoro
        nel campo della ricerca (IA) in Svizzera. Mi
        devo davvero complimentare con la vostra
        caparbietà! Spesso molti si demoralizzano
        appena le cose vanno storte o se non trovano
        supporto.Devo dire che abbiamo sofferto di tutto, ma di sconforto poco. Siamo pervasi da una specie di fuoco ..... che definirei sacro se non immaginassi che il termine e' un po' infantile.Siamo comunque innamorati di cio' che stiamo facendo :-)
        Inoltre ammiro l'approccio
        popperiano: questo comportamento è ancora
        più raro, soprattutto nel campo del
        business!Il nostro e' stato un approccio forzatamente "Top Down" all'acquisizione della conoscenza. A questo punto il ricorso al falsificazionismo si impone se si vuole essere coerenti ed onesti con chi legge i nostri lavori e con noi stessi.
        Passando ad argomenti un pochino + tecnici,
        ho letto diversi paper riguardo i sistemi
        esperti di nuova generazione per il supporto
        medico, e a quanto pare le reti bayesiane
        stanno facendo un sacco di furore. Avete
        preso in considerazione questo approccio?Dunque : le reti bayesiane hanno una grossa importanza in medicina, ma mi sembra, limitatamente ad una dimensione abbastanza ristretta, per quanto importantissima, del problema medico.Mi spiego : le reti bayesiane sono utili principalmente per valutare l'utilita' di un test per migliorare la diagnosi.Mi spiego in termini piu' elementari : quando un paziente sanissimo va dal suo medico di famiglia e gli chiede "Vorrei fare un po' di esami per vedere come sto ?", ha senso che il medico gli scriva degli esami ? E se ha senso, che esami dovrebbe scrivere ?Il teroema di Bayes ci insegna che se si conosce la probabilita' pre test che un paziente abbia una malattia, e se si conosce il valore predittivo del test per quella malattia e' possibile sapere, tramite appunto il teorema, se quel test e' utile per poter fare diagnosi per quella malattia in maniera piu' efficace. Per tornare all'esempio precedente del paziente che chiede gli esami, e' evidente come, non sapendo neanche che malattia andare a cercare, e' perfettamente inutile andare dal proprio medico, *in salute* a chiedere gli esami del sangue. Questo e' tanto vero che nessuna linea guida internazionale, e nemmeno l'Organizzazione Mondiale della Sanita' ritiene utile effettuare gli esami del sangue su una popolazione sana.Diverso e' il caso di una persona sovrappeso, che si reca nello studio del medico e che lamenta aumento della sete, irrequietezza, aumento del numero di volte che va ad orinare, magari alzandosi piu' volte la notte, sudorazioni, sonnolenza dopo il pasto .....Questo e' un paziente per il quale il medico si e' fatto l'idea che possa avere un diabete mellito. La probabilita' pre test e' buona ma non si ha la certezza che sia proprio un diabete. Il potere predittivo della glicemia ematica a digiuno e' altissimo per il diabete mellito. Quindi anche secondo il teorema di Bayes ha senso eseguire una glicemia ematica (ed anche altri esami ovviamente....) ed e' possibile dimostrarlo matematicamente.Tuttavia noi qui abbiamo realizzato un altro tipo di studio, ovvero : e' possibile con i soli dati cefalometrici, eta' seso, ed i dati rilevati dai modelli in gesso, fare una diagnosi/trattamento per il paziente in oggetto (senza neanche averlo visitato ????? E' questo che fa inorridire molti colleghi !!) ?Ovvero : sono necessari e sufficienti quei dati per porre diagnosi/trattamento ?Noi riteniamo di si, non nel 100% dei casi ma nella stragrande maggioranza.Il teorema di Bayes si scontra quindi in medicina con altre limitazioni : non sempre si conosce il potere predittivo di un test per una determinata patologia per esempio. E non sempre si conosce la probabilita' pre test per una malattia in un dato paziente.Spero di non essere stato troppo maldestro nel parlare di teoremi di Bayes dei quali non mi occupo piu' da un decennio ( i miei lontani studi di statistica medica :-)) ), mi appello quindi alla clemenza di quelli che masticano ogni giorno questa disciplina ..... e vado a studiare che ne ho bisogno :-))Max Vassura
        • Anonimo scrive:
          Re: Tanto per chiarire !
