Il Moige e i pericoli social

Pubblicati i risultati di un'indagine sul rapporto con Internet di genitori e figli. Una generale sensazione di fiducia metterebbe a rischio i netizen più giovani, sempre più addentro a piattaforme come Facebook

Roma – “Un’abitudine anestetica”, presumibilmente incentivata da una scarsa conoscenza effettiva dei vari pericoli che serpeggiano in Rete . “Non so neanche bene cosa devo controllare, mi fido di mio figlio”: è una delle risposte rilevate da una recente indagine commissionata dal Movimento Genitori, realizzata dalla società specializzata in sicurezza informatica Trend Micro per considerare gli attuali rapporti tra genitori, adolescenti e Internet.

Una serie di focus group – portati avanti in occasione del Safer Internet Day di quest’anno – in cui sono state approfondite alcune delle tematiche più significative in materia di tutela dei netizen più giovani. Il 60 per cento dei genitori parlerebbe solo genericamente con la propria prole circa i possibili pericoli online . Solo 8 genitori su 100 hanno fatto ricorso agli strumenti software di parental control .

Percentuali poco incoraggianti, si suggerisce, alla luce di una vera e propria esplosione di luoghi social come Facebook. Il 90 per cento dei ragazzi del Belpaese preferirebbe la piattaforma di Mark Zuckerberg, a fronte di un generale gradimento verso tutti i social network disponibili sul web. Spazi di condivisione apprezzati dall’ 82,9 per cento degli adolescenti nella fascia tra i 15 e i 16 anni , e dal 74,3 per cento in quella tra gli 11 e i 14 anni.

Dunque un uso sempre più massivo, non sempre accompagnato da una doverosa consapevolezza in materia di privacy. Solo il 30 per cento degli adulti – e il 40 per cento dei ragazzi – ha ammesso di conoscere le varie opzioni messe a disposizione dai siti social per la tutela della privacy di milioni di utenti. I genitori del Belpaese sembrano comunque preoccupati. In primis dell’adescamento online (67,8 per cento), poi dei contatti indesiderati con sconosciuti (56,7 per cento).

Mauro Vecchio

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