Il dialer che spolpa l'utente

L'agghiacciante racconto di un lettore che si trova a dover pagare 295 euro, più Iva, per lo sporco trucco di uno dialer sporco. Telecom che fa?


Roma – Buongiorno. In merito alle discussioni dei mesi scorsi ma ancora molto attuali voglio raccontarvi la mia esperienza personale con il famoso dialer LOVE CARD.
Il 4 di Luglio di quest’anno mia moglie riceve il suddetto spam per posta elettronica, una serie di cause fanno sì che non presti la solita attenzione al fatto che la lettera rimandava a un sito contenente un dialer (nello specifico, aveva appena passato 5 giorni con febbre a 39, inoltre era il suo compleanno, unito al fatto che io ho l’abitudine saltuaria di spedirle quando sono via per lavoro delle cartoline elettroniche tramite servizi gratuiti). Senza pensarci prova a collegarsi, il servizio non riesce mai a funzionare e dopo una decina di minuti smette.

Nessun collegamento avvenuto, nessun problema penso io quando me lo racconta. Purtroppo no. Me ne accorgo perchè il giorno dopo arriva un telegramma di Telecom Italia che mi avvisa di contattare urgentemente il servizio clienti dandomi anche il nome e il numero della persona di cui chiedere, cosa molto strana penso, dato che ho l’accredito in banca e nessuna pendenza con T.I..
Preoccupato contatto la persona, la quale mi informa che T.I. ha registrato un picco sulla mia bolletta e quindi ha sospeso il servizio di chiamate per servizi speciali (!?), di fronte alla mia perplessità la signorina timidamente azzarda a chiedermi se avevo per caso scaricato qualcosa da siti “strani”.
Lì collego l’accaduto e le racconto il fatto (anche per l’imbarazzo di sembrare un assiduo frequentatore di sito porno a pagamento dato che mi par di capire questo si alluda), lei mi dice che la fattura la devo pagare e verrà anticipata e speditami con raccomandata per poter denunciare alla polizia postale il fatto, pur dovendo io pagare il totale di 295 euro + IVA! Alla mi richiesta di chiarimenti su come diavolo sia possibile aver raggiunto quella cifra senza mai collegarsi, mi viene spiegato il meccanismo della truffa.

Il dialer chiama una linea che addebita 5 Euro alla risposta, appena risponde butta giù la linea e riprova, quindi in 14 minuti ha effettuato la bellezza di 59 tentativi di connessione mai andati a buon fine addebitando pero’ 5 euro a ogni tentativo! Ovviamente io il dialer l’avevo disintallato, per mia fortuna pero’ avevo tenuto e-mail con collegamenti e salvato la pagina web in locale. Ho quindi provveduto a denunciare tutto alla polizia allegando fattura Telecom, dettaglio telefonate, testimonianza di mia moglie e dischetto con e-mail e pagina web.

Trovo particolarmente disgustoso che mia moglie nel giorno del suo compleanno, dopo 5 giorni passati a letto venga truffata coome regalo di compleanno da gente simile, mi chiedo anche se è giusto che io paghi il servizio non richiesto a T.I., non sarebbero loro a dover non pagare il loro cliente truffatore e a denunciarlo alle autorità?

Avro’ mai la possibilità di riavere i miei soldi ?

Saluti

Matteo Nemeth

Caro Matteo, difficile dire come andrà a finire. Di certo a fronte di episodi del genere in molti si chiedono quali rapporti Telecom Italia intenda intrattenere con chi sfrutta i suoi servizi per questi scopi. Un saluto, tieni informato PI, la redazione

