IBM paga chi va con lei

Big Blue incentiva la crescita delle società con cui ha stretto partnership mettendoci i suoi soldi, utili per far progredire skill personali e capacità aziendali nei settori chiave dello sviluppo IT

Roma – Per quanto la perdurante crisi finanziaria minacci ormai molto da vicino l’economia reale, IBM è tra quelle fortunate aziende a vedere rosa nonostante tutto. Gli affari per il gigante dell’IT vanno bene, meglio del previsto , e una parte degli introiti “in più” che entreranno nelle casse societarie verranno dedicati all’incentivazione della crescita tecnologica delle realtà di maggior peso coinvolte in partnership con la corporation.

Non si tratterà, naturalmente, di un contributo “a pioggia” ma di una iniziativa espressamente rivolta a chi collabora con IBM nell’ambito della strategia New Enterprise Data Center : gli incentivi saranno utilizzati per migliorare la conoscenza delle aziende in quattro aree specifiche inerenti al rinnovo del business in crescita dei centri di elaborazione dati, vale a dire virtualizzazione e consolidazione, efficienza energetica e resilienza del business.

La quarta area, infrastruttura dell’informazione, è in via di definizione da parte di Big Blue. Le abilità utili ad operare in questi contesti “sono quelle maggiormente necessarie”, sostiene il marketing leader di IBM Mike Bernard, e dal loro sviluppo “trarranno vantaggio sia i clienti che i partner coinvolti”.

IBM offre gli incentivi in due forme, o per meglio dire “tagli”, di prezzo diversi: 25mila dollari sono dedicati a una specialità generale, mentre 100mila dollari vanno alla specialità “élite”. Chiunque, tra i partner di BigM, è qualificato per riceverli , a patto che naturalmente sia impegnato attivamente nelle aree specificate.

Il contributo della corporation alla crescita del suo ecosistema di aziende vuole rappresentare un investimento concreto oltre il marketing, ed è per questo che i soldi potranno essere impiegati all’interno delle società riceventi per ogni genere di attività , dallo sviluppo di iniziative di business agli investimenti, dal training per le certificazioni di eccellenza sino a coprire i salari del personale qualificato. Come bonus sono infine garantiti l’accesso ai “labs” e ai tool di IBM più un supporto di vendita maggiorato.

Alfonso Maruccia

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  • Gimmi Deogane scrive:
    Se la conferenza era poco
    interessante e mal pubblicizzata non è che poi bisogna venire a lamentarsi su puntoinformatico...Avete presente cos'è la galleria Vittorio Emanuele? Sarà un luogo pubblico, ma fondamentalmente è il corridoio di un centro commerciale in cui la gente va a comprare delle cose.Ora vi sembra che il pubblico medi di un centro commerciale possa essere particolaremente interessato ad uno "Studio su Tecnostress, sentimenti e calo del desiderio".
  • masaniello scrive:
    Lui non si stressa
    Ci voleva proprio il signor Enzo Di Frenna a farci notare che siamo stressati. Lui invece di sicuro non lo è. Come potrebbe esserlo se non ha mai fatto un giorno di lavoro vero in vita sua.Se il suddetto signore, insieme a Willy Pasini e a tutta la marea di psicologhi, filosofi, massmediologi e tuttologi in generale, FACESSE un lavoro invece di PARLARE di lavoro, forse si sparerebbero meno ca22ate.
  • Uto Uti scrive:
    Aaah! Ora ho capito...
    ...erchè non mi si alza più la fava!
  • Undertaker scrive:
    Conferenza su sesso e tecnologia
    Bastava un cartello cosí ed avrebbero fatto il pienone.Potevano mettere anche "vietato ai minori" ma non penso avessero abdastanza sedie
    • Psyko scrive:
      Re: Conferenza su sesso e tecnologia
      - Scritto da: Undertaker
      Bastava un cartello cosí ed avrebbero fatto il
      pienone.

      Potevano mettere anche "vietato ai minori" ma non
      penso avessero abdastanza
      sedieEvidentemente sei nella pubblicita' ma si puo' fare meglio (per esempio usi il termine conferenza, sa di noiosetto) proporreiIl sesso nell'era di Internet. Sottotitolo: Istruzioni per l'uso. E ovviamente sul manifesto la bellona procace di turno e due braccia evidentemente maschili che la abbracciano da dietro (per agevolare l'immedesimazione maschile non bisogna mai mostrare un volto riconoscibile). Piu' un paio di bambole gonfiabili con lingerie gonfiate ad elio.Riconosco che il V.M. comunque e' un bel colpo. ;-)Se fosse stato fatto ci saremmo evitati un articolone sulla lesa maesta' del conferenziere della serie: ma qua nessuno mi da' retta, devono essere certamente dei malati, chi sano di mente non mi darebbe spago!!!!
    • shaice scrive:
      Re: Conferenza su sesso e tecnologia
      io avrei scritto 'INTERNET IS FOR PORN' (citazione n.d.r) ;-)
  • Genoveffo il terribile scrive:
    La sagra...
    Del luogo comune.Grazie per averci ripetuto per l'ennesima volta che dobbiamo fare come la gazzella e il leone della savana: CORRERE.E sopravvive chi corre più veloce.Mai sentito parlare di "evoluzione"? Di "vita"?Quando mai una società umana non ha dovuto correre per sopravvivere?A proposito: non ho mai visto chi sta fermo migliorarsi o sopravvivere a lungo.Bah ......
  • Danix scrive:
    Il vero problema è il multitasking
    Non è la tecnologia in sè che stordisce, è l'illusione di poter interfacciarsi con essa in modo disordinato che genera stordimento.Si sta perdendo la capacità di iniziare e finire una cosa concentrandosi solo su quella per poi passare ad un'altra attività solo dopo che si è finita la prima.Forse si riusce ad avere l'impressione (NB, l'impressione)di lavorare di più, in realtà si sta solo generando tecno-stress inutile.
    • shaice scrive:
      Re: Il vero problema è il multitasking
      mmmmh mi hai fatto venire in mente: "Non capisco tutta questa eccitazione per il multitasking: io sono anni che leggo in bagno" - Carlo Landini ;-)
  • Thucko scrive:
    Tecno-stress... un po' però ce n'è!
    La solita solfa, lo so. Guardando il bicchiere mezzo pieno dell'articolo, bisogna riconoscere che siamo i soliti human-coglions! Ora che c'abbiamo i PC/notebook/palmari/telefonini etc., invece che utilizzarli con i dovuti tempi umani, ci stiamo adattando ai tempi-macchina. Mi spiego un po' meglio: abbiamo il computer che ci consente di fare in un'ora ciò che tempo addietro richiedeva una mattinata intera (conto on-line anzichè andare in banca per un bonifico, eseguire query di ricerca per produrre una situazione riassuntiva da presentare al capo anzichè sfogliare partitari cartacei e trascrivere il tutto con macchina da scrivere, etc.). Anzichè sfruttare la tecnologia che abbiamo per vivere in modo più rilassato, continuiamo a correre come dei disperati in tutto! E son porchi che volano se c'è assenza di rete per 10 minuti!!! Ottima la scelta di utilizzare il PC sul treno, ci si fa un po' di santi kakki propri invece che smaronarsi per 4 ore di tragitto... ;) Però in effetti tutta questa tecno-fretta di dover far qualcosa in un microsecondo invece che in 2 secondi, non fa altro che portarci ad una vita stressata anzichè rilassata. Invece che lavorare 6 ore al giorno ed aver la retribuzione di 9 grazie all'uso dei calcolatori, ne lavoriamo 9 e con una produttività esagerata rispetto agli anni passati, con la retribuzione delle 9 ore lavorate!Che senso ha?Invece che facilitarci la vita ed asservire l'uomo, la tecnologia, in certi casi, facciamo sì che prenda il sopravvento sulle nostre vite! Alla fine siamo noi che ci adattiamo per fare sempre più cose in minor tempo ed invece che vivere più tranquilli, otteniamo una vita dove la giornata si svolge in stile "tetris", dove ogni cosa ha il suo incastro in un determinato tempo.
    • anonimo_let tore scrive:
      Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
      Quoto all'ennesima potenza.E' il punto centrale della questione.
    • il_dito o la_luna scrive:
      Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
      - Scritto da: Thucko
      Invece che lavorare 6 ore al giorno ed
      aver la retribuzione di 9 grazie all'uso dei
      calcolatori, ne lavoriamo 9 e con una
      produttività esagerata rispetto agli anni
      passati, con la retribuzione delle 9 ore
      lavorate! Che senso ha?Purtroppo hai capito tutto :-)Il problema è esattamente questo, che il valore dell'ora lavorata non fa che scendere dall'inizio degli anni '70, anche quando la produttività sale.Ci sono facilissime ragioni economiche che lo spiegano (""henry George, Progresso e Povertà", "Silvio Gesell, L'ordine economico naturale").Comunque, l'ordine di grandezza della riduzione è ben diverso da quello che proponi (6:9). C'è chi lo stima un ordine di grandezza superiore, dalla fine degli anni '50 ad oggi.
      Invece che facilitarci la vita ed asservire
      l'uomo, la tecnologia, in certi casi, facciamo sì
      che prenda il sopravvento sulle nostre vite! Alla
      fine siamo noi che ci adattiamo per fare sempre
      più cose in minor tempo ed invece che vivere più
      tranquilli, otteniamo una vita dove la giornata
      si svolge in stile "tetris", dove ogni cosa ha il
      suo incastro in un determinato
      tempo.Un cacciatore/raccoglitore "lavorava" 20 ore a settimana.Oggi la media è oltre 50 (al quale sommare gli spostamenti e, altra cosa non più sotto il nostro controllo, il pranzo). Fai tu.
      • Batongo scrive:
        Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
        - Scritto da: il_dito o la_luna
        - Scritto da: Thucko

        Invece che lavorare 6 ore al giorno ed

        aver la retribuzione di 9 grazie all'uso dei

        calcolatori, ne lavoriamo 9 e con una

        produttività esagerata rispetto agli anni

        passati, con la retribuzione delle 9 ore

        lavorate! Che senso ha?

