Il costo dell'ignoranza informatica

850 milioni di euro: questa è la somma che il solo settore sanitario italiano butta via a causa di un uso non produttivo delle nuove tecnologie. Lo afferma una ricerca AICA-SDA Bocconi
850 milioni di euro: questa è la somma che il solo settore sanitario italiano butta via a causa di un uso non produttivo delle nuove tecnologie. Lo afferma una ricerca AICA-SDA Bocconi


Roma – Due autorevoli enti italiani impegnati nella formazione hanno stabilito che la sola Sanità italiana paga ogni anno oneri per 850 milioni di euro a causa di quella che viene definita ignoranza informatica .

Secondo un rapporto realizzato da AICA e SDA Bocconi , con il patrocinio del ministero della Salute, di quello all’Innovazione e della Rappresentanza milanese della Comunità europea, “l’improduttività nell’uso degli strumenti informatici nel sistema pubblico e privato genera un costo nascosto”, come si legge in una nota diffusa nelle scorse ore. La somma di 850 milioni di euro è pari alla spesa informatica dell’intero settore .

A questa somma si è arrivati dopo aver rilevato come molti siano coloro che si lamentano di aver perso molto tempo per utilizzare al meglio gli strumenti. “Dai dati – si legge nella nota – si è giunti alla conclusione che, per quanto si è potuto calcolare, il costo della improduttività (tempo perso) ammonta per l’intero sistema sanitario nazionale (pubblico e privato) a oltre 850 milioni di euro l’anno. Tale valore è dello stesso ordine di grandezza della spesa informatica dell’intero settore sanitario e rappresenta lo 0,84 per cento della spesa sanitaria dell’intero Paese”.

Oltre un quarto degli addetti alla Sanità, secondo gli autori del rapporto, sono dunque impreparati a utilizzare gli strumenti informatici di base. Un’adeguata formazione, come quella fornita dalle organizzazioni che hanno steso il rapporto, consentirebbe a loro parere di ottenere benefici e rientri per almeno 2 miliardi di euro . Una stima che si basa sui risultati ottenuti con la formazione per la ECDL, la patente europea del computer, associati alle valutazioni e analisi già effettuate in ambito sanitario in altri paesi europei.

Il rapporto, “L’ignoranza Informatica: il costo nella Sanità” , indica come ad una spesa informatica “non elevata in Italia, solo lo 0,59 per cento della spesa sanitaria totale, si aggiunge un utilizzo improduttivo”.

Negli ospedali, continua la nota, “quasi il 44 per cento dei 771.000 addetti ospedalieri usano l’informatica per necessità di lavoro. Ma il 26 per cento degli addetti impiegano l’ICT senza una solida preparazione”.

Per quanto riguarda invece i medici di base, risulta che il 76 per cento usa strumenti informatici per la propria professione e un altro 7,5 per cento ha dichiarato l’intenzione di farlo. Chi usa strumenti informatici sfrutta pacchetti software specifici per la gestione delle visite ambulatoriali e per la cura dei pazienti.

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20 06 2004
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