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Cosa ne pensa un povero diavolo di tutto questo?
    Se fossimo in un mondo perfetto di certificazioni e associazioni non sentiremmo il bisogno: dimostri con la tua esperienza e con le tue capacita' quanto vali e sei a posto. Purtroppo non e' cosi': il mondo del lavoro, del business, degli affari sono una cosa seria. Dove girano i soldi c'e' anche il bisogno di controllare e senza regole non si controlla in modo oggettivo.Se fai un colloquio in E-tree , per quanto ne so, potresti avere anche solo la terza media e portare un bel cd con una presentazione hi-tec in Flash dei tuoi lavori, che lancia un'applicazione php per interfacciarsi ai network peer-to-peer via Fidonet e scaricarsi l'ultimo singolo degli Skiantos. Se invece devi presentarti ad Accenture , oltre a metterti in giacca e cravatta e a toglierti il piercing al capezzolo, devi portare un bel curriculum scritto in Word dove ci sono indicati il diploma, la laurea, le varie certificazioni CEPU che il papi ti ha pagato ecc...La necessita' di un'associazione in qualche modo riconosciuta serve proprio in casi come l'ultimo esempio dove si esige formalita', dove serve il pezzo di carta.Stesso discorso per i concorsi pubblici dove fanno testo, insieme agli esami, i vari attestati che si posseggono.Preferisco di gran lunga la coordinazione di IWA ai vari corsi CEPU e Microsoft se sara' possibile partecipare agli esami anche con le sole proprie forze, senza spendere migliaia di euro in libri, test e per lo stesso esame e senza essere iscritti ad albi o associazioni varie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Cosa ne pensa un povero diavolo di tutto questo?
      - Scritto da: ::Xavier::
      Preferisco di gran lunga la coordinazione di
      IWA ai vari corsi CEPU e Microsoft se sara'
      possibile partecipare agli esami anche con
      le sole proprie forze, senza spendere
      migliaia di euro in libri, test e per lo
      stesso esame e senza essere iscritti ad albi
      o associazioni varie.E' proprio così che funzionano le certificazioni: non hai obbligo di frequentare corsi preparatori e se sei preparato li superi :-)
  • Anonimo scrive:
    I.W.A. = A.N.L.U.I.
    Loro tutelano noi, ma chi ci tutela da loro?
    • Anonimo scrive:
      Re: I.W.A. = A.N.L.U.I.
      - Scritto da: Alex
      Loro tutelano noi, ma chi ci tutela da loro?Mah... mi sa che non ci sono le idee molto chiare...IWA è un'associazione di professionisti presente a livello mondiale, unica realtà della categoria presente nel W3C e che di fatto contribuisce alla nascita delle raccomandazioniANLUI (almeno così si presenta) è un sindacatoComico che questa frase è utilizzata dal gruppo Anluinograzie, il cui manifesto è presente in:http://groups.yahoo.com/group/anluinograzie/files/manifesto.txt
  • Anonimo scrive:
    Che vadano a quel paese...
    I 90 Euro di iscrizione me li tengo in tasca...
    • Anonimo scrive:
      Re: Che vadano a quel paese...
      - Scritto da: Berlusconi
      I 90 Euro di iscrizione me li tengo in
      tasca... k'e' sta cosa? di ke parli?
      • Anonimo scrive:
        Re: Che vadano a quel paese...
        - Scritto da: derrick
        - Scritto da: Berlusconi

        I 90 Euro di iscrizione me li tengo in

        tasca...