        Purtroppo hai capito tutto :-)
        Il problema è esattamente questo, che il valore
        dell'ora lavorata non fa che scendere dall'inizio
        degli anni '70, anche quando la produttività
        sale.
        Ci sono facilissime ragioni economiche che lo
        spiegano (""henry George, Progresso e Povertà",
        "Silvio Gesell, L'ordine economico
        naturale").
        Comunque, l'ordine di grandezza della riduzione è
        ben diverso da quello che proponi (6:9). C'è chi
        lo stima un ordine di grandezza superiore, dalla
        fine degli anni '50 ad
        oggi.



        Invece che facilitarci la vita ed asservire

        l'uomo, la tecnologia, in certi casi, facciamo


        che prenda il sopravvento sulle nostre vite!
        Alla

        fine siamo noi che ci adattiamo per fare sempre

        più cose in minor tempo ed invece che vivere più

        tranquilli, otteniamo una vita dove la giornata

        si svolge in stile "tetris", dove ogni cosa ha
        il

        suo incastro in un determinato

        tempo.

        Un cacciatore/raccoglitore "lavorava" 20 ore a
        settimana.
        Oggi la media è oltre 50 (al quale sommare gli
        spostamenti e, altra cosa non più sotto il nostro
        controllo, il pranzo). Fai
        tu.La metà dei tuoi cacciatori-raccoglitori schiantava prima dei cinque anni, l'altra metà se la doveva vedere con malattie, disastri naturali (carestie, siccità, alluvioni, ecc.) contro cui non poteva nulla se non pregare il "grande spirito", insetti parassiti di ogni tipo, smilodonti orsi e altre simpatiche bestiole in libera circolazione e non poteva manco azzardarsi a non concedere moglie e figlie al capotribù altrimenti erano clavate pesanti... bei tempi, eh?Se ti piacciono tanto, piglia il primo aereo e vai in Nuova Guinea per qualche anno nella giungla... poi dicci cosa preferisci, se lì o qui.ciao ciao
        • il_dito o la_luna scrive:
          Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
          - Scritto da: Batongo

          Un cacciatore/raccoglitore "lavorava" 20 ore a

          settimana.

          Oggi la media è oltre 50 (al quale sommare gli

          spostamenti e, altra cosa non più sotto il nostro

          controllo, il pranzo). Fai tu.

          La metà dei tuoi cacciatori-raccoglitori
          schiantava prima dei cinque anni, l'altra metà se
          la doveva vedere con malattie, disastri naturali
          (carestie, siccità, alluvioni, ecc.) contro cui
          non poteva nulla se non pregare il "grande
          spirito", insetti parassiti di ogni tipo,
          smilodonti orsi e altre simpatiche bestiole in
          libera circolazione e non poteva manco azzardarsi
          a non concedere moglie e figlie al capotribù
          altrimenti erano clavate pesanti... bei tempi,
          eh?La presenza di violenza nella società tribale non era superiore a quanto presente per strada oggigiorno.Almeno per quel che possiamo saperne oggi.Ma forse tu disponi di risorse che mancano agli antropologi. O forse sei un Hobbesiano anche tu?
          Se ti piacciono tanto, piglia il primo aereo e
          vai in Nuova Guinea per qualche anno nella
          giungla... poi dicci cosa preferisci, se lì o
          qui.
          ciao ciaoOttima focalizzazione sul dito. Complimenti.Prova a stimare il guadagno di produttività conseguito con la rivoluzione verde, con la rivoluzione industriale, con l'aumento esponenziale della conoscenza, con la specializzazione, ed a dividerlo per il numero di abitanti della terra. Potresti rimanere stupito di quante poche ore di lavoro VERO basterebbero per le tue necessità e per le tue comodità. Prova a chiederti dove finisce il resto.Piccolo suggerimento: cosa produce un burocrate? un trader finanziario? un politicante? Chi paga il conto?
          • Batongo scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
            - Scritto da: il_dito o la_luna
            - Scritto da: Batongo


            Un cacciatore/raccoglitore "lavorava" 20 ore a


            settimana.


            Oggi la media è oltre 50 (al quale sommare gli


            spostamenti e, altra cosa non più sotto il
            nostro


            controllo, il pranzo). Fai tu.



            La metà dei tuoi cacciatori-raccoglitori

            schiantava prima dei cinque anni, l'altra metà
            se

            la doveva vedere con malattie, disastri naturali

            (carestie, siccità, alluvioni, ecc.) contro cui

            non poteva nulla se non pregare il
            "grande

            spirito", insetti parassiti di ogni tipo,

            smilodonti orsi e altre simpatiche bestiole in

            libera circolazione e non poteva manco
            azzardarsi

            a non concedere moglie e figlie al capotribù

            altrimenti erano clavate pesanti... bei tempi,

            eh?

            La presenza di violenza nella società tribale non
            era superiore a quanto presente per strada
            oggigiorno.
            Almeno per quel che possiamo saperne oggi.La presenza di violenza nella società dei secoli scorsi aumenta progressivamente più si va indietro nel tempo, e lo possiamo vedere fin dove abbiam dati sufficienti.Ovviamente non parlo di violenza bellica, che (quella sì) è aumentata con l'aumento della distruttività delle armi, ma di violenza diffusa nella vita di tutti i giorni.Se aggiungiamo che la quantità di uccisioni intraspecie tra gli animali (checché ne dicano certi animalisti romanticizzanti) ha tassi di gran lunga più alti che tra gli uomini, be', è facile capire come andassero le cose nella preistoria.
            Ma forse tu disponi di risorse che mancano agli
            antropologi. O forse sei un Hobbesiano anche
            tu?Meglio hobbesiano che roussoviano.Guarda che il mito del "buon selvaggio" è tramontato da un pezzo. I tuoi libri di antropo ll ogia degli anni cinquanta li puoi pure metter via, e magari cerca di aggiornarti.

            Se ti piacciono tanto, piglia il primo aereo e

            vai in Nuova Guinea per qualche anno nella

            giungla... poi dicci cosa preferisci, se lì o

            qui.

            ciao ciao

            Ottima focalizzazione sul dito. Complimenti.

            Prova a stimare il guadagno di produttività
            conseguito con la rivoluzione verde, con la
            rivoluzione industriale, con l'aumento
            esponenziale della conoscenza, con la
            specializzazione, ed a dividerlo per il numero di
            abitanti della terra. Potresti rimanere stupito
            di quante poche ore di lavoro VERO basterebbero
            per le tue necessità e per le tue comodità. Prova
            a chiederti dove finisce il
            resto.

            Piccolo suggerimento: cosa produce un burocrate?
            un trader finanziario? un politicante? Chi paga
            il
            conto?E il tuo suggerimento, sapientino, qual è? Quello di tornare all'aratro di legno?Ripeto, se ti fa tanto schifo il PC col quale stai scrivendo, piglia il primo aereo e vai nella giungla coi tuoi saggi indigeni che, a tuo dire, vivono ancora nell'età dell'oro.Almeno avremo un grattapancia di meno nella nostra società.Qui si lavora, sai?
      • Psyko scrive:
        Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
        - Scritto da: il_dito o la_luna
        - Scritto da: Thucko

        Invece che lavorare 6 ore al giorno ed

        aver la retribuzione di 9 grazie all'uso dei

        calcolatori, ne lavoriamo 9 e con una

        produttività esagerata rispetto agli anni

        passati, con la retribuzione delle 9 ore

        lavorate! Che senso ha?

        Purtroppo hai capito tutto :-)Non direi, se la retribuzione oraria e' cosi' ridotta rispetto al passato qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai rispetto agli anni 50 la percentuale di reddito annuo destinato per esempio alla spesa alimentare e' in costante riduzione. Per non fare chiacchere velocemente ho trovato questo riferimento (e' Svizzero ma il loro correre non e' diverso dal nostro, sono anche loro occidentali):http://www.swissworld.org/it/economia/salari_e_benessere/sono 5 punti dal 92 al 2005 e nel periodo precedente ancora di piu'.Adesso e' un po' che va male e si ha una effettiva riduzione del potere di acquisto ma vorrei far notare che mai ci sono state in Italia tante automobili, tante case, tanti televisori, computer, vestiti ecc. ecc. ecc.Quindi la tesi mi sembra quanto meno azzardata. E' piuttosto vero invece che c'e' un circolo perverso, lavoro
        consumo, alimentato da un sistema che incentiva a considerarsi persone per quanti soldi si spendono e che crea bisogni fittizi sempre nuovi. E' il mercato bellezza!!! Il tizio che lavora 9 ore se riesce a produrre di piu' spesso scrive un bel po' di mail che con il lavoro non c'entrano un cacchio, un po' di sms con uguale valenza, e una bella navigatina per i cavoli nostri ce la vogliamo far mancare???La tecnologia in questo senso e' spesso un teletrasporto che anziche' renderci schiavi ci sposta in un altro altrove dove vorremmo essere. Il suo lato negativo e lo stress in certi casi derivano dal fatto che alle volte e' puro consumo indotto o rintracciabilita' sempre e ovunque (eh si' il famoso teletrasporto ci pone il capo proprio a nostro lato anche se stiamo sorbendo tranquillamente un caffe' in autostrada ...). Ma piu' spesso, a saperla usare solo poco e' una chiave di liberta' e non di stress.Insomma il correre e' tutto nostro, non della tecnologia in se' e per se', moderni criceti che se ci lasciamo fregare da certi messaggi pubblicitari corriamo corriamo per restare allo stesso posto sulla ruota. Statevene tranquilli e non mettetevi a sbavare per l'ultimo gadget tecnologico, usate quelli vecchi fino a che si rompono del tutto, il vostro portafoglio sara' piu' gonfio e infine, potrete comperarvi un po' di ozio.Circa lo stress del lavoro di testa accomodarsi in catena di montaggio please e fatemi sapere quanto e' simpatico e rilassante (e quanto appagante per il morale e per il portafoglio, lo fanno soprattutto gli immigrati questo fantastico lavoro manuale, hanno proprio ragione i leghisti sono dei privilegiati che rubano i lavori migliori).
        • il_dito o la_luna scrive:
          Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
          - Scritto da: Psyko

