Il bullismo ha fatto... scuola

Imperante anche nella penisola ellenica, il bullismo filmato ha portato il ministero dell'istruzione a vietare i cellulari nelle scuole. Nel frattempo l'Italia prepara le sue contromisure
Imperante anche nella penisola ellenica, il bullismo filmato ha portato il ministero dell'istruzione a vietare i cellulari nelle scuole. Nel frattempo l'Italia prepara le sue contromisure

Atene – Paese che vai, bullismo che trovi. Anche la Grecia, a quanto pare, ha fatto conoscenza con fenomeni di bullismo scolastico filmati da videofonini, tanto che il ministero dell’istruzione locale ha già emanato il temuto provvedimento restrittivo: divieto assoluto di portare il telefonino a scuola.

Gli alunni dovranno lasciare il cellulare a casa, o comunque fuori dall’edificio scolastico, e coloro che ignoreranno il provvedimento incorreranno nel rischio di espulsione. È quanto stabilito dalla nuova normativa, ritenuta necessaria dalle autorità per il proliferare degli episodi di violenza – anche a sfondo sessuale – verificatisi tra studenti, che in certi casi riprendevano tutto con foto e videocamere integrate nel proprio videofonino. Il ministero si aspetta che gli insegnanti siano da esempio agli studenti e ha chiesto loro di mantenere spenti i telefonini durante l’orario scolastico. Anche in questo caso i trasgressori possono incorrere nel rischio di sanzioni disciplinari.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso della tolleranza è stata un episodio di violenza di cui è rimasta vittima una ragazza di 16 anni, durante un sit-in che aveva avuto luogo in un istituto superiore. La maggior parte degli studenti over-15, secondo uno studio citato dalla BBC , possiede un telefonino che principalmente viene utilizzato per ascoltare musica, scambiare SMS e giocare. Ma gli episodi di “spavalderia giovanile”, che esulano dall’intrattenimento o dalla comunicazione, si sono fatti sempre più frequenti, al punto da spingere le autorità greche a prendere provvedimenti.

La nuova normativa non frenerà il bullismo ma lo renderà meno “multimediale”. E in Grecia è opinione di insegnanti e psicologi che la registrazione di video di simili episodi possa incoraggiare lo spirito di emulazione e competizione di altri studenti, che potrebbero essere portati a superare i propri limiti educativi e comportamentali.

In Italia la situazione è esplosa alcune settimane fa . La questione è ancora aperta, ma per arginare il fenomeno il Governo sembra orientato ad un provvedimento di respiro differente da quello varato nella penisola ellenica. Il ministro Fioroni si è posto l’obiettivo di presentare al consiglio del Ministri, prima delle festività natalizie , una relazione con pareri e osservazioni che in merito al fenomeno sono state evidenziate da pedagogisti, pediatri e psichiatri. “Un’informativa, supportata da evidenze scientifiche sul rapporto che esiste tra esposizione alla violenza e effetti sullo sviluppo psicofisico dei giovani” ha dichiarato il Ministro.

“La questione – ha aggiunto Fioroni – può essere affrontata da diversi punti di vista: prevedendo una diversa responsabilità dei gestori della rete, introducendo meccanismi per gli accessi in modo da differenziarli – attraverso obbligo di carta di credito, digitalizzazione dei dati, ecc – o anche combinando le due cose”. Non viene esclusa, dal ministro dell’Istruzione, l’ipotesi dell’introduzione di un filtro proattivo dei contenuti pubblicabili su Internet: “Se la Cina riesce a filtrare il dissenso, volete che non si riesca a monitorare ciò che costituisce una insidia per una fascia di utenza che rappresenta una percentuale minima rispetto al totale dei fruitori della rete?”. Il paragone è estremo, ma il ministro precisa che non è una questione di censura, ma di una misura da applicare ai contenuti obiettivamente illegittimi e contrari al buon costume. Ed estende il discorso ai videogiochi, per cui dovrebbero essere applicate con più rigore le regole che stabiliscono se vietarli o no ai minori, e alla TV (“Il pannicello caldo rappresentato dal bollino non basta più”).

E tanto per mantenere sempre vivo l’argomento, ecco un’iniziativa varata dalla Polizia di Stato, che si propone di mettere a fuoco il problema e fornire una corretta interpretazione del bullismo, con un forum online attivo oggi, martedì 12 dicembre dalle 11 alle 13, a cui prenderanno parte il commissario capo Chiara Giacomantonio (responsabile della sezione minori del Servizio centrale operativo) e lo psicologo Amato Fargnoli (direttore della sezione di Criminologia applicata della polizia scientifica), che risponderanno alle domande di tutti gli interessati.

Dario Bonacina

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11 12 2006
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