Il manifesto di n3t_institute

Critica, destrutturazione, orizzontalità. L'istituto è un apparato totalitario perché celebra la morte dell'autore, dell'artista, dell'identità individuale, sessuale, etnica


Web (internet) – Da un comunicato dei giorni scorsi, un manifesto sulla rete dai contorni propositivi ed inquietanti. Anche disponibile sul sito del n3t_institute :

n e t _ i n s t i t u t i o n
il net_institute non è un istituto dedicato ai nuovi media ma un network_istituto che usa la struttura a rete per decostruire le tradizionali forme di potere. il net_institute è un istituto orizzontale a gerarchia piatta per aggirare le istituzioni, i vecchi media centralizzati, e creare mass media gestiti dal basso. il net_institute si fonda sul riconoscimento del fatto che ogni istituzione è un’allucinazione consensuale.

a l e p h _ m a t r i x
il net_institute è un ibrido tra la città e la rete, tra la metropoli e il mediascape, tra un’intelligenza collettiva e un apparato istituzionale. esso è un esempio delle mutazioni genetiche prodotte dalla convergenza implosiva di media, formati, discipline, forme artistiche, consumi nella matrice onnivora della rete. il net institute è al tempo stesso un’icona mediatica, un apparato istituzionale, un edificio a network, un istituto orizzontale, una mailing list, una interfaccia urbana della rete, una interfaccia internet del territorio, un programma informatico, un nome connettivo. il net_institute è un nuovo organismo bio_informatico: il suo compito è di riprodurre il più velocemente possibile il suo meme contaminando altri organismi.

l e a v i n g t h e n e t
l’internet ha raggiunto la fine del suo periodo pioneristico e vive oggi la sua definitiva commodification. la saga hollywoodiana del cyberspazio termina in un supermercato on-line. dopo il cyberspazio il net_institute cerca un terzo spazio di azione, lo spazio di congiunzione e attrito tra il netscape e il landscape. per questo, il net_institute esce dall’internet, getta il network fuori dal web, ne cerca i cortocircuiti col territorio, fonda una pratica legata alla cultura della rete in modo contraddittorio. il net_institute si pone sul punto di detonazione tra cyberspazio e mondo reale, su una dimensione topologica ibrida che implementa direttamente nel reale la potenza comunicativa e immaginifica della rete. il net_institute usa la rete per cartografare contrade a venire, per disegnare mappe che sovvertano il territorio presente, per proiettare il territorio stesso nel mediascape.

p r o _ i n s t i t u t i o n
il net_institute svela la simulazione sociale di contenuto protetta dalla retorica istituzionale come da quella antagonista, le forme di potere che in incognito vivono nell’arte e nella controcultura. nel momento in cui le istituzioni ospitano net artisti sovversivi e terroristi culturali il net_institute toglie la posta in gioco e si fa istituzione. nel momento in cui il potere lascia gli edifici del governo per passare a multinazionali senza volto il net_institute si appropria dei simulacri abbandonati, rioccupa il centro del territorio, le vestigia dell’istituzione che il politically correct ha dovuto lasciare vacanti, rende nuovamente visibili i rapporti di potere. nel momento in cui il potere non ha più volto, centro, testa, il net_institute trasforma la rete in una intelligenza collettiva e organizzata. il net_institute non vive nel sottobosco dell’internet.

n e t _ w o r k e d _ i n s t i t u t e
il net_institute è un edificio che incarna la struttura profonda della rete ed è composto da ambienti pubblici e privati, spazi fisici e mezzi di comunicazione. è un’architettura ibrida che può innestarsi in altre architetture, uno spazio trasversale, modulare e mobile, accessibile e costruibile da chiunque, una pratica lo_tek per l’hacking del codice architettonico e per rivitalizzare lo spazio urbano. il net_institute è un edificio mass medium che ripopola di giorno in giorno gli spazi della città.


u r b a n _ i n t e r f a c e
l’internet è oggi una macchina capace di surcodificare ogni aspetto della vita sociale. contro la tecnoeuforia il net_institute pensa che sia reazionario andare a cercare il meraviglioso, il complesso, l’estremo solo in rete. il net_institute è un interfaccia urbana della cultura della rete che rompe con il discordo dominante intorno a cyberspazio, realtà virtuale, simulazione. il net_institute è uno spazio fisico, sociale, mediatico controllato e costruito non in rete ma attraverso la rete. il net_institute è un’interfaccia creativa per la gestione cosciente /tecnica e politica/ dei network e del loro potenziale mediatico.