          Mhhh.. interessante!Ho rigirato il problema ad un mio collega esperto di reti bayesiane (infatti non è esattamente il mio campo, anche se ho fatto qualcosina). A presto la risposta! :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Tanto per chiarire !
            Ecco la risposta del collega! :)In generale la spiegazione e' un po' confusa e non mi e' chiaro quale tesi l'autore voglia promulgare. Prima dice che le RB servono solo a "valutare l'utilita' del test", poi verso la fine dice che loro fanno diagnosi dai soli dati - senza visita - che a me pare una cosa diversa dalla precedente, quindi apparentemente in contraddizione.A meno che per quest'ultima cosa non voglia dire che bisogna usare altri sistemi, non reti Bayesiane. In questo caso (se la tesi fosse che per queste ultime cose non si possono usare RB) sarei completamente in disaccordo, perche' si possono usare eccome.(Come noticina aggiungerei che le RB non sono uguali alla sola applicazione del T. di Bayes, cosa di cui l'autore non sembra a conoscenza.)Ad ogni modo alcune cose sono corrette, anche se interpretate un po' forzatamente, come questa:Il teroema di Bayes ci insegna che se si conosce la probabilita' pre test che un paziente abbia una malattia, e se si conosce il valore predittivo del test per quella malattia e' possibile sapere, tramite appunto il teorema, se quel test e' utile per poter fare diagnosi per quella malattia in maniera piu' efficace.In pratica qui lui parla del semplice fatto che se hai la prior e la likelihood puoi calcolare la posterior.Per tornare all'esempio precedente del paziente che chiede gli esami, e' evidente come, non sapendo neanche che malattia andare a cercare, e' perfettamente inutile andare dal proprio medico, *in salute* a chiedere gli esami del sangue. Questo e' tanto vero che nessuna linea guida internazionale, e nemmeno l'Organizzazione Mondiale della Sanita' ritiene utile effettuare gli esami del sangue su una popolazione sana.Questa cosa mi sembra una forzatura, cioe' il volerla vedere come conseguenza del teorema precedente. Ad esempio - anche se non mi piace molto - statistiche passate possono permettere di rappresentare il paziente tipo. Per esempio con una prior per cui la salute e' al 90% (diciamo cosi') e il restante 10% viene suddiviso in modo uniforme (?) sulle malattie piu' comuni. Combinandola con la likelihood si avrebbe un'informazione circa quale test conviene fare per il paziente "in salute".Tuttavia noi qui abbiamo realizzato un altro tipo di studio, ovvero : e' possibile con i soli dati cefalometrici, eta' seso, ed i dati rilevati dai modelli in gesso, fare una diagnosi/trattamento per il paziente in oggetto (senza neanche averlo visitato ????? E' questo che fa inorridire molti colleghi !!) ?Ovvero : sono necessari e sufficienti quei dati per porre diagnosi/trattamento ?Noi riteniamo di si, non nel 100% dei casi ma nella stragrande maggioranza.Questo e' un problema standard di classificazione, per cui i classificatori Bayesiani - tra cui le reti Bayesiane - potrebbero funzionare benone.Il teorema di Bayes si scontra quindi in medicina con altre limitazioni : non sempre si conosce il potere predittivo di un test per una determinata patologia per esempio. E non sempre si conosce la probabilita' pre test per una malattia in un dato paziente.A me sembra che lui veda in maniera un po' ristretta l'uso del T. di Bayes, solo in relazione a potere predittivo di un test. In realta' la statistica Bayesiana e' attualmente il sistema di inferenza piu' accreditato per fare ragionamenti incerti nel modo piu' generale e coerente possibile. E' visto come l'analogo formale della nozione intuitiva di ragionamento, anche se ovviamente non mancano critiche.
  • Anonimo scrive:
    OEOE'
    Ue', macchecchazzo mi dite, guardate che l'altro giorno ho visto Matrix e c'ho ankora la paranoia. ATTENTI ALL'I.A.Naturalmente skerzo, anke perke' non penso che c'entri molto :Pbye
  • Anonimo scrive:
    Re: si, con java ... mha!
