IBM fotografa i virus in 3D

Grazie ad una tecnica basata sulla risonanza magnetica i ricercatori sono riusciti ad ottenere una microscopio che arriva dove mai nessun altro prima. La corsa ad immortalare batteri, proteine e molecole è iniziata

Roma – I ricercatori del Laboratorio IBM di Almaden , in collaborazione con il Center for Probing the Nanoscale della Stanford University sono riusciti a catturare immagini grazie ad un nuovo microscopio che, utilizzando il sistema della risonanza magnetica (MRI) riesce ad ottenere una risoluzione più alta di ben 100 milioni di volte rispetto alla risonanza magnetica tradizionale.

l'immagine di un virus Per realizzare il progetto, gli scienziati si sono affidati ad una tecnica chiamata, Magnetic Resonance Force Microscopy (MFRM), in grado di rilevare forze magnetiche di piccola entità. Come si legge in una nota stampa di IBM “per fare ciò è necessario posizionare il campione da analizzare su un cantilever, un piccolo frammento di silicio a forma di trampolino. L’interferometria laser segue il movimento del cantilever, che vibra leggermente quando gli spin magnetici negli atomi di idrogeno del campione interagiscono con una vicina punta magnetica nanoscopica. La punta è scandita in tre dimensioni e le vibrazioni del cantilever vengono analizzate per creare un’immagine tridimensionale”.

Tra i vantaggi della nuova tecnica, va sottolineato quello di riuscire a “vedere” al di sotto delle superfici pur non risultando distruttiva per alcuni materiali biologici molto sensibili. Non solo: grazie all’ausilio di un software in grado di fornire la ricostruzione in 3D delle immagini catturate dal potente microscopio, gli scienziati sono riusciti a fotografare un campione di virus del mosaico del tabacco, il cui diametro è stimato intorno ai 18 nanometri con una risoluzione prossima ai quattro nanometri.

Una dimostrazione importante, che può portare ad una vera e propria rivoluzione: “La risonanza magnetica è uno strumento conosciuto e potente per l’imaging medico, ma la sua capacità per la microscopia è sempre stata molto limitata” – spiega Dan Rugar, manager of Nanoscale Studies del gruppo di ricerca di IBM. “La nostra speranza è che la MRI su nanoscala ci consentirà di acquisire direttamente l’immagine della struttura interna delle singole molecole delle proteine e dei complessi molecolari, essenziale per comprenderne la funzione biologica”.

La nuova tecnologia, una volta perfezionata, potrebbe ampliare ulteriormente i propri orizzonti, riuscendo magari a fotografare le singole molecole. Un obiettivo molto ambito, che potrebbe essere raggiunto in tempi tutto sommato ragionevoli.

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