Il Ninja open che risponde agli stimoli

Accetta input da sensori esterni e si programma con il semplice drag&drop

Chi ha detto che programmare un computer Linux perché risponda a degli stimoli esterni sia complicato? La dimostrazione è Ninja Blocks. Uscito da Kickstarter lo scorso 10 marzo, con un finanziamento di ben 102.935 dollari a fronte dei soli 24mila richiesti dai tre responsabili di progetto, il mini PC con Linux dentro inizierà le vendite a partire dal prossimo giugno. In pratica Ninja Blocks è un piccolo computer realizzato con hardware open source e dotato di sistema operativo Linux. Questo mini-PC è pensato per accettare segnali provenienti da sensori esterni o da Internet, in modo da generare una risposta che può essere sempre veicolata via Web.
Alcuni dei sensori disponibili sono già integrati sulla scheda del computer come il sensore per la temperatura e un accelerometro.

Ninja Blocks

Allo stesso tempo, il produttore ha lavorato su una versione più completa del mini PC, che può essere dotata di sensore luminoso, per l’umidità, la distanza e il movimento. A questi si aggiungono un pulsante di trigger, un ingresso USB con adattatore WiFi e una webcam.
La porta USB di quest’ultimo modello permette di collegare a Ninja Blocks altri sensori, oltre ad altri controller come ad esempio un ricevitore ad infrarossi.

In questo modo, i casi di utilizzo si moltiplicano. Ad esempio, si può decidere di usare Ninja Blocks insieme ad una webcam per controllare una porta di ingresso ad una stanza importante. Si può programmare il dispositivo affinché la webcam rilevi il movimento davanti alla porta e invii un tweet con un’immagine, consultabile poi sullo schermo del proprio smartphone. In questo modo, si potrà sempre avere sotto gli occhi chi si avvicina alla porta da controllare.

La programmazione di questo scenario d’uso non è per niente difficile. Tutto infatti si basa su una semplice interfaccia grafica e il comportamento del Ninja Blocks viene programmato semplicemente con un drag&drop di icone, grazie alla piattaforma online Ninja Cloud e sfruttando il paradigma “se accade questo, allora fai quest’altro”. Nel caso esemplificato, sarà sufficiente indicare la webcam come sorgente, indicare che si vuole rilevare il movimento e scegliere l’icona di Twitter per far inviare un tweet con l’immagine catturata.

Con la stessa semplicità si possono realizzare infiniti scenari d’uso, come un sensore di distanza per l’automobile, un sistema di apertura per una porta, un modulo per l’accensione della luce dallo schermo del proprio smartphone e via discorrendo. Il tutto senza conoscere nulla di programmazione. Quest’ultimo esempio si può realizzare in quanto gli input al mini PC possono arrivare anche dal Web, come ad esempio da un login su Xbox Live, un file in arrivo su Dropbox, un nuovo tweet inviato, una menzione su Facebook e tanto altro ancora.

L’hardware è basato su una scheda Beagle Bone e, data l’applicabilità del dispositivo anche in mobilità, Ninja Blocks può essere alimentato da un alimentatore esterno da 5V oppure da una batteria interna.

Come detto, le spedizioni internazionali del prodotto inizieranno a giugno e per ora, sul portale Web del produttore, è possibile effettuare una prenotazione del modello base (AUD150) al costo di 155 dollari australiani o del modello avanzato (AUD255), dotato dei sensori extra sopra descritti, al prezzo di 255 dollari australiani.

(via RegHardware )

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  • JosaFat scrive:
    Re: razionalizzazione domini ue
    Ma anche no.
  • andrea ci scrive:
    domini
    eh sarebbe bello se i domini avessero ancora il senso che avevano all'inizio... primo esempio il ".tv" che dovrebbe essere l'isola Tuvalu e non i programmi televisivi... oppure il .org che doveva essere solo per il "non scopo di lucro"....
    • JosaFat scrive:
      Re: domini
      Quali casi ci sono di .org per organizzazioni con scopo di lucro?Il caso .tv (come anche tanti altri, a dire il vero, come cc, cx, eccetera), dipende solo dal registrar. Questi TLD sono stati dati (correttamente) a questi piccoli paesi, che però non avrebbero avuto molta opportunità di utilizzarli (chissà che quantità di siti per isole come le Cocos o le Tuvalu), mentre invece vendendoli worldwide hanno avuto modo di far arricchire e sviluppare queste nazioni minuscole.
  • bubba scrive:
    mah.......
    per quanto mi sembri una apparente idiozia (e anche imho abbasta inapplicabile.. visti i XXXXXX alla nascita con pacchi di registrar-fake, e trasferimenti di tld da gestori diversi da EURid), e' cio che prevede il regolamento. Who can register a .eu domain name?Any company or organisation based in the European Union and any natural person living in the EU is eligible to register a .eu domain name. These eligibility criteria are defined in article 4 of the EC regulation 733/2002. Credo pero' che cose analoghe (non tanto geografiche, quanto di 'scopo') le avessero anche tld come .info , .biz ecc... ma poi ognuno registra quel che gli pare...
    • Piva piva olio di oliva scrive:
      Re: mah.......
      - Scritto da: bubba
      per quanto mi sembri una apparente idiozia (e
      anche imho abbasta inapplicabile.. visti i XXXXXX
      alla nascita con pacchi di registrar-fake, e
      trasferimenti di tld da gestori diversi da
      EURid), e' cio che prevede il regolamento.


      Who can register a .eu domain name?
      Any company or organisation based in the European
      Union and any natural person living in the EU is
      eligible to register a .eu domain name. These
      eligibility criteria are defined in article 4 of
      the EC regulation 733/2002.


      Credo pero' che cose analoghe (non tanto
      geografiche, quanto di 'scopo') le avessero anche
      tld come .info , .biz ecc... ma poi ognuno
      registra quel che gli
      pare...Specie .info poi... metà della roba che registrano è spazzatura come siti di phishing o malware.
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