    gia, in piu' io mi chiedo cosa faccia del suddetto dottore un esperto di reti neurali.anche io ho programmato reti neurali, e possiedo circa 25 libri di reti neurali(praticamente tutti quelli che ho trovato di minimamente seri) su cui ho fatto gavetta: questo mi qualifica come un esperto di reti? mappe di cohonen,back propagation,brain state in a box,apprendimento per rinforzo,cascade correlation,algoritmo di oja e sanger,la macchina di boltzmann..... cosa c'e' di nuovo?niente, c'e' di nuovo che adesso il cyber tira tanto.quando si parla di teknologie, futuro, ci sono maniaci della teknologia diventati capi di aziende che sbavano, oppure c'e' fiuto di chi sa come rivendere la idea piu' che la merce che la sfrutta.ogni tanto c'e' qualche fresco che scopre che le rna esistono e ohhh chebbelllooooooo.....solo perche' e' stupito lui(ex ignorante del fatto) e la maggior parte della gente e' ignorante e gli si puo' vendere una pizza come forma di vita aliena, si fanno dei casi assurdi su quante lo reti sono belle utili ecc ecc... poi, periodicamente, tutto ritorna silente.sapete quante volte le reti neurali sono tornate in auge?altro che star trek!!!!!peccato che pero', le reti neurali esistono da una vita, anche prima che si riuscissero a programmare!!!!!!!!!!!ma la cosa veramente triste, e' che da anni non vedo nulla di nuovo sotto l'albero, sempre le stesse quattro reti rimanipolate.sempre i soliti 3 modelli fissi a cui hanno aggiunto oooohhhhh il cosino nuovo, le decisioni basate sul dado,il gratacu' e poi back propagation.la vera ispirazione, pero', che e' il cervello umano, oramai non si guarda quasi piu', se nopn con astrazioni esagerate e fantasiose che non stanno ne in cielo ne in terra.e' come pensare che dato che un attaccapanni assomiglia a un albero, si puo' studiare e modificare l'attaccapanni invece dell'albero e tutto e' ok, perche' alla fine l'attaccapanni si dimostra meno sprecoso dell'albero e essenziale a fornire la sua utilita'.poi magari, si puo' ampliare gli attaccapanni con la teoria dell'ago del pino, che e' molto piu' avvinghioso di un braccio di attaccapanni.che l'albero faccia ben altro che l'attaccapanni non fa, vabbeh nel mondo di oggi ma scherzi e' un particolare ....chiedete quante conoscenze hanno, quelli che studiano le reti neurali, del cervello umano: confrontate quanto la maggior parte di essi vi dice con la introduzione di un libro di reti neurali: vi accorgerete che sono le stesse cose.studiano la luna basandosi sulla ombra che produce il loro corpo illuminato.un saluto a tutti "gli esperti".
    • Anonimo scrive:
      Re: si, con java ... mha!
      Non vorrei entrare nel merito delle critiche ma vorrei ottenere da chi conosce le Rna una opinione sul linguaggio idoneo alla programmazione in termini di velocità di calcolo. Attualmente utilizzo Matlab per la costruzione delle reti ma sto cercando qualcosa di più veloce (a parità di hardware posseduto).Grazie Max
      • Anonimo scrive:
        Re: si, con java ... mha!
        Matlab è davvero comodissimo perchè ti permette di gestire le reti e i loro output senza troppi sbattimenti. Senza contare poi che la gestione dei vettori e delle matrici è comodissima.Ma se cerchi velocità, be', non hai che una scelta: C++.Quindi: finchè fai ricerca usa matlab. Ti risparmierai un mucchio di problemi. Quando hai trovato l'algoritmo che cerchi, allora l'implementazione in C++ non ti prenderà troppo tempo.Un consiglio: usa le STL. Quando le si sa usare diventano molto comode, e l'overhead rispetto (ad esempio) a vettori con puntatori è minimo (intorno al 1% in più, forse anche meno).
      • Anonimo scrive:
        linguaggio?
        Non so *nulla* di reti neurali o RNA, però so che viene molto usato in ambito scientifico anche Python + Numeric Python, che grazie alla facilità con cui permette di scrivere estensioni (anche automaticamente con Swig), ti dà la possibilità di scrivere un prototipo funzionante in brevissimo tempo e di ottimizzare (con C, C++, Ada, Eiffel, ... quello che ti pare) solo quando e dove serve.P.S. Esiste un modulo di NumPy cheimita la sintassi della maggior parte delle funzioni di MatLab.
    • Anonimo scrive:
      Re: si, con java ... mha!