h u m a n / m a c h i n e i n t e r f a c e
il net_institute costruisce network umani e urbani per rovesciare l’invasione dei network di computer in ogni aspetto della vita quotidiana. nel momento in cui i network si ramificano nella vita sociale e il computer presta la propria mente all’uomo, il net_institute si ramifica a sua volta dentro il network e presta la propria mente alla macchina. l’umano si sta riorganizzando secondo i modelli delle macchine intelligenti: il meta_design delle nuove tecnologie permea la struttura neuronale più delle vecchie tecnologie, ne ridisegna i circuiti e crea una nuova infrastruttura del comportamento umano. per questo il net_institute vuole decablare la mente collettiva. il dispositivo net_institute vuole rendere consci i comportamenti che la tecnologia diffusa ha reso automatici e inconsci, i facili automatismi del software che massificano la creatività e il gusto estetico. il net_institute vuole costruire interfacce non user_friendly ma brain_friendly, dove massimo sia la frizione con la diversità della macchina.

s o c i a l o pe r a t i v e _ s y s t e m
sistemi operativi e sistemi sociali convergono l’uno verso l’altro. i sistemi operativi sono sempre più concepiti attraverso metafore e modelli sociali e sono pensati per compiti sempre più vasti, orientati al controllo dell’intera società. allo stesso tempo il termine ‘sistema operativO’ lascia il campo della computer science e viene utilizzato dal sistema sociale per descrivere sé stesso. una simile convergenza lascia intravedere scenari in cui network ‘intelligentI’, edifici ‘intellegentI’, città ‘intelligentI’ controlleranno ogni aspetto della vita sociale. il net_institute si concepisce come sistema operativo sociale per il controllo dei sistemi operativi.

i m m a t e r i a l _ a r c h i t e c t u r e
il net_institute è ossessionato dall’architettura materiale e immateriale che quotidianamente forma l’inconscio e i comportamenti collettivi: l’architettura commerciale e burocratica, l’urbanistica della città, i media nel tessuto urbano, i network di computer, i flussi e le architetture di informazione. la cultura post-industriale è dominata da immateriali architetture di informazione e da invisibili canali di comunicazione, non più dalla pesantezza dell’economia industriale, ma il giogo immateriale è altrettanto opprimente. il net_institute a sua volta non esprime altro che i fantasmi sedimentatesi inconsciamente nel cervello della massa e nei comportamenti sociali.

o p e n _ a r c h i t e c t u r e
la struttura a network del net_institute permette un’architettura aperta dove si possono connettere ad ogni momento nuove strutture. il net_institute è un’organismo autopoietico guidato dal networking dei suoi nodi e uno qualsiasi di questi può proporre una ristrutturazione dell’intera rete. come in una popolazione di neuroni, non c’è qualcuno che comanda sugli altri, eppure il cervello funziona. il cervello che emette impulsi neurali è la mailing list: meglio, il net_institute è la mailing list, una narrazione collettiva. il net_institute è un istituto di cui chiunque può costruire la sede, definire lo statuto, sviluppare i dipartimenti, gestire l’immagine, programmare il codice. il net_institute è un nome connettivo.

o p e n _ s o u r c e
come groupware politico, il net_institute è open_source e rende completamente visibili e accessbili i meccanismi di decisione e organizzazione. il net_institute è un organismo pluricellulare trasparente la cui evoluzione può essere osservata attraverso la sua mailing list e l’interfaccia iconica della sua struttura. al net_institute non appartiene la strategia del segreto [affermazione che comunque non può mai essere provata]. il net_institute è un software freeware e open source utilizzabile e modificabile da chiunque per scopi non commerciali.

l o _ t e k
nella saturazione dello spettro estetico, di fronte alla psicadelia commerciale stile-wired, alla minaccia della web tv, al neorealismo borghese della vr, rimane un ampio spazio di azione solo per chi sa applicarsi al networking, al minimalismo, allo schematismo, alla velocità e all’iconoclastia. il net_institute è low_tech perché è il formato più veloce nelle autostrade dell’informazione e nell’immaginario collettivo e perché è il codice più accessibile e comprensibile a chiunque. l’hi_tech offusca il significato e lo rende elitario e paradossalemente scorre più lentamente nei canali di informazione. il low_tech al contrario è critico, iconoclasta, compatto, modulare, aperto. l’intelligenza e l’immaginario che si stanno costruendo sono minimali, schematici, connettivi, modulari, text_based.

