Il cuore rivelatore

Non il racconto di Poe, ma una macchina della verità a forma di cuore

Siete curiosi di sapere se siete davvero innamorati? Allora stringete il DoCoMo Tai Heart fra le mani, mentre parlate al telefono con il vostro partner o spettegolate con i vostri amici dell’ultimo appuntamento galante.

Questo bizzarro cuoricino luminoso è in grado di rilevare il battito cardiaco durante la conversazione ed elaborando i dati è capace di rivelarvi quale sia il vostro vero sentimento nei confronti di una persona a voi cara. Questo cuore basa il suo funzionamento sullo stesso principio della macchina della verità, implementandolo però in modo molto limitato.

Il Tai Heart è stato presentato ovviamente in Giappone nel corso del CEATEC 2010 e gli spettatori hanno potuto vedere il cuore rivelatore in funzione, con i LED accessi oppure con la vibrazione attiva per confermare l’innamoramento o per svelare un falso interesse. La modalità d’uso futura prevede che una coppia potrà avere due cuori che comunichino via Bluetooth o via Internet, per cui durante un incontro o durante una telefonata ognuno potrà conoscere i sentimenti dell’altra.
In alcuni casi, tutto ciò potrebbe essere però assolutamente deleterio.

( via UBERGIZMO )

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  • Luco, giudice di linea mancato scrive:
    Re: Si, però...
    - Scritto da: ThEnOra
    - Scritto da: M.R.

    ...perchè dare un diritto al consumatore (copia

    privata)

    Infatti non è un diritto, ma un'eccezione della
    legge sul diritto d'autore.Tale eccezione è GIA' prevista dalla legge e la copia privata prevede che ti abbia pagato l'originale quindi perché dovresti rubarti i soldi tramite l'equo compenso? Il diritto alla copia privata me lo dà già la legge sul diritto d'autore nel momento stesso in cui acquisto l'originale (a patto che non abbia protezioni). Tu autore/editore non puoi pretendere soldi (equo compenso) per questo, perché è la legge a darmi questo diritto, non sei tu a darmelo, quindi non vedo perché dovrei pagarti l'equo compenso, né a che titolo tu possa pretenderlo.
  • krane scrive:
    Re: Si, però...
    - Scritto da: ThEnOra
    - Scritto da: krane
    Non è una multa ma il "compenso", o melgio il
    "compromesso", per permetteri di farti in casa,
    per uso personale, una copia legale del supporto
    che hai acquistato senza dover richiedere
    l'autorizzazione al detentore del diritto.Ma io non ho intenzione di fare nessuna copia di niente, ma solo di mettere materiale originale prodotto da me (es ho un sacco di foto del mio acquario nella memory card) chi mi rida' i soldi che ho pagato in cambio di niente ?
  • 01234 scrive:
    Re: Si, però...
    mah.... :vorrei ricordare che la furbata sta nel manico: compri l'ultimo cd di sting? bravo, paga e poi mica è tuo... :| è tuo solo il supporto!!!se p.es. ti si graffia il cd affari tuoi. Peccato che hai pagato 1 a dire troppo il supporto (quello che resta a te) e il contenuto o meglio il poterne fruire gli altri 19 (se ti dice bene), e pur avendolo pagato così tanto, e così tanto di più del supporto, se quest'ultimo si rovina non hai diritto a un'altra copia (che a loro costa, ricordiamolo, solo pochi cent.) e non puoi nemmeno fartene una tu per conto tuo??? (pagando il supporto)e cmq paghi su ogni supporto una tassa preventiva nel caso tu voglia fartela???qualcosa non quadra, non trovate?
  • Andrea Pagani scrive:
    Re: Si, però...

    Ma dov'e' il diritto nel pagare una multa
    preventiva per un reato potenziale ? Questo e'
    dare preventivamente del ladro al consumatore,
    altro che
    rispetto.Ma infatti: è come se comprando un'automobile mi dessero subito un migliaio di euro di multa e mi togliessero 10 punti perchè "chissà quante volte andrai più veloce del limite senza che ti becchiamo con l'autovelox" (che paradossalmente avrebbe più ragione di essere rispetto all'equo ompenso Siae :D )
    • guerret scrive:
      Re: Si, però...

