Il cervello simulato che sa far di conto

Ricercatori canadesi realizzano un cervello computerizzato capace di eseguire alcuni semplici compiti. La lentezza dei processi è ancora molto alta, ma i futuri supercomputer risolveranno il problema

Roma – Si chiama Spaun, ed è il cervello simulato al computer più complesso mai realizzato fino ad ora. Realizzato dai ricercatori della University of Waterloo, Spaun mima in piccolo la complessità di un cervello umano ed è capace di rispondere ad alcuni quesiti presenti nei test di intelligenza. Impiegando delle ore per fare ciò che un cervello naturale fa in pochi secondi.

Nondimeno, si tratta di un inizio dalle notevoli potenzialità di sviluppo : Spaun è composto da 2,5 milioni di neuroni simulati – contro gli 80-100 miliardi di cellule mediamente contenute in un cervello umano – ricreati in software in una maniera quanto più fedele era possibile rispetto alla loro controparte biologica.

Le aree specializzate della corteccia cerebrale vengono anch’esse simulate con otto diversi algoritmi specifici, e grazie a questi algoritmi Spaun è in grado di riconoscere immagini grandi 28×28 pixel, ordinare dati e numeri, simulare i processi di memoria a breve e lungo termine, muovere un braccio robotico per disegnare simboli e numeri su un foglio di carta.

Per portare qualcosa come Spaun a livelli funzionali appena paragonabili a quelli di un cervello umano occorreranno naturalmente parecchi progressi nel campo della neurobiologia e della tecnologia dei supercomputer, ma i ricercatori sostengono che la loro simulazione ha una utilità pratica quando viene ad esempio usata per studiare il comportamento dei neuroni nelle zone colpite da malattie degenerative come il Morbo di Parkinson.

Alfonso Maruccia

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  • mario pzzz scrive:
    puzza
    puzza XXXXX
  • Funz scrive:
    Ricottura?
    Nella scienza dei materiali la ricottura è usata per far rilasciare le tensioni interne al pezzo dopo una lavorazione per deformazione plastica.Per gli SSD quale sarebbe il proXXXXX fisico? Gli strati magnetici diventano meno proni ad accumulare cariche residue dopo ogni scrittura?
  • Enjoy with Us scrive:
    Ho un dubbio...
    Ma questi gli 800 gradi in ogni singola cella come li ottengono? Non è che dopo un paio di volte si "brucia" la resistenza elettrica che hanno usato?Insomma mi piacerebbe avere qualche dettaglio in più non vorrei che fosse il solito vapor wave che su Pi va tanto!
    • $printscreen scrive:
      Re: Ho un dubbio...
      :) carina questa, resistenze per scaldare le celle, in pratica usando degli integrati, servirebbe una stanza solo per le resistenze:)scherzi a parte, utilizzeranno calore indotto "improbabile" o nanotecnologie "cristalli piezoelettrici" per generare e "trasportare" calore su una cella.
      • Guybrush scrive:
        Re: Ho un dubbio...
        - Scritto da: $printscreen
        :) carina questa, resistenze per scaldare le
        celle, in pratica usando degli integrati,
        servirebbe una stanza solo per le
        resistenze:)
        scherzi a parte, utilizzeranno calore indotto
        "improbabile" o nanotecnologie "cristalli
        piezoelettrici" per generare e "trasportare"
        calore su una
        cella.Nessuna resistenza, imho.Da che mondo è mondo per riscaldare un circuito integrato basta sparargli un bel ciclo di clock a qualche GHz.Un bell'impulso a 5GHz e la cella si scalda eccome. Trova il modo di far andare la cella, per breve tempo, a quella frequenza e l'hai scaldata.C'è un problema che si chiam "Elettromigrazione" e mi piacerebbe sapere se e come l'hanno risolto.GT
        • atem scrive:
          Re: Ho un dubbio...
          - Scritto da: Guybrush
          - Scritto da: $printscreen

          :) carina questa, resistenze per scaldare le

          celle, in pratica usando degli integrati,

          servirebbe una stanza solo per le

          resistenze:)

          scherzi a parte, utilizzeranno calore indotto

          "improbabile" o nanotecnologie "cristalli

          piezoelettrici" per generare e "trasportare"

          calore su una

          cella.

