Il computer quantico ama la luce

Alcuni scienziati hanno messo a punto un primissimo prototipo di computer quantistico che si avvale di interferenze luminose al posto delle particelle subatomiche. Miliardi di volte più veloce degli attuali computer


Rochester (USA) – Di computer quantici si parla ormai da anni, ma sempre in modo quasi astratto. Una delle primissime applicazioni pratiche arriva ora da un gruppo di ricercatori dell’Università di Rochester, in USA, che ha annunciato la costruzione di un “semplice” computer che combina elementi di meccanica quantistica con la tecnologia laser.

Secondo i ricercatori questo approccio “ibrido”, che emula le interferenze quantiche attraverso interferenze luminose, risolve tutti quei problemi legati proprio alla scarsa manipolabilità dei gruppi di particelle subatomiche (dette per l’appunto “quanti”).

Sempre secondo gli scienziati, un computer basato su interferenze luminose è in grado di svolgere alcune operazioni computazionali, come la ricerca all’interno di un database o la crittazione di un codice, miliardi di volte più velocemente rispetto ad un computer tradizionale basato su elettroni.

Il grande pregio dei computer quantici è proprio quello di poter svolgere un gran numero di operazioni simultaneamente, sbarazzandosi dunque di quel grande limite che caratterizza i computer di oggi: l’elaborazione sequenziale.

Quello appena compiuto dagli scienziati dell’Università di Rochester è un grande passo in avanti, ma solo uno dei tanti che ancora devono essere compiuti perché i processori di oggi possano davvero essere rimpiazzati da “motori” computazionali quantistici. Motori che, se realizzati, cambierebbero in modo definitivo il concetto stesso di computing.

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