      Ma infatti: è come se comprando un'automobile mi
      dessero subito un migliaio di euro di multa e mi
      togliessero 10 punti perchè "chissà quante volte
      andrai più veloce del limite senza che ti
      becchiamo con l'autovelox" (che paradossalmente
      avrebbe più ragione di essere rispetto all'equo
      ompenso Siae :D
      )Stai paragonando un sinallagma di diritto civile ad un illecito amministrativo. Non c'entra nemmeno se ce lo pigi. A occhio e croce, Thenora qui è l'unico che ha una discreta idea del perché esista l'equo compenso. Che poi sia una XXXXXta metterlo sui supporti di destinazione anziché sui contenuti acquistati siamo d'accordo, ma non puoi paragonarmi un compenso per un'eccezione ad un diritto ad una presunzione di illecito amministrativo.
      • Andrea Pagani scrive:
        Re: Si, però...

        Stai paragonando un sinallagma di diritto civile
        ad un illecito amministrativo. Non c'entra
        nemmeno se ce lo pigi. A occhio e croce, Thenora
        qui è l'unico che ha una discreta idea del perché
        esista l'equo compenso. Che poi sia una XXXXXta
        metterlo sui supporti di destinazione anziché sui
        contenuti acquistati siamo d'accordo, ma non puoi
        paragonarmi un compenso per un'eccezione ad un
        diritto ad una presunzione di illecito
        amministrativo.pignolo :o
      • krane scrive:
        Re: Si, però...
        - Scritto da: guerret

        Ma infatti: è come se comprando un'automobile mi

        dessero subito un migliaio di euro di multa e mi

        togliessero 10 punti perchè "chissà quante volte

        andrai più veloce del limite senza che ti

        becchiamo con l'autovelox" (che paradossalmente

        avrebbe più ragione di essere rispetto all'equo

        ompenso Siae :D )
        Stai paragonando un sinallagma di diritto civile
        ad un illecito amministrativo. Non c'entra
        nemmeno se ce lo pigi. A occhio e croce, Thenora
        qui è l'unico che ha una discreta idea del perché
        esista l'equo compenso. Che poi sia una XXXXXta
        metterlo sui supporti di destinazione anziché sui
        contenuti acquistati siamo d'accordo, ma non puoi
        paragonarmi un compenso per un'eccezione ad un
        diritto ad una presunzione di illecito
        amministrativo.E facci tu qualche paragone piu' calzante, visto che ne tu ne' teora riuscite a far capire alla massa di caproni qui (me compreso) qual e' il senso di pagare una tassa sulla musica su una card della macchina fotografica.
        • panda rossa scrive:
          Re: Si, però...
          - Scritto da: krane
          E facci tu qualche paragone piu' calzante, visto
          che ne tu ne' teora riuscite a far capire alla
          massa di caproni qui (me compreso) qual e' il
          senso di pagare una tassa sulla musica su una
          card della macchina
          fotografica.Il senso e' quello di nutrire quelle zecche parassite che ti si attaccano alla giugulare e si nutrono del tuo sangue, lasciandoti in cambio delle infezioni.
          • krane scrive:
            Re: Si, però...
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: krane

            E facci tu qualche paragone piu' calzante, visto

            che ne tu ne' teora riuscite a far capire alla

            massa di caproni qui (me compreso) qual e' il

            senso di pagare una tassa sulla musica su una

            card della macchina fotografica.
            Il senso e' quello di nutrire quelle zecche
            parassite che ti si attaccano alla giugulare e si
            nutrono del tuo sangue, lasciandoti in cambio
            delle infezioni.Si, ma possibile che quando chiedo spiegazioni a quelli "pro" non me le sanno mai dare ? :D
          • 01234 scrive:
            Re: Si, però...
            "e non c'è niente da capireee" ;)
        • guerret scrive:
          Re: Si, però...