      Esistono molti ti di RNA, o come spesso vengono chiamate ANN (Artificial Neural Network). Le prime idee risalgono agli anni 50, agli inizi degli anni ottanta c'e' stata una crisi in seguito alla critica di Minsky e per un po' sono state lasciate nel cassetto. Alla fine degli anni 80 grazie soprattutto al MLP e alla sua capacita' di risolvere elegantemente il problema della separabilita lineare c'e' stata una nuova ondata di entusiasmo e sono stati prodotti centinaia forse migliaia di articoli sulle loro applicazioni e su varianti piu' o meno azzeccate.C'e' chi ha cercato di unificare in un'unica teoria (PDP) tutti i modelli esistenti piu riusciti, ma cio' che e' inequivocabilmente chiaro e' che non c'e' niente di trascendentale nella loro teoria. Le ANN affascinano perche' non si e' ancora in grado di studiarle con efficacia, (ma e' cosi per tantissime altre situazioni) e perche' presentano alcune somiglianze con le reti neurali biologiche (in realta' pochine).Cio' che comunque mi rattrista e' vedere come nei paesi tecnologicamente piu' avanzati, siano state sfruttate molto di piu' commercialmente. Sono contento che ci sia qualcuno (che in qualche modo) le inizi ad utilizzare anche da noi. Se i vantaggi ci sono, non ha importanza sapere che non hanno nulla a che vedere con l'intelligenza, si usino!A proposito cos'e' l'intelligenza? Nessuno finora l'ha definita rigorosamente. Si puo' dare l'attributo di piu' intelligente ad un sistema che lavora meglio di un'altro? Se si allora un'automobile moderna e' piu' intelligente di un'automobile di 50 anni fa.
      • Anonimo scrive:
        Re: si, con java ... mha!
        e se in una rete si fornissero dati con errori, dati incompleti, inesatti, falsi insomma tutto come accade nella vita reale la rete neurale come si comporta avendo come unico dato il risultato o il prncipio di valutazione di esso.sarebbe in grado di darmi la formula che utilizza per l'elaborazione ?Una volta ricavata la formula uno la puo usare senza richiedere sempre un elaborazione da parte della rete (o ne richiederebbe di meno)Pensate ad esempio la prima volta che avete fatto qualcosa di difficile tipo la somma di 3+5 alle elementari (estremamente difficie all'epoca) ma ora si riese a fare a mente anche calcoli con mumeri grossi (anche senza averli fatti prima) applicando il modello di calcolo imparato alloraquello che dico ad esempio puo essere 3 5=8 quello che metto in mezzo lo deve fornire la retee se metto 3 5=7 mi deve dare errore o le possibili soluzioni, o dirmi che il dato fornito non e' corretto.
        • Anonimo scrive:
          Re: si, con java ... mha!
          - Scritto da: %20
          e se in una rete si fornissero dati con
          errori, dati incompleti, inesatti, falsi
          insomma tutto come accade nella vita reale
          la rete neurale come si comporta avendo come
          unico dato il risultato o il prncipio di
          valutazione di esso.
          sarebbe in grado di darmi la formula che
          utilizza per l'elaborazione ?
          Una volta ricavata la formula uno la puo
          usare senza richiedere sempre un
          elaborazione da parte della rete (o ne
          richiederebbe di meno)
          Pensate ad esempio la prima volta che avete
          fatto qualcosa di difficile tipo la somma di
          3+5 alle elementari (estremamente difficie
          all'epoca) ma ora si riese a fare a mente
          anche calcoli con mumeri grossi (anche senza
          averli fatti prima) applicando il modello di
          calcolo imparato allora
          quello che dico ad esempio puo essere 3 5=8
          quello che metto in mezzo lo deve fornire la
          rete
          e se metto 3 5=7 mi deve dare errore o le
          possibili soluzioni, o dirmi che il dato
          fornito non e' corretto.