          Nessuna resistenza, imho.
          Da che mondo è mondo per riscaldare un circuito
          integrato basta sparargli un bel ciclo di clock a
          qualche
          GHz.
          Un bell'impulso a 5GHz e la cella si scalda
          eccome. Trova il modo di far andare la cella, per
          breve tempo, a quella frequenza e l'hai
          scaldata.
          C'è un problema che si chiam "Elettromigrazione"
          e mi piacerebbe sapere se e come l'hanno
          risolto.
          Un pizzico di cannella prima di metterla in forno
        • $printscreen scrive:
          Re: Ho un dubbio...
          effetto Seebeck di spin. HIMBO!la storia resistenza era solo sarcasmo!
        • Enjoy with Us scrive:
          Re: Ho un dubbio...
          - Scritto da: Guybrush
          - Scritto da: $printscreen

          :) carina questa, resistenze per scaldare le

          celle, in pratica usando degli integrati,

          servirebbe una stanza solo per le

          resistenze:)

          scherzi a parte, utilizzeranno calore indotto

          "improbabile" o nanotecnologie "cristalli

          piezoelettrici" per generare e "trasportare"

          calore su una

          cella.

          Nessuna resistenza, imho.
          Da che mondo è mondo per riscaldare un circuito
          integrato basta sparargli un bel ciclo di clock a
          qualche
          GHz.
          Un bell'impulso a 5GHz e la cella si scalda
          eccome. Trova il modo di far andare la cella, per
          breve tempo, a quella frequenza e l'hai
          scaldata.
          C'è un problema che si chiam "Elettromigrazione"
          e mi piacerebbe sapere se e come l'hanno
          risolto.


          GT"resistenza" era un modo di dire è chiaro che non mi aspetto una nanoserpentina o simili, tu pensi usino un impulso ad alta frequenza, tuttavia nei proXXXXXri non sostengono che appunto simili impulsi o ache overclock assai meno spinti abbrevino a volte anche di molto la vita di un proXXXXXre? Qui non capisco proprio come stressare sopra le specifiche tali celle di memoria non abbia impatti negativi, ecco vorrei che qualcuno spiegasse un po meglio la cosa, perchè ritengo che i problemi siano parecchi.
  • Diffi Dente scrive:
    Le solite leggende metropolitane
    Non fidatevi di queste news promozionali!Chi usa le memorie SSD a scopo professionale, sa benissimo che purtroppo si rompono facilmente, molto, ma molto, ma molto, ma molto tempo prima del teorico "numero finito di cicli di lettura/scrittura"...
    • io78 scrive:
      Re: Le solite leggende metropolitane
      per curiosità potresti riportare la fonte?
      • controlli a campione scrive:
        Re: Le solite leggende metropolitane
        - Scritto da: io78
        per curiosità potresti riportare la fonte?La fonte? L'esperienza in prima persona non va bene, no, tu sei uno di quelli che "credo a quello che leggo e basta". Ma LOL.
        • io78 scrive:
          Re: Le solite leggende metropolitane
          non credo a quello che leggo ma se nessuno ne parla immagino non sia vero perchè una delle potenzialità che attribuisco a Internet è la capacità di condivisione delle esperienze.Da quello che scrivi immagino tu l'abbia provato sulla tua pelle quindi mi basta tu risponda a queste domande Quali SSD ti si sono rotti (Modello/Capacità/ProXXXXX produttivo)? Scenario d'utilizzo?
          • dart760 scrive:
            Re: Le solite leggende metropolitane
            Sinceramente io sto usando sia gli ssd della samsung che quelli della kingstone da veramente un sacco di mesi (sotto stress in quanto ci faccio girare delle macchine virtuali tutti i giorni) e sinceramente non perdono un colpo.
        • devnull scrive:
          Re: Le solite leggende metropolitane

          credo a quello che leggo e bastaProprio per niente, ed è proprio per questo che ti vengono chieste fonti verificabili.
      • Diffi Dente scrive:
        Re: Le solite leggende metropolitane
        - Scritto da: io78
        per curiosità potresti riportare la fonte?Una ricerca in rete è troppo faticosa?Citazione:"Il problema però non è che si arriva a completare i possibili cicli di scrittura e cancellazione, ma piuttosto il firmware come dimostrano i frequenti aggiornamenti pubblicati dai produttori."http://tomshw.it/cont/articolo/sono-piu-affidabili-gli-ssd-o-gli-hard-disk-tradizionali/33341/1.html
    • sbrotfl scrive:
      Re: Le solite leggende metropolitane
      - Scritto da: Diffi Dente
      Non fidatevi di queste news promozionali!

      Chi usa le memorie SSD a scopo professionale, sa
      benissimo che purtroppo si rompono facilmente,
      molto, ma molto, ma molto, ma molto tempo prima
      del teorico "numero finito di cicli di
      lettura/scrittura"...Sei di religione FUDdista, vero?
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