        k'e' sta cosa? di ke parli?Deve essere un Troll di passaggio :-)E' la quota associativa di IWA... da nessuna parte è stato scritto: "venghino siore e siori" ;-)Che poi non capisco il motivo per cui si è firmato Berlusconi, visto che i progetti di legge contestati provengono sia dalla maggioranza che dall'opposizione...
  • Anonimo scrive:
    Malafede
    E' INCREDIBILE!Ma avete letto al sito della IWA? http://www.iwa-italy.org/roma/read.asp?id=90
    "Ulteriore cosa che ci rammarica come IWA", prosegue Scano, "è la mancata concessione di replica sulle pagine di HTML.it e la
    dichiarazione di non voler pubblicare nulla riguardo IWA/HWG nell'intera property di HTML.it". Soprattutto ciò che ci lascia
    "perplessi", conclude Scano, "è come sia possibile raggiungere migliaia di persone con news ed interviste, con aggiornamenti
    quotidiani, con tematiche che vanno al di là del puro aspetto tecnico senza che il sito sia registato come testata giornalistica e
    con direttore responsabile previsto dalla legge sull'editoria. In questo caso l'albo esiste ed è quello dei giornalisti ed esiste
    anche una legge ben chiara e, volenti o nolenti, va rispettata".Praticamente IWA si rammarica del fatto che le persone che frequentano il Web (ed a maggior ragione chi lo costruisce) lo utilizzino per diffondere le loro idee, specialmente se contrastano con quelle delle cosiddette associazioni che dovrebbero tutelarli. Che la plebe rimanga pure all' "aspetto tecnico", che a dirigerla e regolamentarla ci pensano "loro".Perche' non si scagliano contro certi altri siti, dove l'informazione e' ben piu' diffamatoria?Facciano pure le loro associazioni, in democrazia e' permesso, basta che non si mettano in testa di regolamentarci la vita.MA SI SA COME FUNZIONA IN ITALIA: fai una associazione, ti fai amici in Parlamento, e prima o poi hai dei finanziamenti e se ti va bene la gestione di una fetta di potere."Con questo Disegno di legge - ha dichiarato il direttore nazionale UPEI, Milici - i professionisti e gli utenti vengono garantiti e il Paese recupera il gap con gli altri partners europei".Balle! Come se fossero gli ordini professionali la panacea. Nella gran parte dell'Europa non mi risulta esistano, tantomeno per le attivita' informatiche.
    • Anonimo scrive:
      Re: Malafede
      - Scritto da: Contro
      Praticamente IWA si rammarica del fatto che
      le persone che frequentano il Web (ed a
      maggior ragione chi lo costruisce) lo
      utilizzino per diffondere le loro idee,
      specialmente se contrastano con quelle delle
      cosiddette associazioni che dovrebbero
      tutelarli. Che la plebe rimanga pure all'
      "aspetto tecnico", che a dirigerla e
      regolamentarla ci pensano "loro".Mai detta una cosa simile... Tralasciando che anche in questo caso si va OT, spostandosi da un problema ben + serio alle solite fregnacce su IWA ecc. ecc., se hai letto bene l'articolo gli intervistati hanno dichiarato su HTML.IT il contrario di quanto dichiarato ad una testata giornalistica come Punto Informatico. A questo punto era necessario che quanto meno consentissero un chiarimento che non hanno voluto e di fatto abbiamo usato i nostri canali e il nostro ufficio stampa per diffondere il chiarimento. Di fatto, abbiamo rispettato il diritto all'informazione, proponendo la nostra "voce" in altri canali di informazione - tra l'altro che seguono le vigenti normative sull'editoria.