          Mi sembra di capire che stai sottolineando l'enorme differenza che c'e' tra una RNA ed un sitema biologico come il nostro. L'elasticita' a cui ti riferisci nel carpire i dati e distinguerli dal rumore e' una caratteristica molto difficile da riprodurre. Esistono alcuni modelli (Neural Tree) che in un certo senso dimenticano gli errori. In questi modelli la struttura della rete e' dinamica, alcuni nodi vengono aggiunti ed altri vengono cancellati. Il Training non finisce mai, cioe' l'utilizzo genera la rete. A lungo andare, se la distribuzione di probabilita del Training Set e' costante la struttura della rete si stabilizza (e quando alcuni parametri ci dicono che la rete e' abbastanza stabile comincia aver senso utilizzarla).La cosa affascinante e' appunto quella per cui la rete tende a *ricordarsi* i pattern che vengono presentati *abbastanza spesso* e a dimenticarsi eventi straordinari lontani dalle caratteristiche della distribuzione di probabilita'.Mi sembra abbastanza simile al modello neurale biologico. Per quanto riguarda gli altri aspetti che facevi notare non posso che essere daccordo con te nel vedere quanto siamo potenti noi:)Noi siamo elastici in continuo apprendimento, sottoposti continuamente a segnali sensoriali, ma soprattutto lavoriamo ad alti livelli di astrazione. Noi in qualche modo rappresentiamo il concetto, l'idea (qualcuno sta lavorando su modelli tesi a simulare anche questo), ma ti faccio notare che neanche noi riusciamo ad evincere la formula che utilizziamo nell'elaborazione. Siamo in grado di esprimere una sua astrazione. Tu cioe' mi puoi spiegare che per risolvere un certo problema hai pensato ad un certo algoritmo, ma non puoi dirmi cosa succede dentro la tua testa quando lo usi.Saluti
  • Anonimo scrive:
    obiezione
    "In conclusione, si è visto come le reti neurali trovino grande applicazione in tutti quei casi in cui c'è abbondanza di dati sperimentali, ma senza regole evidenti con cui questi sono gestiti. Naturalmente, le cose non sono così semplici: dietro la scelta di una precisa architettura di reti neurali da usare in un particolare problema, ci deve essere l'esperienza del progettista che provvede poi ad ?addestrare? il sistema e a consegnare al cliente una soluzione funzionante e già pronta per il particolare uso che ne vorrà fare, e soprattutto dotata di una interfaccia con il mondo esterno al passo con l'attuale tecnologia."in realta', le reti di adesso non sono altro che rimanipolazioni di modelli degli anni 70.si puo' dire che da poco dopo gli anni 70, ben poca gente ha tentato di cambiare quei pochi canoni che si erano rivelati quasi funzionanti.sta di fatto che della grandissima quantita' modelli di reti programmabili, praticamente se ne usano 3.quando molti non sono riusciti a far assomigliare troppo le reti neurali al cervello umano, hanno deciso di impiegarle per applicazioni "commerciali" ovvero utilizzarle per le poche cose che erano riusciti a cavarci fuori dagli studi, che non vanno troppo oltre al riconoscimento e emulazioni di funzioni e al pattern recognition.il problema in realta' e' sempre quello: uno puo' benissimo fare una rete neurale che faccia l'uno e l'altro e forse ancora di piu', ma si deve accettare un modello che spreca (molti) neuroni.questo non da problemi enormi alla ricerca in se, ma lo da al commercio, specie se le reti vengono fatte in linguaggi in cui hanno poco senso.le reti devono essere veloci e se possibile parallele; caratteristiche che la programmazione in java non possiede.secondo me, per riassumere, dato che i risultati nella ricerca della intelligenza pura non davano i frutti sperati, le reti sono state snaturate delle loro origini( il cervello) e ora le ricerche sono troppo basate sui modelli che si conoscono, perche' almeno si sa che funzionano e servono a qualcosa di certo piuttosto che al molto teorico.... se io costruisco un tavolo con due gambe perche' si fa troppa fatica e ci vuole troppo denaro per farne tre o quattro, non mi posso stupire che lo devo sorreggere io se lo voglio fare stare in piedi ...
    • Anonimo scrive:
      Re: obiezione
      Bah.. Mi sa che non hai capito un granché di come funzionano le reti neurali.Il modello pensato alla fine degli anni 50 è solo un'approssimazione delle conoscenze dei neuroni a quel tempo. Con le reti neurali, al di là dei proclami pubblicitari, non si vuole affatto simulare il cervello umano. Siamo ancora troppo lontani da quello, e sappiamo ancora troppo poco. Cmq dire che non ci sono stati grandi progressi da allora è peccare di grande ingenuità. Basti pensare alle varie memorie come STM (short term memory) o LTM (long term memory) o le più recenti LSTM, o ancora i forget gate, ecc.. tutte scoperte più o meno recenti.Riguardo poi la programmazione, il linguaggio è al momento indifferente. Le implementazioni delle reti neurali vengono fatte tramite matrici, e si da il caso che java sia molto bravo a trattarle..Quindi, la prossima volta che commenti, non basarti troppo sui termini spesso scelti a sproposito... :)Bye!
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