Il più telefonone che c'è

Indubbiamente... grosso. Ha dimensioni simili a quelle di un essere umano, ma è perfettamente funzionante e viene proposto a telco ed operatori del settore

Helsinki – Il telefono cellulare è nato per rispondere ad esigenze di mobilità. Va da sé che il suo valore aggiunto è rappresentato dalla sua portatilità o tascabilità. Ma non tutti pensano a ridurre le dimensioni degli apparecchi: lo dimostra la società finlandese SysOpen Digia , che ha presentato il suo… telefonone.

L’azienda non è un concorrente domestico di Nokia o Benefon : il core business di SysOpen Digia è la realizzazione di soluzioni software e al mondo delle telecomunicazioni – soprattutto ai produttori di dispositivi mobili – si rivolge da fornitore di tecnologie . Per questo motivo è facile intuire a chi può interessare il suo telefono cellulare ImageExpo MegaPhone, che tradisce la propria vocazione fin dal nome: ad operatori del settore, durante presentazioni ed eventi come fiere ed esposizioni.

Il telefonone L’ apparecchio è a misura umana. Nel senso che le sue dimensioni sono 123x45x19 cm: installato sul piedistallo, la sua altezza diventa di 170 cm.
In quanto telefono cellulare, è perfettamente funzionante e offre:
– ampio (!) display touchscreen a colori
– tastiera leggibile
– supporto agli SMS
– accesso web
– e-mail
– agenda
– rubrica
– connettività USB e Bluetooth.

Non si parla di vivavoce integrato, ma se il volume dell’altoparlante fosse proporzionato alle dimensioni del telefonone, sarebbe certo un optional superfluo. Facezie a parte, un’ulteriore particolarità che piacerà ai potenziali clienti di questo mega-cellulare è la possibilità di ordinarlo con un aspetto personalizzato: forma, colore e veste grafica della scocca possono infatti essere realizzati sulle specifiche richieste dal cliente, anche sulla base di telefonini già in commercio (riproducibili in scala maggiorata) o di progetti relativi ad apparecchi inediti.

D.B.

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  • Anonimo scrive:
    Scatto alla risposta: possiamo tenerlo.
    Sarò una voce fuori dal coro, ma francamente non mi turba avere il costo dello scatto alla risposta: in qualche misura costituisce la ricompensa minima del servizio "comunicazione" e non mi crea particolari difficoltà nel confrontarne l'impatto sul mio modo di telefonare, o nel confronto tra tariffe diverse (e quindi nello stimolare la concorrenza).Vorrei che fosse chiaro, invece, che la successiva tariffazione della comunicazione avvenga in base a criteri precisi, quindi un certo importo al secondo. Questo ricondursi al costo al secondo equivale al conoscere il prezzo al chilo al supermercato: non importa se mi vendi le olive in barattoli da 200 o 375 grammi, basta che io possa confrontare il prezzo al Kg. Più il costo dello scatto alla risposta :)Ben venga invece la chiarezza sui costi di roming: non posso sempre prevedere l'effetto economico di una telefonata ad un cellulare, soprattutto quando il proprietario si sposta tra nazioni diverse.
    • Anonimo scrive:
      Re: Scatto alla risposta: possiamo tener
      Non ha nessun senso lo scatto alla risposta.Sapere perchè esiste, può aiutare a capire il perchè.Lo scatto alla risposta è nato quando c'erano le centrali a commutazione meccanica (da cui il nome "scatto"), per cui c'era una effettiva usura, quindi si penalizzava un utente che faceva, esempio, 10 chiamate da 3 minuti, rispetto ad uno che ne faceva una da 30, perchè effettivamente le 10 chiamate andavano a incidere sui costi di manutenzione.Oggi, dove tutte le centrali sono elettroniche e tutta la comunicazione, fissa e mobile è gestita digitalmente e via software, non ha più senso la discriminazione di cui sopra, e quindi lo "scatto" (non c'è più nulla che scatta, appunto) non ha alcuna ragione di esistere.
      • YellowT scrive:
        Re: Scatto alla risposta: possiamo tener
        Se, economicamente, lo scatto mi permette di pagare meno per ogni minuto, allora sono contento che ci sia.Infatti la mia tariffa Wind10 la terrò per luuuungo tempo
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