Il file-sharing scuote le chat italiane

Questo è ciò che emerge dalla drastica decisione di un network IRC italiano, che ha optato per un giro di vite contro ambienti di dialogo che si trasformano in ambienti di scambio di file di ogni genere - UPDATE
Questo è ciò che emerge dalla drastica decisione di un network IRC italiano, che ha optato per un giro di vite contro ambienti di dialogo che si trasformano in ambienti di scambio di file di ogni genere - UPDATE


Roma – “Tutti i canali che hanno come scopo primario la diffusione di file, e/o che non hanno come scopo primario la chat, se aperti da un periodo inferiore a 90 giorni, sono soggetti a chiusura a totale discrezione dello staff della rete”. Con queste parole nei giorni scorsi lo staff del network IRC Azzurra.org ha comunicato ai propri utenti l’intenzione di operare un giro di vite contro il fenomeno del file-sharing.

Se fino ad oggi era possibile per chiunque aprire rapidamente e facilmente sul network di Azzurra.org una propria chat, ora la chat non potrà avere un nome e un tema che richiamino espressamente la condivisione di file.

La scelta di Azzurra.org di primo acchito parrebbe dettata dal timore di essere ritenuta responsabile per la condivisione tra utenti di brani musicali o altri file protetti da diritto d’autore. Un timore che però lo staff respinge con chiarezza. “Noi riconosciamo -scrive Azzurra.org – che il trasferimento file non avviene tramite i nostri server e che quindi non siamo in alcun modo responsabili legalmente per eventuali file protetti da copyright scambiati dagli utenti”.

Secondo alcuni utenti di Azzurra.org che hanno scritto a Punto Informatico, sarebbe discutibile anche un altro aspetto della policy, quello che entra nel merito dei contenuti delle chat.

“Il cambio di policy – scrive lo staff di Azzurra.org – è dettato dal fatto che la rete negli ultimi tempi sembra molto più simile ad un circuito di File Sharing; oltre a questo dobbiamo purtroppo constatare il bassissimo profilo della maggioranza degli utenti che frequentano questo tipo di canali. Si sprecano tra questa classe di utenti le segnalazioni di spam, i dispetti vari, flood e azioni di lamering vario, basti pensare a quanti utenti entrano su #italia, #liberozone, #debian o qualsiasi canale di chat esordendo con il classico !list o @find. Sono queste le motivazioni che hanno portato a questa decisione, tutti i canali registrati con scopo primario diverso dalla chat sono passibili di chiusura (…)”

“Se si vuole colpire chi diffonde materiali illegali – accusa Paolo D. nella sua lettera a PI – si persegua e si identifichi individualmente chi effettivamente lo fa, questo è solo un provvedimento che sancisce ufficialmente che Azzurra entra nel merito di cio’ che si dice e fa nei propri canali, assolutamente contrario a quella che è la filosofia stessa delle chat IRC. A mio giudizio un altro pesante mattone verso pericolose forme di censura”.

Nella nota di Azzurra, comunque, si spiega anche che “se avete registrato un canale prima del 13 Giugno non siete in alcun modo interessati da questo provvedimento, anche se il vostro canale ha meno di 90 giorni di vita”.

Di seguito alcune ulteriori precisazioni di Azzurra.org sulla vicenda.


da Azzurra.org è giunta a Punto Informatico in queste ore la seguente nota:

“- Azzurra IRC Network non ha chiuso nessun canale di file sharing, la fuga in massa dalla nostra rete è avvenuta perchè gli amministratori hanno deciso di porre fine alla pessima moda di compromettere macchine su Internet e portarle in IRC per allestirci FServe dai contenuti molto probabilmente illegali. L’impossibilità di connettere questi FServe, posseduti illegalmente, ha causato una fuga in massa di tutti i canali di file sharing che utilizzavano queste risorse non lecite per promuovere la propria attività.

– Il fenomeno “spam” è il fattore principale che ci ha spinto a non consentire la nuova apertura di canali di file sharing sulla nostra rete, come potete verificare sul vostro stesso forum all’indirizzo
http://punto-informatico.it/forum/poc.asp?fid=44475 .

Noterete abbondante spam verso altre idilliache reti IRC, più o meno discutibili, che permettono quello al quale noi abbiamo posto fine.

Negli ultimi tempi si stanno diffondendo a macchia d’olio trojan che installano Fserve sulle macchine infettate, più di una volta siamo stati vittime di flood di connessioni di questo genere, la sopravvivenza di una rete IRC è sempre più messa a rischio dal diffondersi di queste attività”.

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16 06 2003
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