Il Pentagono spera nelle card biometriche

Nei prossimi anni verranno distribuite a 3 milioni di persone coinvolte nella Difesa, sia militari che civili. Messi a nudo in un ID cifrato e... inviolabile
Nei prossimi anni verranno distribuite a 3 milioni di persone coinvolte nella Difesa, sia militari che civili. Messi a nudo in un ID cifrato e... inviolabile


Washington (USA) – Migliorare la sicurezza dei sistemi informativi, consentire un più facile accesso alle informazioni disponibili da parte del personale autorizzato, proteggere i dati rilevanti e permettere uno scambio produttivo tra gli utenti del network militare statunitense. C’è tutto questo dietro il progettone che il Pentagono ha ormai messo a punto per le future “ID Card” del personale civile e militare.

Nei prossimi tre anni la Difesa statunitense fornirà a tre milioni di individui altrettante card che consentiranno non solo l’accesso fisico agli uffici e alle altre aree riservate ma controlleranno anche il livello di autorizzazione di cui ciascuno dispone. Questo è ritenuto centrale soprattutto nelle politiche di gestione delle risorse informative, la cui organizzazione si basa sui privilegi di accesso del personale che le utilizza.

All’interno delle card non saranno soltanto inseriti tutti i dati già oggi presenti, come nome, numero di matricola e grado, ma anche cose come impronte digitali, impronta della retina, forma della mano, timbro vocale e grafia. Dati che potranno essere utilizzati anche per cifrare le comunicazioni digitali.

Tutto questo secondo il Dipartimento della Difesa aumenterà conseguentemente le capacità di sicurezza delle infrastrutture militari, elemento considerato essenziale per l’operatività stessa della Difesa.

Un programma di individuazione delle tecnologie e dei sistemi necessari è già stato attivato e da lì emergeranno le soluzioni che verranno adottate dal Pentagono.

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29 07 2002
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