ICT italiano al palo

La denuncia è di Assinform che snocciola i numeri del mercato informatico e delle telecomunicazioni nel 2003. Se le TLC possono contare sui servizi, il quadro dell'informatica è desolante. I numeri per l'Italia
La denuncia è di Assinform che snocciola i numeri del mercato informatico e delle telecomunicazioni nel 2003. Se le TLC possono contare sui servizi, il quadro dell'informatica è desolante. I numeri per l'Italia


Roma – Nel 2003, la crescita dell’intero mercato ICT italiano non è andata oltre un modesto 0,1 per cento, contro una crescita media mondiale del 3,2 per cento. La telefonia mobile risolleva il comparto delle telecomunicazioni ma la caduta della domanda di informatica azzera la performance. E’ la conferma di un sostanziale blocco degli investimenti in innovazione .

Questa la sintesi del quadro disegnato per il 2003 da Assinform , l’Associazione che riunisce le imprese del settore. L’indagine annuale indica che informatica e telecomunicazioni nel 2003 hanno ricominciato a mostrare evoluzioni divergenti, a conferma della mancanza di spinta sul fronte degli investimenti.

Le telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) hanno generato un volume d’affari complessivo di 40.885 milioni di Euro, in ripresa del +1,8 % sul 2002, essenzialmente sulla spinta dei servizi di telefonia mobile. La domanda di informatica è risultata pari a 19.396 milioni di Euro, in calo del 3,2 %, anche per effetto di una caduta dei prezzi che ha fatto regredire non solo il comparto dei sistemi, ma anche quello del software e dei servizi (-2,2%), da sempre in crescita.

“Il mercato italiano dell’ICT – ha commentato il neopresidente di Assinform Pierfilippo Roggero – sta attraversando un periodo di forte incertezza . E’ vero che non siamo soli, almeno in Europa, a far fronte a queste dinamiche. Ma è anche vero che in Italia si è passati in soli due anni da crescite a due cifre ai dati di oggi, che vanno posti in stretta relazione sia con la contrazione degli investimenti in innovazione, sia con la contestuale crescita zero del PIL”.

“Le considerazioni sono dunque due – ha aggiunto Roggero – In prima battuta, è interesse di tutti che la domanda di Information Communication Technology riprenda con vigore, perché l’ICT è fattore essenziale di innovazione, di rilancio della crescita e di riconquista di peso internazionale per il nostro Paese. In secondo luogo, è necessario che questa convinzione sia condivisa dai principali attori del nostro sistema-paese: in particolare dalle istituzioni pubbliche, dal sistema del credito e dal sistema imprenditoriale”.

Ma se le TLC si reggono grazie alla spinta dei servizi, per l’informatica il ristagno è pesante. Al calo della domanda è corrisposto un nulla di fatto sul fronte dei servizi che, negli ultimi dieci anni, non han fatto che crescere.

“Nel corso del 2003 – spiega Assinform in una nota – è venuta a mancare la spinta di tutti gli attori. La domanda delle famiglie è risultata pari a 791 milioni di Euro (-3,5%), quella delle piccole imprese a 3.633 milioni di Euro (-4,5%), quella delle medie a 4.513(-3,0%) e quella delle grandi imprese a 10.459 (-2,8%)”.

Cala l’ hardware , con vendite in discesa del 5,6 per cento a quota 5.073 milioni di Euro, calano i servizi di assistenza tecnica , scesi del 3,1 per cento a quota 945 milioni, e dopo vent’anni sono calati anche software e servizi , -2,2 per cento a quota 13.378 milioni di euro.

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03 03 2004
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