Il missile ha centrato il satellite

L'oggetto che doveva essere distrutto per evitare incidenti e contaminazioni col suo rientro nell'atmosfera ora non esiste più
L'oggetto che doveva essere distrutto per evitare incidenti e contaminazioni col suo rientro nell'atmosfera ora non esiste più

È ufficiale: il satellite statunitense utilizzato per operazioni di spionaggio e destinato a sfaldarsi nell’atmosfera disperdendo un carico potenzialmente nocivo è stato distrutto da un missile.

uno dei dispositivi di spionaggio orbitale Come previsto, nelle scorse ore l’SM-3 della Marina statunitense si è librato per 130 miglia al di sopra del Pacifico e ha raggiunto il suo obiettivo tre minuti dopo il lancio, un’operazione che ha messo alla prova anche i nuovi dispositivi di puntamento e distruzione pensati per la difesa del suolo statunitense. Il costo dell’operazione è valutato in 30 milioni di dollari: il missile da solo ne costava 10.

Una delle maggiori preoccupazioni ambientali era legata al particolarissimo combustibile usato nel satellite, che ora il Pentagono assicura è stato distrutto. Il satellite era fuori controllo dalla fine del 2006.

“Quasi tutti i resti del satellite – recita una nota del Pentagono – bruceranno al rientro nell’atmosfera entro le prossime 24-48 ore, mentre il resto dovrebbe rientrare nei prossimi 40 giorni”. Ciò si deve al fatto che il missile ha intercettato il satellite in orbita bassa.

Come misura di sicurezza, il Governo statunitense ha attivato quelli che chiama “BurntFrost”, team militari che hanno il compito di recuperare eventuali residui tossici del satellite che dovessero cadere al suolo, sia negli Stati Uniti che all’estero.

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21 02 2008
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