Il Pakistan oscura Wikipedia

Le autorità del regime di Pervez Musharaff bloccano ogni accesso all'enciclopedia partecipativa, accusata di diffondere le caricature di Maometto
Le autorità del regime di Pervez Musharaff bloccano ogni accesso all'enciclopedia partecipativa, accusata di diffondere le caricature di Maometto


Karachi – La censura pachistana colpisce ancora: dopo aver bloccato l’accesso a tutti i siti ospitati da Blogspot , l’Autorità Pachistana delle Telecomunicazioni ha oscurato l’enciclopedia partecipativa Wikipedia . L’allarme arriva da Help Pakistan , sito gestito da alcuni blogger di Karachi che si battono per la libertà d’espressione nello stato governato da Pervez Musharraf.

Tristemente, le vignette del profeta dell’Islam sono la causa di questo grave avvenimento: “Il governo ha deciso di soffocare l’accesso all’informazione offerta da Wikipedia”, dice Awab Alvi , “perché alcuni gruppi politici hanno protestato contro l’enciclopedia, accusata di ospitare alcune immagini offensive nei confronti di Maometto”.

All’indomani dello sdegno dei musulmani di tutto il pianeta per le caricature apparse sul quotidiano danese Jyllands Posten , il Pakistan ha creato una lista nera di 12 indirizzi web vietati. “Il problema è che non hanno bloccato le singole pagine incriminate”, dice Alvi, “ma direttamente il dominio di secondo livello associato al server che le ospita”: milioni di pagine pubblicate su Wikipedia.org sono state così inghiottite dalla spirale del silenzio.

L’amministrazione statale di Karachi controlla in maniera dispotica ogni collegamento con l’estero, stando ad un’analisi pubblicata su Desicritics : il Pakistan Internet Exchange , l’ente che amministra le strutture telematiche nazionali, ha autorità assoluta sulle due dorsali oceaniche e sui pochi collegamenti satellitari che portano Internet all’interno dei confini pachistani.

La situazione pare estremamente sfavorevole ad una apertura nel prossimo futuro ed il governo non sembra intenzionato a liberare Internet dal giogo dei controlli sui contenuti. “Continuiamo comunque a batterci per opporci all’illegittimità d’ogni tipo di censura sui blog e sui siti web”, dicono gli attivisti di Help Pakistan.

Secondo Neha Viswanathan, redattore asiatico dell’osservatorio Global Voices , la comunità dei cosiddetti blogger desi , gli utenti provenienti dal sud-est asiatico, è tra le più promettenti al Mondo: “Una presenza freschissima all’interno del panorama dell’informazione indipendente”.

Le iniziative anti-censura all’interno della prolifica blogosfera pachistana non hanno tardato a nascere in modo quasi spontaneo: alcuni sostenitori di Help Pakistan hanno creato il portale PKBlogs , un gateway per accedere ai siti bloccati di Blogspot.

Tommaso Lombardi

Update ore 6.00 – Notizie non confermate ma riportate su alcuni blog e network libertari indicano che il blocco su Wikipedia sarebbe stato rimosso. Non vi sono invece notizie sulle ragioni che hanno portato alla censura della celebre enciclopedia web.

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19 04 2006
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