          E facci tu qualche paragone piu' calzante, visto
          che ne tu ne' teora riuscite a far capire alla
          massa di caproni qui (me compreso) qual e' il
          senso di pagare una tassa sulla musica su una
          card della macchina
          fotografica.Ci provo, in breve. Un'opera è composta da un corpus mysticum (la musica, il testo, insomma il contenuto) ed un corpus mechanicum (CD, carta, videocassetta, insomma il supporto). Se te compri un CD, tu acquisisci la proprietà piena sul corpus mechanicum, nel senso che ci puoi fare quel che vuoi (venderlo, regalarlo, distruggerlo...), ma non sul mysticum, perché tu hai acquisito solo il diritto di fruirlo, che è molto meno della proprietà. In particolare, non hai acquisito il diritto a riprodurre il contenuto, perché quello rimane prerogativa ESCLUSIVA dell'autore.Con alcune eccezioni, in particolare una: quella che permette a te di fare una copia per uso personale. Cioè puoi farci una copia (o più), purché tu non la spacci/venda/distribuisca; la devi usare per te, ad esempio per ascoltare sull'iPod le musiche dei CD che hai comprato. Questo è un piccolo diritto che te acquisisci, e una riduzione dell'esclusività del diritto dell'autore a produrre copie dell'opera. In sostanza, tu guadagni un piccolo diritto, lui lo perde, e qui si innesta il compenso: l'autore ha diritto ad una piccola somma in denaro in cambio della tua possibilità che tu faccia una copia.Fin qui tutto bene. Il problema sorge con il modo in cui il compenso viene prelevato. Perché se fosse fatto bene, per il diritto alla copia privata si aumenterebbe un pochino il costo del prodotto che te compri e festa finita; se ci pensi, d'altronde, quando compri una canzone su iTunes ne compri anche il diritto di farne copie sull'iPod. Invece, mettendo il costo sui supporti su cui IN TEORIA puoi copiare le opere, diventa un pagamento sulle ipotesi di utilizzo. Anzi, diventa più simile ad un costo che vada a coprire i mancati guadagni dell'industria dovuti alla pirateria, nascosto sotto il pretesto dell'equo compenso perché non si può dire apertamente (in quanto introdurrebbe una presunzione di colpevolezza in chiunque compri supporti vergini).Questo è uno schifo sia per la discrepanza tra l'intento dichiarato e l'implementazione effettiva, sia perché caricando il costo su un sacco di prodotti si va a pagare il compenso fino a 3 volte: sul computer, sul masterizzatore e sul CD.Sono stato un pochino chiaro?
          • krane scrive:
            Re: Si, però...
            - Scritto da: guerret

