Il dosimetro RIFD che si inietta nei tumori

Ci lavora un ricercatore universitario statunitense, con l'obiettivo di semplificare la diagnosi della patologia e rendere più precisa e affidabile la misurazione delle radiazioni durante la terapia

West Lafayette, Indiana. Alla Purdue University stanno lavorando alla realizzazione di un piccolo sensore RFID impiantabile direttamente nel tumore , in grado di fornire in maniera puntuale informazioni diagnostiche al medico, senza dover esporre il paziente a dosi non necessarie di radiazioni.

Lo studio , condotto dal professore associato della School of Electrical and Computer Engineering Babak Ziaie e da Chulwoo Son, ambisce a sposare le tecnologie wireless con un avanzamento concreto delle tecniche diagnostiche, rispondendo a problematiche complicate, come la necessità di tenere sotto controllo il dosaggio di radiazioni inoculate nella massa tumorale mentre questa si trasforma durante il decorso della malattia, invadendo nuovi organi e spazi dell’organismo colpito.

Il metodo finora utilizzato per tenere sotto controllo il “cammino” del cancro prevede l’impiego di TAC a raggi X, i quali possono risultare dannosi per i tessuti se usati ripetutamente e sono comunque difficili da impiegare durante la terapia, basata su dosi di materiale radioattivo inoculato direttamente nel sistema circolatorio del paziente.

Il piccolo dispositivo di Ziaie risolve il problema alla radice, poiché contiene un meccanismo di tracciamento wireless assieme a una versione miniaturizzata dei dosimetri impiegati negli apparati in grado di rilevare il livello di radiazioni nell’ambiente. Questo “micro-dosimetro wireless passivo impiantabile” riceve energia da spirali elettriche installate vicino al paziente, fornisce la posizione precisa del tumore assieme, appunto, al livello di liquidi radioattivi circolanti e non presenta controindicazioni dal punto di vista della salute del paziente.

Attualmente i ricercatori sono riusciti a produrre un micro-dosimetro wireless del diametro di circa 2,5 millimetri e della lunghezza di due centimetri, dimensioni sufficienti per “sparare” il dispositivo dritto nella massa cancerogena con una siringa. Ma Ziaie è al lavoro per ridurre ulteriormente l’ingombro del suo micro-sensore, con la speranza di compattarlo fino alle dimensioni di un chicco di riso .

Alfonso Maruccia

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  • Nikita scrive:
    era ora
    Era ora che i capoccioni usa si rendessero conto del pericolo di una guerra informatica, i cinesi da anni si stanno preparando a questo, in fondo sono gli eredi di Sun Zu, l'esercito cinese sta investendo miliardi e non sono i soli. Ormai quasi tutto dipende dalla rete, non pensare di proteggersi è da incoscienti, gli hackers hanno avuto la fondamentale funzione di avvisare del pericolo, basta pensare ai danni che può fare un solo hacker e immaginare cosa può fare un esercito di hackers spalleggiato da una nazione intera, è veramente uno scenario da apocalisse tecnologica. Ci sono già stati degl'attacchi organizzati di stampo militare, alle rep baltiche non molto tempo fa ed altri attacchi, o meglio "manovre militari" riconducibili ai cinesi; il pericolo è reale non rendersene conto e non difendersi è da sciocchi.
  • Wolf01 scrive:
    Sti qua hanno letto troppo..
    ..i libri di Dan Brown... e se prima lo accusavano di dire cose non vere (bhe certo che si vuole, è un romanziere, mica un giornalista, scrive romanzi per intrattenere la gente) ora è il mondo a voler emulare quello che ha scritto!
  • z f k scrive:
    guerra virtuale
    Nemico invisibile... Ossia tutti e nessuno.Cio' che non si conosce si teme, quindi dare la colpa a un fantasma impedisce la verifica e il confronto tra quello che raccontano e la realta'.Insomma, dopo la guerra fredda, la guerra virtuale.Il FUD funziona come il cortisone, tiene tutto bloccato. Ma, come il cortisone, ha degli effetti collaterali nefasti, se usato a lungo.CYA
  • marietto2008 scrive:
    la verita' e' che ...
    Non penso che il terrorismo telematico sia un problema cosi' grave cosi' come viene descritto. L'amministrazione usa ha convenienza a sostenere tutta la sua gravita' in quanto devono tener viva in ogni modo la paura della gente e per farlo usa lo spauracchio del terrorismo. Tenendo la gente impaurita possono restringere la loro libertà,in nome di una falsa maggior sicurezza [ma c' e' chi dice che chi rinuncia alla libertà per una maggior sicurezza non merita ne libertà ne sicurezza]. Varare nuove leggi per restringere le libertà individuali e' un lucroso business e diminuisce il pericolo che la gente si ribelli. Inoltre la paura costante di essere in pericolo e' stata creata artificiosamente con il crollo delle torri gemelle (avvenuto secondo me,non per colpa di terroristi,ma su progetto voluto dall'amministrazione usa stessa) con lo scopo principale di attaccare l' iraq (per prendere il possesso del suo petrolio,non per cacciare saddam accusandolo di possedere armi di distruzione di massa...infatti non e' mai stato provato che lui le avesse,anzi l'amministrazione usa si e' anche scusata di aver sostenuto una tesi fasulla,e guarda caso lo ha fatto quando l' iraq era saldamente nelle loro mani...) e chiedere agli stati europei di partecipare a suddetto attacco,in quanto se non lo avessero fatto,anche loro sarebbero stati colpiti dai terroristi,e poi qualche grande papavero statunitense ha detto che l' europa era in debito con gli usa in riguardo alla seconda guerra mondiale,quando e' stato grazie a questi ultimi che l' europa ha ritrovato la sua libertà. sapendo questo,come avrebbero potuto rifiutare agli usa l'appoggio nell'attacco dell' iraq ?
  • Gaglia scrive:
    Vogliono staccare la corrente?
    "in grado di impedire qualsiasi tentativo di attacco a tutti i network fondamentali"Mi sa di si'... :)
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