t e x t _ b a s e d
Il low_tech è text_based. il net_institute non rappresenta né la classe intellettuale né la cultura di massa. il net_institute usa i caratteri ASCII standard come codice universale per abbattere la culturale elitaria e mercificata. text_based non è una cultura basata solo sul libro ma l’uso delle tastiere dei computer e delle le mailing list per una cultura scritta dal basso.


c o d e _ c u l t u r e
il net_institute esplora la neuropatia della cultura digitale, che per una anestesia prodotta dal medium né gli attivisti né i critici più attenti percepiscono. questa narcosi della coscienza è ben visibile nei tecnofeticisti della famiglia wired e in tutti gli utenti della rete, hackers compresi: il medium computer ha matematizzato e digitalizzato la mente e le sue spinte irrazionali e analogiche. dopo la prima fase di addomesticamento al medium, il net_institute prova a sovvertirne la logica interna, a cortocircuitarne il codice macchina, ad esplorarne i limiti.
nonostante questo, il net_institute pensa che il linguaggio della macchina di turing sia una buona terapia per il pensiero debole degli intellettuali occidentali. i programmatori sono i veri artisti e il software è l’avanguardia di oggi.

n o t _ a r t
Il net_institute pensa che sia necessario e interessante creare contenitori malati oltre che contenuti malati. per liberare schizofrenia e creatività esse devono essere costrette in un ambiente ossessivo e allucinatorio, claustrofobico, in un edificio spoglio e squadrato, illuminato da luce artificiale. il net_institute nasce molto lontano dagli ergonomici new media center europei. il net_institute fa suo l’aspetto più sclerotizzato del potere, senza alcun intento provocatorio, per indicare il fallimento e le contraddizioni dei modelli di vita prodotti dalla cultura under e overground. in un mondo dove la cultura istituzionale è tenuta in vita da trasfusioni di controcultura e l’alta moda veste lo stile di strada il net_institute fa impazzire l’ago della bussola dell’attivismo. il net_institute non gioca con l’interfaccia superficiale di due browser come la ‘net art’ ma lavora con la struttura profonda della macchina internet per mostrarne i sotterranei. l’opera d’arte più bella è l’idea/il meme che riesce a diffondersi e riprodursi attivamente.

t o t a l i t a r i a n _ m a c h i n e r y
il net_institute è il rovesciamento perfetto dell’universo kafkiano: un istituto dove l’interno è l’esterno come nella bottiglia di klein: logicamente vi siete già dentro. l’istituto è un’apparato totalitario perché celebra la morte dell’autore, dell’artista, dell’identità individuale, sessuale, etnica attraverso un simulacro architettonico anonimo e inorganico. chiunque può costruire e abitare l’istituto per trovare una casa alla sue molteplici personalità. fedele all’insegnamento delle corporation, l’individuo non è tenuto a esprimersi, l’istituto si preoccupa di farlo al posto suo.

r e t r o _ a v a n t g a r d e
il net_institute è il travestimento paranoico di forze schizofreniche contro le forze paranoiche che in questa società si fingono schizofreniche. il net_institute affronta l’e-nominazione e l’invisibilità del potere e dell’economia con la figura materiale e ingombrante di un istituto. laibach, nsk, luther blissett, rtmark, balkania e il net_institute sono esempi di un pensiero non-dialettico che non affronta il sistema ‘correttamentE’ ma lo decostruisce dall’interno producendo cortocircuiti estetici semantici politici legali.

c o n n e c t i v e n a m e
il net_institute è la reincarnazione di luther blissett come pop star aperta e collettiva, una evoluzione del karma del multiplo quando il nome comincia a essere usato per noiose celebrità da quarto d’ora. luther blissett non è solo un nome utilizzabile da chiunque ma anche un mito collettivo che può animare nuove narrazioni e nuovi dispositivi. il net_institute ne rappresenta una ulteriore implementazione. il net_institute non è però un nome collettivo, quanto connettivo, non il nome di personaggio quanto un nome_struttura. in altri termini, il net_institute può essere descritto come una architettura urbana ed istituzionale costruita per e su una pop star ad architettura aperta. il net_institute non è una metafora ma un dispositivo estetico e politico utilizzabile da chiunque per costruire network urbani e internazionali, per decostruire l’industria culturale e i mass media, per la riconquista del territorio, per trovare casa alle identità instabili.

diventa net_institute.

n 3 t _ ! n s t i t u t e

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