          Purtroppo hai capito tutto :-)

          Non direi, se la retribuzione oraria e' cosi'
          ridotta rispetto al passato qualcuno dovrebbe
          spiegarmi come mai rispetto agli anni 50 la
          percentuale di reddito annuo destinato per
          esempio alla spesa alimentare e' in costante
          riduzione. Per non fare chiacchere velocemente ho
          trovato questo riferimento (e' Svizzero ma il
          loro correre non e' diverso dal nostro, sono
          anche loro occidentali):
          sono 5 punti dal 92 al 2005 e nel periodo
          precedente ancora di piu'.Ottima osservazione. Se spendo di meno per mangiare, sono più ricco? Dipende. Se prima mangiavo solo aragosta fresca e dopo sono passato agli hamburger, sono più ricco?Tutti i confronti sono fatti in moneta, qualche volta usando la PPP (parità del potere d'acquisto), più spesso usando il valore nominale. Ma la qualità di quanto confrontato è spesso persa, trattandosi di oggetti diversi negli anni. Ma questo è solo l'aspetto più marginale del problema. Prova a chiederti a chi spetta il valore dell'aumento di produttività. Se per costruire un auto negli anni '50 ci volevano (butto a caso) 1000 ore di lavoro, e con l'evoluzione tecnologica oggi ce ne vogliono 100 (e stiamo parlando del prodotto migliorato), se prima potevo comprare un auto ogni 3 anni, e oggi posso comprarla ogni (butto ancora a caso) 2, non manca qualcosa? Dovrei poterla comprare ogni 0,3. Diciamo 0,5 per retribuire chi ha inventato i miglioramenti?Lo stesso con il cibo e con ogni altro bene, materiale o immateriale.

          Adesso e' un po' che va male e si ha una
          effettiva riduzione del potere di acquisto ma
          vorrei far notare che mai ci sono state in Italia
          tante automobili, tante case, tanti televisori,
          computer, vestiti ecc. ecc.
          ecc.E mai la tecnologia è stata così avanzata. E migliora di giorno in giorno. Come la produttività depurata di coloro che non svolgono nessuna attività utile (che sono ogni giorno di più).

          Quindi la tesi mi sembra quanto meno azzardata.
          E' piuttosto vero invece che c'e' un circolo
          perverso, lavoro
          consumo, alimentato da un
          sistema che incentiva a considerarsi persone per
          quanti soldi si spendono e che crea bisogni
          fittizi sempre nuovi. E' il mercato bellezza!!!Non faccio parte di coloro che si fanno influenzare, (o almeno molto meno della media) quindi parlo al di fuori di questo meccanismo. Limito la mia osservazione ai beni indispensabili (tra cui la casa in cui vivere).
          Il tizio che lavora 9 ore se riesce a produrre di
          piu' spesso scrive un bel po' di mail che con il
          lavoro non c'entrano un cacchio, un po' di sms
          con uguale valenza, e una bella navigatina per i
          cavoli nostri ce la vogliamo far
          mancare???Per un totale di quanto? 20-30 minuti al giorno? in un momento in cui non ci sono urgenze? Non confondere i pochi fanca**isti con la maggioranza.

          La tecnologia in questo senso e' spesso un
          teletrasporto che anziche' renderci schiavi ci
          sposta in un altro altrove dove vorremmo essere.
          Il suo lato negativo e lo stress in certi casi
          derivano dal fatto che alle volte e' puro consumo
          indotto o rintracciabilita' sempre e ovunque (eh
          si' il famoso teletrasporto ci pone il capo
          proprio a nostro lato anche se stiamo sorbendo
          tranquillamente un caffe' in autostrada ...). Ma
          piu' spesso, a saperla usare solo poco e' una
          chiave di liberta' e non di stress.Vero. A saperla usare. Quanti ne sono capaci? Quanti possono davvero farlo (vedi telelavoro, ad esempio)?

          Insomma il correre e' tutto nostro, non della
          tecnologia in se' e per se', moderni criceti che
          se ci lasciamo fregare da certi messaggi
          pubblicitari corriamo corriamo per restare allo
          stesso posto sulla ruota. Statevene tranquilli e
          non mettetevi a sbavare per l'ultimo gadget
          tecnologico, usate quelli vecchi fino a che si
          rompono del tutto, il vostro portafoglio sara'
          piu' gonfio e infine, potrete comperarvi un po'
          di ozio.Eludi il problema. Il problema non è come decido di usare il mio tempo. E' quanto vale e quanto mi resta in tasca di quel valore.

          Circa lo stress del lavoro di testa accomodarsi
          in catena di montaggio please e fatemi sapere
          quanto e' simpatico e rilassante (e quanto
          appagante per il morale e per il portafoglio, lo
          fanno soprattutto gli immigrati questo fantastico
          lavoro manuale, hanno proprio ragione i leghisti
          sono dei privilegiati che rubano i lavori
          migliori).Sono una fonte di arretratezza. Se investendo un po' dei soldi buttati nella borsa si cambiano le attrezzature con materiale moderno, cambia il tipo di lavoro richiesto.Invece del fuochista che spala carbone nella locomotiva c'è bisogno del tecnico meccanico che fa funzionare l'alimentatore a nastro. Invece dell'operaio metallurgico che, nel caldo infernale, muove le bramme tenendole con una pinza di metallo a lunghi bracci per non bruciarsi (quando ci riesce) serve il tecnico di manutenzione che mantiene operativo il complesso impianto automatizzato, il progettista che lo disegna, l'esperto che lo realizza.La palla sull'utilità degli immigrati -almeno nella misura in cui vogliono farci credere- viene tutta da quì.Di italiani disposti a fare lavori da primo novecento in condizioni da primo novecento ce ne sarà sempre meno.L'economia progredisce. Ma se li sostituiamo con chi è disposto a lavorare in quelle condizioni fuori dal nostro tempo, pochi risparmiano in investimenti (accumulando carta) e tutti si precipita tra i paesi del terzo mondo, per condizioni di vita.
          • Psyko scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!

            Sui fancazzisti sei troppo ottimista inoltre se
            io spendo 20 milioni di euro per un macchinario
            che mi permette di produrre di piu' con un decimo
            dei collaboratori cosa dovrei fare pagarli 10
            volte tanto o tenerli tutti e farli lavorare un
            decimo? E i 20 milioni come li ripago? Non
            confondiamo l'aumento di produttivita' per virtu'
            propria, del lavoratore che va premiato, con
            quella virtu' di qualcosa d'altro e a cui il
            lavoratore in se' non da'
            corso.
            PS Se facessi cosi' quello che esce da quella fabbrica deve costarmi esattamente come prima (il costo lavoro e' identico) piu' l'ammortamento dei 20 milioni. La tua idea, economicamente, semplicemente non sta in piedi.
          • il_dito o la_luna scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
            - Scritto da: Psyko

            Sui fancazzisti sei troppo ottimista inoltre se

            io spendo 20 milioni di euro per un macchinario

            che mi permette di produrre di piu' con un decimo

            dei collaboratori cosa dovrei fare pagarli 10

            volte tanto o tenerli tutti e farli lavorare un

            decimo? E i 20 milioni come li ripago? Non

            confondiamo l'aumento di produttivita' per virtu'

            propria, del lavoratore che va premiato, con

            quella virtu' di qualcosa d'altro e a cui il

            lavoratore in se' non da'

            corso.



            PS Se facessi cosi' quello che esce da quella
            fabbrica deve costarmi esattamente come prima (il
            costo lavoro e' identico) piu' l'ammortamento dei
            20 milioni. La tua idea, economicamente,
            semplicemente non sta in
            piedi.Trascuri un fatto. I 20 milioni non escono dalle tasche di chi li ha accumulati, ma dal lavoro di chi li ha prodotti. Meglio usati per aumentare il valore dell'azienda che per comprare pezzi di carta (il guadagno è in conto capitale, non sono persi come sembri (?) credere tu).Poi su quale sia la scelta tra pagare 10 volte un decimo dei lavoratori e farli lavorare un decimo, io non ho dubbi. La seconda. Starà poi a loro sfruttare bene questo tempo guadagnato (magari inventandosi un altro lavoro e dimostrando di valere ancora di più, se così è).Ovviamente questa strada non sarà mai seguita, perchè mina alla base i rapporti di forza su cui si basa l'intero edificio sociale in cui viviamo, e contrasta con gli interessi di chi in questo momento detiene il vero potere (e lo sa bene quali sarebbero le conseguenze di un vero mercato, non basato su posizioni di forza ma sul LIBERO mercato, soprattutto per lui).
          • Psyko scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!


