Il clima in analisi da un supercomputer

La NASA si avvarrà di uno dei più potenti elaboratori al mondo per valutare il reale impatto delle attività umane sul clima terrestre
La NASA si avvarrà di uno dei più potenti elaboratori al mondo per valutare il reale impatto delle attività umane sul clima terrestre


Moffett Field (USA) – Utilizzando quello che si prefigura essere un prototipo del più potente calcolatore al mondo impiegato nel campo meteorologico, gli scienziati della NASA stanno conducendo studi sull’impatto delle attività umane sulla natura e sul clima.

SGI, la madre del nuovo mostro di calcolo, sostiene che questo prototipo equipaggiato con 512 processori è circa 10 volte più veloce dei precedenti supercomputer utilizzati in questo campo. Il sistema è dotato di 192 GB di memoria e due terabyte di spazio disco: la sua potenza di calcolo supera i 300 miliardi di operazioni per secondo.

Con ASCI Blue Mountain, SGI ricopre attualmente il sesto posto nella classifica dei supercomputer più veloci al mondo, dietro a IBM ed Intel.

“Questo sostanziale incremento di prestazioni – ha affermato Ghassem
Asrar, uno degli scienziati della NASA che conduce le ricerche sui mutamenti climatici – ci consente di completare le simulazioni climatiche terrestri in giorni invece che in mesi. Questo strumento ci aiuterà a valutare oggettivamente gli effetti delle attività naturali e umane sul clima globale”.

Asrar sostiene che, con la potenza elaborativa del nuovo supercomputer, sarà possibile simulare con un solo giorno di elaborazioni, il clima globale compreso in un arco di tempo di centinaia di giorni.

Gli scienziati hanno in progetto, per la fine di agosto, di combinare due supercomputer da 512 processori da impiegare come sistema di test, utilizzandolo per le operazioni di routine solo quando l’hardware ed il software saranno stati ampiamente collaudati e ritenuti affidabili. Il prossimo step, secondo gli scienziati della NASA, sarà quello di applicare agli studi climatici modelli di calcolo distribuito via Internet, in modo da dar vita ad una sorta di supercomputer virtuale dalle capacità di calcolo ancor più straordinarie.

Fra gli scienziati sensibili alle tematiche sull’ambiente, come Debbie Boger di SierraClub.org , si coltiva la speranza che queste più accurate ricerche sui cambiamenti climatici della Terra possano responsabilizzare maggiormente l’amministrazione Bush sulle future scelte in materia di ambiente. Scelte che, come noto, sono state duramente contestate dopo il rifiuto di Bush di firmare il “protocollo di Kyoto” sulla riduzione degli agenti inquinanti.

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24 07 2001
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