      Perche' non si scagliano contro certi altri
      siti, dove l'informazione e' ben piu'
      diffamatoria?Abbiamo un servizio di segnalazione abusi, anche anonimo...Segnala e viene valutata l'azione da intraprendere...
      Facciano pure le loro associazioni, in
      democrazia e' permesso, basta che non si
      mettano in testa di regolamentarci la vita.
      MA SI SA COME FUNZIONA IN ITALIA: fai una
      associazione, ti fai amici in Parlamento, e
      prima o poi hai dei finanziamenti e se ti va
      bene la gestione di una fetta di potere.L'hai detto tu... io l'ho fatto capire :-)
      "Con questo Disegno di legge - ha dichiarato
      il direttore nazionale UPEI, Milici - i
      professionisti e gli utenti vengono
      garantiti e il Paese recupera il gap con gli
      altri partners europei".Leggi le tue dichiarazioni sopra :-)
      Balle! Come se fossero gli ordini
      professionali la panacea. Nella gran parte
      dell'Europa non mi risulta esistano,
      tantomeno per le attivita' informatiche.E' dal 1992 che l'Unione Europea ha dato direttive per il riconoscimento delle attestazioni professionali per le professioni non regolamentate... Non potendo fare gli albi, in quanto vietata l'istituzione di nuovi dalla EU, creano "Associazioni Professionali" che in pratica sono come gli albi ma senza esame di stato.E questo, sinceramente, come l'hanno proposto è da contestare - e non vederla come "IWA si vuol far pubblicità"... non ne abbiamo bisogno :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Malafede
      IWA ha più volte dimostrato di essere favorevole ad una registrazione come testata giornalista di tutti i siti web che facciano, più o meno, informazione on line.Leggete qua le parole, firmate e mai smentite, del rappresentante dell'associazione: http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&ie=UTF-8&oe=UTF-8&threadm=8Bv%258.130890%24vm5.4294799%40news2.tin.it&rnum=1&prev=/groups%3Fq%3Dscano%2BHTML%2Bpunto%2Binformatico%26hl%3Dit%26lr%3D%26ie%3DUTF-8%26oe%3DUTF-8%26selm%3D8Bv%25258.130890%2524vm5.4294799%2540news2.tin.it%26rnum%3D1Questa associazione ora si erge a difesa della libertà del web?Rischiamo il proverbiale salto dalla padella alla brace, con il pretesto della professionalità certificata a livello mondiale.
      • Anonimo scrive:
        Re: Malafede
        Confondi quella libertà di espressione con la corretta informazione...Scusa ma allora tutte le testate di informazione web (vedi Punto Informatico, MyTech, ecc. ecc.) per quale motivo si registrano? Forse per i "fondi"? Non penso...Ripeto che la mia accusa era rivolta all'atteggiamento di chiusura di una "redazione" che alla mia richiesta ha risposto: non abbiamo mai parlato, e mai parleremo di IWA nel nostro sito... Se fossero stati testata giornalistica, ci sarebbero stati provvedimenti da parte dell'albo per una tale dichiarazione...Diverso è invece il discorso che mi sembra si voglia sviare... ossia che esistono dei gruppi di associazioni che desiderano gli albi professionali con garanzia di posti a loro garantiti negli ordini(non a caso nei progetti di legge vengono indicati) e con possibilità di definire certificazioni "autoprodotte".E' questo il punto che va dibattuto... Non IWA è americana, ma chi sono questi, vogliono pubblicità ecc. ecc. Non tiriamo fuori falsi problemi per nascondere quelli grossi :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Malafede