            La tua idea, economicamente,

            semplicemente non sta in

            piedi.
            E la risposta al nonno? Qui vedo soltanto una analisi sulla mia ultima affermazione.
            Trascuri un fatto. I 20 milioni non escono dalle
            tasche di chi li ha accumulati, ma dal lavoro di
            chi li ha prodotti. Meglio usati per aumentare il
            valore dell'azienda che per comprare pezzi di
            carta (il guadagno è in conto capitale, non sono
            persi come sembri (?) credere
            tu).Piano, piano. Qui e' questione di fede. Tu mi sembra fai applicazione della formulazione di Marx circa il valore delle merci per la quale il di piu' proviene sempre dal lavoro e quindi si ha una appropriazione indebita da parte del capitalista.Andando per le spicce e tralasciando la fede per prima cosa bisognerebbe sottolineare che anzitutto il capitale andrebbe accumulato, altrimenti come stabilisci il presupposto per poter investire e aumentare la produzione? E qui la storia e' ricca di figli di papa' ma anche di tizi che hanno cominciato dal basso e invece che comperarsi il macchinone a rate, andarsene in discoteca e insomma spendere tutto fino all'ultimo centesimo hanno fatto straordinari, risparmiato fino a mettersi in condizione di mettersi in proprio. Lo spirito imprenditoriale, la virtu' dell'accumulo di capitale e la capacita' di organizzazione, ma soprattutto che dal punto di vista economico/funzionale non siamo tutti uguali non sono fandonie.
            Poi su quale sia la scelta tra pagare 10 volte un
            decimo dei lavoratori e farli lavorare un decimo,
            io non ho dubbi. La seconda. Starà poi a loro
            sfruttare bene questo tempo guadagnato (magari
            inventandosi un altro lavoro e dimostrando di
            valere ancora di più, se così
            è).
            Ovviamente questa strada non sarà mai seguita,
            perchè mina alla base i rapporti di forzaNo, no proprio non sta in piedi, poniamo che sia una bellissima cooperativa, tutti padroni in via uguale, il profitto consente di comperare la macchina famosa. Assemblea, che si fa ragazzi, adesso riusciamo a produrre con la famosa macchina (comperata con l'accumulazione) la stessa roba di prima ma, e qui e' il bello, basta che vi presentiate un'ora al giorno al lavoro, oppure si lavora come prima si guadagna come prima (a livello di retribuzione) ma i nostri profitti aumentano di un fattore 10 e con quelli tra un po' magari potremo lavorare 10 minuti al giorno oppure ritirarci del tutto e le macchine lavorano per noi, che si fa? Qualcuno, io voglio lavorare un'ora al giorno subito, la maggior parte eh no vecchio meglio guadagnare 10 volte tanto e poi in futuro grattarsi del tutto e, a proposito, con il tempo libero che ci faccio sto a casa con quella rompi di mia moglie? Scenario verosimile e direi blindato, perche' se quei lavoratori avessero una propensione a lavorare meno o a guadagnare di piu' semplicemente i 20 milioni di euro non ci sarebbero mai stati in quanto tot di profitto tot distribuito. Peraltro fanno benone, perche' quelli della cooperativa vicina, se non sono monopolisti, nelle medesime condizioni avendo un accumulo aumentano produzione, lavorano le stesse ore allo stesso stipendio ma accumulano e si preparano ad un'altro investimento che da li' a un po' gli permettera' di ridurre il prezzo/unita' per fregare la cooperativa concorrente che ha fatto la scelta infausta di distribuire tutto il surplus.Il tuo sistema potrebbe funzionare solo con una economia dirigista in cui nessuno fa concorrenza a nessuno (e quindi nessuno stimolo a migliorare) e gli esempi che abbiamo avuto fino ad ora non hanno funzionato.La vecchia teoria di Marx semplicemente e' tale, una teoria, nella pratica, molto piu' sfaccettata e complicata di un pensiero a tavolino (di uno che in fabbrica non ci ha mai lavorato) non funziona.
          • il_dito o la_luna scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
            - Scritto da: Psyko
            E la risposta al nonno? Qui vedo soltanto una
            analisi sulla mia ultima
            affermazione.Cito testualmente: "Stai comparando una società preindustriale (quella dei nostri nonni) con una industriale (anni 50) con la nostra.E' chiaro che prima che si sviluppasse in Italia si viveva da bestie, come oggi in certe realtà del terzo mondo."


            Trascuri un fatto. I 20 milioni non escono dalle

            tasche di chi li ha accumulati, ma dal lavoro di

            chi li ha prodotti. Meglio usati per aumentare il

            valore dell'azienda che per comprare pezzi di

            carta (il guadagno è in conto capitale, non sono

            persi come sembri (?) credere

            tu).

            Piano, piano. Qui e' questione di fede. Tu mi
            sembra fai applicazione della formulazione di
            Marx circa il valore delle merci per la quale il
            di piu' proviene sempre dal lavoro e quindi si ha
            una appropriazione indebita da parte del
            capitalista.Non potrei essere più lontano dalle posizioni di Marx. E se le mie posizioni possono essere scambiate per le sue, non se battermi il capo per la mia incapacità di spiegarmi o offendermi. Poi, con tutto quello che ha scritto, probabilmente per pura statistica qualcosa deve pur aver azzeccato pure lui, e che il capitale è lavoro non consumato è palese. Peccato che qualcuno ci mette dentro anche altre cose.

            Andando per le spicce e tralasciando la fede per
            prima cosa bisognerebbe sottolineare che
            anzitutto il capitale andrebbe accumulato,E chi lo nega. Ma cos'è il capitale se non il frutto del lavoro di qualcuno messo da parte (non consumato)?
            altrimenti come stabilisci il presupposto per
            poter investire e aumentare la produzione? E qui
            la storia e' ricca di figli di papa' ma anche di
            tizi che hanno cominciato dal basso e invece che
            comperarsi il macchinone a rate, andarsene in
            discoteca e insomma spendere tutto fino
            all'ultimo centesimo hanno fatto straordinari,
            risparmiato fino a mettersi in condizione di
            mettersi in proprio. Lo spirito imprenditoriale,
            la virtu' dell'accumulo di capitale e la
            capacita' di organizzazione, ma soprattutto che
            dal punto di vista economico/funzionale non siamo
            tutti uguali non sono
            fandonie.E chi lo nega? Onore (e profitto) al merito. Sei tu che mi attribuisci un marxismo che non mi appartiene.


            Poi su quale sia la scelta tra pagare 10 volte un

            decimo dei lavoratori e farli lavorare un decimo,

            io non ho dubbi. La seconda. Starà poi a loro

            sfruttare bene questo tempo guadagnato (magari

            inventandosi un altro lavoro e dimostrando di

            valere ancora di più, se così è).

            Ovviamente questa strada non sarà mai seguita,

            perchè mina alla base i rapporti di forza

            No, no proprio non sta in piedi, poniamo che sia
            una bellissima cooperativa, E chi ha detto che debba essere una cooperativa?
            tutti padroni in via uguale, premessa non necessaria
            il profitto consente di comperare la
            macchina famosa. Assemblea, che si fa ragazzi,
            adesso riusciamo a produrre con la famosa
            macchina (comperata con l'accumulazione) la
            stessa roba di prima ma, e qui e' il bello, basta
            che vi presentiate un'ora al giorno al lavoro,
            oppure si lavora come prima si guadagna come
            prima (a livello di retribuzione) ma i nostri
            profitti aumentano di un fattore 10 e con quelli
            tra un po' magari potremo lavorare 10 minuti al
            giorno oppure ritirarci del tutto e le macchine
            lavorano per noi, che si fa? Qualcuno, io voglio
            lavorare un'ora al giorno subito, la maggior
            parte eh no vecchio meglio guadagnare 10 volte
            tanto e poi in futuro grattarsi del tutto e, a
            proposito, con il tempo libero che ci faccio sto
            a casa con quella rompi di mia moglie? Scelta liberissima. Salvo trascurare la guerra commerciale che ne conseguirà (e quindi dimostrare scarsa lungimiranza o desiderio di potere). Ma va bene. La concorrenza è bene.
            Scenario
            verosimile e direi blindato, perche' se quei
            lavoratori avessero una propensione a lavorare
            meno o a guadagnare di piu' semplicemente i 20
            milioni di euro non ci sarebbero mai stati in
            quanto tot di profitto tot distribuito. Vale per un azienda a proprietà distribuita tra i lavoratori (premessa non necessaria che tu hai fatto) ma non per la generalità delle aziende.
            Peraltro
            fanno benone, perche' quelli della cooperativa
            vicina, se non sono monopolisti, nelle medesime
            condizioni avendo un accumulo aumentano
            produzione, lavorano le stesse ore allo stesso
            stipendio ma accumulano e si preparano ad
            un'altro investimento che da li' a un po' gli
            permettera' di ridurre il prezzo/unita' per
            fregare la cooperativa concorrente che ha fatto
            la scelta infausta di distribuire tutto il
            surplus.Il mercato è competizione. Che male c'è? Però come diceva qualcuno (non ricordo chi) "il problema della competizione è che c'è qualcuno che vince". E' chiaro che da buon liberale non vorrai che vinca uno solo, verò? Il monopolio è male. Quindi ad un certo punto bisogna mettere dei paletti. Se li mettiamo fin dall'inizio (sistemici) è meglio, perchè i applicano a tutti, non solo ai finalisti.

            Il tuo sistema potrebbe funzionare solo con una
            economia dirigista in cui nessuno fa concorrenza
            a nessuno (e quindi nessuno stimolo a migliorare)
            e gli esempi che abbiamo avuto fino ad ora non
            hanno funzionato.Di nuovo non so se cospargermi il capo di cenere o offendermi. Darmi del dirigista è come accusare Georgino di difendere gli interessi dei talebani.

