Il padre di Kazaa: pagatemi (bene)

Il giovane sviluppatore di Kazaa, ora alle dipendenze di Microsoft, ha denunciato Sharman Networks rivendicando i copyright sul suo popolare software scambia-file. Chiede molti milioni di dollari di risarcimento


Los Angeles (USA) – Come se già non bastassero i molteplici guai giudiziari con le major della musica e del cinema, Sharman Networks si trova ora a fronteggiare uno sviluppatore rumeno che, attraverso un tribunale di Los Angeles, rivendica la paternità del celebre programma di file sharing Kazaa e i relativi diritti sul codice.

Fabian Toader, attualmente impiegato come sviluppatore da Microsoft a Redmond, sostiene di aver scritto Kazaa nel 2000 mentre lavorava in Romania come programmatore freelance per Kazaa B.V., la società olandese che nel 2002 vendette tutti i diritti sul software all’australiana Sharman.

Toader afferma, in particolare, di non aver mai stipulato nessun contratto con Kazaa B.V. e, pertanto, di essere ancora il legittimo proprietario dei copyright su Kazaa Media Desktop, ora distribuito da Sharman. Per tale ragione il giovane sviluppatore chiede ora a quest’ultima il riconoscimento dei propri diritti e un risarcimento danni di 25 milioni di dollari.

“Sharman ha guadagnato milioni (di dollari) utilizzando il mio software”, ha dichiarato Toader in un comunicato. “Voglio solo essere equamente compensato per il mio lavoro”.

Kazaa è ancora oggi uno dei programmi scambia-file più utilizzati al mondo : basti pensare che, dallo scorso novembre ad oggi, l’ultima versione di Kazaa è stata scaricata da Download.com oltre 335 milioni di volte.

Sharman, dal canto suo, nega con forza la validità delle asserzioni di Toader e afferma di possedere un documento che trasferisce espressamente tutti i diritti sul codice del software P2P a Kazaa B.V..

La causa intentata di recente da Toader non è il primo tentativo del programmatore rumeno di reclamare la paternità del suo pargolo, tanto è vero che lo scorso agosto Sharman lo denunciò presso un tribunale di Seattle con l’accusa di “aver tentato di ricattare la società”. Il mese successivo Toader rispose con una controcausa che, lo scorso febbraio, ha poi deciso di ritirare per riaprirne una analoga, quella attuale, a Los Angeles. In questa stessa città Sharman ha ancora una causa in corso con alcuni giganti dell’industria discografica e cinematografica.

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  • Anonimo scrive:
    Implementazione pratica
    Attualmente Opera sta sperimentando pubblicamente queste specifike W3C attraverso le preview di Opera 7.5.
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