      "Con questo Disegno di legge - ha dichiarato
      il direttore nazionale UPEI, Milici - i
      professionisti e gli utenti vengono
      garantiti e il Paese recupera il gap con gli
      altri partners europei".
      Balle! Come se fossero gli ordini
      professionali la panacea. Nella gran parte
      dell'Europa non mi risulta esistano,
      tantomeno per le attivita' informatiche.Di tante cose hai scritto giusto l'oggetto del tuo commento.Non voglio stare a pontificare se la tua sia malafede o meno, ma di sicuro hai fatto un pò di confusione su come stanno le cose.Sono MESI che IWA si dichiara CONTRO questo disegno di legge affermando quanto hai appena detto tu.Che tra le altre cose, non vedo cosa c'entri con l'aver voluto il diritto di replica (che è stato arbitrariamente negato) su delle affermazioni che erano state fatte su IWA.Informati un pochino di più va...
      • Anonimo scrive:
        Re: Malafede
        - Scritto da: MiK
        Sono MESI che IWA si dichiara CONTRO questo
        disegno di legge affermando quanto hai
        appena detto tu.Forse non sono stato chiaro io :-)Sono le associazioni come UPEI e quelle che partecipano al CININFO che auspicano tali disegni di legge...
  • Anonimo scrive:
    Iwa?
    A parte il linguaggio incomprensibile di questo e di altri comunicati (ma chi li scrive? Aldo Biscardi?), l'Iwa sta cavalcando da mesi una polemica al solo scopo di raccogliere pubblicita' gratuita sui media.Iwa si dice rappresentativa dei webmaster italiani ma in realta' in pochissimi sanno della loro esistenza. Probabilmente l'associazione ha un solo iscritto che, oltre a firmare questo comunicato, e' presidente dell'associazione in tre continenti (questo la dice lunga sullo spirito personalistico dell'iniziativa). Non si conosce il numero di iscritti italiani e soprattutto, negano costantemente la stessa natura del Web. Andate sul newsgroup it.lavoro.professioni.webmaster e ne leggerete delle belle. Chiunque si avvicini al mondo dei webmaster con domande ingenue quanto inevitabili, viene etichettato dai rappresentati di questa pseudo associazione, come "webmastella" (termine spregiativo per i neofiti "non professionisti").Questa fantomatica associazione mondiale vorrebbe imbrigliare i webmaster che realizzano siti con lacci ancora peggiori di quelli che, ipocritamente, vengono stigmatizzati in questo comunicato.Sono un webmaster, non mi sento rappresentato da questi signori che non hanno diritto di parlare a mio nome.Nei loro prolissi comunicati dovrebbero parlare al singolare, anzi a nome del presidente italiano e dei coordinatori per l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa (la stessa persona).Andrea
    • Anonimo scrive:
      Re: Iwa?
      Sei solo uno dei tanti rosiconi.Perchè se davvero sei un assiduo frequntatore del newsgroup sai altrettanto bene che IWA Italia non è stata nata da un tizio che una mattina si è svegliato e non sapendo che fare ha deciso di proclamarsi imperatore dei 5 continenti.IWA è un organizzazione MONDIALE di cui IWA Italia è non solo un chapter, ma il PRIMO chapter indipendente.Qualche mese fa mi risultava gli iscritti fossero circa 1250, e comunque le persone ed i relativi vari incarichi sono ben visibili sul sito iwa-italy.org, che non è una specie di loggia massonica come vorresti far credere, tutti i dati sono pubblici e consultabili.Per quanto riguarda le cariche del Sig. Scano ne ha ben di più di quelle da lei elencate, solo che non si è autoeletto come lei lascia intendere, ma sono riconoscimenti datigli da organismi MONDIALI (tra cui incluso il W3C) per il suo lavoro.Guarda che tutto qusto livore ti fa male al fegato.
    • Anonimo scrive:
      Re: Iwa?