            La vecchia teoria di Marx semplicemente e' tale,
            una teoria, nella pratica, molto piu' sfaccettata
            e complicata di un pensiero a tavolino (di uno
            che in fabbrica non ci ha mai lavorato) non
            funziona.Concordo. Non funziona. E ci sono ottime ragioni teoriche per dimostrarlo (vedi Henry George, cit.).Ma questo non significa che perchè lui ha sbagliato, si debba sbagliare di nuovo applicando il darwinismo sociale e la filosofia di Hobbes (che chissà perchè sento citare così spesso, ultimamente). Chissà quanti lo hanno letto, poi il Leviatano. Mi ricordano quelli che citano la "mano invisibile" di Smith e, non avendolo letto, non sanno quale disprezzo traspare dalle sue pagine per quella categoria che loro (di solito) rappresentano o di cui fanno parte.Comunque, grazie per lo scambio di idee, è raro che non scada nello scambio di insulti e questo è apprezzabile.
          • Thucko scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
            - Scritto da: il_dito o la_luna
            Poi su quale sia la scelta tra pagare 10 volte un
            decimo dei lavoratori e farli lavorare un decimo,
            io non ho dubbi. La seconda. Starà poi a loro
            sfruttare bene questo tempo guadagnato (magari
            inventandosi un altro lavoro e dimostrando di
            valere ancora di più, se così
            è).Forse abbiamo un po' perso il senso iniziale della discussione. Con questa tua frase è chiaro. Io intendevo dire che se lavoro (stando al tuo esempio) un decimo del tempo, guadagnando quanto guadagno attualmente, i 9/10 di tempo che mi rimangono devo sapermeli spendere in ozio. Se no torniamo al concetto di vita frenetica dove ci lasciamo, per nostra scelta, dominare dalla tecnologia anzichè sfruttarla a nostro favore per poter vivere una vita più rilassata. Se io il tempo che ho a disposizione in più, derivato dal progresso tecnologico, lo spendo per lavorare... non c'ho capito 'na mazza! Significa che sono ancora schiavo del denaro! Guadagnare di più, per poter spendere di più, per poter avere di più, per poter sentire necessità sempre maggiori, per poter spendere in kzzte sempre più tecnologiche che non mi cambiano la qualità della vita, o meglio: apparentemente vivo meglio (macchina più confortevole, sicura, etc. etc.) ma vivo da stressato. Che è il punto focale della discussione iniziale!
          • il_dito o la_luna scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
            - Scritto da: Thucko
            Io intendevo dire che se lavoro (stando al tuo
            esempio) un decimo del tempo, guadagnando quanto
            guadagno attualmente, i 9/10 di tempo che mi
            rimangono devo sapermeli spendere in ozio. Ozio alla latina, voglio supporre.Che include lo studio, l'arricchimento spirituale, e tante altre cosette.
            Se no
            torniamo al concetto di vita frenetica dove ci
            lasciamo, per nostra scelta, dominare dalla
            tecnologia anzichè sfruttarla a nostro favore per
            poter vivere una vita più rilassata. Se io il
            tempo che ho a disposizione in più, derivato dal
            progresso tecnologico, lo spendo per lavorare...
            non c'ho capito 'na mazza! Libero arbitrio, secondo me.Se mi piace lavorare, dovrei essere libero di farlo. Ma non costretto.
            Significa che sono
            ancora schiavo del denaro! Guadagnare di più, per
            poter spendere di più, per poter avere di più,
            per poter sentire necessità sempre maggiori, per
            poter spendere in kzzte sempre più tecnologiche
            che non mi cambiano la qualità della vita, o
            meglio: apparentemente vivo meglio (macchina più
            confortevole, sicura, etc. etc.) ma vivo da
            stressato. Che è il punto focale della
            discussione iniziale!Tu vedi come unico sbocco del denaro le "kzzte".Ma ci sono altre cose che può comprare. La pace del silenzio in campagna (hai bisogno di quintalate di terra intorno alla casa per tenere lontano i maleducati, ormai la maggioranza), la conoscenza (c'è un turismo diverso da quello mordi e fuggi che conosciamo, e costa caro, sperimentare invece che studiare teorie sui libri costa ancora di più) e potrei continuare.
          • il_dito o la_luna scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
            - Scritto da: Psyko
            Posso assicurare che mio nonno (e tutti i suoi
            vicini di casa da quanto mi raccontavano) non
            sapevano nemmeno cosa fosse
            l'aragosta.Non cambiare il termine del confronto. Stai comparando una società preindustriale (quella dei nostri nonni) con una industriale (anni 50) con la nostra.E' chiaro che prima che si sviluppasse in Italia si viveva da bestie, come oggi in certe realtà del terzo mondo.
            Piu' che
            delle analisi di micro e macro economia parliamo
            con i nonnetti di allora, ne circola ancora
            qualcuno.Spiacente, non cado nella trappola. Il loro tenore di vita era legato alla qualità del loro lavoro, alla loro produttività (così bassa a causa dei loro limiti tecnologici). Non rileva quale esso fosse in modo assoluto, ma quale percentuale del totale della loro produttività era lasciata loro. Sicuramente maggiore di quanto non succeda oggi.

            Ci si mette di meno perche' c'e' piu' tecnologia,
            se risalissimo la catena dovremmo vedere chi ha
            fatto quei particolari macchinari, quanti operai
            lavorano in quella fabbrica, ma i macchinari sono
            fatti con ferro e altra roba, quanti hanno
            lavorato nelle miniere ecc. ecc. Quindi non e'
            semplice ne' aprioristico calcolare di quanto sia
            stato questo aumento di produttivita',
            bisognerebbe risalire tutta la
            catena.Ne calcoli giustamente il valore più avanti. E' chiaro che non si fanno investimenti che non rendono. Quindi quel valore è certamente inferiore al guadagno di produttività che ne consegue. Il problema è se la scelta se investire o no è drogata dall'immissione di stranieri che accettano una quota minore diel prodotto, perchè rispetto alle loro condizioni precedenti è comunque un guadagno assoluto. Ma le loro condizioni precedenti partono da un diverso livello tecnologico (inferiore). In più l'anziano imprenditore pensa solo ai pochi anni che gli restano prima del ritiro, quindi taglia ancora l'orizzonte temporale e inficia la decisione ottima (anche per lui).
            E'
            ricchezza? Di beni materiali certamente. Sullo
            spirituale, etico morale e' un'altra discussione.Posso essere d'accordo. Ma è difficile sviluppare la parte spirituale senza il tempo per farlo. Poi molti sceglierebbero di non farlo, ma sono fatti loro, libera scelta personale. Il problema di fondo sull'allocazione del prodotto rimane.
            C'e' poi un'altro fatto, c'e' gente che sta
            ammonticchiando catene montuose di denaro. Quindi
            cio' dimostra quello che dici tu, ovvero che
            parecchio di quanto si produce finisce sempre di
            piu' nelle stesse tasche, ma e' solo da qualche
            annetto che si nota una marcia a gambero. Fino a
            poco tempo fa molto finiva nelle tasche di tanti,
            solo adesso stiamo assistendo a un progressivo
            assottigliarsi della classe
            media.Tutta gente che piangerà certe scelte. Ci sono centinaia di migliaia di miliardi (centinaia di trilioni) di pezzi di carta denominati in dollari (ma anche in ogni altra valuta "forte") che gli scoppieranno in mano. Il problema è se quel ormai inevitabile crollo (non saranno i pochi spiccioli stanziati da Paulson e compagni di merende a fermare il processo, possono solo rallentarlo) dovrà essere pagato da tutti sotto forma di inflazione.Suggerisco la lettura di: http://mises.org/story/3144 per capire meglio cosa intendo.Inutile dire che io penso la bolla debba essere lasciata scoppiare, per evitare decenni di calvario stile Giappone (che dal 1994 non si è ancora ripreso, anche se è stato "curato" con le stesse tecniche che vediamo usare oggi).
            Sui fancazzisti sei troppo ottimista inoltre se
            io spendo 20 milioni di euro per un macchinario
            che mi permette di produrre di piu' con un decimo
            dei collaboratori cosa dovrei fare pagarli 10
            volte tanto o tenerli tutti e farli lavorare un
            decimo? E i 20 milioni come li ripago? Non
            confondiamo l'aumento di produttivita' per virtu'
            propria, del lavoratore che va premiato, con
            quella virtu' di qualcosa d'altro e a cui il
            lavoratore in se' non da'
            corso.Vedi risposta successiva.
            Ci sono posti che si chiamano biblioteche,
            leggere un po' non e' vietato. Se uno non lo fa e
            non impara nulla con chi si deve
            lamentare?Con se stesso. Ma anche la scelta del riempitivo del tempo libero è soggetta a scelte di mercato. Chi preferisce la TV ad un buon libro fa una libera scelta. Niente di male che poi ne debba subire le conseguenze. Non c'è bisogno della violenza per creare polli da spennare. Pullulano ovunque e sempre sarà così.


            Eludi il problema. Il problema non è come decido

            di usare il mio tempo. E' quanto vale e quanto

            mi resta in tasca di quel valore.

            Non direi, c'e' un discorso di responsabilita'
            individuale, non e' sempre colpa di qualcuno,
            alle volte e' semplicemente colpa nostra. Alle volte. Ma alle volte no. Distinguiamo i due casi. Io cerco solo di fare questo.
          • il_dito o la_luna scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
            - Scritto da: Psyko
            Da dove siamo partiti? Dal tuo assunto che l'ora
            lavorata ha perso valore a partire dagli anni 70.Eludi il mio pensiero. Ho già puntualizzato che a mio parere non si deve guardare solo il valore assoluto, ma anche la percentuale sul totale del valore. L'evoluzione tecnologica aumenta il valore totale. Che una quota di questo aumento debba andare anche al fattore lavoro mi sembra sacrosanto. Tu contesti (non troppo implicitamente) questo punto.Ovviamente essendo un opinione (sia pure basata sia su considerazioni morali che, soprattutto, considerazioni di opportunità economica) si troveranno sempre ragioni per dire che non va bene. A mio parere non fondate, ma la "scienza" economica ha basi poco solide, dipendendo principalmente dalla natura umana.

