Il cellulare di MacGyver salverà vite umane

Un hacking e via: come uno smartphone può diventare un potente salvavita, capace di esami del sangue ed altre analisi
Un hacking e via: come uno smartphone può diventare un potente salvavita, capace di esami del sangue ed altre analisi

Roma – La scienza si fa anche con l’hacking di tecnologie di uso comune, come ad esempio quelle integrate nei diffusissimi cellulari dotati di cam per scattare foto e girare piccoli spezzoni video. Partendo da questa base, i ricercatori dell’ UCLA sono riusciti a realizzare un “mod” a là MacGyver , creando un tester di fluidi sanguigni capace di eseguire diagnosi a un costo praticamente insignificante , posto che lo si colleghi a un comune PC.

Laddove, con la tecnologia attuale, per eseguire test sul sangue alla ricerca di specifiche patologie servono attrezzature dispendiose e voluminose, qualcuno capace di usarle e un laboratorio che li ospiti entrambi, con un LED, un filtro luminoso di plastica e qualche cavo, all’UCLA hanno tramutato un cellulare Sony Ericsson nel prototipo di una generazione completamente nuova di tester per la salute, la cui luce filtrata riesce a “fotografare” le qualità distintive delle cellule presenti nel sangue , da far poi interpretare da un software custom realizzato dal dottor Aydogan Ozcan.

Nessuna necessità di attendere giorni per conoscere l’esito dei test. La sua accuratezza dipende dalla dimensione del campione “inquadrato” dal sensore CCD della cam, che scatterà la “foto” rivelatrice con cui poter individuare HIV, malaria e altre patologie , malattie che piagano soprattutto paesi in via di sviluppo ed aree disastrate nel mondo.

Il mod si chiama Lensfree Ultrawide-yeld Cell-monitoring Array platform based on Shadow imaging (o LUCAS in breve), e come mette a nudo uno slideshow , non richiede davvero nessuna abilità peculiare con l’elettronica e la tecnologia se non la capacità di usarla. Cambiando il tipo di luce con cui illuminare il campione e la relativa lunghezza d’onda, inoltre, è possibile ottenere diverse informazioni sulle cellule sotto esame.

Il team di Ozcan ha studiato anche una versione di LUCAS pensata per l’utilizzo in laboratorio, anche se in questo caso il sensore CCD delle web-video-cam viene sostituito da CMOS in grado di analizzare grossi campioni e produrre immagini di qualità e bitrate molto maggiori , ideali dunque per uno studio più approfondito.

Tecnologia dalle grandi promesse, LUCAS rimane al momento un prototipo e un semplice hack, appunto, che per quanto sorprendente non è ancora maturo per il mercato: i ricercatori dell’UCLA sono alla ricerca di chi voglia produrre un dispositivo capace di inglobare le qualità del mod .

Alfonso Maruccia

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21 12 2008
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