      quanto inevitabili, viene etichettato dai
      rappresentati di questa pseudo associazione,
      come "webmastella" (termine spregiativo per
      i neofiti "non professionisti").Non entro nel merito della discussione, ma dovresti verificare però quello che dici. Webmastella non è un termine spregiativo, ma ha tutt'altro spirito (poi però sarebbe anche bello che tu citassi quanti di loro si vendono poi come professionisti, non essendolo, il che mi sembra ben più grave).Ti basterebbe una breve ricerca su Google per capire che c'è anche un sito, http://www.webmastella.itImparate a "fondare" le vostre affermazioni prima di attaccare qualunque persona, altrimenti fate lo stesso errore di quelli a cui volete insegnare. :)Non sempre si può essere d'accordo con Roberto Scano, magari ci si può scontrare caratterialmente o per interessi propri, diversità di idee o quant'altro.Neppure io sono sempre d'accordo con le sue scelte, mica bisogna vivere in simbiosi. Certo è che la proposta di legge è davvero insensata e credo che si debba ora analizzare cosa è giusto dire e cosa no, a favore o contro questa proposta.Io non so se tu sia professionista o meno, ma personalmente trovo assurdo quello che è stato proposto.In questo caso mi trovo d'accordo con quanto dichiarato da IWA (ad esempio, perchè dovrei perdere la certificazione se non rinnovo l'adesione? Divento di punto in bianco un demente?).Cosa ne pensi?
      • Anonimo scrive:
        Re: Iwa?
        - Scritto da: Bazz
        In questo caso mi trovo d'accordo con quanto
        dichiarato da IWA (ad esempio, perchè dovrei
        perdere la certificazione se non rinnovo
        l'adesione? Divento di punto in bianco un
        demente?).Le certificazioni, da quando sono nate ed in qualsiasi settore, hanno una durata prefissata (1, 2, 3 anni...). Quindi la certificazione deve scadere in un periodo prefissato, non con l'appartenenza all'associazione :-)
  • Anonimo scrive:
    L'allegato di cui si parla...
    Si trova a questo indirizzo:http://www.iwa-italy.org/comunicati/pdl_ordini_attestati.pdfPer la precisione :-)
  • Anonimo scrive:
    E chi ci dice che non sarà il solito magna magna ?
    Scenario futuro :Non sarà più possibile imparare da soli i linguaggi per il Web, perchè non basterà.Così come non basterà la fantasia a far diventare una passione un lavoro.Non basterà creare, perchè chi non ne è capace,con la sua smania di REGOLAMENTARE ed imporre confini alla creatività altrui, si siederà in alto e dirà 'Chi impara da noi sì, gli altri no...e se non impari da noi, tira fuori i soldini e dai un esame'.Creare un albo dei Webmaster e/o dei WebDesigner è come proporre di crearne uno per i PITTORI... o per gli SCULTORI, o i MUSICISTI ...E perchè mai ?Un ragazzo di 16 anni con una gran passione può programmare ... può far crescere la passione che ha e trasformarla in professione... ma non perchè qcuno gli concede la 'patente di Webmaster' ... tutto questo non ha senso, Signori miei ... come fa qualcuno a voler così palesemente bloccare la creatività, la fantasia ?Sono esterrefatto dall'incapacità di aòcuni esponenti della razza umana ... sono davvero senza parole
    • Anonimo scrive:
      Re: E chi ci dice che non sarà il solito magna magna ?
      - Scritto da: DruiD
      Scenario futuro :
      Non sarà più possibile imparare da soli i
      linguaggi per il Web, perchè non basterà.
      Così come non basterà la fantasia a far
      diventare una passione un lavoro.
      Non basterà creare, perchè chi non ne è
      capace,con la sua smania di REGOLAMENTARE ed
      imporre confini alla creatività altrui, si
      siederà in alto e dirà 'Chi impara da noi
      sì, gli altri no...e se non impari da noi,
      tira fuori i soldini e dai un esame'.
      Creare un albo dei Webmaster e/o dei
      WebDesigner è come proporre di crearne uno
      per i PITTORI... o per gli SCULTORI, o i
      MUSICISTI ...
      E perchè mai ?
      Un ragazzo di 16 anni con una gran passione
      può programmare ... può far crescere la
      passione che ha e trasformarla in
      professione... ma non perchè qcuno gli
      concede la 'patente di Webmaster' ... tutto
      questo non ha senso, Signori miei ... come
      fa qualcuno a voler così palesemente
      bloccare la creatività, la fantasia ?
      Sono esterrefatto dall'incapacità di aòcuni
      esponenti della razza umana ... sono davvero
      senza paroleSottoscrivo quanto detto
      • Anonimo scrive:
        Re: E chi ci dice che non sarà il solito magna magna ?
        Il problema, che nasce a monte da diversi anni oramai, è che le associazioni che dovrebbero difendere chi lavora nel web non lo fanno.Se leggi il documento allegato (vedi post) o se vai alla pagina http://www.iwa-italy.org/roma/read.asp?id=87 vedi che putroppo le associazioni considerate "rappresentative" in quanto raggruppamenti di altre associazioni stanno dalla parte degli albi. Notare che NESSUNA di quelle associazioni rappresenta di fatto chi opera nel web.
Chiudi i commenti