Il codec video che vuole uccidere i pixel

Ricercatori britannici creano un nuovo codec video basato su vettori, potenzialmente in grado di mandare in pensione il tradizionale modo di generare, archiviare e trasmettere le immagini in movimento online e su supporti per l'home video
Ricercatori britannici creano un nuovo codec video basato su vettori, potenzialmente in grado di mandare in pensione il tradizionale modo di generare, archiviare e trasmettere le immagini in movimento online e su supporti per l'home video

Un nuovo codec video intende rivoluzionare l’intera industria multimediale nel giro di cinque anni offrendo un nuovo approccio al trattamento delle immagini in formato digitale, promettendo vantaggi senza precedenti per quel che concerne la qualità del video e la possibilità di gestire risoluzioni in totale libertà creativa.

Lavorando di concerto con aziende private, l’Università britannica di Bath dice di aver trovato il modo di adattare un formato video basato sull’uso di vettori ai comuni contenuti multimediali: diversamente dalle immagini composte da pixel, un contenuto descritto da vettori non necessita di un flusso di dati crescente al crescere della risoluzione e dei dettagli inclusi nella scena.

Non solo la descrizione delle immagini vettoriali occupa uno spazio enormemente inferiore, ma anche la qualità delle scene ne guadagna visto che non vi è la necessità di comprimere le informazioni digitali che le descrivono.

Il vero progresso tecnologico raggiunto dai ricercatori britannici è in realtà quello di aver trovato il modo di “riempire” i contorni di una scena descritta con contorni vettoriali con i giusti colori, e proprio in questo consiste l’algoritmo alla base del nuovo codec video.

Gli effetti della tecnologia video-vettoriale (film in digitale “indipendenti” dalla risoluzione e con una qualità sin qui mai sperimentata) sono di quelli capaci di rivoluzionare intere industrie, e non a caso i ricercatori dicono di voler collaborare con le aziende più importanti del mercato per accelerare questa potenziale rivoluzione. A cominciare dalla post-produzione cinematografica e dallo streaming web e su gadget mobile, a quanto pare.

Alfonso Maruccia

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14 12 2012
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