Il Garante boccia lo spam multilevel

Il Garante boccia lo spam multilevel

Un lettore ha fatto ricorso contro lo spam che promuove guadagni facili e veloci e ottiene l'attenzione del Garante. Creato un precedente
Un lettore ha fatto ricorso contro lo spam che promuove guadagni facili e veloci e ottiene l'attenzione del Garante. Creato un precedente


Roma – Carissimi amici della Redazione, vi leggo quotidianamente da alcuni anni a questa parte, e le mie conoscenze in campo informatico non sarebbero la metà delle attuali se non fossi venuto a conoscenza del vostro lavoro: un grazie è dovuto. Spesso ho appreso dalla vostre pagine di quanto duro sia il percorso di chi ha intrapreso la crociata dell'anti-spam.

Oggi – me ne rallegro – è il sottoscritto che si trova ad aggiungere un nuovo, e a mio avviso interessantissimo, tassello alla ormai triste saga del ti-impesto-la-casella-email-con-quel-che-mi-pare, con tante scuse per il disturbo e un link (fasullo) per l'unsuscribe.

Cercherò di sfruttare al massimo le mie doti di sintesi:

da alcuni mesi a questa parte vedo le mie caselle di posta elettronica riempirsi di messaggi spam che pubblicizzano l'ormai stranoto sistema multilivello denominato MLM Multilevel American System (spessissimo nella variante italiana); inizialmente i messaggi mi giungevano nell'ordine di 3-4 al giorno, per poi incrementare progressivamente e vertiginosamente fino a 15-20 al giorno. Ovviamente sempre da mittenti diversi, spesso con header falsificati.

Forse per deformazione culturale (sono studente in giurisprudenza), o forse perché non amo vedere i miei diritti calpestati, ho ritenuto che fosse giunto il momento di “colpire gli spammer al portafogli” (cito a memoria il titolo di un articolo pubblicato alcune settimane or sono su PI in riferimento al caso-Cavazzini).

Preparata dunque l' istanza (la missiva di richiesta informazioni, N.d.A) ai sensi dell'art.13 della Legge 675/96, le spedisco tramite raccomandata a/r a un “presunto” spammer, al fine di conoscere le modalità con cui il mio indirizzo email viene “trattato”: come è stato reperito, l'uso che ne viene fatto, chi è il responsabile del trattamento… concludo con la diffida a reiterarne l'utilizzo e la richiesta di cancellazione dell'indirizzo stesso dall'archivio del mittente.

Pochi giorni dopo ricevo la risposta dallo spammer: il mio indirizzo email è stato reperito da “elenchi pubblicamente consultabili”, ossia da un settimanale di annunci gratuiti di informatica.

Non mi ritengo affatto soddisfatto della risposta (poiché priva di senso logico e giuridico) e decido di inoltrare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.

Questi, esaminata a fondo la questione, fra le altre cose, osserva che “il meccanismo collegato alla email in questione, previsto dal sistema multilivello denominato MLM American System, attiva per sua natura una comunicazione sistematica di dati personali degli interessati. Al trattamento in questione si applica, pertanto, in toto la legge n. 675 e il ricorso è ammissibile”.

Per questi motivi il Garante “determina, ai sensi dell'art. 20, commi 2 e 9, del d.P.R. n. 501/1998, nella misura forfettaria di euro 250 l'ammontare delle spese e dei diritti del presente procedimento, posto in misura pari ad un quarto a carico del resistente, il quale dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente”.

Il mio obiettivo è stato raggiunto: ho creato un precedente.

Mi fa piacere pensare che chiunque intendesse irrorare centinaia e centinaia di email spam con la propria spazzatura multilivello, magari pensando “se non ci casca nessuno, io non ci ho rimesso nulla”, ora abbia un nuovo spunto di riflessione.

I miei migliori saluti

Filippo Forni

Caro Filippo, un grazie è d'obbligo a te per aver perseguito questi spammer che, come scrivemmo in un recente articolo , stanno letteralmente invadendo la rete italiana con promesse di guadagni facili e veloci. Se tutti coloro che sono colpiti dallo spam ricorressero con puntualità al Garante probabilmente le cose, almeno qui da noi, inizierebbero a cambiare. Un saluto la Redazione .

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02 07 2002
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