Il GSM è il neobusiness in Iraq

Assegnate tre attesissime licenze che aprono i giochi di un mercato che qualcuno ritiene potrà produrre enormi profitti. Frustrate le passioni CDMA di Rumsfeld
Assegnate tre attesissime licenze che aprono i giochi di un mercato che qualcuno ritiene potrà produrre enormi profitti. Frustrate le passioni CDMA di Rumsfeld


Baghdad (Iraq) – Si è risolto con un decreto del ministero delle Comunicazioni iracheno il problema delle licenze di telefonia mobile in Iraq. Non solo si è optato in modo definitivo per l’attivazione di servizi GSM ma si sono anche trovati tre operatori che incontrano i favori dell’amministrazione americana e le esigenze dell’imprenditoria araba, in particolare di quella kuwaitiana.

Le licenze sono state assegnate alla National Mobile Telecommunications (NMT) kuwaitiana, all’Orascom Telecommunications egiziana e ad un consorzio di imprese che fa capo alla MTC, anch’essa kuwaitiana. Le tre licenze GSM hanno garantito una spartizione del territorio pensata per impedire fin da subito qualsiasi conflitto di mercato, in una fase nella quale ciò è evidentemente sconsigliato. L’operatore egiziano lavorerà sostanzialmente alla realizzazione e alla gestione delle reti mobili dell’Iraq centrale, il consorzio MTC si occuperà del sud mentre Wataniya Telecom, altro nome della NMT, sarà coinvolta nell’area settentrionale del paese.

Al di là delle speranze dei tre operatori, che si troveranno a fornire un servizio che la maggior parte degli iracheni non potrà permettersi, a fomentare ottimismo è stata anche la scelta del GSM che ha prevalso sul CDMA all’americana. Il GSM è, d’altra parte, lo standard di tutti i paesi confinanti con l’Iraq.

Il CDMA, come si ricorderà, era stato invece proposto da numerosi esponenti americani, tra i quali il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, per garantire una più facile partecipazione degli operatori USA alla telefonia mobile irachena.

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06 10 2003
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