IBM: il futuro del personal è il ThinkPC

Chi fa per sé fa per tre. Un concetto che IBM vuole insegnare anche ai propri PC attraverso l'estensione di alcuni concetti base dell'autonomic computing al mondo dei personal computer. Obiettivo, abbattere i costi di gestione e supporto
Chi fa per sé fa per tre. Un concetto che IBM vuole insegnare anche ai propri PC attraverso l'estensione di alcuni concetti base dell'autonomic computing al mondo dei personal computer. Obiettivo, abbattere i costi di gestione e supporto


Milano – Il personal computer è ad una svolta epocale. A proclamarlo è il terzo maggiore produttore al mondo di PC, IBM, che ha delineato una strategia chiamata “Think” il cui obiettivo, peraltro un po’ scontato, è quello di rendere i computer desktop più facili da usare e più economici da gestire.

IBM sostiene che il PC del prossimo futuro, per mantenere elevato il suo appeal presso il pubblico, deve essere maggiormente flessibile, basato su standard aperti e sempre più “autonomo”, ossia auto-gestibile, auto-configurabile, auto-ottimizzabilie e in grado di proteggersi e curarsi da solo.

Questi sono in buona parte gli stessi concetti di base dell'”autonomic computing”, quella nuova branca della ricerca informatica che ha per obiettivo ultimo la realizzazione di reti e computer capaci di badare a sé stessi. Non è un caso che IBM abbia inaugurato , proprio di recente, un gruppo di ricerca che si occuperà a 360 gradi dell’ autonomic computing .

Uno dei primi sforzi di IBM per estendere le tecnologie partorite dal suo team di ricerca verso il mercato desktop, porta il nome di “ThinkVantage Technologies”, una serie di strumenti hardware e software progettati per diminuire i costi di configurazione, gestione, aggiornamento e manutenzione dei PC aziendali.

Big Blue sostiene che ThinkVantage può sensibilmente contribuire a far risparmiare le aziende fornendo loro tool che permettono di semplificare diversi tipi di operazioni legate all’installazione, configurazione e gestione di un PC.

Possono sembrare banalità, ma fra le funzionalità integrate in ThinkVantage vi sono cose come: Rapid Restore PC, in grado di recuperare dati e applicazioni in seguito a guasti del sistema; ImageUltra Builder, per la gestione delle immagini software di più PC connessi ad una rete; System Migration Assistant, che semplifica la transizione da un vecchio a un nuovo PC; Access Connection, che facilita la configurazione dei sistemi e il passaggio tra diversi ambienti, indipendentemente dal tipo di connessione utilizzata (wireless o con fili, da casa, dall’ufficio ecc.); Access IBM, che collega gli utenti ai servizi di assistenza tramite un solo tasto.

La strategia “Think” posiziona il PC quale componente di quello che IBM chiama “e-business on demand”, una strategia annunciata a fine ottobre e che l’azienda riassume così: la capacità di fornire ai clienti quando serve capacità di elaborazione, così come oggi avviene con servizi di pubblica utilità come gas, acqua, elettricità, ecc..

IBM ha spiegato che con l’e-business on demand l’ambiente operativo delle aziende deve diventare sempre più integrato e coinvolgere tutta l’infrastruttura IT. Il PC ideale per questa nuova infrastruttura dovrà quindi essere necessariamente più semplice, sicuro, affidabile e in grado di ridurre l’intervento umano.

A partire dal prossimo anno IBM rinominerà alcune delle sue linee di prodotti in “Think-qualcosa” per evidenziare la loro appartenenza ad una nuova generazione di dispositivi e periferiche più “intelligenti”: la famiglia di PC desktop NetVista diverrà, ad esempio, ThinkCenter; i display ThinkVision; periferiche e adattatori di rete ThinkAccessories; alcuni servizi ThinkServices.

Ehi! Chi ha detto “Think different”?

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06 11 2002
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