            E facci tu qualche paragone piu' calzante, visto

            che ne tu ne' teora riuscite a far capire alla

            massa di caproni qui (me compreso) qual e' il

            senso di pagare una tassa sulla musica su una

            card della macchina

            fotografica.
            Invece, mettendo il costo sui supporti
            su cui IN TEORIA puoi copiare le opere,
            nascosto sotto il pretesto dell'equo
            compenso perché non si può dire apertamente (in
            quanto introdurrebbe una presunzione di
            colpevolezza in chiunque compri supporti
            vergini).
            Questo è uno schifo sia per la discrepanza tra
            l'intento dichiarato e l'implementazione
            effettiva, sia perché caricando il costo su un
            sacco di prodotti si va a pagare il compenso fino
            a 3 volte: sul computer, sul masterizzatore e sul
            CD.
            Sono stato un pochino chiaro?Chiarissimo, rivelandoti cosi' d'accordo con noi: uno schifo !Il paragone sara' piu' corretto ma alla fine ti accusano aprioristicamente di essere un pirata.
          • 01234 scrive:
            Re: Si, però...
            sì, e grazie. La distinzione che fai è fondamentale.però resta che a"e qui si innesta il compenso: l'autore ha diritto ad una piccola somma in denaro in cambio della tua possibilità che tu faccia una copia.Fin qui tutto bene."io rispondo "mica tanto". Ok, è legge. Ma non mi pare tanto giusta...
      • AlessioC scrive:
        Re: Si, però...
        - Scritto da: guerret
        Stai paragonando un sinallagma...---8
        • guerret scrive:
          Re: Si, però...
          Sì sì ma infatti se leggi l'altro post che ho appena pubblicato vedrai che convengo sull'enorme discrepanza tra "l'equo compenso per copia privata" e "la copia privata" vera e propria, visto che per l'implementazione che è stata fatta il primo copre molto più della seconda.
  • SCF IS EVIL scrive:
    Quindi...
    Anche in Italia un qualsiasi titolare di partita IVA, può rifiutarsi di pagare l'equo compenso all'acquisto un qualsiasi supporto (CD, DVD, SD, HDD, ecc.)?
    • H5N1 scrive:
      Re: Quindi...
      Me lo stavo chiedendo anche io... e credo che la risposta sia "sì", ma a patto di voler buttare soldi e tempo in cause legali senza fine.
      • Andrea Pagani scrive:
        Re: Quindi...
        - Scritto da: H5N1
        Me lo stavo chiedendo anche io... e credo che la
        risposta sia "sì", ma a patto di voler buttare
        soldi e tempo in cause legali senza
        fine.tecnicamente non serve fare un causa: le aziende, che probabilmente acquistano supporti per migliaia di euro (e non decine o centinaia come gli utenti comuni) possono fare una dichiarzione nella quale si attesta che i supporti verranno utilizzati per l'archiviazione di materiale proprio e riavere indietro in qualche modo questa "tassa".Fa comunque ridere come situazione, che si parli di Spagna o di Italia: io ho circa 300 giga di foto scattate da me nel corso degli anni e dovrei pagare l'equo compenso per un disco capace di archiviarle? e perchè mai?Ma, soprattutto, questa tassa NON AUTORIZZA NE' GIUSTIFICA la copia, quindi siamo cornuti e mazziati: se ti beccano con una copia dell'ultima compilation di x-factor (...) e mostri alla finanza lo scontrino che attesta il pagamento dell'equo compenso, rischi comunque multe e/o galera (mentre se uccidi ti invitano ai talk show :D )
        • 01234 scrive:
          Re: Quindi...
          discorso giustissimo come fotografia dell'esistenteperò se poi passiamo al giudizio penso che siamo d'accordo sul fatto che è la solita furbacchiata di chi già ha per avere ancora di più...
        • il solito bene informato scrive:
          Re: Quindi...
          - Scritto da: Andrea Pagani
          Fa comunque ridere come situazione, che si parli
          di Spagna o di Italia: io ho circa 300 giga di
          foto scattate da me nel corso degli anni e dovrei
          pagare l'equo compenso per un disco capace di
          archiviarle? e perchè
          mai?perché nelle tue foto ci sarà sicuramente qualche opera d'ingegno (monumenti, opere architettoniche) la cui immagine è protetta da diritto d'autore, quindi devi pagare l'equo compenso." matrix il diritto d'autore è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità"
          • AlessioC scrive:
            Re: Quindi...
            - Scritto da: il solito bene informato
            perché nelle tue foto ci sarà sicuramente
            qualche opera d'ingegno (monumenti, opere
            architettoniche) la cui immagine è protetta da
            diritto d'autore, quindi devi pagare
            l'equo
            compenso.Anche se fosse, la cosiddetta "copia privata" si applica solo a "fonogrammi e videogrammi", quindi le opere fotografiche e le semplici fotografie sono escluse.E quando dico escluse intendo in entrambi i sensi: non si deve pagare l'equo compenso perché non si può riprodurre l'opera (fotografica) senza il consenso dell'autore (ovviamente tranne nel caso in cui i diritti siano scaduti).
          • il solito bene informato scrive:
            Re: Quindi...
            - Scritto da: AlessioC
            - Scritto da: il solito bene informato


            perché nelle tue foto ci sarà sicuramente

            qualche opera d'ingegno (monumenti, opere

            architettoniche) la cui immagine è protetta da

            diritto d'autore, quindi devi pagare

            l'equo

            compenso.