            Circa il fatto che il capitale e'
            lavoro non consumato direi piuttosto che e'
            reddito non consumato. E il reddito cos'è? Lavoro. So che questo è il punto su cui non ci troviamo. Tu forse consideri "reddito" la vendita di un terreno. (Capitale per te). Io no. Le ragioni sono profonde e non basterebbe l'itero forum per spiegarle. Henry George lo ha fatto due secoli fa. Se semplificassi sarei facilmente attaccabile. Se ti interessa puoi leggere "Progresso e Povertà".
            Esempio stupido: esco la
            mattina, vado a fare una passeggiata e inciampo,
            smadonno e in cosa sono inciampato? Una pepita da
            50 kg d'oro, ops ecco un capitale. Proprio su questo punto non ci troviamo.
            La mia
            definizione quindi e' un po' piu' precisa e
            dimostrata. Di norma, certo, molto capitale
            deriva dal lavoro ma il lavoro di chi? Alle volte
            del lavoro dello stesso capitale. Spiacente. Il capitale non compie lavoro, così come un pezzo di ferro non compie lavoro. Qualcuno USA il pezzo di ferro per fare lavoro, qualcuno USA il capitale per fare del lavoro. Sembra una distinzione sottile, ma è fondamentale.
            Se compero la
            famosa macchina che incrementa la produttivita'
            (per esempio perche' ho trovato la pepita, ho
            vinto al superenalotto o altro) la produttivita'
            e' della macchina non dell'operaio che spinge i
            bottoni. No. La produttività è di:1) tua che hai investito (hai compiuto il lavoro intellettuale di prendere una decisione, sia pure di poco valore nel caso che discutiamo, visto che non ci sono rischi e siamo tutti d'accordo che aumenta la produttività e farà guadagnare di più, potenza delle semplificazioni) 2) di chi ha inventato la macchina (lavoro intellettuale di chi ha aumentato la conoscenza, il più puro e potente dei lavori, e include chi ha finanziato la ricerca, chi l'ha ingegnerizzata, chi l'ha materialmente costruita)3) di chi la usa (che dovrà imparare a lavorare in un modo diverso -anche imparare è un lavoro-)
            SInoltre c'e' un capitale del tutto
            speciale che si chiama "organizzazione dei mezzi
            di produzione", io posso avere 100 persone,
            svariate tonnellate di ferro, mattoni ecc. ecc. e
            tutto puo' restare li' a livello di natura morta,
            c'e' pero' qualcuno che ci pensa sopra e dice:
            to' una fabbrica, mette le cose insieme ed ecco
            una produzione di beni.Giustissimo. Peccato che non sia capitale. E' lavoro. Il lavoro dell'imprenditore. Che, diversamente dalla visione comune, svolge un lavoro nobilissimo, appunto quello di organizzare (quando lo fa). Un lavoro di grandissimo valore quando parte dal nulla (l'esempio che hai fatto tu, partire dalla "natura morta"). Un lavoro di minor valore quando si tratta di ripetere nel tempo il successo di quell'idea creativa iniziale. Un lavoro di valor negativo quando si riduce a rallentare l'evoluzione (diffusione di altre idee o "organizzazioni" più efficienti o efficaci). Come spesso succede ultimamente. Ci sono imprenditori buoni e cattivi. Così come ci sono lavoratori buoni o cattivi. Perchè un imprenditore è un tipo di lavoratore.




            cos'è il capitale se non il

            frutto del lavoro di qualcuno messo da parte
            (non consumato)?



            E abbiamo visto che cosi' puo' anche non essere.Lo hai visto solo tu.

            Va bene ma la tua e' proprio una applicazione e
            anche abbastanza ortodossa della teoria del
            valore di Marx.Sarà. A me sembra proprio di no, anche se ha qualche punto in comune. Del resto non ho completato la descrizione del mio pensiero, perchè non c'è abbastanza spazio.(continua)
          • il_dito o la_luna scrive:
            Re: Tecno-stress... un po' però ce n'è!
            - Scritto da: Psyko

            Beh, se mi parti dalla teoria del valore, il
            capitale e' lavoro non consumato (quindi delle
            maestranze), Quì se tu che parti dalla tua suddivisione del mondo in capitalisti e maestranze. Io non divido il mondo in questo modo. L'imprenditore è, per dirla con le tue parole, la maestranza di se stesso. E' un altro soggetto che lavora, e che per questo ha diritto alla sua parte di prodotto.
            e poi dici che il profitto andrebbe
            distribuito in tempo agli stessi dato che in
            fondo lo hanno prodotto loro, far lavorare le
            persone meno e pagarle lo stesso l'esempio piu'
            perfetto che ne esce e' proprio quello della
            cooperativa. Ma perche' cavolo un imprenditore
            dovrebbe metterci la sua capacita' organizzativa
            e i soldi che si ritrova (e che a un certo punto
            non si trova piu' perche' li ha investiti) per
            ridurre le ore di lavoro ai suoi collaboratori e
            quindi far fare a loro profitto e non a se', che
            e' Madre Teresa?Sei prigioniero della tua nomenclatura. L'imprenditore mette la sua capacità organizzativa (il suo lavoro), e viene retribuito per questo (e intendiamoci, spesso questa capacità vale moltissimo, migliaia di volte di più della media, specie nell'esempio iniziale "natura morta"). Il capitale, a mio parere, non è perso ("non si trova più"). Ha solo cambiato forma ("investito").Quanto al profitto, primo deriva dal suo lavoro ("la decisione di investire"), secondo non ho detto che deve farne dono ai suoi collaboratori. Lo dici tu per cercare di far rientrare il mio pensiero nella tua nomenclatura. Dove, però, non rientra, visto che la retribuzione dell'imprenditore rientra, per me, nella quota lavoro.La sottile differenza è che la tua nomenclatura implica che l'imprenditore può continuare a prendere migliaia di volte di più della media anche quando il suo lavoro non è più eccezionale, cosa che non avviene nella mia. Parti dicendo che bisogna premiare il merito, ma poi consideri l'impulso creativo dell'imprenditrore (in senso matematico, un impulso è di breve durata) come se dovesse essere premiato all'infinito, mentre così non è. Un impulso è un impulso. Esaurito l'effetto iniziale (di grande valore) se non ce ne sono altri, la retribuzione deve tornare nella media. Degli effetti iniziali (capitale accumulato) potrà far uso per implementare altre grandi idee, se ne ha. E qundi incrementare ancora. Se non le ha, consumerà tale capitale nel lusso. Ma certo non ha diritto a una quota ulteriore di prodotto per esso. Se così fosse, come sembri credere tu, introdurresti nel sistema economica un disincentivo all'azione creativa, e quindi danneggeresti il sistema economico e la sua capacità di progredire.
            ma io imprenditore che ho iniziato la
            mia attivita' con una vincita al superenalotto e
            restando in azienda 15 ore al giorno, lottando
            con la burocrazie e la concorrenza chi me lo fa
            fare, di impiegare tutta sta' roba per produrre
            un profitto che serve ai miei dipendenti e a me
            non resta niente? La retribuzione è per il tuo lavoro (le 15 ore) non per il capitale. Cambiare nome a questa quota di prodotto ("profitto" invece di "retribuzione") è strumentale a confondere le idee. Non so se sia voluto o no, ma il sospetto viene.
            Meglio se non faccio
            l'imprenditore e il capitale me lo mangio a
            donnine e champagne (dopotutto anche io voglio
            tempo ...). E' una tua legittima scelta. Molti cosidetti "imprenditori" (alla Tanzi, per intenderci) farebbero bene proprio a fare così.


            Il mercato è competizione. Che male c'è? Però

            come diceva qualcuno (non ricordo chi) "il

            problema della competizione è che c'è qualcuno

            che vince".

            Purche' vinca il migliore, chi perde e'
            inefficiente quindi e' meglio se il mercato lo
            espelleFondamentalismo di mercato. E' chiaro che non hai mai fatto marketing, o partecipato alla direzione di un azienda. Altrimenti non lo diresti (a meno di non nascondere il tuo vero pensiero e fare il Clarinetto (Fattoria degli animali) con me). Il 90% del cosidetto "mercato" di oggi è fatto di rapporti di forza, non di mercato. I consolidamenti che vediamo tutti i giorni ("Merger and Acquistions) sono basati sul principio che solo i più grossi sopravvivono. La ragione vera è che quando il mercato diventa più competitivo, occorre diventare più grandi per poter ristabilire i rapporti di forza (a scapito dei più piccoli che soccombono). Solo così si spiega come aziende che producono prodotti migliori vengono spesso abbattute da altre che producono schifezze.

