Il naso della NASA annusa

L'ultima missione dello Space Shuttle ha consentito di verificare l'efficacia del nuovo dispositivo annusante, in grado di individuare e riconoscere odori e sostanze anche nello spazio


Washington (USA) – Di nasi elettronici si parla da anni e le tecnologie del settore si sono evolute moltissimo fino a comprendere anche cose come la progettazione di trasmissioni web in odorama controllate da software specializzato. Ma è la prima volta che la NASA pare intenzionata a trasformare un naso digitale in un componente centrale delle missioni spaziali.

Secondo la NASA i test condotti sul naso elettronico nell’ultima missione dello Space Shuttle hanno dimostrato la capacità del dispositivo di analizzare l’atmosfera interna delle navette spaziali. L’E-Nose è stato addestrato a riconoscere, oltre all’umidità, fino a dieci componenti che possono essere presenti nell’atmosfera di uno Space Shuttle. Si tratta di sostanze che, in alcuni casi, possono segnalare importanti problemi agli impianti.

La dottoressa Amy Ryan, tra i ricercatori del progetto E-Nose, ha spiegato:”Gli equipaggi spaziali sono molto occupati. Tutto quello che si può fare per automatizzare i loro compiti e mantenere sicuro l’habitat è importante. Ora dobbiamo ampliare le capacità di E-Nose di riconoscere gli odori e insegnarli a capire quando un odore significa pericolo e quando no”.

Va detto che l’E-Nose pesa meno di un chilogrammo e mezzo, compreso il computer interno, e misura 18,5×11,5×12 centimetri.

Naturalmente alla NASA si pensa anche ad altre applicazioni più squisitamente commerciali del nuovo device. Espandendone le capacità, dicono i ricercatori, potrebbe diventare un sistema di sicurezza in moltissimi ambienti, aiutare i medici nel loro lavoro fino addirittura a scovare mine inesplose.

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