            Anche se fosse, la cosiddetta "copia privata" si
            applica solo a "fonogrammi e videogrammi", quindi
            le opere fotografiche e le semplici fotografie
            sono
            escluse.
            E quando dico escluse intendo in entrambi i
            sensi: non si deve pagare l'equo compenso perché
            non si può riprodurre l'opera (fotografica) senza
            il consenso dell'autore (ovviamente tranne nel
            caso in cui i diritti siano
            scaduti).(ovviamente ero ironico...)
          • AlessioC scrive:
            Re: Quindi...
            - Scritto da: il solito bene informato
            - Scritto da: AlessioC

            - Scritto da: il solito bene informato




            perché nelle tue foto ci sarà
            sicuramente


            qualche opera d'ingegno (monumenti, opere


            architettoniche) la cui immagine è protetta da


            diritto d'autore, quindi devi pagare


            l'equo


            compenso.



            Anche se fosse, la cosiddetta "copia privata" si

            applica solo a "fonogrammi e videogrammi",
            quindi

            le opere fotografiche e le semplici fotografie

            sono

            escluse.

            E quando dico escluse intendo in entrambi i

            sensi: non si deve pagare l'equo compenso perché

            non si può riprodurre l'opera (fotografica)
            senza

            il consenso dell'autore (ovviamente tranne nel

            caso in cui i diritti siano

            scaduti).

            (ovviamente ero ironico...)Ops! Sarà la digestione...Cmq la mia puntualizzazione non lo era e forse è bene che ci sia chiarezza sul punto, prima che si scatenino i soliti strali... ;)
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Quindi...
            contenuto non disponibile
          • krane scrive:
            Re: Quindi...
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: il solito bene informato

            " matrix il diritto d'autore è

            ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella

            stanza in cui siamo. È quello che vedi quando

            ti affacci alla finestra, o quando accendi il

            televisore. L'avverti quando vai a lavoro,

            quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È

            il mondo che ti è stato messo davanti agli

            occhi per nasconderti la verità"
            Sì ma vedi, io sono stato prodotto da due autori,
            mio padre e mia madre.
            Il solo fatto che tu stia interagendo con me ti
            vincola pertanto al pagamento dei diritti
            d'autore ai miei.
            Qui non si regala nulla.
            Fanno millemila euri, sull'unghia.
            Prego , si accomodi alla cassa.Ti direi che hai dato una grande risposta ! Ma siccome nel farlo rischierei di interagire con te e dover pagare non lo faro' :D
      • Tetsuia scrive:
        Re: Quindi...
        in Italia, da sempre, l'equo compenso non si applica alle aziende. Le aziende che comprano supporti digitali o componenti hardware sottoposti al compenso/tassa compilano un modulo trovabile sul sito SIAE e allegano la documentazione relativa all'acquisto e la inviano alla SIAE che la analizza e procede al rimborso. La SIAE si riserva controlli. In ogni caso essendo in Italia applicato all'origine, il compenso, l'unico modo per le aziende di recuperare il maltolto è questo, ma è appunto possibile farlo
        • bubba scrive:
          Re: Quindi...

          compilano un modulo
          trovabile sul sito SIAE e allegano la
          documentazione relativa all'acquisto e la inviano
          alla SIAE che la analizza e procede al rimborso.
          La SIAE si riserva controlli. In ogni caso
          essendo in Italia applicato all'origine, il
          compenso, l'unico modo per le aziende di
          recuperare il maltolto è questo, ma è appunto
          possibile
          farloinsomma in perfetto stile Calderoli, il ministro della SemplificazioneLOL
          • H5N1 scrive:
            Re: Quindi...
            Non è proprio così...http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?click_level=0600.1100.0102&link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataEsenzioni.htm
    • panda rossa scrive:
      Re: Quindi...
      - Scritto da: SCF IS EVIL
      Anche in Italia un qualsiasi titolare di partita
      IVA, può rifiutarsi di pagare l'equo compenso
      all'acquisto un qualsiasi supporto (CD, DVD, SD,
      HDD,
      ecc.)?Siamo in europa unita, non ci sono piu' le dogane.Quel materiale li' lo si compra in qualche paese europeo realmente democratico, dove non fanno leggi ad hoc per tenere in vita i parassiti.
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