Il G8 vuole il passaporto biometrico

I paesi del G8 stanno lavorando su un nuovo tipo di passaporto anti-terrorismo capace di includere anche sistemi di riconoscimento hi-tech
I paesi del G8 stanno lavorando su un nuovo tipo di passaporto anti-terrorismo capace di includere anche sistemi di riconoscimento hi-tech


Roma – Difficile dire quali saranno i tempi di sviluppo ma i paesi membri del G8 hanno trovato un accordo di massima per la realizzazione di un nuovo tipo di passaporto che, secondo i proponenti, dovrebbe rendere molto più difficile la falsificazione.

Al centro del progetto è l’uso di smart chip capaci di contenere oltre alle informazioni tradizionali del passaporto anche le impronte dell’individuo, la traccia della scansione dell’iride ed eventualmente altre forme di identificazione biometrica.

I rappresentanti degli otto paesi (Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone, Russia, Canada e Stati Uniti) sembrano però divisi sui tempi di attivazione dei nuovi documenti e su alcuni dettagli tecnici. In particolare, gli Stati Uniti vorrebbero rendere operativi i passaporti biometrici entro ottobre del 2004 ma la Gran Bretagna ritiene sia necessario andarci più cauti.

David Blunkett, ministro degli Interni britannico, ha spiegato che “abbiamo bisogno di capire dove stiamo andando, altrimenti tutto questo rischia di avere un impatto negativo sulla velocità degli spostamenti, sul commercio e gli accordi industriali tanto quanto sul turismo”.

All’incontro di Parigi, nel corso del quale è stato approvato il progetto di massima, ha partecipato anche il procuratore generale americano John Ashcroft, secondo cui, sebbene i dettagli tecnologici siano ancora da chiarire con esattezza, è importante che tutti i paesi siano d’accordo sull’individuare nuovi documenti che non possano essere facilmente riprodotti e falsificati.

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07 05 2003
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