            No certo che no. E manco per ragioni umanitarie,
            avere una massa di straccioni per le strade e'
            semplicemente inefficiente economicamente (e
            socialmente pericoloso). Attento che così mostri il tuo vero pensiero. Gli straccioni si devono evitare perchè sono un pericolo...
            Quello che ci serve e'
            un bel capitalismo temperato. La mia proposta,
            utopica (ma poi utopica perche', siamo in
            democrazia, il popolo e' sovrano basterebbe dire
            che si', si fa), Detto così, questa è dittatura della maggioranza. Se non ci fosse un diritto sottostante, che un gruppo si coalizzi per togliere ad un altro gruppo (non importa quanto piccolo) qualcosa che gli appartiene è tirannia.
            e' in questo senso. O qualcuno
            inventi qualcosa d'altro dove il lume e parametro
            non sono le rendite di posizione (certi
            imprenditori ereditari, che non capiscono una
            mazza ma hanno un capitale cosi' grosso che
            consente molti errori prima del fallimento, certe
            mafie di potere dove la mediocrita' spalleggia la
            mediocrita', ne e' un esempio la mappa dei nostri
            CdA con le derivazioni verso la politica, chi e'
            figlio di chi e amico di quell'altro) ma la
            meritocrazia.Pienamente d'accordo. Non posso fare a meno di notare che il tuo pensiero sembra creato apposta per difendere gli interessi di un piccolo imprenditore. Si basa su una visione del mondo, una filosofia, o solo sull'interesse? Non interpretarla come una domanda provocatoria, ho solo quest'impressione e vorrei davvero capire. Mi capita spesso (per mancanza di conoscenza dell'interlocutore) di chiedermi su cosa basa le sue convinzioni.(continua)
  • giancarlofff scrive:
    TecnoStress/ Vite da storditi
    Concordo in tutto, basta guardare come la gente guida l'automobile per capire che viviamo in un mondo di storditi.L'unica soluzione è far riflettere le persone sul fatto che la velocità nel fare ci toglie il capire cosa si stà facendo, in pratica si vive correndo senza più sapere che si stà vivendo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 ottobre 2008 11.40-----------------------------------------------------------
    • Gengis Ghat scrive:
      Re: TecnoStress/ Vite da storditi
      Modificato dall' autore il 14 ottobre 2008 11.40
      --------------------------------------------------
      • Gimmi Deogane scrive:
        Re: TecnoStress/ Vite da storditi
        Il tasso di mortalità non è strattamente correlato al numero di incidenti. La sicurezza delle auto negli ultimi 30 anni è sicuramente aumentata di ben più del 48%.30 anni fa non c'erano neanche le cinture di sicurezza obbligatorie...
  • picchiatello scrive:
    L'articolo e' molto provocatorio
    L'articolo e' molto provocatorio ed estremistico, a mio avviso non tiene conto di determinati fattori:1) se vuoi ricevere delle informazioni oramai la rete e' l'unica via per accedere a queste ( ai voglia ad ascoltare la radio o vedere latv) anche stando in un treno, pensiamo solo alla recente crisi finanziaria che in poche ora ha bruciato interi patrimoni.2) l'uso dei notebook o netbook sta in parte cambiando le abitudini una volta si leggeva un libro o si sentiva della musica con il walkman in treno ora si fanno magari le stesse cose su di uno scherno al plasna.Poi una riflessione e' piu' stressante pagare una bolletta del telefono alla posta o tramite il pc ?E' piu' stressante lavorare 8 ore alla catena di montaggio a cottimo o adesso con le nuove professioni al pc ( o mac se preferite)?Certo l'intenso uso del cellulare ( voce) e' prettamente una cafoneria tutta italiana contenti loro di spendere i propri soldi cosi'...Come si vede c'e' sempre un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, basta non scrivere articoli cosi' "estremisti" potrebbero essere presi sul serio...
    • il_dito o la_luna scrive:
      Re: L'articolo e' molto provocatorio
      - Scritto da: picchiatello
      L'articolo e' molto provocatorio ed estremistico,
      a mio avviso non tiene conto di determinati
      fattori:
      1) se vuoi ricevere delle informazioni oramai la
      rete e' l'unica via per accedere a queste ( ai
      voglia ad ascoltare la radio o vedere latv) anche
      stando in un treno, pensiamo solo alla recente
      crisi finanziaria che in poche ora ha bruciato
      interi patrimoni.In poche ore? Dov'eri negli ultimi 15 anni, quando maturavano le condizioni per portare alla crisi?Credi che i 60.000 miliardi (non ho sbagliato cifra, 60 trilioni, 60.000.000.000.0000) di dollari di soli CDS (uno dei derivati attualmente considerato più "toxic") si siano accumulati in poche ore?.Ti nvito a riflettere sulla cifra. 60.000 miliardi di dollari fanno 10.000 US$ per ogni abitante della terra, incluso quel miliardo abbondante che muore di fame.
      2) l'uso dei notebook o netbook sta in parte
      cambiando le abitudini una volta si leggeva un
      libro o si sentiva della musica con il walkman in
      treno ora si fanno magari le stesse cose su di
      uno scherno al plasna.Prova a chiederti quante delle cose che facciamo ogni giorno sono realmente utili o necessarie.Prova a chiederti quanta parte del tuo tempo lavorativo è sprecata inutilmente. E vale anche per il tempo libero, basta pensare alla media di 4 ore di TV al giorno (ammesso che sia vera).

      Poi una riflessione e' piu' stressante pagare una
      bolletta del telefono alla posta o tramite il pc?
      E' piu' stressante lavorare 8 ore alla catena di
      montaggio a cottimo o adesso con le nuove
      professioni al pc ( o mac se preferite)?Ti stupirà, ma talvolta il lavoro manuale è meno stressante, almeno per me. Non arrivi a fine giornata con la testa svuotata, magari ti fanno male i muscoli, ma spesso sei felice per quanto realizzato. La fisicità del tuo lavoro/hobby. Comunque non ho mai avuto la sfortuna di fare lavoro manuale sotto la frusta dei tempi controllati come accade in linea, quindi non faccio testo.

      Certo l'intenso uso del cellulare ( voce) e'
      prettamente una cafoneria tutta italiana contenti
      loro di spendere i propri soldi cosi'...

      Come si vede c'e' sempre un bicchiere mezzo pieno
      e mezzo vuoto, basta non scrivere articoli cosi'
      "estremisti" potrebbero essere presi sul
      serio...Personalmente non lo trovo estremistico. Lo trovo molto sopra la media. Sarà questione di prospettive, non so.
  • Casalinga di Voghera scrive:
    Ma che stiamo diventando?
    - Alzandomi al centro del vagone, ho notato una decine di persone connesse al pc e altrettante impegnate col cellulare. Madonna santa, ho pensato. Ma che stiamo diventando? -Terribile! Stiamo diventando... Gente che usa il PC. Davvero spaventoso. Che poi sono pure io qua che lo uso e ci scrivo pure. Vedete? Sono stata contagiata. E' contagioso, è una malattia.Ricordo ancora i vecchi tempi, quando il sesso si imparava su Cioè. Allora sul treno si fissava il soffitto con sguardo vitreo, poi si avevano quattro ore per osservare accuratamente gli altri particolari, tipo le cicche sui sedili, la pettinatura di quella davanti, le proprie unghie... A quei tempi ci si dedicava ad attività amene e sublimi, come fingere di dormire o che ci fosse qualcosa d'interessante fuori dal finestrino o fra le pagine di Repubblica. Già, potevamo leggere Repubblica sul treno per quattro ore e sapere che quello che era scritto era tutto vero e saggio, così non dovevamo sforzare i neuroni e tecnostressarli come ora. Ma ora dicono che perfino la carta verrà rimpiazzata dagli ebook! Madonna santa... Un mio amico ha provato a pulirsi con l'ebook quando non c'era la carta nella toilette del treno e rimpiangeva molto le pagine di Repubblica anche lui. E poi manifestavamo la nostra creatività incidendo scritte sulle superficii, altro che fotosciopp! Quelli erano i bei tempi... tempi romantici, in cui ci si poteva perdere di vista e cercarsi per ore... ma poi sono arrivati i cellulari. Dov'è finita la sana noia di una volta? Madonna santa. :'(
    • Gengis Ghat scrive:
      Re: Ma che stiamo diventando?
      - Scritto da: Casalinga di Voghera
      - Alzandomi al centro del vagone, ho notato una
      decine di persone connesse al pc e altrettante
      impegnate col cellulare. Madonna santa, ho
      pensato. Ma che stiamo diventando?
      -

      Terribile! Stiamo diventando... Gente che usa il
      PC. Davvero spaventoso. Che poi sono pure io qua
      che lo uso e ci scrivo pure. Vedete? Sono stata
      contagiata. E' contagioso, è una
      malattia.
      Ricordo ancora i vecchi tempi, quando il sesso si
      imparava su Cioè. Allora sul treno si fissava il
      soffitto con sguardo vitreo, poi si avevano
      quattro ore per osservare accuratamente gli altri
      particolari, tipo le cicche sui sedili, la
      pettinatura di quella davanti, le proprie
      unghie... A quei tempi ci si dedicava ad attività
      amene e sublimi, come fingere di dormire o che ci
      fosse qualcosa d'interessante fuori dal
      finestrino o fra le pagine di Repubblica. Già,
      potevamo leggere Repubblica sul treno per quattro
      ore e sapere che quello che era scritto era tutto
      vero e saggio, così non dovevamo sforzare i
      neuroni e tecnostressarli come ora. Ma ora dicono
      che perfino la carta verrà rimpiazzata dagli
      ebook! Madonna santa... Un mio amico ha provato a
      pulirsi con l'ebook quando non c'era la carta
      nella toilette del treno e rimpiangeva molto le
      pagine di Repubblica anche lui. E poi
      manifestavamo la nostra creatività incidendo
      scritte sulle superficii, altro che fotosciopp!
      Quelli erano i bei tempi... tempi romantici, in
      cui ci si poteva perdere di vista e cercarsi per
      ore... ma poi sono arrivati i cellulari. Dov'è
      finita la sana noia di una volta? Madonna santa.
      :'(Hai ragione, quei tempi non torneranno più! :'(:'(:'(:'(Adesso per colpa di internet tutti scrivono sui forum e nessuno più sulle mille lire. Le banconte circolano senza scritte sopra.E non mi arrivano più quelle bellissime catene di Sant'Antonio via busta e francobollo, ma direttamente con l'e-mail. Ma ci rendiamo conto? :'(Ormai l'Occidente è avviato inesorabilmente verso la decadenza... :'(
    • Funz scrive:
      Re: Ma che stiamo diventando?
      Casaling(u)a sei un uomo, dì la verità :D
    • 0verture scrive:
      Re: Ma che stiamo diventando?

