Il modem ADSL Alcatel è uno spyware?

L'accusa arriva nientemeno che da Shinomura, hacker a cui viene attribuita l'individuazione del più celebre Kevin Mitnick. Secondo Shinomura nel modem Alcatel si nasconde una backdoor. Alcatel indignata
L'accusa arriva nientemeno che da Shinomura, hacker a cui viene attribuita l'individuazione del più celebre Kevin Mitnick. Secondo Shinomura nel modem Alcatel si nasconde una backdoor. Alcatel indignata

Parigi – Scandalo, caos e indignazione in queste ore sconvolgono Alcatel, uno dei principali costruttori di device di networking. Uno scioccante articolo apparso sul quotidiano “Liberation” accusa l’azienda di aver trasformato i propri modem ADSL in spyware, ovvero in device che consentono di entrare facilmente nei computer di chi li utilizza.

L’accusa è pesante, anzi pesantissima, perché arriva nientemeno che da Tsutomu Shinomura, hacker che si ama definire “The Tracker”, le cui quotazioni nell’ambiente industriale sono elevatissime. A Shinomura viene infatti attribuito il merito di aver individuato l’allora “inafferrabile Kevin Mitnick”, il più celebre degli hackers. Una fama accresciuta anche grazie ad un libro da lui stesso realizzato e ad un film sulla vicenda.

Sia come sia, Shinomura non usa mezzi termini per accusare Alcatel, sostenendo di aver scoperto dentro i modem ADSL dell’azienda, quelli venduti in tutto il mondo, una “backdoor”. Si tratta di una via che potrebbe consentire, sostiene l’esperto, di accedere al computer dell’utente a cui il modem è connesso senza che questi ne sia in alcun modo consapevole.

Sottotitolando “il ritorno del Samurai”, Liberation entra nei dettagli della faccenda, sostenendo che la backdoor è installata sia nello Speed Touch Home Modem che nel 1000 ADSL, due device comunemente utilizzati dagli abbonati a servizi a banda larga via ADSL, molti dei quali anche in Italia. Shinomura sostiene che quella backdoor non può essere stata inserita da Alcatel nei modem per errore: “E’ stata realizzata con intenzione per scopi che non conosco”.

Se è vero che su molti device hardware, ma anche software, sono presenti in molti paesi strumenti che possono agevolare le forze dell’ordine nel monitoraggio di attività di soggetti sottoposti ad indagine, è anche vero che, al contrario di quanto succede in quei casi, in questo l’utente è tenuto totalmente all’oscuro dell’esistenza della backdoor.

Una boutade pubblicitaria di “Shimo”? Forse per Alcatel è questa la ragione, visto che l’azienda pur non entrando nei dettagli della polemica respinge ogni accusa con sdegno, sostenendo che l’articolo racconta un falso.

Karsten Verhaegen, uno dei top manager di Alcatel in Francia, intervistato da Liberation, si è fatto scappare soltanto un: “Impossibile collegarsi al modem via Internet”. Come a dire, quindi, che non ci sarebbero pericoli per la privacy dell’utente che utilizza quegli apparecchi. Basta credergli e ogni preoccupazione scompare.

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10 04 2001
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