      - Alzandomi al centro del vagone, ho notato una
      decine di persone connesse al pc e altrettante
      impegnate col cellulare. Madonna santa, ho
      pensato. Ma che stiamo diventando?
      -
      WARNING EVOLUZIONE IN CORSO ! Chi non vuole fare un passo in avanti è pregato di lanciarsi dal finestrino del treno in corsa !
    • shaice scrive:
      Re: Ma che stiamo diventando?
      grazie! mi sono scompisciato dalle risate! qui più che tecnostress mi sa che ci sono troppe tecnoputtanate in giro... ma almeno le tue sapienti parole mi hanno fatto ridere di cuore! saluddoss ps: di qualsiasi sesso tu sia spacchi!
  • Psyko scrive:
    Non e' mica detto ...
    Direi che se un insieme di persone che passa di la' non ti si fila mica e' detto che siano affetti da tecnostress, semplicemente che di quello che gli dici non puo' fregare di meno. Invece che sentire una paternale sull'amore, il tizio la' in fondo prendeva accordi con una tipa conosciuta da poco per uscire la sera. Un'altro tipo stava cercando sul suo portatile un albergo per un week end romantico ... Dura faccenda quella di riconoscere il proprio non interesse ma direi che va accettato. Vogliamo parlare della mania di protagonismo (vecchia patologia e forse per questo poco interessante) che sconfina nella megalomania e nell'eccessiva opinione del se'?Concordo tuttavia che in genere c'e' una certa propensione alla velocita' e alla multicontemporaneita', e' una vera e propria patologia? E' un male? E' una questione che va discussa un po' meglio e con meno faciloneria di come viene fatto in questo articolo.
  • ArMyZ scrive:
    perchè?
    Perchè queste reazioni?Si può essere d'accordo o meno ma le reazioni mi sembrano un po' forzate ed esagerate.Senza polemica, è solo una mia opinione.Lo spaccato descritto è reale. Forse cinico e senza diritto di replica.Forse essere sentirsi direttamente coinvolti e descritti non aiuta ad essere obiettivi.Negare o criticare qualcosa non significa esserne esenti. Riflettere con una buona dose di autoironia è a mio avviso più utile.Just my 2 cents.A.
    • Alex Supetramp scrive:
      Re: perchè?
      D'accordissimo con te.Comunque - che piaccia o meno - in molti ci stiamo adattando ai ritmi schizoidi dettati da questa nuova società dell'informazione quantitativa (anziché qualitativa), più subendone gli influssi che traendone benefici a mio modo di vedere.Ma forse sbaglio anch'io, d'altronde per la fretta ho letto una riga sì e una no del post :-)http://menteindisordine.wordpress.com/
    • Check scrive:
      Re: perchè?
      Sono d'accordo con te, probabilmente qualche brufolo di troppo qualche Videogioco di troppo ed ecco che il nerd si offende ;)
    • xxxxxxxxxx scrive:
      Re: perchè?
      - Scritto da: ArMyZ
      Perchè queste reazioni?Forse perche' tutta la blaterata dell'articolo si potevariassumere con:"Il troppo stroppia"E io sono perfettamente d'accordo eh! Solo che non c'e'bisogno dell'"esperto" che te lo spieghi, e se cen'e'bisogno allora l'esperto e' un medico...
    • Casalinga di Voghera scrive:
      Re: perchè?
      Anche io sono d'accordo con te: sono reazioni forzate ed esagerate. Lo diceva anche il mio povero prof di fisica, un brav'uomo: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale, ma in senso contrario. Era saggio lui, ma quelle sono cose difficili da capire, per scienziati, sapete? Io non ci capisco molto, però sono d'accordo che ci sono queste reazioni ugualmente forzate ed esagerate, ma in senso opposto. Lo diceva sempre il mio prof che la fisica mi sarebbe servita nella vita.
  • Gengis Ghat scrive:
    zOMG!
    -- La società tecnologica, tra i suoi aspetti negativi, genera il problema di accelerare la nostra vita. Ci fa diventare esseri distratti. --Si è dimenticato di dire che non ci sono più le mezze stagioni, che una volta i pomodori avevano un altro sapore, che potevamo uscire lasciando la porta aperta, e che i telefilm che guardavamo noi da bambini quelli sì che erano una figata non quelli di oggi che fanno schifo.-- Alla fine mi sono seduto. Ho iniziato a leggere Repubblica e in prima pagina c'era il richiamo a una notizia interessante: "Così Internet ci cambia il cervello". --zOMG!Se l'"esperto" si informa sulla Repubblica (delle banane) siamo messi davvero "bene"... Annamo bbene, proprio bbene , come diceva la sora Lella!Eeeh, non ci sono più gli esperti di una volta!! :DSarà colpa di internet? (newbie)PS: Punto Informatico, vi prego, non cominciate anche voi a offrire finestre aperte a tuttologhi di questa sorta, se li vogliamo leggere li troviamo già sulla summenzionata Repubblica, sul Corriere della Spesa e compagnia brutta...
    • rabbia scrive:
      Re: zOMG!
      La velocità frantuma. Se mettiamo una mela in una centrifuga, diventa polpa. Se una giostra gira troppo in fretta, ci sentiamo male e vomitiamo.Alle volte penso a perchè nn ho fatto il giornalista...
      • shaice scrive:
        Re: zOMG!
        ecco perché mi continuano a frantumare i co*oni: me li fanno girare sempre più veloci con tutte queste *censura*... ;-)
    • proooooooot scrive:
      Re: zOMG!
      Te si che sei un furbo, ah si!Proprio il classico furbo Italiota.Più pena che disprezzo.
      • Gengis Ghat scrive:
        Re: zOMG!
        - Scritto da: proooooooot
        Te si che sei un furbo, ah si!
        Proprio il classico furbo Italiota.
        Più pena che disprezzo.(troll)(troll1)(troll2)(troll3)(troll4)
    • Zippo scrive:
      Re: zOMG!
      Certo che non hai capito nulla, che pena incredibile.Se non ti sei accorto di quanto viene descritto nell'articolo sei peggio del pollo da allevamento, che non si rende conto che la vita non è stare in un metro quadro a mangiare quello che passa dal nastro della mangiatoia.D'altronde si vede benissimo...i ragazzi appena diplomati sono esattamente come descritto nel titolo, degli storditi, niente di più.Incapaci di fare lavori di concetto per mancanza di concentrazione e cultura, incapaci di fare lavori manuali per mancanza di forza di volontà.Possono giusto scrivere qualche commento inutile su punto informatico.
      • Gengis Ghat scrive:
        Re: zOMG!
        - Scritto da: Zippo
        Certo che non hai capito nulla, che pena
        incredibile.
        Se non ti sei accorto di quanto viene descritto
        nell'articolo sei peggio del pollo da
        allevamento, che non si rende conto che la vita
        non è stare in un metro quadro a mangiare quello
        che passa dal nastro della
        mangiatoia.Hai ragione.Dovevo fare il giornalista tuttologo che su internet (fonte di ogni male) ci dice quanto siamo tristi perché tutto è troppo veloce.A prop, cercati la biografia del tizio in questione, e vedrai che oltre ad essere il fondatore della rivista New Age Appuntamenti , è il direttore di www.netdipendenza.it, dove ad esempio oggi c'è un articolo titolato chi frequenta siti porno soffre di ansia e depressione .Eh, già, questo ha proprio capito tutto... ha capito tutto su come gestire meglio i "polli da allevamento".Buon becchime a tutti, dunque.
        • Casalinga di Voghera scrive:
          Re: zOMG!
          - Scritto da: Gengis Ghat
          - Scritto da: Zippo

          Certo che non hai capito nulla, che pena

          incredibile.

          Se non ti sei accorto di quanto viene descritto

          nell'articolo sei peggio del pollo da

          allevamento, che non si rende conto che la vita

          non è stare in un metro quadro a mangiare quello

          che passa dal nastro della

          mangiatoia.

          Hai ragione.
          Dovevo fare il giornalista tuttologo che su
          internet (fonte di ogni male) ci dice quanto
          siamo tristi perché tutto è troppo
          veloce.
          A prop, cercati la biografia del tizio in
          questione, e vedrai che oltre ad essere il
          fondatore della rivista New Age
          Appuntamenti , è il direttore di
          www.netdipendenza.it, dove ad esempio oggi c'è un
          articolo titolato chi frequenta siti porno
          soffre di ansia e
          depressione .
          Eh, già, questo ha proprio capito tutto... ha
          capito tutto su come gestire meglio i "polli da
          allevamento".
          Buon becchime a tutti, dunque.Ma è vero infatti. Cioè lui, che scrive sta roba, vuole fare credere di essere è ansioso e depresso per via dei siti porno, ma non mi frega mica, eh? Lo so che è il contrario! Infatti il mio moroso va a guardare i siti porno quando è depresso perchè non gliela do subito! Capite? Sono troppo ansiosi gli uomini d'oggi, vogliono tutto subito e poi, esatto, è troppo veloce!! Proprio vero quel che scrive. Tutti troppo veloci al giorno d'oggi.Ma non vogliono ammetterlo, orgoglio maschile, capite? Vogliono far credere che in realtà loro sono troppo machi, tutto sesso, così si fanno troppe pippe col porno e poi dicono che il porno li deprime. Ahahaha! Che assurdità! Ma chi ci crede?! Non siamo mica sceme. E' tutto orgoglio maschile scaricabarile. Tanto lo sappiamo che sono troppo veloci e allora poi, depressi, si guardano i siti porno, mica il contrario! Ah gli uomini... Pensate che si spacciano anche per psicologi per dar più peso alle loro balle! Non date retta ragazze!
        • il_dito o la_luna scrive:
          Re: zOMG!
          - Scritto da: Gengis Ghat
          - Scritto da: Zippo
          A prop, cercati la biografia del tizio in
          questione, e vedrai che oltre ad essere il
          fondatore della rivista New Age
          Appuntamenti , è il direttore di
          www.netdipendenza.it, dove ad esempio oggi c'è un
          articolo titolato chi frequenta siti porno
          soffre di ansia e
          depressione .
          Eh, già, questo ha proprio capito tutto... ha
          capito tutto su come gestire meglio i "polli da
          allevamento".Ottima osservazione. Grazie per averlo segnalato.Comunque, quando una persona dice qualcosa di condivisibile, anche se con un secondo scopo (ammesso che ci sia) la sostanza non cambia.Personalmente trovo l'osservazione della fretta molto fondata. Sono circondato da persone indaffaratissime, sempre di corsa, che svolgono la stessa quantità di lavoro (in senso fisico, prova a misurarla in Joule) di un uomo fermo con pesantissime valigie in mano. Massimo sforzo, minimo risultato.Se poi l'oservazione è strumentale ad altro, non so. Comunque per me è vera.
        • shaice scrive:
          Re: zOMG!
          secondo me l'ansia e la depressione viene perché una non te la dà non per i siti porno.. poi magari se una non te la dà vai sui siti porno.. ma è uno dei tanti effetti ehehe ;-)
    • exsinistro scrive:
      Re: zOMG!
      Non vale la pena di dire cose sensate a questa massa di "lettori di Repubblica".
    • Portavoce universale scrive:
      Re: zOMG!
      Hai straragione, questo di tecnologia non capisce niente, e ha già scritto (troll3) almeno un articolo oltre a questo. :sA proposito di tecnostress, a suo tempo lessi sul suo blog uno di quegli attacchi gratuiti ai videogiochi che vanno tanto di moda. :|
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